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Parlo da Donna e da Medico: Casi limite a Parte, l’Aborto è un Crimine

7 gennaio, 2008 di Anima Sola  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Diritto di Replica

preservativo.jpgL’aborto è un tema che ha spaccato la mia coscienza da molto tempo. Da molti anni me ne interesso come medico, come psicoterapeuta e come donna, ma soprattutto come persona. Qualcuno di voi ha posto un grosso problema al limite tra l’etica e la scienza, sicuramente un problema molto umano, come tale quindi profondo e complesso. Quando si può parlare di essere umano con tutti i suoi diritti? Io ritengo che quando un embrione si annida nell’utero materno è un essere umano con tutti i suoi diritti. Nel momento in cui ciò avviene iniziano una serie di reazioni da quelle biochimiche fino a quelle ormonali che determinano lo stato di gravidanza. Inoltre, sono convinta che fin da quel momento iniziano anche reazioni psichiche inconsce, poi sempre più consapevoli, tipiche della maternità.

Da sempre, il solo pensiero che una persona possa decidere di eliminare un feto mi è sempre suonato come un atto di violenza gratuita nei confronti di un qualcuno che non ha chiesto di essere concepito e non può difendersi. L’aborto è un rimedio estremo da usare in casi specifici e limitati, se la gravidanza è intervenuta dopo una violenza carnale, se è un reale pericolo per la salute della madre se è presente una malformazione o se è presente un’anomalia cromosomica. Sono casi limite. Per tutto il resto, l’aborto è per me un crimine.

sola.jpg

Le mie parole sono brutali, lo riconosco, ma non riesco a pensare in altri termini. Se riconosciamo che la Vita va rispettata e protetta dobbiamo riconoscere che in una società dove gli anticoncezionali hanno un’ampia gamma di scelte, non possiamo accettare che l’aborto diventi una pratica anticoncezionale. Molti parlano della libertà di scelta delle donne. Io sono convinta che molte donne dovrebbero prima di tutto chiedersi cosa sia la libertà. E’ una conquista di sicuro, ma dovrebbe essere sempre accompagnata dalla consapevolezza della nostra dignità.

Cosa intendo dire? Dignità nella vita sessuale significa soprattutto sapersi amministrare. In altri termini: non accettare mai rapporti sessuali se non protette. Oggi una donna può e deve viversi una vita sessuale anche fuori da un contesto di coppia, ma con le cautele del caso. Per molte donne, soprattutto le più giovani, fare sesso è spesso una pericolosa svendita di se stesse, indirettamente incoraggiata dal fatto che esiste una legge che è stata applicata in modo tale da renderla una pratica anticoncezionale. Nella mia pratica medica ho constatato spesso la più crassa ignoranza in tema di sessualità da parte di donne anche istruite. E’ parte del rifiuto della corporeità da parte di tante di noi. Dobbiamo anche ricordarci che le conseguenze di certi comportamenti ricadono interamente sulle spalle di una donna, oggi esattamente come 30 anni fa’.

E’ la triste realtà. Io dico che la libertà di scelta delle donne è un mito intellettuale. Scegliere significa avere delle alternative. Molte donne sono tristemente costrette ad abortire perché non hanno altre scelte. Ed è qui che la coscienza si spacca letteralmente perché in teoria l’aborto è un crimine, ma diventa l’unica scelta obbligata perché mancano le alternative. Io non credo ci sia molta possibilità di scegliere soprattutto per le più giovani. E’ giusto rivedere la legge 194, soprattutto volerla applicare così com’è scritta. Ma dico anche che a mio parere è profondamente ingiusto che una donna se decide per l’aborto riceve tutto gratuitamente, ma se decide di tenere il figlio non ha alcun aiuto economico, spesso correndo anche il rischio di perdere il posto di lavoro.

Se vogliamo veramente aiutare la Vita, dovremmo come società civile preoccuparci soprattutto di aiutare concretamente le giovani donne che scelgono di portare avanti la gravidanza. E’ anche vero che si può partorire anonimamente in ospedale e non riconoscere il figlio, che viene poi affidato a coppie che chiedono l’adozione. Ma, c’è un problema che spesso viene tranquillamente taciuto. Quando si parla di aborto spuntano sempre, come i funghi dopo la pioggia, coloro che citano l’aborto clandestino. Ora, un tempo l’aborto era sempre clandestino e spesso era praticato da personaggi criminali. Purtroppo, ed è bene rendersene conto, tale pratica esiste ancora, meno diffusa, ma sempre presente, per il semplice fatto che in certe situazioni una gravidanza non è del partner abituale. In certi casi si ricorre sempre all’operatore clandestino. Quando certe gravidanze per motivi culturali possono essere cause di problemi di coppia e famiglia allora si sceglie per l’aborto. Così, con buona pace di tutti, l’aborto clandestino ci sarà sempre fin quando certe gravidanze rappresentano un rischio non per la salute della donna o del bambino, ma per la pace famigliare.

Ecco, a questo punto, in questa prospettiva, vi sembra giusto condannare chi è stato concepito in un certo contesto? Pensateci per un attimo, provate a pensare di essere stati concepiti in una relazione adulterina e vi eliminano perché siete uno scomodo testimone delle corna di qualcuno. Se si va bene la mamma riesce ad abortirvi in un ospedale cittadino se riesce a non far trapelare niente, altrimenti… Io non mi riconosco nella Chiesa, ma una delle poche cose che mi fanno riflettere è che Gesù è figlio di una ragazza-madre; ho sempre pensato che Dio non si fa’ certo confondere dai nostri pregiudizi. Dovremmo essere capaci di procreare con coscienza fuori o dentro una vita di coppia. Dovremmo essere capaci di accettare la Vita di chiunque, anche quella che ci disturba, che altera i nostri piani e progetti.

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Comments

47 Risposte a “Parlo da Donna e da Medico: Casi limite a Parte, l’Aborto è un Crimine”
  1. mc scrive:

    Niente filosofia, niente morale, niente giurisprudenza. Alla fine questo pezzo, nella sua semplicità e schiettezza, mi ha scosso profondamente.

    L’aborto non è un tema di discussione intorno al quale accapigliarsi, non è una legge da analizzare, non è una questione politica è solo un maledetto dramma.

    Io credo che, con qualche lieve distinguo, la mia posizione personale sia sostanzialmente analoga a quella dell’autrice.
    Soprattutto nella parte che vede lo stato offrire gratuitamente l’aborto e negare supporto alle donne che decidono di continuare la gravidanza.
    Questo, probabilmente, è il vero crimine.

    [Rispondi a questo commento]

  2. Doxaliber scrive:

    Io non sono d’accordo. L’aborto è una pratica terribile, che sicuramente lascia strascichi psicologici pazzeschi (almeno, a me ne lascerebbe), ma utilizzare la parola “crimine” è improprio.
    Concordo in altri passaggi con l’autrice quando ad esempio scrive che gli adolescenti soprattutto, ma spesso anche persone considerate adulte, praticano troppo spesso sesso senza alcuna precauzione, con assoluta leggerezza.

    Ma non dimentichiamo che la colpa in questo caso è di coloro che dovrebbero essere preposti all’educazione del figlio, famiglia, istituzioni, che in nome di una morale distorta trattano gli adolescenti come se fossero esseri asessuati e non individui in piena esplosione ormonale. Qui sta il primo errore, la preoccupazione in questi casi di solito è di tipo “censorio”, senza ovviamente che questo porti a risultati, oppure quando ormai il “danno” è stato fatto, ed in questi casi si ricorre ancora troppo spesso ad obbrobbi come il “matrimonio riparatore” o “l’aborto”, per restituire alla propria figlia la “purezza” che costei avrebbe perso.

    Concordo con l’autrice sul fatto che questo stato tutela poco le madri, questo è un problema politico serio che non riguarda solo le donne che abortiscono, ma soprattutto le coppie che vorrebbero con tutto il cuore diventare genitori ma che non possono, perché non in grado di sostenere economicamente e lavorativamente un figlio. Ma come si sa i nostri politici, soprattutto gli stessi “difensori della famiglia”, non sembrano assolutamente interessati a fare qualcosa in tal senso, così il resto degli italiani sono lasciati in balia dei loro problemi e viene loro negato un futuro felice. Chissà perché i giornalisti come Ferrara, i politici come Bondi e la Binetti, le istituzioni ecclesiastiche, invece di preoccuparsi prima di questi aspetti importanti, che sicuramente avrebbero anche un’incidenza sulla pratica abortiva, pensano solo a scagliarsi ciecamente contro una legge, la 194, che, tutto sommato, è una buona legge e cerca in tutti i modi di tutelare, nei limiti del possibile, le nascite.

    [Rispondi a questo commento]

  3. mc scrive:

    Attenzione.
    La 194 esclude i casi di aborto a finalità anticoncezionale, quindi, a tutti gli effetti, abortire per questo motivo è un reato, quindi un crimine.

    Aldilà della precisazione, anche abbastanza superflua perché ho interpretato l’affermazione come una provocazione, l’autrice non ha mai criticato la legge, di cui invoca la piena applicazione, ma si è concentrata, e finalmente, sull’aspetto personale e sociale dell’aborto.

    L’aborto è un dramma personale che diventa sociale quando la legge non provvede strumenti effettivi di incoraggiamento a quella che, in certe situazioni, può sembrare un’avventura di solitudine e povertà.

    Tenendo ferma la legge attuale, forse sarebbe possibile arricchirla con una serie di strumenti che incoraggino la maternità e la sostengano quando diventa difficile. Prima dell’aborto o del parto anonimo con conseguente abbandono, dovrebbero essere allestiti una serie di strumenti che incoraggino strade alternative.

    Il costo di provvedimenti di questo tipo? Probabilmente alto, ma sarebbe una presa in carico sociale di un evento di vita che diventerebbe un successo collettivo e non più l’azione eroica e disperata di una singola o di una coppia.

    Ampliare la 194 o creare un’altra legge ad hoc sono tecnicismi. L’importante è concentrarsi sull’obiettivo ricordandosi che dietro quella che molti considerano una battaglia politica ci sono lacrime, sangue, sacrificio e sofferenza.

    [Rispondi a questo commento]

  4. Doxaliber scrive:

    La 194 esclude i casi di aborto a finalità anticoncezionale, quindi, a tutti gli effetti, abortire per questo motivo è un reato, quindi un crimine.

    Si, ma in base a quali statistiche si afferma che molti aborti avvengono per finalità anticoncezionali? L’aborto è un fatto personale e privato, nessuno ha i mezzi per conoscere davvero le motivazioni interiori che spingono una donna ad abortire, né tantomeno noi privati cittadini siamo in grado di stabilire se un dottore mette in atto tutti i passaggi a cui la legge lo impegna. Sinceramente non credo che esista nessuna donna che coscientemente fa sesso senza protezioni pensando “vabbè, tanto alla peggio poi abortisco”, la scelta dell’aborto è invece sempre una scelta dolorosa e difficile, far sentire le donne che scelgono dolorosamente di abortire delle “criminali” è sicuramente la via sbagliata. Sul ruolo delle istituzioni a tutela della famiglia e sulla mancanza di educazione sessuale possiamo discutere, come anche sulla possibilità di ampliare le attuali normi vigenti in modo da “promuovere” di più le nascite e cercare di ridurre gli aborti, tuttavia l’uso di certi termini è, secondo la mia modesta opinione, totalmente improprio.

    [Rispondi a questo commento]

  5. antonio vergara scrive:

    è un tema che attiene alla moralità e come tale non andrebbe codificato. nessuno stato dovrebbe sindacare sulla libertà individuale.

    [Rispondi a questo commento]

  6. Fully scrive:

    Concordo con l’autrice e con entrambi i commenti di mc.
    Del resto, ho ampiamente espresso altrove - molto più maldestramente, è ovvio - la mia opinione al riguardo, che arriva a conclusioni vicine a quella qui esposta, anche se partendo da un punto di vista diverso.

    [Rispondi a questo commento]

  7. marco il buono scrive:

    Ovviamente non concordo con quanto espresso nell’articolo e ci trovo anche qualche incongruenza.
    Scusa Anima Sola, perchè un figlio concepito in una relazione clandestina dovrebbe nascere ed uno concepito da una violenza carnale no?
    La differenza nel concepimento la capisco, in tutti e due i casi non ci sarebbero genitori pronti ad accoglierli, ma il feto non dovrebbe aver colpe. Seguendo il tuo discorso potrebbero essere affidati entrambi a genitori adottivi.
    Inoltre accettare che in caso di pericolo per la madre si possa abortire significa dare più diritti alla madre rispetto al feto, perchè?
    Ti ricordo le tue parole a riguardo:”…Io ritengo che quando un embrione si annida nell’utero materno è un essere umano con tutti i suoi diritti…”
    MiB.

    [Rispondi a questo commento]

  8. roberto scrive:

    Il pensiero dell’autrice rispecchia il mio, tuttavia la domanda che pone Doxaliber è corretta; per non consentire l’aborto come fine anticoncezionale credo che l’unico tecnicismo possibile sarebbe quello di considerare solo la salute fisica della donna. Mi pare un pò limitativo.

    [Rispondi a questo commento]

  9. mc scrive:

    Ovviamente non sono in grado e, come ho detto, non credo che nessuno possa discriminare chi abortisce per un motivo o per un altro.

    Comunque ritengo che sia possibile che qualcuno abortisca per fini anticoncezionali. Se esistono casi del genere vorrei che si facesse di tutto per evitarli.
    Punto.

    @antonio vergara
    l’affermazione mi sembra alquanto opinabile e generica. Molte scelte personali sono morali, eppure accettiamo che su di esse lo stato ponga limitazioni e regolamenti.
    Ad esempio l’omicidio per motivi d’onore attiene sicuramente ad una moralità, eppure è, ovviamente, vietato dalla legge.

    [Rispondi a questo commento]

  10. marco il buono scrive:

    Inoltre per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordo che dopo giorni di dibattito, non c’è stata nessuna manifestazione di donne, di associazioni, di gente comune, nessuna rivolta, nessuno scende in piazza a prendersi manganellate, ci sono solo singoli individui che esprimono un punto di vista.
    Questo credo che abbia un solo significato: il problema non è sentito. Dicendo questo non mi riferisco alla propria coscienza, ma all’esistenza di un reale problema, diffuso, sentito da molti e sopratutto da molte.
    Questo problema è soltanto politico, serve al vaticano per poter dire anche oggi, queste cose: “…attacchi preoccupanti all’integrità della famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna. La Santa Sede, afferma Benedetto XVI, non si stancherà di riaffermare questi principi e questi diritti fondati su ciò che è permanente e essenziale alla persona umana”.
    Continuare il dibattito serve solo a questo.
    Quando qualcuno mi dimostrerà che un gruppo nutrito di persone, non agitate dalla santa sede, ritiene che il problema non solo esiste ma è urgente discuterne, sarò il primo a darmi da fare per i miei concittadini che avvertono questo disagio.

    [Rispondi a questo commento]

  11. mc scrive:

    Mib,
    io esprimo solo un’opinione personale e dico quello che penso.
    Sto dicendo solo che ci vorrebbero delle misure per scoraggiare l’aborto fatto per incapacità culturale o economica di gestire l’evento.
    Un modo concreto e diretto di dare un’alternativa a coppie e singole che, per motivi culturali e situazionali, dovessero avviarsi sulla strada dell’aborto.

    Sinceramente me ne frego se a pensarla in questo modo sono solo io e non ci sono manifestazioni di piazza. Forse vuol dire, come è successo per la PMA, che gli altri se ne fottono perché il problema non ce l’hanno.

    Non vorrei che la 194 diventasse la pietra tombale sotto la quale l’argomento risultasse sepolto per sempre.
    Sarebbe una questione di principio, e se è così, sai già come la penso.

    [Rispondi a questo commento]

  12. tusaichi scrive:

    non capisco perché l’aborto non possa essere usato come si usano i preservativi.
    mi sembra che voi accettiate l’uso degli anticoncezionali come profilattici o pillole, ma poi, se nonostante il loro uso la donna resta incinta, allora no, il nascituro va tenuto.
    non capisco.
    se ho usato preservativi o pillola è perché NON voglio avere figli (non voglio partorire, potrebbe dire una donna). Quindi non vedo perché dovrei tenerne anche se ho preso tutte le opportune precauzioni (e mi ha detto sfiga).

    non capisco.
    Una ragazza universitaria, di 21 anni, sana, libera e intelligente, che fa usare il preservativo al suo ragazzo, con un futuro professionale davanti,
    dovrebbe rinunciare alla carriera scolastica e professionale nel caso resti (senza volerlo) incinta, solo perché riuscirebbe a portare a termine la gravidanza? e dopo?

    benritrovati.

    [Rispondi a questo commento]

  13. mc scrive:

    Benritrovato.
    A questo punto perché mettere il limite a tre mesi?
    Si potrebbe anche partorire e smaltire il risultato. O no?

    Mi sembra che tu non tenga conto della differenza tra una vita potenziale e una vita concepita. Se la nostra società e la nostra legislazione mettono la ragazza universitaria, di 21 anni, sana, libera e intelligente di fronte all’alternativa tra futuro professionale e maternità, allora c’è un problema nella nostra società e su di esso si deve intervenire.

    Considerare un bambino un problema per la carriera lasciamolo a Confindustria. Noi dovremmo stare dall’altra parte, o no?

    [Rispondi a questo commento]

  14. marco il buono scrive:

    @tsc, te lo dico senza ironia, mi sei mancato, anche se non condivido quello che hai scritto nel tuo ultimo intervento.
    @mc, anche io esprimo un punto di vista mio e dico quello che penso.
    Le misure per scoraggiare l’aborto fatto per incapacità culturale o economica di gestire l’evento ci sono.
    Per conoscenza diretta, esistono in ogni comune un gran numero di assistenti sociali e consultori che si occupano di queste cose, pagano bollette che persone povere non possono permettersi,forniscono libri per i meno abbienti, case popolari, gli ultimi governi di schieramenti opposti hanno dato soldi per ogni figlio nato e ce ne sarebbero ancora altri.
    E’ poco? Va bene potrei anche essere daccordo, ma non c’entra nulla con la legge.
    Se siete in pochi a sentire questo problema forse è perchè le donne non abortiscono come prendono un aulin, ma prima di sottoporsi a questo traumatico intervento ci pensano mille e mille volte, e le provano tutte prima di abortire, ma se non c’è alternativa non c’è.

    [Rispondi a questo commento]

  15. Oris scrive:

    Credo che in questo pezzo ci sia un buon inizio di verità.

    Almeno non ci vedo il distacco dalla realtà, il “fanatismo” ma l’analisi fedda, pacata, di chi veramente sa come usare il cuore.

    Grazie.

    [Rispondi a questo commento]

  16. Oris scrive:

    A me pareva che l’autrice, dopo le premesse fatte e l’esposizione della propria coscienza e del proprio modo di pensare giungesse a una conclusione: al di là di quello che penso io, purtroppo, la realtà impone di essere più “elastici” e meno pronti a delimitare linee di confine nette e precise.

    Condivido i dubbi di tusaichi doxaliber e marco ma il pezzo non mi sembrava desse indicazioni ma fosse posto in chiave riflessiva, introspettiva…

    [Rispondi a questo commento]

  17. tusaichi scrive:

    @mc.
    sai cosa vuol dire avere un bimbo? notti insonni, corse in ospedale, spese considerevoli e tanto tempo. Maternità e studi poche (che possono contare sull’aiuto dei genitori) riescono a conciliarle. Le altre? O abortiscono o rinunciano ad avere la vita che avrebbero voluto.

    E poi. L’esempio universitaria non ti piaceva? Ok, allora la liceale. Io a 18 anni facevo sesso. Con le 18enni. Belle, floride, di famiglia benestante e perfettamente capaci (fisicamente) di mettere al mondo un buon figlio italico. Se mi fosse capitato di metterne una incinta (nonostante l’uso del cappuccetto)? che dici ora?

    @mib :*

    [Rispondi a questo commento]

  18. diabolicomarco scrive:

    Benritrovato tusaichi.
    Io so cosa vuol dire avere un bimbo. Conosco anche mamme che vanno all’università e mamme che lavorano. Non è impossibile. E’ difficile. Ma non è colpa del bambino.
    So anche che esistono luoghi nel mondo tipo, la solita Svezia, dove alle studentesse e alle lavoratrici vengono offerti aiuti concreti, soluzioni e possibilità.

    [Rispondi a questo commento]

  19. tusaichi scrive:

    E poi, senza ricorrere al caso limite della diciottenne,
    mette una signora di 45 anni, con già tre figli.
    Resta nuovamente incinta (è del marito, sembra), ma non possono farsi carico di un’altra persona in famiglia…
    anche in quel caso per voi è sbagliato abortire?
    guardate che qua non siamo tutti avvocati dallo stipendio alto, eh.

    [Rispondi a questo commento]

  20. f.maria arouet scrive:

    Parto dalla tua ultima affermazione: “Dovremmo essere capaci di procreare con coscienza fuori o dentro una vita di coppia. Dovremmo essere capaci di accettare la Vita di chiunque, anche quella che ci disturba, che altera i nostri piani e progetti.”, e mi chiedo come tu riesca a farla convivere con l’altra, secondo cui: “L’aborto è un rimedio estremo da usare in casi specifici e limitati, se la gravidanza è intervenuta dopo una violenza carnale, se è un reale pericolo per la salute della madre se è presente una malformazione o se è presente un’anomalia cromosomica.”
    Qualcun ti potrebbe opporre che sbarazzarsi di una gravidanza soltanto perché intervenuta dopo una violenza carnale, o per una malformazione, o per un’anomalia del feto, cos’altro é, se non un’incapacità di accettare qualcosa che ci disturba?
    E d’altro canto, se si tiene buona la tesi dei casi specifici e limitati, viene da chedersi: chi stabilisce quali siano i casi e perché devono essere quei quattro che citi tu?
    Credo che non esista una morale naturale in cui cercare la risposta e che solo partendo da questo presupposto sia possibile costruire una buona legge.

    [Rispondi a questo commento]

  21. tusaichi scrive:

    bentrovato te, caro dm.
    Va bene, l’aborto per motivi “economici” non vi piace. Sì, in un mondo ideale (e non è questo qua) terrei la legge com’è, con i casi limite fisiologici.
    Ma non siamo in Svezia.
    Siamo in italia.

    E poi. Se io Non lo voglio. Ho la mia fottuta vita che mi piace così. Faccio sesso occasionale protetto con chi voglio. Sono donna, benestante e occidentale. Sono rimasta incinta? Il “settebello” mi ha tradito?
    Voglio e posso abortire. Punto.
    Altroché partorire e lasciare il nato in ospedale. Perché? Per una scopata andata male?

    [Rispondi a questo commento]

  22. mc scrive:

    @tsc
    sono esterrefatto e incomincio a pensare che la tua sia una provocazione e basta.
    Questo modo di pensare mi è del tutto estraneo perché è quello tipico di una società orientata alla fruizione egoistica della vita che, per cultura e tradizione politica, io non condivido e combatterò sempre.
    Questo atteggiamento grandefratellistico e isoladeifamosista per il quale i cazzi miei vengono prima di qualsiasi cosa e sono disposto a tutto per soddisfarli è sgradevole in bocca al berlusca e francamente sconvolgente in bocca ad un uomo della cui sensibilità e profondità non avevo mai avuto ragione di dubitare.

    Se la pensi veramente così, abbiamo due visioni diametralmente opposte degli obiettivi della vita e le nostre posizioni sono inconciliabili.

    [Rispondi a questo commento]

  23. diabolicomarco scrive:

    @tsc
    Ti avevo preso sul serio. Per questo dicevo che se una donna è costretta ad abortire per motivi economici la collettività può fare qualcosa per lei ed aiutarla.
    Ora cominciano a venirmi gli stessi dubbi di MC. Forse la tua è solo una provocazione.

    [Rispondi a questo commento]

  24. Lameduck scrive:

    L’aborto è una cosa tragica, che segna il fisico e la mente. Non accetto però che si definisca un crimine gettandone la colpa quasi originale sulla donna.
    Quando è l’uomo ad imporre l’aborto alla compagna cosa facciamo, chiamiamo criminale anche lui? A me sembra che si colpevolizzi solo la donna e questo non è giusto.
    Il controllo della fertilità e il diritto ad una sessualità scissa dalla riproduzione sono ormai conquiste acquisite. Ci ho fatto un post sopra per chi volesse approfondire ma io ritengo ipocrita piangere per gli embrioni o addirittura le cellule uovo fecondate quando si fanno guerre di religione e di (in)civiltà che uccidono e sconciano milioni di esseri umani.
    Il Papa oggi si è buttato a pesce sulla moratoria sull’aborto ma perchè non parla della mutilazione genitale femminile, perchè non chiede la moratoria sulle mine antiuomo, sulle armi all’uranio impoverito?

    [Rispondi a questo commento]

  25. mc scrive:

    gettandone la colpa quasi originale sulla donna.
    Dove?

    Quando è l’uomo ad imporre l’aborto alla compagna cosa facciamo, chiamiamo criminale anche lui?
    Perché no?

    Il controllo della fertilità e il diritto ad una sessualità scissa dalla riproduzione sono ormai conquiste acquisite
    E chi lo contesta? Cosa c’entra con l’aborto? A meno che l’aborto non venga intesa come risorsa anticoncezionale.
    Della sessualità l’autrice ne parla in termini estremamente condivisibili.

    “ritengo ipocrita piangere per gli embrioni o addirittura le cellule uovo fecondate quando si fanno guerre di religione e di (in)civiltà che uccidono e sconciano milioni di esseri umani.
    Se ti riferisci a questo, mi sembra che tu voglia banalizzare eccessivamente una discussione che, secondo me, aveva un interesse eccezionale e che, mi sembra, non abbia mai assunto i termini da te descritti.

    “Il Papa oggi si è buttato a pesce sulla moratoria sull’aborto ma perchè non parla della mutilazione genitale femminile, perchè non chiede la moratoria sulle mine antiuomo, sulle armi all’uranio impoverito?
    Non lo so. Non avevo bisogno di questo, comunque, per comporre il mio personale giudizio sulle gerarchie ecclesiastiche vaticane.

    [Rispondi a questo commento]

  26. tusaichi scrive:

    mc e dm, no, non era intenzione “provocare”.
    non mi sembra di aver usato termini provocatori, se è così mi spiace, perché poi alla fine non ho ricevuto risposta.

    mc, parli di visione grandefratellista-egoista… io invece parlo di scelta di vita.
    La famiglia come la intendevano trent’anni fa ora è rara da vedere, e io, stando sempre in mezzo alla gente, lo constato tutti i giorni.
    non avere una famiglia, un compagno stabile, una compagna stabile, non interferisce con la vita sessuale di una persona (credo), o no?
    Quindi molte persone hanno continui rapporti occasioni.
    Se in uno di questi rapporti la donna resta incinta. Come comportarsi?

    Si denuncia la akuel? la hatù?
    E’ così strano farsi queste domande?
    E l’esempio della famiglia (la donna con già tre figli che ho fatto prima) mi rispondi riguardo a quello mc?
    per favore, ovviamente.

    grazie

    [Rispondi a questo commento]

  27. Lisa scrive:

    Articolo molto interessante. Sono d’accordo con te: purtroppo da queste parti come dici te si parla di libertà senza saper bene cosa significa. Libertà significa libertà di essere educate senza che le questioni sessuali vengano taciute perchè “sconvenienti”; significa informare le donne sul sesso sicuro e tante altre cose di questo tipo. Non ho letto i commenti precedenti al mio, ma voglio dire la mia: con i precetti culturali e religiosi che ci portiamo dietro, il sesso non è qualcosa di cui parlare, su cui informarsi, da incoraggiare se sicuro, ma piuttosto qualcosa da nascondere, di cui vergognarsi, una cosa sporca. Se poi qualcosa va storto, lei è etichettata come puttana (come se avesse fatto sesso da sola e non con un’altra persona) e l’aborto diventa un modo per evitare le chiacchiere di paese.
    Andrebbe cambiata l’intera mentalità, come sempre :)

    [Rispondi a questo commento]

  28. lastrega scrive:

    infatti non è solamente morale è anche sociale economico
    è un problema molto ampio
    l’autrice ha detto ‘maria-ragazza-madre’: fa abbastanza ridere… quante donne senza san giuseppe conosciamo? SOLE ma proprio sole con il giuseppe di turno che se l’è data? insomma sti disegni divini mancano nel momento della realtà quotidiana
    non ho capito proprio perchè cmq si parli di crimine: crimine la madre che abortisce la legge che fa abortire e bla bla e allora? quando abbiamo condannato?

    [Rispondi a questo commento]

  29. Lameduck scrive:

    @ mc
    siamo alle solite. Io non sto attaccando l’autrice, il cui pensiero rispetto anche se non condivido alcune sue conclusioni. Penso sia possibile esprimere un parere controcorrente senza che qualcuno se ne abbia a male.
    Francamente l’ultima cosa che mi sarei aspettata qualcuno mi accusasse di fare è banalizzare un argomento come questo. Non mi pare di averlo fatto. E dove?
    L’ipocrisia è quella dei Ferrara che appoggiano guerre fallimentari e sanguinose e poi pensano agli embrioni, se non si era capito.

    [Rispondi a questo commento]

  30. Adetrax scrive:

    @ Lameduck

    E` meglio affrontare i problemi uno alla volta.

    Quello che tu cerchi di evidenziare e cioe` che si tenti di addossare in ogni caso l’intero peso sulla donna, e` giusto e comprensibile, pero`, come avrai notato, la discussione sull’argomento deve coinvolgere anche l’altra meta` del cielo (gli uomini o presunti tali).

    Questo intento deve ovviamente interessare soprattutto i giovani (minorenni inclusi) perche` pensino all’azione e alle relative conseguenze e non abbiano poi a dolersene per impreparazione e/o pressapochismo.

    Ogni contributo, anche estremo e ultrafemminista, alla discussione e` assolutamente bene accetto e per questo motivo passibile di un sereno confronto dialettico (cercheremo di mettere qualche emothicon in piu`).

    Su come Ferrara si presti a fare il portavoce o su come cerchi di risollevare la sua buona immagine e` gia` stato detto molto (sia in precedenti articoli che commenti).

    Il papa si rivolge ai cattolici e dato che non e` pensabile che tutti i 130.000 aborti legali piu` 40.000 aborti clandestini possano essere attribuiti a incidenti, malformazioni, problemi di salute delle donne o anche a libere decisioni di donne non cattoliche, e` chiaro che non poteva non intervenire sul tema.

    E` opportuno notare che ha usato parole molto prudenti che forse e` opportuno rileggere.

    http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/esteri/benedettoxvi-18/moratoria-pena-di-morte/moratoria-pena-di-morte.html

    “Il papa … ha auspicato che la moratoria decisa dall’Onu sulla pena di morte possa “stimolare il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita”. “Non posso che deplorare ancora una volta gli attacchi continui, perpetrati in tutti i continenti, contro la vita umana ha detto Ratzinger.”

    NOTARE la precedente frase (attacchi continui alla vita) che indica che gli attacchi si possano fare in molti modi.

    e ancora …

    Nel tradizionale discorso agli ambasciatori dei 176 Paesi accreditati presso il Vaticano, il Papa non avalla esplicitamente la proposta di moratoria sull’aborto che ha dominato in questi giorni il dibattito politico italiano ma denuncia gli ”’attacchi preoccupanti all’integrità della famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. La Santa Sede, afferma Benedetto XVI, “non si stancherà di riaffermare questi principi e questi diritti fondati su ciò che è permanente e essenziale alla persona umana”.

    Nessun accenno alla legislazione attuale, alla 194, ecc.; se un cittadino italiano non condivide la visione cattolica, puo` anche ignorare gli appelli papali anche se onestamente non vedo tutto questo pericolo in quello che dice.

    @ tusaichi
    Se una persona ritiene che avere rapporti prematrimoniali e/o occasionali con vari partner non sia un problema, allora non vedo perche` debba farsi problemi per le possibili conseguenze, dato che in quest’ottica non possono che essere viste come “incidenti” di percorso.

    La 21 enne universitaria forse ha altri pensieri ed obiettivi in mente e magari non conosce nemmeno tanto bene l’uomo con il quale ha fatto ginnastica, pero` se decide di abortire, deve anche considerare che non si e` neanche impegnata piu` di tanto dal lato anticoncezionale quindi non e` quella superdonna che pensa di essere.

    La 45 enne madre di 3 figli potrebbe non avere problemi ad accettare il quarto, in caso contrario bisogna dedurre che l’esperienza non serve a molto.

    Ci sono in realta` moltissimi altri casi da prendere in esame.

    Parliamo di una minorenne che s’e` buttata nell’avventura e che ora non sa che fare, e` indecisa, non ha ancora elaborato una fredda logica razionale che da’ poco spazio ai dubbi; forse vorrebbe tenere il figlio, pensa che quando nascera` lei avra` 18 anni e forse vorra` bene a quel figlio e forse le cose con il suo fidanzato si aggiusteranno e si sposeranno, forse nel frattempo il figlio potra` essere accudito anche dalla sua famiglia (da sua mamma, dalle sue sorelle / fratelli); purtroppo e` affiancata da una “mamma`” che guardacaso detesta a morte i perditempo squattrinati e in modo particolare quello che si e` permesso di disonorare la sua “bambina”; il suo primo obiettivo e` quello di cancellare quell’errore e quell’infamia, che mai possa nascere qualcosa da quell’essere abbietto; non e` forse una violenza quella di convincere con le buone o le cattive che l’unica scelta giusta e` quella di fare “reset” ? Intanto il tempo passa, si supera il terzo mese, al quarto - quinto mese non c’e’ piu` tempo da perdere e l’aborto clandestino diventa ineluttabile: fine dell’amore.

    Domanda: e se invece la “bambina” avesse ponderato un po’ di piu` le cose, si fosse informata, avesse seguito una discussione critica sull’argomento e ci avesse ragionato un po’ di piu`, magari certe situazioni assurde non sarebbero successe e non sarebbe stato necessario decidere di sopprimere una “vita scomoda”; forse avrebbe aspettato un po’ di piu` per poi accorgersi o che il fidanzatino non faceva al caso suo o che era proprio un grande amore ed era un peccato non costruire qualcosa di piu` assieme.

    P.S. per gli stupratori e i pedofili si aprono nuove possibilita` correttive:

    http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/castrazione-chimica-gb/castrazione-chimica-gb/castrazione-chimica-gb.html

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  31. Adetrax scrive:

    Tanto per avere un quadro percentuale del fenomeno, in Italia nascono piu` di 560.000 bambini all’anno e ci sono quasi altrettanti morti (di tutte le eta`), per cui c’e` comunque un lievissimo tasso di crescita della popolazione nativa.

    Considerando solo 160.000 aborti all’anno, questi rappresentano il 28% dei nati vivi e il 22% del totale.

    Di 160.000 feti solo una piccola parte e` probabilmente recuperabile / salvabile; non si esclude pero` che fra i decimati per sbaglio non ci sia qualche genio con QI potenziale superiore a 180 (specie se mamma e papa` + i loro antenati hanno fatto le cose per bene e se c’e’ un ambiente adatto al loro sviluppo).

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  32. ASSU scrive:

    A ventitré anni ho avuto mia figlia. Non ho mai dubitato che avrei dato a mio figlio l’opportunità di vivere. Non è stato facile: la specializzazione, il master, il lavoro, la casa, le bodycopy da scrivere… Eppure non ho mai pensato, neppure per un istante di aver fatto la scelta sbagliata, e ho capito che è stata lei, piuttosto, a dare a me l’opportunità di vivere emozioni che non avrei mai potuto vivere.

    Ciò nonostante, ritengo che l’aborto sia un diritto sacrosanto. E penso che chiunque dica/scriva che l’aborto sia un crimine è un moralista.
    Non dico che abbia ragione o torto, dico che è un moralista, che parte da una visione soggettiva che non può prescindere dalla propria morale. La “propria”.

    Credo, francamente, che l’aborto non sia vissuto (da nessuno) come pratica anticoncezionale, perché escludo che anche una sola persona facendo sesso pensi: “Tanto poi abortisco!”. L’aborto interviene, semmai, per “riparare” a una forma assai diffusa di ignoranza. È vero che vi è una vasta scelta di anticoncezionali sul mercato, ma non vi è educazione sessuale adeguata nelle scuole e nelle famiglie. Solo una sana e franca educazione può portare a quella dignità di scelta sessuale di cui si parla nel post.

    L’aborto riguarda la donna perché è a lei che la società ha sempre addossato colpe e disonori. E si fa del moralismo nel parlare di crimine; si fa, forse inconsapevolmente, del moralismo colpevolizzante e anche enfatizzando il senso di colpa e di vuoto e di tutto ciò che viene in mente.

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  33. giusi scrive:

    “Altroché partorire e lasciare il nato in ospedale. Perché? Per una scopata andata male?”

    caro tusaichi volevo comunicarti che mio figlio è il risultato di cui sopra, sono la madre di un figlio splendido che la generosità di un altra donna mi ha concesso in dono.
    Sentirti parlare con questa leggerezza mi ferisce perchè un figlio se pur frutto di un errore chiamiamolo “di inesperienza tattica” o al peggio di una violenza non si può proprio pensare di eliminarlo come un fastidioso insetto.
    quel figlio che tu dici non andrebbe nemmeno lasciato in ospedale, ora ha sette anni, frequenta la seconda elementare ed è bellissimo oltre che molto intelligente, riempie la mia vita e quella del proprio padre di cose meravigliose, piene del senso che molti credo vorrebbero trovare alla propria vita.
    Ciao e buon anno a tutti

    [Rispondi a questo commento]

  34. tusaichi scrive:

    @ adetrax, mi spiace, non penso meriti tempo per una risposta.

    @ ASSU, sei stato coraggioso/a e sai che c’è gente che non ha né avrebbe il tuo coraggio. per quel che vale, ti stimo.

    @giusi, di tuo figlio mi interessa poco, del fatto che ti son sembrato leggero, molto meno. Il tuo racconto alla mariadefilippi mi inorridisce (eppure tengo la tv spenta, è inconcepibile).
    ho fatto domande, portando casi in cui credo che secondo me l’aborto sia fattibile ed accettabile anche se non sussistono “casi limite” di natura fisiologica.
    non mi sembra qualcuno mi abbia ancora risposto.

    [Rispondi a questo commento]

  35. mc scrive:

    Mi impegno pubblicamente a lottare politicamente e civilmente contro ogni forma di aggregazione umana che consideri i figli un ostacolo alla realizzazione professionale.
    Chi non si ritiene predisposto alla procreazione e intende privilegiare altre forme di sviluppo individuale, secondo la mia personale opinione, dovrebbe, coerentemente, adottare provvedimenti definitivi per evitare che i suoi piani siano messi in pericolo dal lecito desiderio di godere di una libera sessualità che, correttamente, non va intesa come esclusivamente finalizzata alla riproduzione.

    Il concetto è semplice e lo ripeto per coloro che mi pongono casi particolari:
    Se uno non riesce a sostenere una famiglia numerosa o non può fare carriera perché rimane incinta, la risposta non deve essere l’aborto, ma una modifica della società che consenta tranquillamente di allevare i figli.
    Altrimenti l’alternativa diventa questa ed io contro una società del genere sono disposto a lottare con ogni mezzo.

    Tusaichi: ti prego cortesemente di moderare i toni. Le persone parlano in base alle loro esperienze e se a te le esperienze degli altri non interessano, non devi nemmeno cercare il confronto.

    Lameduck: le solite?
    E quali sarebbero le solite? Non capisco. Cerchiamo di attenerci ai fatti ed evitiamo i vittimismi che sono, francamente, noiosi e superflui.

    [Rispondi a questo commento]

  36. tusaichi scrive:

    scusa mc, ma per te se non voglio un figlio “ora” mi devo castrare per sempre? (rispondere, prego)
    e poi, cosa intendi per famiglia numerosa? Una donna è fertile per una quarantina d’anni, nove mesi per figlio, fanno 53 figli. E’ secondo te pensabile una famiglia così numerosa? Oppure ognuno ha diritto a Scegliere come deve essere la sua famiglia?

    i toni: chi mi porta il Suo caso particolare con i toni da servizio di studioaperto non ritengo cerchi confronto. Però se mi chiama, rispondo, per cortesia.

    [Rispondi a questo commento]

  37. mc scrive:

    No, non ti devi castrare per sempre, ma devi adottare tutti i provvedimenti che puoi per evitare di averne.
    Poi, se accade e decidete di non averlo, fate quello che ritenete opportuno secondo la vostra coscienza. Usate la 194, che è fatta per altri scopi, a fini anticoncezionali commettendo, di fatto, un reato.

    La situazione attuale dei consultori ve lo consente, la vostra coscienza sta a posto, nessuno vi può controllare a la cosa finisce lì. Come vedi, visto che tu agisci al di fuori dalla legge, la cosa non è di mio interesse. Sarebbe di interesse dei carabinieri, ma ho il sospetto che la cosa interessi poco anche a loro. E’ tutto a posto. E’ una cosa che riguarda solo te e la persona con la quale, eventualmente, vivresti questa esperienza.
    Per me la legge attuale va bene. Mi batterei solo per aumentare i sussidi alla maternità e perseguire chi, socialmente, rende difficoltosa la vita alle donne che devono avere bambini.

    Preferisco non vedere la tua reductio ad absurdum perché mi sembra offensiva per la mia intelligenza e ritengo incivile un metodo dialettico che parte dal presupposto di giudicare i toni altrui e ignorare i contenuti.

    [Rispondi a questo commento]

  38. giusi scrive:

    tusaichi vuoi un tono dialettico più sostenuto e meno aderente a quello alla : mariadefilippi, ti accontento subito:
    chi sei tu per giudicare dell’esperienza altrui? hai il tono spocchiuso ed urtante di chi pensa poco e parla tanto e di vita vera ne ha vissuta poca e male.
    non sai neppure cosa io ne pensi della 194, è una legge buona ma è estremamente pericoloso pretendere di poter pensare che sia l’unica via possibile, anche in considerazione del fatto che non ti capiterà mai la ventura di decidere se abortire o meno, sono le donne che lo fanno e per fortuna chi vive sulla propria pelle l’orrore di certe decisioni, non lo fa a cuor leggero; da certe decisioni la vita esce devastata proprio perchè non prese con la leggerezza che ti marchia l’animo.

    [Rispondi a questo commento]

  39. mc scrive:

    giusi.
    La maleducazione del commento nei tuoi confronti era stata già evidenziata.
    Ti prego di non indulgere in un’inutile polemica che avrebbe solo l’effetto di amplificare e diffondere quello che riterrei inutile rumore di fondo.

    [Rispondi a questo commento]

  40. giusi scrive:

    ma porca miseria non desiderare figli è lecito, fare in modo di non averne possibilissimo e a buon mercato, la legge esiste proprio per i casi limite non è un anticoncezionale per teste perse in carriera, la leggerezza di questo pensiero ha qualcosa di disturbante, ricorda i videogiochi dove gli ostacoli si eliminano con un colpo superpotente alla dragonbool gt,, “tsc” mio figlio ne va pazzo, oh scusa dimenticavo a te interessa solo ciò che t’interessa, cioè te stesso.

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  41. giusi scrive:

    scusa ma mi è scappato prima di ricevere la tua ultima

    [Rispondi a questo commento]

  42. f.maria arouet scrive:

    Mi pare che la 194, dopo la dichiarazione di principio all’art. 1, sia molto chiara, agli articoli 4 e 5, su cosa sia legittimo e cosa no, a proposito di interruzione di gravidanza.
    Sarà sicuramente una banalità ma mi pare il caso di sottolineare che un comportamento adeguato alle fattispecie di legge non é né illegittimo né illegale; mentre non mi pare lecito tirare in ballo la precaria situazione dei consultori, o lo scarso interesse dei carabinieri, per spiegare come certe cose non si potrebbero fare se tutto funzionasse ed invece, ahimè, si fanno sfruttando la triste situazione di fatto. Non é così.
    Resta la coscienza, ma è superfluo ricordare che si tratta di uno strumento troppo personale per pretendere di usarlo per giudicare della bontà delle azioni altrui.

    [Rispondi a questo commento]

  43. mc scrive:

    Non sono all’altezza di giudicare la coscienza altrui e non ci ho mai provato.
    Ho detto soltanto che se una cosa è consentita dalla legge, va bene. Se non lo è, non riguarda me, ma la coscienza di chi la contravviene e i carabinieri.

    Ora se legge 194 consente di abortire con fini anticoncezionali, allora farlo non è illegale. Se invece afferma che l’aborto non è da intendersi misura anticoncezionale, chi abortisce con questi fini contravviene alla legge.
    Se ci dovesse essere qualche caso del genere, ma sicuramente non c’è, si potrebbe supporre che avviene per funzionamento un po’ approssimativo di qualche consultorio.

    In ogni caso, siamo nell’ambito della pura teoria. Sicuramente, nonostante la generale disorganizzazione delle strutture sanitarie di questo paese, i consultori saranno le uniche unità operative a funzionare alla perfezione.

    Comunque, ribadisco per l’ennesima volta che, secondo me, la legge non va modificata in maniera più restrittiva ma che ad essa vanno affiancate effettive misure di supporto alla maternità e modifiche nella società per scoraggiare e punire i comportamenti che penalizzano la maternità.

    Sembra quasi che queste manovre, aggiuntive ripeto, non siano gradite e che ci si debba forzosamente ciucciare una società civile che non sostiene le madri non abbienti e che premia i datori di lavoro che penalizzano le donne con figli. Però con l’aborto.

    [Rispondi a questo commento]

  44. tusaichi scrive:

    san Francesco parlava agli uccelli.
    evidentemente aveva capito che parlare agli uomini è meno stimolante.
    cip cip cip

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  45. Mi impegno pubblicamente a lottare politicamente e civilmente contro ogni forma di aggregazione umana che consideri i figli un ostacolo alla realizzazione professionale.

    Carissimo MC, bella questa frase. Bella come possono esserlo solo le utopie. Insisto nel dire che questa discussione e’ bella, profonda, appassionante… e inutile. Perche’ il peso della decisione abortisco/non abortisco rimane sempre e solo sulle spalle della donna che ha avuto la sfortuna/fortuna/colpa/privilegio di rimanere incinta. I figli, oggi, in questa societa’, in Italia, sono un ostacolo per la realizzazione professionale di una donna. Poi, certo, ci sono i casi limite: Concita De Gregorio, giornalista che ammiro moltissimo, ha quattro figli, cosi’ come la vaticanista Marina Ricci (per inciso sorella di Rocco Buttiglione). Anche lei ha quattro figli e quando le chiesi come avesse conciliato carriera e famiglia, sorrise dolcemente e mi disse materna: “Che problema c’e'? Ci sono le tate”. Lei ne aveva quattro, una per figlio, 24 ore su 24.
    Ma non sono casi rappresentativi, lo sono invece le done costrette al part time per la nascita del primo figlio, quelle licenziate per la gravidanza, quelle che sono costrette a firmare contratti nei quali si impegnano a non procreare pena il licenziamento.
    Non facciamo utopie, per favore. L’unico punto su cui mi trovo d’accordo e’ che chi non si sente portato al sacrificio/privilegio della procreazione, deve mettersi in grado di non dover ricorrere alla pratica abortiva. Sono sessualmente attiva da parecchio, mai avute gravidanze indesiderate, mai ricorsa all’aborto. Se succedesse, probabilmente, sceglierei di accettare quella vita. Ma l’aborto non e’ un crimine, e’ un diritto perche’ le donne hanno il peso/dono di produrre la vita e sono le uniche, a mio parere, in grado e in diritto di decidere se accettarla o meno.
    Laura

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Su questo articolo gli altri siti web hanno scritto....
  1. [...] E’ da tempo ormai che la discussione sulla legge 194 sta avendo una ripresa e un’accelerata insospettabile fino a qualche anno fa. Questo mi ha indotta a riprendere delle riflessioni che anni fa sembravano inutili, buttate alle spalle del tempo e accantonate tra i fatti acquisiti. Mi aiutano in queste riflessioni due post, quasi antitetici direi, che ho avuto modo di leggere ieri. Il primo che ho letto è di Lameduck, qui nel suo blog; il secondo di Anima Sola, pubblicato su MenteCritica. [...]

  2. [...] da un’angolazione scientifica e dare una giusta informazione tra le due posizioni, quella laica e quella “religiosa”. Però, mi è sembrato che sia sfuggito un particolare: l’aborto è un atto volontario [...]



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