Pastorale Italiana
22 novembre, 2007 di harlot
Archiviato in Cronache Italiane, Leggere
Tacete e ascoltate e guardate che bucolico idillio, che sublime conferma è la Rai. Il pubblico al servizio del privato, la collettività presunta - sovrastruttura sgangherata, a mò di maschera mal assortita, del più bieco e squallido degli interessi. La sporcizia della commistione, l’odore stantio di sudore rancido e rappreso che cola da un corpo grasso e untuoso, dal ventre molliccio, flaccido e ciambelloso - la Rai. E Mediaset.
Guardate che meraviglia destituita d’autorità, anelata e mai avuta, che si manifesta su ciò che sta intorno al tubo catodico di stato, splendida pastorale di un paese immondo. E le intercettazioni, autentico instrumentum diaboli, amplificatore crudo ed inflessibile che vorrebbe essere spezzato da chi rimane imbrigliato nelle sue maglie. Guardate e ascoltate i brogliacci, leggetene le trascrizioni, affondate nelle pieghe sinuose di una verità captata dalla tecnologia al servizio dell’ordine.
L’inchiesta Hdc, una semplice bancarotta - chi mai l’avrebbe detto che avrebbe portato al sottomondo televisivo? Soprattutto: che bisogno c’era di conferme, quando la percezione fattoidale era così concreta da spazzare impetuosamente il campo da ogni residuale incertezza? Guardate la morte del Papa, come è stata trattata la morte del papa; un concerto sinfonico, eppur stridente nella sua cacofonia deontologica; l’etica opaca della spartizione delle notizie, vera bolla speculativa di infima qualità sulla pelle di un morto, destinata ad esplodere come un sozzo bubbone giallastro e violaceo.
Guardate il vizioso cabaret dei risultati elettorali del 2005, ed osservate i maldestri tentativi di sotterrare una débâcle delle dimensioni di una montagna. Sforzi grottescamente autopilotati, indotti dal senso di sottomissione volontaria al padrone di turno - eterna malattia italica. E Vespa, guardate l’ineffabile Vespa, toccate l’occhio umido di riguardo per il Dottore (Berlusconi, ovviamente). Plaudite alla consapevolezza degli inconsapevoli interlocutori: lo speciale sulle elezioni; nessun problema, “Vespa è sempre Vespa”, e lui sa come aggarbare una situazione maleducata. O tempora, O mores.
E guardate Sanremo, che è sempre Sanremo, anche se lo decidono gli altri - soprattutto se lo decidono gli altri, i concorrenti di Mediaset. I concorrenti che in Italia non sono mai nemici, dato non c’è più antagonismo - c’è mai stato? - ma c’è convergenza, esclusiva, biunivoca ed imperativa. E guardate la stampa, il quarto potere ormai interamente fagocitato dal potere partitico, che per tutti questi anni ha avuto sotto gli occhi la derubricazione privata del servizio pubblico ed è rimasta a ciglio asciutto.
Guardate, ed assaporate. Leggete i giornali che parlano di ragnatela Berlusconi - una tessitura sulla quale indicibili insetti minori, essendo di Berlusconi, sono ben felici di impattare. E ascoltate i commenti sdegnati dei protagonisti, divi consci di dover dare in pasto qualcosa, qualsiasi cosa, all’anemica opinione pubblica, termine orribile ed improprio che designa soltanto un’entità astratta ed irrealizzabile.
Guardatelo, guardate tutto l’insieme. Non scomponetelo, guardatelo fino alla noia, mostratelo a tutti così com’è, fino a giungere al parossismo collettivo, se necessario. Riguardatelo fino allo sfinimento, fissate il corrugamento della catena informativa, imprimetevelo nella mente, pulitevi dai liquami della cloaca in cui siete stati immersi così a lungo.
Poi spegnete tutto. Come ultima cosa tirate l’acqua, seguendo il vorticoso sciabordio dello sciacquone, finalmente liberi da un fardello ormai insostenibile - liberi dalla Rai, liberi da Mediaset, liberi da Raiset. Liberi dall’Italia.
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“Trovo la televisione molto educativa. Ogni volta che la accendo, vado in biblioteca e leggo un buon libro!”
GROUCHO MARX (comico statunitense)
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Per quanto riguarda la Televisione, fornitrice ed ispiratrice ufficiale dei nuovi modelli comportamentali alla faccia di una qualsiasi minima legge morale naturale oggettiva, sia essa religiosa o laica, concordo con Padre Livio Fanzaga, che dalle sue potenti antenne radiofoniche ripete in continuazione che la TV è diabolica (demone della televisione)…
Un caro saluto!
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