#Parigi non vale una messa 103


Non abbiamo bisogno di messe di suffragio. Non ci servono la torre Eiffel spenta e dei lumini e fiori deposti nei luoghi del massacro non sappiamo che farcene. Non ci servono preghiere, vuote discussioni e infinite dilazioni. Quello di cui veramente abbiamo bisogno è di sentirci tutti cittadini della nazione dove le persone adorano il dio che vogliono e se non hanno un dio da adorare la cosa non desta scandalo. Abbiamo bisogno di sapere che nella nostra terra le donne hanno il diritto di coprirsi o scoprirsi così come gli piace e che i bambini possono crescere insieme fra maschi e femmine gioendo gli uni delle altre. Abbiamo bisogno che a chiunque sbagli venga concessa una seconda occasione piuttosto che tagliargli una mano.

Noi siamo i cittadini della nazione dove le persone hanno diritto di unire i propri destini sulla base dell’amore e non solo del genere. Questa è la nazione dove la condotta si determina sulla saggezza e l’autodeterminazione dei singoli e non sulle decisioni di vecchi barbuti in tonache polverose. È per questo che noi, cittadini dell’unica nazione di Parigi, Roma, Londra, Berlino, Madrid e di tutte le città che hanno creato la nostra cultura, noi donne e uomini di buona volontà, pazienza e generosità, abbiamo bisogno adesso di coesione, spirito di squadra,  determinazione, operazioni di intelligence, dispiegamento di strumenti efficienti e sofisticati quali quelli che, se occorre, la nostra (e ribadisco la nostra) tecnologia sa schierare. E questo non per una questione di parte, ma solo perché l’idea che ad un uomo possa essere imposta brutalmente una condotta ed una religione è un’idea nefasta ed orribile come lo sono state quelle del nazismo e del comunismo. E questa idea va cancellata dalla storia di questo mondo senza pietà, senza indugio e senza ripensamenti.


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