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Parla un Italiano, uno di Quelli che ha Ricostruito Questo Paese. Grazie Nonno Felice. (Speciale 25 Aprile)

24 aprile, 2007 - 18:30 di  
Archiviato in Storia e Memoria




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Il 25 Aprile segna una data storica che ricorda la proclamazione dell’avvenuta liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Tutto il popolo italiano ha festeggiato ogni anno questa data con manifestazioni alle quali hanno partecipato tutte le autorità per non dimenticare gli avvenimenti politici passati, per far sì che ciò che era stato non fosse più.
Si sperava che ci sarebbe stato lavoro per tutti, che avrebbe portato tranquillità alle famiglie, e che l’Italia potesse rinascere dalla tristezza della dittatura fascista. La lunga guerra aveva portato malattie che non potevano essere curate perchè mancavano i medicinali e per le quali morirono molti bambini, le persone erano affaticate per la continua denutrizione (ricordo ancora i cosiddetti “buiaccari”, ossia le trattorie dei meno abbienti), la povertà regnava sovrana.



Quando l’economia ha iniziato a migliorare, Cinecittà ha girato anche film realistici come “Ladri di biciclette” sul recente passato. Lavorando per tre mesi al centro sperimentale di Cinecittà, ho conosciuto svariati registi; ho avuto così modo di vedere che anche loro si lamentavano della situazione. Trovare lavoro era molto difficile, i proprietari rimandavano sempre l’apertura delle loro società, e molte persone si dovevano arrangiare per avere soldi sufficienti per potersi mantenere.
Molta gente del sud è stata costretta dalla povertà a spostarsi al nord con la riapertura di fabbriche come la FIAT; altre persone hanno invece deciso di espatriare in America, Svizzera e Germania, lasciandoci soli a ricostruire il Paese. Io stesso, molisano, ho lavorato da carabiniere per cercare di avere una vita migliore.
Proprio come carabiniere del contingente R, appartenente alla Quinta Armata americana, sono stato a Napoli sotto ai bombardamenti, mentre si assisteva a tirar fuori i morti dalle macerie, rischiando la vita assieme ai miei colleghi. Siamo saliti poi a Roma quando i tedeschi se ne sono andati, e per questo ho ricevuto dagli americani un “Certificate of Merit” che mi dichiara “member of the Italian forces who fought with the allied armies for the liberation of Italy and who is commended for his service under the allied command and for his contribution to the cause of freedom” (grazie a questo certificato, ricevo tutt’ora circa un euro in più sulla pensione!).
Cosciente di tali esperienze, come faccio a non ricordare il 25 Aprile?
Una volta divenuto tassista, poi, ho conosciuto la vita civile stando al servizio pubblico, ed ho aderito alla vita politica con la speranza che l’avvenire dell’Italia potesse cambiare, potesse divenire migliore rispetto a quando era tenuta nella miseria dal fascismo (nel 1970 mi capitò di portare sul taxi degli italiani che, nel 1950, si erano trasferiti in America e che erano tornati a vedere Roma; si stupirono quando dissi loro che noi rimasti in Italia non eravamo così ricchi come credevano!).
Ecco perchè, assieme al 25 Aprile, noi italiani festeggiamo anche il Primo Maggio e il 2 Giugno: ci ricordano la conquista della libertà, cosa che dobbiamo continuare a difendere per non rendere vano ciò che è stato fatto.

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Comments

8 Risposte a “Parla un Italiano, uno di Quelli che ha Ricostruito Questo Paese. Grazie Nonno Felice. (Speciale 25 Aprile)”
  1. marco il buono scrive:

    Bello ed educativo, non mi è molto piaciuta la frase sugli emigranti all'estero…lasciandoci soli a ricostruire il paese.

    Se avessero potuto scegliere non credo si sarebbero mossi dalle loro case e dai loro affetti, ma sono sicuro che è tutto un qui pro quo.

    Quindi complimenti.

  2. MenteCritica scrive:

    Delle volte è difficile entrare nello spirito di chi ha visto e provato certe cose in prima persona. E' probabile che quello che a noi appare chiarito dalla storia, allora sembrava oscuro. Come quello che allora era lampante, per noi è inesplicabile.

    Quando parla un uomo che ha vissuto quei tempi magnifici e maledetti, io ascolto e cerco di imparare.

    Se un giorno arriverò anche io ad essere il nonno di un bambino, spero di avere ancora la voglia di raccontare.

  3. tusaichi scrive:

    è strano relegare ad una sola giornata tutto il ricordo di quel periodo.

    vien da pensare che chi quel tempo l'ha vissuto solo in quel giorno ricorda.

    vien da pensare che la testimonianza sia una ricorrenza,

    che il passato è stato messo in frigo, e scongelato quando occorre.

    vorrei ci fosse un altro modo per ricordare, un altro "tempo".

  4. mattions scrive:

    Bello.Molto bello.

  5. giulia scrive:

    grazie nonnino mio!grazie x aver contribuito a ricordarci come erano quei tempi!

  6. Giorgia scrive:

    @marco il buono:
    no, nessun qui pro quo.. è come dice MC: chi ha lasciato il Paese, avrà sofferto per questo, e chi è rimasto a sofferto altre cose.
    Ognuno ricorda i suoi dolori..

    @tusaichi:
    non disperare, si sta già preparando per il primo maggio! :D

    @MC:
    sì, hai capito bene, Giulia è la tua seconda nipo virtuale! ;)

  7. Giorgia scrive:

    "chi è rimasto HA sofferto".. la tastiera si è dimenticata una "h"! ;)

  8. Fabrizio scrive:

    Gentile Signore potrebbe dirmi cortesemente se col certificato di merito era allagata una medaglia. Grazie
    Fabrizio

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