Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Parole" è stato scritto da Comandante Nebbia
Le parole sono strumenti e, come tali, di per sé inerti. Esse possono dire poco o tantissimo, a seconda di come vengano usate. Due esempi per tutti:
Parole che Dicono Molto
Ieri sera, ho avuto occasione di ascoltare l’introduzione della trasmissione radiofonica La Zanzara, trasmessa da Radio 24 e condotta da Giuseppe Cruciani. Cruciani, introducendo la polemica tra Pierluigi Battista e Vittorio Feltri sull’uso del termine “negro”, ci tiene a sottolineare esplicitamente la liceità dell’uso dell’aggettivo adducendo come giustificazione il fatto che si tratti di parola appartenente alla lingua italiana e che sia stata usata anche dalla Binetti nel corso di un intervista (sic). Secondo Cruciani, quindi, la parola “negro”, può essere usata liberamente.
Cruciani ha ragione. La parola “negro”, di per sé, non significa nulla. Essa, come ogni parola, assume valore in funzione delle intenzioni di chi la pronuncia. Negli Stati Uniti non è infrequente sentire persone di colore chiamarsi l’un l’altro “nigger” o “nigga” senza che nessuno si offenda. Nello stesso tempo, è stupido fare le animelle candide e fingere di dimenticare che questo termine è stato usato in Italia come epiteto razziale durante il periodo coloniale quando i “negri” valevano meno delle cartuccia necessaria ad abbatterli e tutt’ora suona esplicitamente come un insulto.Ci vuole un grosso sforzo mentale per affermare che la parola “negro” non significhi nulla.
Perché Feltri usa il termine “negro” per ben due volte nei titoli de “Il Giornale”? Lo fa perché è un difensore della purezza della lingua o per compiacere i suoi lettori che nel leggere un titolo che riesce ad offendere contemporaneamente africani e calabresi in meno di due righe avranno avuto l’equivalente piccolo borghese di un orgasmo intellettuale?
La risposta la sa solo Feltri. Solo lui sa se “negro”, nella sua bocca è un’offesa o un semplice aggettivo. A noi rimane la libertà di farci un’opinione sulla base di quello che sappiamo di Feltri e del suo modo di fare giornalismo.
Cruciani, chiamando a testimone la Binetti (nota cruscante), pensa che Feltri sia un purista della lingua.
Anche su questo fatto possiamo farci un’opinione personale. Cruciani ci è o ci fa?
Parole che Dicono Poco
Con l’accusa di aver scambiato in Internet file pedopornografici che ritraevano bambini, anche di tre-quattro anni, vittime di rapporti sessuali completi, undici persone vengono sottoposte a misura cautelare tra Puglia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche e Campania. [...] Il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, riferendosi agli arresti ha svelato particolari sconvolgenti: «I file sono di una crudezza estrema. Ci sono rapporti completi con bambini, anche neonati, dai quali emerge lo sfruttamento di bimbi che vengono da Paesi dell’Est e dall’Oriente»
Corriere on Line 11 gennaio 2010
Esistono parole sufficienti per descrivere compiutamente fatti del genere?
Da qualche parte nel mondo qualcuno perde il proprio bambino o, peggio, è così disperato da affidarlo a certi personaggi.
Qualcun altro prepara un set, le luci, le telecamere, le macchine fotografiche. Un altro ancora ha un erezione e la mantiene il tempo sufficiente per avere un rapporto sessuale con un neonato o con un bambino di due o tre anni.
Poi questa roba si mette a viaggiare in rete ed arriva sul computer di tizio o di caio che, guardandola, si eccitano, si crogiolano nell’idea di fare altrettanto senza averne lo stomaco e poi, infine, si masturbano.
Che è stato di quei bambini? Che dolore avranno provato? Esiste la possibilità che possano dimenticare?
Non non esistono parole per questo genere di violenza. Esiste solo la repressione. Chi fa certe cose e chi, guardandole, incoraggia il mercato di questo materiale è un incidente genetico che andrebbe trattato con fermezza darwiniana.
A chi legge il compito di stimare l’effettivo valore delle parole di quest’ultima affermazione.

Commento a caldo durante la “pausetta”.
Sull’utilizzo del termine “negro” non mi pronuncio neanche. Anzi, si ma brevemente: le parole sono il mezzo con il quale esprimiamo una cosa che abbiamo in testa. Hanno il compito di comunicarlo ad altri, e per questo dipendono PREVALENTEMENTE dall’accezzione comune. “Negro” è un insulto razzista almeno quanto “di colore”. Non è che non lo si possa usare. Lo si DEVE usare tra virgolette per contemporaneamente condannare ed implicitare qualcuno che ha avuto modo di utilizzare il termine in qualche dichiarazione.
Sulla “pedofilia”, invece ho due cosette da dire:
La prima sui files: scambiare files pedopornografici a mio avviso non deve essere reato. Così come scambiare files pornografici. Oppure li si deve condannare entrambi alla stessa maniera. BENINTESO: riferito esclusivamente allo scambio. Lo dico perché i fake su emule sono la NORMA. Se, come dice invece la notizia, questi files erano commercializzati, E’ CHIARO che c’è una esplicita domanda. I paganti (o barattanti, nel caso) sono quindi consapevoli del contenuto.
La seconda, sui “pedofili”: si notino, per cortesia, le virgolette. Il termine corretto (che purtroppo non usiamo in Italia) suonerebbe tipo “pedostupratori”. Il termine non c’è, in altre lingue c’è (in particolare menzionerei l’inglese, esatto, quello dove una parola ha tantissimi significati a seconda del contesto ebbene ne ha due per dire chi è pedofilo e chi stupra i bambini), ma c’è una differenza tangibile che invece esiste eccome. A livello di reato. Ma in entrambi i casi, sono convinto che SIAMO NOI, il problema. Noi rendiamo “pedofili” i pedofili. Siamo noi che mettiamo la pedofilia davanti a tutti e anche davanti a personalità sessualmente tormentate. Un esempio è proprio l’articolo indicato. Che cosa manca all’informazione per essere tale? abbiamo bisogno di sapere tutti i dettagli? non potevano anche dirci “ce n’è uno con un rapporto completo con un bimbo di 2 anni che dura 3 ore”?
Vogliamo eliminare per sempre la pedofilia? Non serve eliminare fisicamente i “pedofili”(che pure si vorrebbe eh, io capisco e mi aggiungo a chi vorrebbe vederli torturati e uccisi di una pessima morte), basta smetterla di sbattere sulle facce di tutti quei “pedoammiccamenti” così presenti nelle nostre tv, nei nostri giornali, nei nostri film, ecc. ecc.
E’ vero, ho praticamente detto CENSURA. La preferisco al sapere che c’è un giovane stamattina che potrebbe prendere per buono ciò che vede: le donne oggetto, il maltrattamento educativo, il piacere sordo, lo stupro rivoluzionario.
corretta la precisazione sul termine. Pedostupratore è molto più appropriato.
Un po’ meno la nota sul download involontario di file che ritraggono violenze sui bambini.
Cancellare il file non è sufficiente. Il file sharing pretende di avere nobili giustificazioni che andrebbero sostenute con un meccanismo di denuncia ed individuazione di chi usa le piattaforme per scambiare certo materiale.
Sui pedoammiccamenti ti segnalo questo link:
http://bit.ly/7PVuVz
Immagino che nelle intenzione di chi ha pubblicato quei dettagli nell’articolo del Giornale ci fosse anche la considerazione che suscitare orrore possa sensibilizzare al problema pedofilia.
Una cosa mi lascia perplessa, Giornale a parte, e cioè il fatto che sembra quasi che la pedofilia sia comparsa d’improvviso in Italia con la immigrazione.
Secondo me non è così, c’è sempre stata ed era nascosta e volutamente ignorata: non interessava ed era più comodo fingere che si trattasse di un fenomeno marginale. E poichè fenomeno marginale non era, la malavita che con grande irresponsabilità si è tollerato venisse qui a prosperare anche grazie alla immigrazione clandestina, ha coltivato anche quello che appariva ed era un promettente filone.
Sono nata nel 1944, quindi più o meno negli anni 50, andata al cinema con una donna che aiutava in casa, una bravissima persona cui furono fatte mille raccomandazioni, mi trovai, senza capire una acca (a quei tempi i bambini erano davvero bambini, almeno quelli fortunati, un anziano con i capelli bianchi che si era denudato in pratica nel buio della sala cinematografica e cercava di darsi da fare con me.. non ne venne fuori un dramma, la donna mi fece spostare, chiamò la maschera, lo fece arrestare, e mi diedero una qualche spiegazione sul fatto che poveraccio era uno che non ci stava con la testa, ma che ce ne erano moltidel genere e dovevo imparare a stare con gli occhi aperti. Chi stette male e lo ricordo era la povera donna che aveva mille sensi di colpa, ne riparlammo dopo anni. A quei tempi, per una ragazzina, andare ai giardinetti, ed essere persa di vista anche un momento,significava fare brutte esperienze, cosa è cambiato?
Questo discorso un po’ lungo, perchè avrei tante cose da dire, mi fermo : siamo ipocriti, un paese di ipocriti. Normale che permettere che folle di disperati che recavano bambini che nessuno sapevanemeno di chi fossero figli, sarebbe stato un invito a nozze per chi lucra e per i deviati sempre incerca di nuove sensazioni.
Normale che ammiccare ,ovunque, anche in pubblicazioni Kolte o che ipocritamente denunciano il fenomeno descrivendo minuziosamente effetti e sensazioni provati da…altri rispetto a chi scrive, solo un misero paravento a coprire scritti vomitevoli, che sono stati vergognosamente apprezzati ed applauditi da certa sinistra intellighentia, normale, che certi ammiccamenti abbiano esaltato, donandogli una certa giustificazione, la pedofilia, forse più degli atteggiamenti falsamente scandalizzati di quanti preferiscono peccare ancor più ipocritamente, nascostamente, ma almeno senza pretendere di spargere il seme della loro oscena follia, come certa sinistra caviale e champagne ama fare ( e mi sono sempre chiesta se questo atteggiamento è dettato solo dal piacere di apparire ed essere trasgressivi, creduto segno di libertà intellettuale e di apertura mentale, o se peggio, non ci sia la solita spinta del danaro che tanto forte colpisce i moderni sinistri da renderli ormai alleati e compari dei peggiori capitalisti occulti e no in giro per il mondo) difficile districarsi in questo verminaio di bugie di ogni colore.
Sta di fatto che una messe di buonisti veri e fasulli nel bel Paese, atei o religiosissimi, si è trovato di fatto prezioso alleato della malavita che commercia carne umana, anche carne di bimbo; e cercheranno di sviare,e saranno quelli che più urleranno allo scandalo, saranno i futuri moralizzatori, quelli che con aria grifagna colpevolizzeranno il genitore o il nonno che abbraccia il bimbo, ma ugualmente sarà difficile dimenticare le oggettive collusioni di un mondo trasversale nel paese, che sarà sempre io credo, individuabilissimo: saranno quelli che più strillacchieranno e troveremo che facilmente erano quelli che negavano che certi viaggi, sempre nelle stesse località nascondevano una gran percentuale di schifosi pedofili, che si ammantavano di nobili paludamenti mentre scrivevano spesso o producevano per il cinema, nobili porcate.. di denuncia però, perchè lorsignori sono educatori, e voglion tutti nobili e intelligenti come loro!