Paris, Texas - Sarko l’Americain
27 maggio, 2007 di Lameduck
Archiviato in Oltre il Confine
Fino all’altro giorno la Francia ci era raccontata dai media saputoni come un paese sciovinista, insofferente nei confronti degli stranieri, anche quelli che arrivavano a Parigi in Rolls Royce per andare a fare la spesa da Cartier, ripiegato sulla propria grandeur un po’ demodé, orgogliosamente indipendente in politica internazionale, soprattutto dagli Stati Uniti, nell’intimo antisemita o comunque più filoaraba che filoisraeliana.
Adesso invece, puf!, tutto d’un botto ha scelto come suo presidente il piccolo grande Sarkozy. Miracolo della Madonna di Lourdes o guarigione spontanea? “Insieme tutto diventa possibile”, recita lo slogan del neopresidente e forse è una parola magica.
Si suppone che le elezioni siano state regolari, e che quindi i francesi abbiano veramente preferito in massa il fascino aristocratico del neocon Sarko alle grazie un po’ frigide della neosenza Ségolène, il solito candidato messo lì dalle sinistre di tutto il mondo al solo scopo di perdere meglio le elezioni con le destre. Una specie di John Kerry in gonnella, ma più femminile.
Qui da noi Sarko era dato vincitore da mesi, un po’ come il cantante che dopo settimane di copertine su Sorrisi e Canzoni, guarda tu la combinazione, va a vincere Sanremo. Doveva quindi andare a finire così. Tutto diventa possibile.
Sarko, come viene affettuosamente chiamato dai satiri d’oltralpe, è piccolo di statura, ma dotato di un ego spropositato e si sa che le dimensioni contano.
Si ama alla follia e si capisce come tra Nicholas e Sarkozy non ci sia posto per nessun altro, nemmeno per Cécilia, la moglie ribelle che fa tanto Hollywood.
Già, Hollywood. L’America è la passione di Sarko. Tanto che il suo sito, una cosuccia sobria dove lui è dappertutto con l’espressione di chi si sente un garofano profumato in mezzo ad un campo concimato a merda, si apre con un filmato della sua “inauguration”.
Tappeto rosso, musica roboante, ospiti che arrivano sorridendo e salutando la folla. Vi ricorda niente?
Dopo i Sarko Oscar non manca neppure il Sarko shop, dove acquistare magliette, felpe e borse con il suo nasone in primo piano, roba da far schiattare di invidia il nostro petit Berlus-con che al confronto ha un sito quasi monacale. Presidente, mi consenta, si adegui.
Sarko fa il simpatico anzi, come si tradurrà piacione in francese?, ma con l’aria di chi vuole farti pagare con gli interessi tutte le umiliazioni che ha dovuto subire da piccolo, anche e soprattutto se tu non c’entri niente. Magari i compagni lo sfottevano veramente ma siamo sicuri che non fosse perché era spocchioso e stronzetto?
Sarkocop ha sui maroni gli immigrati, ma prevalentemente quelli maghrebini e senza carta, se la Francia dovesse essere improvvisamente invasa da orde di texani pieni di dollari probabilmente chiuderebbe un occhio.
Se lo si fa notare, il suo problema con i nordafricani, i nostri media neocon ci ricordano, rimanendo seri, che anche lui è figlio di immigrati. Dimenticando un dettaglio, che suo padre era un “aristocratico di origini ungheresi”. Sarebbe come dire che io che ho davanti una torta Cameo apri-e-inforna e tu che sei seduto comodamente all’Hotel Sacher di Vienna gustando un dolce locale, stiamo mangiando entrambi una torta al cioccolato.
Sarko ha idee chiare in fatto di predestinazione. E’ un lombrosiano di ferro. “Io sono nato eterosessuale, non mi sono mai interrogato sulla scelta della mia sessualità” (beato lui). “Pedofili si nasce” (e lui non lo nacque, fortunatamente). “I giovani suicidi sono geneticamente tarati”. E’ certo. Lui è geneticamente stronzo.
In Francia c’è già chi rimpiange Chirac ma, troppo tardi. Se le elezioni sono state regolari e lo hanno veramente votato, con chi prendersela? Avete voluto la bicicletta? E mo’ fatevi ‘sto Tour de France.
La cosa importante per i media neocon è che ora “in Francia cambierà la politica estera”, tutto il resto che si fotta.
Sarko il filoamericano, Sarko il filoisraeliano, Sarko il filoatlantico. Speriamo per i cugini francesi che pensi ogni tanto anche alla Francia. Del resto non è la prima volta che si fanno governare da uno straniero, piccolo di statura e superdotato di ambizione. Con la differenza che Napoleone era molto più modesto.
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Che bello, ma allora non sono l’unico che ha sfruttato l’accezione francese del suffisso per aprirsi a nuove variazioni semantiche (anche se io mi ero riferito ai Teocon)
Comunque questo per il portatile è una bomba.
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Oi grandissima Lame!!
Il garofano profumato è azzeccatissimo alla sua espressione!
Povero il Silvio, dovrà aggiornare il suo sito e vedere di tirar fuori qualche gadget sensazionale col suo bel faccione, facendo attenzione che non si scopra che l’ispirazione l’ha presa dai secondi classificati ai Mondiali!!!
Sennò sai che figuraccia!!
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Vi volevo segnalare questo:
http://fuorilemura.it/index.php?ed=&rub=41&tit=1959
e qui:
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=20904a99b000cc88
saluti e complimenti per il sito!
Con i nostri più vivi ringraziamenti per l’attenzione che ci avete dedicato. Vi ringraziamo per le critiche e per gli apprezzamenti. Sono soddisfazioni.
MC deve alla vostra gentile redattrice un bel fascio di fiori. Speriamo che ci sia l’occasione per consegnarlo.
MC
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come si dice “buona fortuna” in français?

povera francia. E dire che iniziavano a starmi simpatici…
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-”Potremmo riassumere la situazione con una sola parola”
-”Non la dica Generale Cambronne, non la dica”
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(”lui è dappertutto con l’espressione di chi si sente un garofano profumato in mezzo ad un campo concimato a merda”
“Lui è geneticamente stronzo.”
“Avete voluto la bicicletta? E mo’ fatevi ‘sto Tour de France.”
Perle.)
Il sarko shop, ma che malato mentale è? E che malati mentali di clienti potrebbe avere? A parte Vortexmind per i gadget per pc intendo…
@tusaichi
credo “bonne chance”
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Applausi.
Applausi, Lame, da spellarsi le mani!
Manderò un’email di condoglianze ai miei corrispondenti francesi. Sapendo di non avere un cazzo di cui essere fiero, tra l’altro.
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