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Partita Doppia: Rapporto fra Individuo e Stato

19 luglio, 2008 - 13:00 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia




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Prendiamo in prestito questo simpatico metodo dalla contabilità per analizzare, attraverso un semplice rapporto “Dare/Avere”, la relazione fra individuo e stato (vorrei tanto poter fornire cifre e dati come fanno quei giornalisti puntigliosi e impeccabili alla Marco Travaglio, ma sfortunatamente per svariati motivi ciò è attualmente ben al di sopra delle mie possibilità. L’intenzione è comunque quella di proseguire con questa ricerca per arricchirla e renderla sempre più consistente).

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Individuo: l’individuo, mediante la produzione di beni derivanti dalla propria attività, genera profitti per la propria azienda, nel caso esso sia dipendente, o per se stesso, se invece libero professionista. In entrambi i casi genera ricchezza diretta e indiretta per il paese, che percepisce un gettito consistente (TASSE. Es.: IRES, IRAP, IRE, IRPEF, IVA); se l’individuo acquista un bene paga, per ogni acquisto, una imposta sul valore aggiunto, generalmente pari al 20% del valore del bene (TASSE. Es.: IVA); se l’individuo è dipendente versa, attraverso una trattenuta in busta paga, altrimenti, se lavoratore autonomo, destina periodicamente attraverso la dichiarazione dei redditi, un cospicuo ammontare allo Stato (TASSE. Es.: IRPEF); se l’individuo è proprietario di un immobile deve versare ingenti somme (TASSE. Es.: ICI, INVIM, Tassa di registro sul contratto di locazione, IRPEF), oltre che pagare, su tutti i servizi erogati (luce, gas, acqua, nettezza urbana, telefono) un ammontare aggiuntivo (TASSE. Es.: IVA, TARSU, Accise varie), se invece deve acquistare un immobile o trasferirne la proprietà, dovrà sborsare cifre importanti per il notaio e per tutta una serie di imposte obbligatorie (TASSE. Es.: Imposta di registro, Imposta catastale e ipotecaria, IVA, Imposta di successione e donazione, Imposta di bollo, Tassa sui passi carrai); se l’individuo acquista un’auto, occorre provvedere al pagamento di determinate cifre (TASSE. Es.: Immatricolazione, Messa su strada, IPT) oltre che dover stipulare un’assicurazione, mentre invece, una volta divenuto proprietario, dovrà periodicamente versare il bollo (TASSE. Es.: Imposta di bollo), pagare l’assicurazione e far fronte a manutenzioni frequenti e obbligatorie.

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Non dimentichiamo poi che una automobile, per muoversi, necessità di periodiche immissioni di carburante, che tutti sanno essere pesantemente gravato da svariate accise (TASSE); se l’individuo ha figli, deve far fronte ad un ulteriore esborso per rette scolastiche, materiale didattico ed altre spese indirette (Es.: mezzi trasporto, vitto, alloggio); se l’individuo deve ricorrere al sistema sanitario nazionale, deve pagare un ticket (TASSE) e spesso, se vuole che i tempi non divengano biblici, deve pagare per prestazioni private; se l’individuo vuole usufruire dei servigi di un istituto bancario dovrà far fronte ad una serie di spese e costi fissi che l’istituto richiede inderogabilmente per ogni operazione effettuata (TASSE); se l’individuo deve accedere ad un qualsiasi servizio ulteriore (Carta d’Identità, Patente, Passaporto, Certificati vari, etc…) deve sempre e comunque inevitabilmente contribuire (TASSE). Volutamente qui non si prende in considerazione tutto ciò che l’individuo-cittadino fa per lo Stato, per la collettività, per il prossimo e che, spesso, non ha valore.

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Stato: sul tema occupazionale non fornisce risposte e non agisce in maniera risolutiva; sul tema sanità, eroga un servizio qualitativamente sempre meno accettabile e sempre più costoso; sul tema istruzione, si assiste ad un graduale disfacimento del sistema scolastico che diviene via via sempre più scadente, oltre che costoso; sul tema della sicurezza, la tutela del cittadino è sempre meno garantita; sul tema giuridico, l’intero apparato sta sprofondando e la sua azione sta miseramente perdendo di efficacia; sul tema legislativo, il governo e i rami del parlamento sono sempre meno credibili e rappresentativi; sul tema della crescita, non si assiste a investimenti adeguati ed incisivi; sul tema pubblica amministrazione, l’esborso è mostruosamente sproporzionato paragonato all’efficienza; sul tema spesa pubblica, gli sprechi sono innumerevoli e sempre più consistenti.

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Se partiamo dall’assioma che ogni cittadino partecipa alla cosa pubblica secondo le sue possibilità e che lo Stato gestisce in suo nome ed in sua vece la suddetta cosa pubblica operandosi per assicurare ad ogni singolo cittadino servizi, garanzie e tutele alle quali esso ha diritto, possiamo affermare, con estremo dispiacere, che, dopo questa sintetica e, sicuramente, incompleta analisi, l’evidenza si manifesta nei successivi due punti:

1) l’individuo, specie se lavoratore dipendente, fa ampiamente la sua parte, versando in più riprese nelle casse dello stato cifre imponenti;

2) lo stato, mancando di ottemperare ai propri doveri e non restituendo all’individuo quella serie di servizi che esso “acquista” mediante il proprio cospicuo contributo, la sua parte non la fa. Tendenza che negli anni è andata progressivamente peggiorando.

In definitiva si assiste ad un sempre più massiccio sbilanciamento fra Dare e Avere, fra costi e ricavi a discapito dell’individuo ed a netto vantaggio dello Stato, che non è più in grado di giustificare la propria posizione, la propria reiterata inefficienza ed assenza. Le domande che sorgono spontanee sono diverse: il cittadino sta facendo così tanti sacrifici per avere cosa in cambio? Che fine ha fatto la “Res pubblica”? Dove sono finiti i nostri diritti costituzionali?

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Tutte queste considerazioni, che per certi versi potrebbero avere sentori di disfattismo, non vogliono in nessun modo appoggiare la deriva liberista tanto in auge in questo periodo buio. Io credo nello Stato come unico e necessario tutore, gestore ed erogatore di fondamentali funzioni, quali:

1) Sanità;

2) Istruzione;

3) Giustizia;

4) Sicurezza;

5) Occupazione.

Con questa convinzione ritengo occorra agire concretamente per risanare ciò che è nostro, ciò che ci appartiene.

(Con la collaborazione dell’ottimo contabile K)

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Comments

36 Risposte a “Partita Doppia: Rapporto fra Individuo e Stato”
  1. ti consiglio di abbandonare velocemente la sensazione che contro i cittadini santi e tassabili si contrapponga un misterioso ente divoratasse e riversadisservizi, in alternativa, scovare la tana di questo temibile mostro e infilzarlo con excalibur.

    sfortunatamente le infinite versioni del dualismo benemale (dove noi stiamo dalla parte del bene e loro sono i cattivi) non si applicano mai! non esiste uno ‘stato’. ci sono persone. ci sono italiani. e anche tra queste persone non esistono stronzi o santi. ma tutti facciamo cose sia dell’una che dell’altra specie.

    il tuo modo di vedere le cose è fortemente deresponsabilizzante (la colpa è dello stato brutto e cattivo!) che è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno: chi non ha colpe, non deve far nulla per rimediarvi e la ruota continua a girare.

    • Ho come l’impressione che tu non abbia esattamente letto tutto e con attenzione. Non ti chiedo di compiere lo sforzo…mi limiterò a citarti la frase con la quale chiudo l’articolo “Con questa convinzione ritengo occorra agire concretamente per risanare ciò che è nostro, ciò che ci appartiene”…e se, ad una lettura distratta e incompleta, posso aver dato l’impressione di parlare di noi cittadini buoni e vittime di un mostro che è altro rispetto a noi, beh…in prima battuta mi verrebbe voglia di ripetermi, ovvero ribadire che avresti dovuto leggere più attentamente…poi però, pensandoci meglio, magari vale comunque la pena di chiarire l’eventuale equivoco e dirti che sì, lo Stato siamo noi…è roba nostra e tutti ne siamo responsabili…purtroppo però ce lo hanno quasi sfilato dalle mani, attraverso leggi elettorali farsa, a causa di un lunghissimo periodo di malgoverno operato da individui incapaci e inetti che NON ci rappresentano più…etc…etc…etc…MA tutti noi siamo parte dello Stato, quindi cerchiamo di riappropriarcene e risanarlo!!

  2. Oris scrive:

    beh, lo sforzo notevole di cambiamo pianeta nel rimanere neutrale il più possibile probabilmente lo ha danneggiato nella esposizione.

    La tua secondo me poteva esserne la chiosa.

    Credo che il dualismo stato cittadino sia inteso come figure descrittive e non come figurae contrapposte.
    Una sorta di divulgazione “sterile” di quello che in efffetti accade.

    La tua chiosa entra già nella analisi approfindita del fenomeno.

    • @oris: uhm, no. forse non mi sono spiegato. io mai e poi mai avrei scritto o sottoscritto un articolo del genere per i motivi proprio spiegati nel mio precedente commento. la percezione del ‘piove governo ladro’, ce l’hanno tutti con me, sono sfortunato al totocalcio, dio non mi ama più, per me sono pensieri che si dovrebbero abbandonare prima della fine dell’adolescenza.

      è chiaro che ognuno è libero di pensare quello che vuole, ma mi fa paura proprio perché se uno pensa così, smette di sentirsi coinvolto in prima persona, perché la colpa è di qualcosa di talmente grosso (evidentemente qualcosa al di fuori di me!) che non ci si può fare niente, oltre cambiare canale che alle nove c’è la de filippi.

      ti prego di non far rototraslare le mie parole in modo che possa sembrare che non sono in netta e totale opposizione con il contenuto dell’articolo.

      @ilbuonpeppe: mi son sempre chiesto quando un politico diventa politico e smette di essere cittadino. se accade gradualmente o con un rito tutto in una notte!

      • Oris scrive:

        Io non l’ho letto così. Sono chiavi di lettura.

        Dallo stato non mi aspetto nulla ne gli do colpe, fa semplicemente i propi interessi, che in teoria dovrebbero coincidere con i miei. :)

        Io vivo e lo sopporto, come un tumore benigno.

        Cambierò idea quando mi sentirò parte di esso, per adesso mi sento suddito.

        Non per questo mi aspetto qualcosa da esso, il minimo indispensabile, quanto basta per rendermi ciò che pago (troppo).

      • Riprendo il commento fatto a seguito del tuo…e qui ho avuto conferma dei sospetti…non solo non lo hai letto tutto e distrattamente…non lo hai nemmeno capito…innanzitutto se non mi sentissi coinvolto in prima persona non mi sarei nemmeno preso la briga di scriverlo questo lungo articolo, in secondo luogo ciò che affermo va esattamente nella direzione opposta alla caterva di “stronzate” che sbrodoli nei tuoi commenti/critiche.
        Il messaggio (e lo scrivo più chiaramente così non ci sono equivoci) è il seguente: una serie di governi inetti ed incapaci (sia di destra che di sinistra) stanno riducendo noi, cittadini, a sterili macchine pagatasse…questo non va bene…diamoci una mossa perchè la cosa pubblica torni ad essere NOSTRA:

        • Oris scrive:

          Ehm, non credevo i disturbare.

          Tolgo il disturbo.

        • pensa che spettacolo: quel post si riduceva a queste poche righe:
          una serie di governi inetti ed incapaci (sia di destra che di sinistra) stanno riducendo noi, cittadini, a sterili macchine pagatasse…questo non va bene…diamoci una mossa perchè la cosa pubblica torni ad essere NOSTRA
          e io lo riducevo ancora in ‘piove governo ladro’. figurati un po’. mi risparmiavo di leggere tutta la pappardella, di suggerire talune cose nei commenti, di vedere scritto in un tuo primo messaggio che ho letto male e che sei d’accordo con me, nel successivo che non ho capito affatto, che in realtà la contrapposizione non è stato-cittadino, ma governo-cittadino. di sentirmi dire che scrivo caterve di stronzate, uhm, vabbè… pensavo di portare buoni spunti di riflessione. al di là del ‘bel post, sono proprio d’accordo’ non andiamo, eh?

          • Chiedo scusa per aver sminuito i tuoi commenti affermando che sono “stronzate”…ma sai, a volte mi scaldo ed esagero…il resto purtroppo mi tocca confermarlo. L’articolo, e mi dispiace che tu non lo abbia percepito, è volutamente freddo e asettico…visto che oggi la maggior parte dei cittadini vede lo Stato esclusivamente in termini di denaro e tasse, ho volutamente scritto in questa chiave. Mi dispiace comunque doverti dire, poichè evidentemente non ti è ancora chiaro, che quanto trovi nell’articolo è ahimè la realtà…un puro e semplice dato di fatto, riportato con quanta più schiettezza e crudezza possibile.
            Non voleva essere un trattatello filosofico su stato, cittadino e democrazia…semplicemente una contrapposizione fra ciò che ogni individuo destina allo stato, in meri termini economici, e ciò che lo stato restituisce…ho omesso, dicendolo espressamente, ciò che ognuno fa per la comunità, per il prossimo e per il paese e che non è quantificabile, non ha prezzo.
            Per il resto, vedila un pò come ti pare…ma lo stato è amministrato da un governo, quindi nel gioco entra anche questa entità…se in ogni caso vuoi continuare a estrapolare cose che non ho inteso dire, libero di farlo.
            Il mio articolo voleva essere e credo sia assolutamente semplice, immediato e a tratti banale. Mi dispiace immensamente che tu ci abbia perso tempo, prima a leggero con superficialità e poi a cercarvi significanti che non ci sono per scelta dell’autore.

          • P.S.: e per compitino a casa, ti chiedo di riflettere se la tua frase “sono pensieri che si dovrebbero abbandonare prima della fine dell’adolescenza” non equivale, in maniera magari più composta, ad affermare che ho detto delle stronzate.

            • compitino per casa??? stai per caso alludendo al fatto che secondo me tutti gli adolescenti pensano stronzate, o forse hai difficoltà a capire che il modo con cui hai rappresentato la situazione è eccessivamente schematico come può essere quello di un adolescente che approccia ad una sua personale visione della vita. visto che ogni tuo messaggio è sempre più confuso, cerco di chiarirti un po’ le idee.

              il post di partenza EVIDENTEMENTE oppone ai lati della scacchiera i bianchi(cittadini) e i neri(stato) e dice che i bianchi(evviva!!!) pagano impunemente un sacco di tasse mentre i neri(buuuu!!!) magnamagna e basta.

              cerco di stimolare in te (e a chi serve) una percezione diversa del problema, perché questo complottismo porta a tesi che arrivano fino alle scie chimiche, i rettiliani, a babilonia, ma non risolve una cippa!

              prima mi dai ragione, mi dici che ho sbagliato a leggere, che ho scritto stronzate. insomma tutta la fase giustificativa saltiamola e arriviamo al fatto che EFFETTIVAMENTE per TE è COSI’: siamo vittima dello stato (chiunque o qualunque cosa esso sia).

              rinforzo la mia tesi, omettendo tutti i brillanti esempi quotidiani di F.Maria Arouet (brillante commento, vorrei averlo scritto io!) NOI SIAMO LO STATO. NOI SIAMO LA COSA PIU’ RIPROVEVOLE DI ITALIA QUANDO: non diamo la precedenza a destra, o ai pedoni, non rispettiamo la coda, non restituiamo un resto eccessivo, non riportiamo il portafoglio al legittimo proprietario, non smettiamo di votare un politico corrotto, non rifiutiamo raccomandazioni, non impediamo politiche clientelari ognuno nella propria realtà lavorativa. quando non abbiamo il coraggio di svergognare chi fa tutte queste cose chiamando le cose con il proprio nome. sono tutte cose che posso fare io e che puoi fare tu. sono cose che risolvono l’italia e sono in nostro potere. io non conto un cazzo (non so tu!) e con l’applicarle l’italia diventa solo di un po’ migliore, ma più siamo più questo effetto aumenta e più sono importanti le persone che diventano dei nostri e più velocemente l’effetto aumenta.
              io ho intenzione di vincere e non perché ho fame, ma perché credo in degli ideali. credo nell’italia e negli italiani. anzi, non credo, sono sicuro.

              voglio che tu stia attento a pensare lo stato come una cosa diversa da te, perché il passo successivo è lo sprofondare in poltrona davanti alla de filippi. non dimenticarlo. TU sei lo stato. lo stato è il tuo braccio, la tua mano e se non va devi portarlo dal dottore perché non lo farà nessun altro se non tu. e questo tu si applica a tu-tti. e adesso se mi dici ‘caspita, hai ragione’ un pochettino abbiamo già vinto e abbiamo dato una bella lezione ai nostri politici che litigano solo per divertirci e distrarci. diversamente, facci solo una pensata, perché credo che a questo punto la mia posizione (così come la tua) sia ben chiara a tutti.

              • Sorvolo sul tuo tono arrogante e saccente, perchè non procura altro che fastidio, oltre che a risultare stupido ed offensivo…generalmente sono portato a disprezzare coloro che lo usano, quasi fossero detentori di virtù e capacità sovrumane. Le scuse per la mia irruenza te le ho fatte, quindi credo di avere rimediato alla mia fetta di maleducazione…per il resto affermo quanto già ho detto e che evidentemente non è stato recepito: il pezzo voleva essere schematico e semplicistico…parlare di dare e di avere…se poi vogliamo parlare di altro e innalzare il livello del dibattito, benissimo, ma le tue obiezioni tienile per allora, poichè qui sono fuori luogo. Non colgo segni di confusione nei miei commenti. Ti ho dato ragione? Dove? Forse solo dicendo una cosa OVVIA, ovvero che anche per me NOI SIAMO LO STATO…o almeno dovremmo esserlo. In quanto affermi non vi è nulla che non sia già stranoto…ma se permetti è parecchio semplicistico come approccio alla realtà. Se ognuno di noi si comportasse meglio il mondo diventerebbe un luogo fantastico. Certo che sì, ma non basta. Occorre fare ben altro per scardinare il meccanismo perverso che da decenni sta operando, ma che tu probabilmente liquidi come folle teoria complottistica.

  3. ilBuonPeppe scrive:

    Quoto Giacuomo.
    Non esiste il dualismo stato – cittadino, perchè lo stato è l’insieme dei cittadini; quindi stato e citadini sono la stessa cosa.
    Ciò nonostante quello che dice CP è assolutamente vero, dalla prima all’ultima parola. Solo che è necessario introdurre almeno un altro elemento: la classe politica.
    La classe politica è composta di cittadini e quindi fa parte dello stato, ma si comporta come fosse un soggetto del tutto estraneo. Il guaio è che la classe politica “gestisce” lo stato per conto dei cittadini, e in questa gestione raccoglie il sudore dei cittadini mettendo l’apparato pubblico in condizione di non restituire nulla.
    Mi fermo qui, altrimenti anticipo il contenuto di un articolo che (spero) verrà pubblicato presto.

  4. ilBuonPeppe scrive:

    Aggiungo solo una cosa detta da Paul Samuelson, uno dei padri dell’economia moderna, nonchè premio Nobel 1970 per l’economia.

    La cura per una regolamentazione sbagliata non è la deregolamentazione, ma una regolamentazione razionale e fattibile.

  5. Esiste uno Stato, erogatore di servizi… ed un cittadino, fautore di servizi.
    Esiste una classe politica. Ma soprattutto esistono caste, tante caste.
    LA casta dei giornalisti, dei magistrati, dei politici, cittadini più uguali degli altri, che annullano completamente il concetto di Stato come parità di diritti e doveri tra tutti i cittadini.
    Quest’analisi non è sbagliata, ma solo come dice CP incompleta.
    Perchè si è dimenticato di citare sia l’Antistato, le varie criminalità organizzate, sia gli sprechi e le speculazioni che annullano il concetto di Stato.
    1) L’Antistato al sud offre servizi, protezione e lavoro, tutto quello che basta ad un cittadino desideroso di una vita “normale”; l’Antistato assorbe danaro pubblico, danneggiando lo Stato, ma non i cittadini, ed ecco paradossalmente il suo incontrastato successo.
    2) Gli sprechi, le speculazioni e le assurdità: io sono costretto a pagare il canone Rai, ma perchè dovrei essere costretto a contribuire con i miei soldi anche all’Isola dei Famosi e agli ospiti milionari di Sanremo?
    Perchè devo essere costretto a pagare un bollo auto a te Stato (ad altri cittadini!), una tassa di possesso, perchè devo pagare….solo per il fatto di avere un auto!

    Solo in due punti (ce ne sarebbero tanti altri) si annulla completamente il concetto di Stato e cittadino.

    E bisogna tenerne conto.

  6. vanda scrive:

    E’ vero, c’è una classe politica che gestisce orrendamente lo Stato e lo fa da così tanti anni che ci si domanda se gli elettori siano in maggioranza masochisti.

    Hee! già noi siamo il popolo del “porgi l’altra guancia” e anche, veramente, altre parti del corpo più basse.

  7. F.Maria Arouet scrive:

    Sicuramente ho letto male anch’io come Giacuomo Nuovocolle, ma ho avuto la sua stessa sensazione e cioè che tu consideri lo Stato qualcosa di olisticamente “altro”.
    “sul tema sanità, eroga un servizio qualitativamente sempre meno accettabile e sempre più costoso”
    Chi lo eroga il servizio meno accettabile e più costoso? se non i cittadini vessati dallo Stato ma preposti alla Sanità? E ci metto pure Del Turco, a scanso di obiezioni, che alla fin fine é pur sempre un cittadino come tutti gli altri e magari le tasse le paga pure.
    “sul tema istruzione, si assiste ad un graduale disfacimento del sistema scolastico che diviene via via sempre più scadente, oltre che costoso”
    Il sistema scolastico vive forse di vita propria e nulla possono gli addetti ai lavori? o la qualità dell’insegnamento non dipende piuttosto in buona misura dall’insegnante, come abbiamo sperimentato tutti?
    “sul tema della sicurezza, la tutela del cittadino è sempre meno garantita”
    Assodato che percentualmente abbiamo un numero di addetti tra i più alti d’Europa, non é che si tratti di rivedere l’organizzazione delle forze dell’ordine, a loro volta formate da probissimi cittadini che pagano le tasse ma che evidentemente lavorano poco e male?
    “sul tema giuridico, l’intero apparato sta sprofondando e la sua azione sta miseramente perdendo di efficacia”
    E da chi é fatto l’apparato? se non da cittadini che pagano le tasse ma che evidentemente lo stipendio non se lo guadagnano appieno. Per lo meno a giudizio di altri cittadini, che pagano pure essi le tasse, subito, a fronte delle quali devono aspettare anni per avere una sentenza.
    “sul tema legislativo, il governo e i rami del parlamento sono sempre meno credibili e rappresentativi”
    I parlamentari son forse venuti da Marte? I cittadini elettori da Plutone? E non dirmi che é tutta colpa delle liste bloccate.
    “sul tema della crescita, non si assiste a investimenti adeguati ed incisivi”
    Te la dai da solo la spiegazione, al punto seguente: se spendiamo tutti i soldi che abbiamo raccolto con le tasse per la spesa corrente non ce ne restano più per gli investimenti. A questo punto non restano che due strade: o diminuire la spesa corrente (tra cui ci metto i costi della corruzione) o aumentare le tasse.
    “sul tema pubblica amministrazione, l’esborso è mostruosamente sproporzionato paragonato all’efficienza”
    Certo, sono d’accordo. Bisogna riorganizzare la pubblica amministrazione come si fa con qualsiasi altra azienda, per farla produrre di più e meglio, a costi minori. Ma prima bisogna convincere i dipendenti della pubblica amministrazione, anch’essi dei cittadini che pagano le tasse, anch’essi convinti che lo stato gli renda assai meno di quanto si meritano, che la cosa si può e si deve fare.

    O no?

    • Ciò che dici in linea di principio è corretto, poichè ogni individuo deve essere responsabile delle proprie azioni e del proprio operato…lo Stato è dei cittadini, ma è amministrato in suo vece da governo e parlamento…a mio avviso l’attuale legge elettorale è l’ennesima operazione aberrante compiuta per marginalizzare sempre più il ruolo dei cittadini, trasformandoli in semplici erogatori di consenso e denaro…facendo divenire la cosa pubblica cosa loro. Io credo ancora, nonostante tutto, nello stato, lo sento come cosa mia e desidero fare quanto mi è possibile perchè esso divenga sempre migliore…vorrei però sapere se non hai mai avuto la sensazione che in questi decenni ti sia stato via via sottratto qualcosa che ti appartiene, pezzo dopo pezzo? Inoltre il fatto che si continui a tagliare fondi a magistratura, forze dell’ordine, sanità ed istruzione non ti sembra che sia una indubbia fonte di malessere es inefficienza? Il nostro sistema sta implodendo e tremo al pensiero di cosa ne verrà!!

      • F.Maria Arouet scrive:

        “vorrei però sapere se non hai mai avuto la sensazione che in questi decenni ti sia stato via via sottratto qualcosa che ti appartiene, pezzo dopo pezzo?”
        Certo che si.
        Mi capita ogni volta che l’insegnante di mio figlio mi fa capire che non posso chiedergli di più, per quel che gli danno.
        Oppure il carabiniere alza le spalle facendomi capire che é del tutto inutile che io denunci il furto del motorino.
        Quando mi rimandano l’udienza della causa civile in cui mi hanno incastrato.
        Quando per un’ecografia mi danno appuntamento tra a otto mesi.
        Quando mi presento ad un ufficio pubblico e mi dicono che a tempo debito riceverò risposta, quando so già che sarà tra sei mesi, se sarà.
        In quel momento provo una profonda disistima per l’insegnante, il carabiniere, il giudice, il responsabile dell’Asl, l’impiegato dell’ufficio pubblico che mi guarda annoiato dall’altra parte del vetro, in attesa che mi tolga dai piedi.

        • Oris scrive:

          Hai detto tutto.

        • E non credi che vi sia una ragione per tutto questo? Pensi siano semplicemente l’insegnate, il carabiniere, il giudice e l’impiegato ad essere responsabili dello sfacelo e dei disservizi? Non cadere nella visione brunettiana del paese, dove sono tutti degli scansafatiche ed i mali del mondo si risolvono tagliando qualche testa nel pubblico impiego. Se lo Stato si ostina a tagliare fondi alle forse dell’ordine, tanto da costringerle a scendere in piazza perchè rischiano di non avere soldi per il carburante, cosa pensi ne possa venire? In qual condizioni credi siano costretti a lavorare? Senza contare poi che quando capita che arrestino qualcuno, questo per un qualche cavillo o indulto se ne esce. Pensi non vi sia una responsabilità più alta che deriva da chi amministra la cosa pubblica? Cosa vogliamo dire della pubblica istruzione? Migliaia di insegnanti precari che da un anno all’altro non sanno nemmeno se avranno un incarico e se saranno fortunati, quasi certamente sarà in altro istituto, in barba alla continuità didattica. Ci sono sicure responsabilità di ogni singolo individuo, perchè come ho già detto ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni e del proprio operato, ma credo sia giunto il momento di rivolgerci a chi ha i cordoni della borsa e ribadire i nostri diritti.

          • F.Maria Arouet scrive:

            Mah!
            Ognuno è libero di pensare che la sua ricetta sia la migliore, pure Brunetta e pure tu.
            Attribuire le colpe al Sistema è un esercizio facile, che sappiam fare benissimo, ma l’esperienza è lì a dimostrare che non serve a niente.

          • Oris scrive:

            La polizia non ha i soldi già da molto tempo, le scarpe d’ordinanza non le possono mettere perchè sono inindossabili, le comprano e le pagano di tasca loro, i pc montano windows 95 quando sono aggiornati, le stampanti non vanno.

            Feci poco tempo fa una denuncia on-line (:D) di smarrimento documenti (portafoglio rubato), e l’ispettrice manca poco piangeva pee l’umiliazione che provava nel non poetrmela consegnare per i sistemi che non andavano, la stampante che non funziona, il pc con il winzozz billgatesato che non vanno manco se sono a posto… e mi racconto della situazione terrificante della nostra polizia, no benzina… gli chiesi : li stipendi almeno? Sembra che quelli ancora li paghino. Era circa un anno e mezzo fa.

            Le generalizzazioni sono sempre sbagliate, anche quando vengono poste a difesa. Anche su queste pagine è stato scritto da qualcuno che dovrebbe essere il cittadino a denunciare le malefatte di quei statali che non fanno il proprio dovere, ma l cittadino è anche il collega… solo che non può farlo, perchè sa che quel nullafacente è raccomandato e che se parla magari vola fuori lui… il fruitore dei servizi non parla perchè sa che è impotente, e che far valere quel diritto prenderebbe molto più tempo e energie che arrangiarsi da soli.

            Infatti alla cronaca i cittadini che si sono fatti valere di solito lo hanno fatto per diritti importanti, un posto letto all’ospedale, un’alloggio, non per un disservizio risolvibile.

            Dalle mie parti esiste “villa maria” una struttura privata, convenzionata con l’usl.

            Se fai lì le radiografie e gli esami ti danno l’appuntamento entro la settimana, se urgente il giorno stesso, non paghi una lira di più che all’ospedale, sempre il ticket paghi.
            Tutto è pulito, ordinato.

            Io vorrei che succedesse la stessa cosa all’ospedale.

            Credo che se non succede nello sttale, una buona parte di responsabilità ce l’abbia anche chi ci lavora, purtroppo.

  8. Oris scrive:

    Lo stato siamo noi, come il voto siamo noi.

    Quando si parla di sistemi così grandi l’individuo non conta molto, anzi per paradosso non conta nulla.

    Ragionare in termini individualistici come si sta facendo qui a parere mio è fuorviante.

    Chi ci comanda ragiona con i numeri in mano, sono dinamiche di mercato, non sociali.

    Venire qui a fare le prediche serve solo a tirarsene VERAMENTE fuori, perchè è come perpetrare il voto in un sistema malato auto conservatore.

    Ho l’impressione tutta mia, perdonatemi, che dire “io mi impegno politicamente, voto, la cosa statale è cosa nostra” siano frasi leggermente fuori tempo e realtà. Io ho molto a che fare con politici, molti quasi deputati, molti politici locali, spesso dell’area c-sx (in toscana comandano loro..).
    Perfino loro sono disillusi come me.

    Naturalmente non arrivano a snobbare il voto (sono sempre stato esagerato nelle reazioni), molti ci credono ancora in fondo, non potrebbero assolutamente non farlo, gente che viene dal PC, dalla DC, dal PSI, partiti che al di la di come la si pensi erano entrati nel cuore più del milan inter ecc., dietro c’era l’ideale e la gente ci credeva e ci “crede” anche oggi.

    Forse io delirio, ma non vedo vie di uscita, seguendo le regole che ci sono oggi.

    Il sistema oramai è auto conservativo (ripeto): qualunque azione prevista dal nostro ordinamento giuridico si faccia porta sempre ad avere persone che non fanno i nostri interessi al comando.

    Lo stato è altro dai cittadini a parere mio, e negarlo è proprio il carburante sulla quale il tumore che lo sta mangiando basa la usa spinta iniziale.

    Siamo su una strada dritta, a senso unico che porta in un burrone.

    O andiamo contro senso o abbandoniamo la strada e mettiamo su un bel paesello ai suoi margini, se continuiamo avanti ci sarà sempre il solito maledetto burrone.

    Oh, io la penso accussì!

  9. Non ho letto tutto ma l’impostazione mi sembra troppo brutale. E’ vero che lo Stato chiede troppe tasse e per tantissime cose (non si riesce a capire perchè si dovrebbe corrispondere allo stato un tot per quasi ogni azione della propria vita. E questo non è un invito a non pagarle, le tasse finchè ci sono! Inoltre il cittadino non è un nababbo, da dove si suppone che li tiri fuori tutti questi denari? Dal cappello magico?). Però non è lo Stato che deve essere rimpiazzato o peggio ridotto ai minimi termini
    Consideriamo che lo Stato, e per fortuna, fornisce i servizi a prescindere. A prescindere dal reddito del cittadino, da quanto paga di tasse, e anche a chi il reddito non lo percepisce proprio.Ed è giusto, se fosse un privato non lo farebbe mai ed è anche per questo che certe cose devono rimanere prerogativa statale. Pensate alla sanità (privata) americana e a quella italiana. Ai concetti quasi antitetici che stanno alla base dei due sistemi.
    Il guaio è che lo Stato da servizi pressochè gratuiti (anche qui però l’aziendalismo avanza, con i ticket e simili, che sono contrari allo spirito con cui sarebbe giusto operasse il servizio pubblico) anche a chi potrebbe pagarli perchè lavora (colle tasse) ma non li paga (perchè evade…)

    E’ la lotta all’evasione e ai costi della politica (ci servono davvero quegli stipendi e tutti quei parlamentari?) la chiave di volta per rimettere le cose in carreggiata.

    • Oris scrive:

      Io uno stato azienda lo aborro, non vorrei mai nulla di statale in mano a un privato.

      Privatizzerei le poste, mettendoci dei concorrenti.

      La sanità, l’istruzione e i servizi principali come l’acqua e forse anche l’energia dovrebbero essere statali in toto.

      Anche la banca dovrebbe essere dello stato o degli stati ma in effetti è delle banche, nonostante lo statuto della BCE…

      Il mio discorso è una riflessione sullo stato di cose che trascende l’individuo “me”, perchè mi sono accorto che in un “sistema” di una certa dimensione non contano i pensieri dell’individuo, ma la pancia.

      Ogni rivoluzione non è mai venuta dagli ideali ma dalla pancia.

      Gli ideali li avevano i promotori delle rivoluzioni e noi abbiamo preso quegli ideali e li abbiamo posti a “motivo” delle rivoluzioni, ma le rivoluzioni sono nate dalla fame, dalla rabbia e dalla frustrazione.

      Quindi pensare che milioni di individui si siano messi filosoficamente a pensare ” Libertà, Uguaglianza, Fratellanza” invece di pensare a questi tre concetti partendo dallo stomaco…

      A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta

    • Appunto, caro Marco…non hai letto tutto.

  10. ugasoft scrive:

    A me l’analisi di CP è piaciuta.
    Semplice ed efficace.
    io avrei anche evidenziato che lo stato, oltre al non riuscire a restituire quanto il cittadino dà, riesce ad indebitare il cittadino stesso ogni giorno di più. Cioè io do tanto, lui non mi dà nulla e mi indebita. Assurdo, format c:\

    Piuttosto che discutere sul “lo stato siamo noi” o “lo stato sono loro” io proporrei di aprire una sezione dove costruire insieme un “programma di governo”. Una cosa futuristica, un programma 2.0, un programma wiki. Persone unite dal non sentirsi rappresentate da alcun politico, persone distrutte dall’inefficienza della macchina pubblica che propongono le loro idee per cambiare veramente il pianeta.

    ci farò un post apposito

    • Oris scrive:

      Mi piace! Io stesso sono un estimatore della wiki mania, con scarsi risultati (sono l’unico o quasi contributore con un blog da 3-4mila visite al giorno)…

  11. konko74 scrive:

    La differenza la fa solo una cosa : quanti soldi hai per campare.

    Per il resto, è tutto fiato ai denti : alla fine diventeremo tutti carne in scatola per i vermi …

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