Patti Lateranensi: E’ Ora di Rifargli il Tagliando e Rimettere le “Cose a Posto” 16


In concomitanza del tradimento di Mastella che chiede al Governo di consolarlo e coprire le marachelle di famiglia, la CEI , come il soldato sotto la croce, affonda la lancia nel costato di Prodi per accertarne e accelerarne la morte.

La proposta sarebbe di fare punto e a capo. Ritornare alla legge delle Guarantigie e attendere di vedere se, a differenza di Bismark, Bush (che tanto gli piacciono le invasioni) voglia accogliere un eventuale appello di dichiarare guerra allo stato Italiano che tanto, come pontifica Bagnasco è : “sfilacciato, frammentato”, “ridotto a coriandoli”. Altro che 194, legge che funziona alla perfezione, se tagliando s’ha da fare è ai patti Lateransi voluti dal “Duce del fascismo” per rafforzarsi un regime che solo le tonache, anch’esse nere come la camicie dei suoi picchiatori – vedi l’ironia della storia – potevano pubblicizzare dai pulpiti.

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Se fossimo dei credenti dovremmo osannare Oliviero Diliberto. Le sue profezie si stanno compiendo meglio e più puntuali di quelle di Elia. «Non saranno i Comunisti a fare cadere il governo Prodi» – diceva a Cagliari il 17 dicembre – «ma nell’ordine, Mastella, il Vaticano e gli altri poteri forti: Confindustria e la politica estera americana». Una profezia direbbero i laici-fedeli perché, intenti a spartir poltrone, ingraziarsi il Papa e accontentare banche e finanza, di analisi politiche non solo non ne fanno, ma non ne sanno fare.

Torniamo al punto. Papa, Vaticano e CEI hanno rotto, con la scusa del primato etico, quei patti che il solo Benedetto Croce contrastò perché: «gli ripugnava quella particolare conciliazione, effettuata non con un’Italia libera, ma con un’Italia serva, e per mezzo dell’uomo che l’aveva asservita il quale compiva quell’atto fuori da ogni spirito di religione e di pace, ma solo per trarne nuovo prestigio e rafforzare la sua tirannia». Questo è il vichiano ripetersi dei cicli della storia. L’Italia serva, per Dante come per Croce e ora per l’ineffabile Bagnasco che, per riportare solo i brandelli del suo intervento, diventa economista, futurologo e iettatore, solo a stare a quanto scrive la Repubblica del 21 gennaio e che è impossibile non ritrascrivere: «”Bloccato lo slancio e la crescita anche economica”, vede (Bagnasco) “in giro paura del futuro e senso di fatalistico declino”, “sfiducia diffusa e pericolosa”, manifestata “anche da osservatori stranieri”». E così, aggiunta la “bulla” degli osservatori stranieri il circolo si schiude e trionfa il vero ed unico “intellettuale organico” come Gramsci lo aveva concepito.

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Pensiamo un momento. Bagnasco percorre tutto il cursus honorum di un vero intellettuale della chiesa (biografia) poi diventa Ordinario Militare d’Italia e quindi assume il grado di Generale delle Forze Armate. Benedice le bandiere italiane che partono per la guerra del Golfo e celebra i riti per i cadaveri di ritorno. Il compilatore di wikipedia, inconscio dell’orrido chiosa : “Ha celebrato i funerali di Stato solenni dei vari caduti di quei conflitti, divenendo un volto (tristemente) noto agli italiani”. A nostro modesto parere continua ad essere tristemente noto per ben altre ragioni. Induritosi, se ve ne fosse stato bisogno, oltre che nei severi seminari, nelle alte sfere militari , Bagnasco porta nella CEI il cipiglio militare gli attacchi (Ruini mellifluamente li prospettava ai devoti teo-dem) a tutto quanto, in questo arretrato paese, era diventato conquista civile e diritto personale inviolabile e normativamente riconosciuto. Conquistata una labile vittoria sulla legge 40 che la magistratura sta demolendo pezzo per pezzo, ed essendo più furbo di Mastella, non attacca i magistrati (meglio non stuzzicarli che putacaso vadano a frugare sotto le tonache) dirige le artiglierie contro la 194. Una legge decente che si occupa della interruzione volontaria della gravidanza, ma di cui il “dominus” è la Donna. Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato, però ci si azzecca sempre. Trattandosi di preti, e di preti lui se ne intende, pensiamo sia il caso che anche a noi venga da pensar male. Pensiamo cioè, che quello che fa incavolare la gerarchia ecclesiastica (tutta generalmente al maschile) sia esattamente questa donna che alla fine diventa padrona (dominus) di se stessa. Pare sia inconcepibile. Passi che non vogliano portare il pitale al parroco, si possono sempre licenziare, ma questa storia che possano abortire senza permesso non s’era mai vista. Almeno nella terra dove alberga Pietro.Passi che lo facciano in America che è lontana, passi pure che lo facciano in quella terra di senza papa che sono gli Inglesi, ma a Roma? A Roma no. Assolutamente no; chè con tutte quelle cliniche che ci abbiamo, vuoi vedere che putacaso…Non rimane che “fare il tagliando alla 194 visto che la scienza ha fatto certi progressi”…”Ma quali progressi?”, “Ma quanto siete tignosi…, progressi, chiedetelo alla Binetti che li sa lei. E poi, mica solo la 194! E i matrimoni dei gay? E questa novità del divorzio breve?” E così il cardinale generale parte all’attacco e manco fosse un meccanico vuol far il tagliando a tutto.

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E facciamolo questo tagliando. Ma alla Calamandrei. E cominciamo dagli “sghei”, quelli che gli diamo ogni anno e che anche l’Europa ci ha detto che sono troppi, anzi so’ da levare. E l’esenzione sull’ICI ? Anche lì gli facciamo un bel tagliando, mettiamo sulle 4.000 locande che le suore gestiscono a Rimini, sui negozi delle reliquie, e sulle librerie. Il Papa ha messo una tassa su quello che scrive? E noi invece che fargli lo sconto sull’IVA gli mettiamo la tassa sulla tassa. Ai tempi del “Papa RE” si faceva così. Con giustizia ed uguaglianza: tu mi fai un tagliando a me io ti fo’ un tagliando a te. Fino a quando qualcuno dirà : « Ora basta coi tagliandi. Tu sei sovrano a casa tua e io so’ sovrano a casa mia, e niente interferenze». E tutti vissero felici e contenti.