Paola Binetti e i Laici senza Latino 9


…E va bene, rieccomi al caso-Binetti. Che con la sua assenza al voto parlamentare ha permesso il varo dello scudo anti-evasori, che ha strillato contro i poveri Welby ed Englaro, che ha opposto, al contrario, un tombale silenzio-assenso alle missioni di “pace” in Medio Oriente, segno che c’è vita e vita, e d’altronde dulce et decorum est, pro patria mori: li attenderà una corona in cielo e di questa dovranno gloriarsi, e andarsene cantando da questa valle di lacrime, come eroi di Metastasio. Ma di fronte all’unico peccato che per lei conti, quello sessuale e omosessuale, poteva mancare? Poteva forse permettere una legge contro l’omofobia, elaborata, secondo lei, non per proteggere un gruppo sociale a rischio (anche ieri sono state selvaggiamente aggredite due ragazze), ma volpinamente studiata dalla fosca e potentissima lobby gay per permettere lo scempio del matrimonio sodomita? No di certo.

Detto, fatto: in trenta secondi è stata affossata una legge concepita in estenuanti trattative di un anno, e che possiedono tutti i Paesi civili. Il Vaticano e i giustizieri hanno brindato, per lo sbalestrato Piddì l’ennesima tegola in testa, tanto più che la Binetti, con candida perfidia, ha già fatto sapere che non uscirà dal partito, ma anzi voterà per il favorito dei tre segretari, Luigi Bersani.

Alla limpida analisi di Luca Telese, Il senso della Binetti per la laicità, non si può, oggettivamente, aggiungere nulla, anche perché quando sono costretta a ripetermi provo un’autentica irritazione; e la Binetti, come sapete, la conosco. Mi permetto solo una piccola postilla. Stando così le cose, risulta evidente che contrapporre alla deputatessa ciliciata i Grillini, le Luxuria e i Cecchi Paone non è solo inutile, ma nocivo; e fuori bersaglio. Il problema non è nemmeno la persona-Binetti, ma ciò ch’ella rappresenta: storia, pietra, spirito e non sesso, come s’illude lo sconsiderato Grillini. Affonda le radici in certo Medioevo penitenziale e flagellante, nel dolorismo secentesco (la sofferenza e l’astinenza come valori in sé), nelle orazioni di San Bernardo che, allo stesso modo di Bin Laden oggi, esortava il cavaliere cristiano a uccidere l’infedele non per cattiveria nei suoi confronti, ma “in odio a Satana”; similmente, Binetti sarebbe capace di condurre al rogo un individuo soffrendo con lui.

La possiamo chiamare deviazione del messaggio cristiano, e lo è; per me, si tratta addirittura di bestemmia, tanto più grave poiché compiuta in nome di Dio: ma non si può negare che tale deviazione ha plasmato molte menti e molti cuori, e non conoscerne le ragioni storiche e sociali è imperdonabile. Piaccia o no, Binetti propone un’etica o, se vogliamo, una contro-etica, un’etica a rovescio: non le si può contrapporre la mancanza totale di etica, ma un’etica diversa, altrettanto forte, più forte, perché basata sull’umanesimo e non sull’anti-umanesimo. Sulla fiducia e non sul sospetto. Sulla carità e non sulla condanna. Su Cristo e non sul Papa.

Per questo Binetti teme di confrontarsi coi gay credenti, che non sono solo gay, ma uomini e donne che vivono, lavorano, pregano e si prodigano per i loro simili; potrebbero metterla in crisi l’appello dei preti gay o le riflessioni di Geronimo Gentile, non gli sberleffi di Luxuria. E non alludo solo ai credenti: il laico Pasolini la zittirebbe in meno di un minuto, ma non è un caso che Pasolini, oggi, sia stato accantonato anche da chi dovrebbe contribuire più di altri a diffonderne il pensiero.

Telese auspica che la Binetti sia “laicamente espulsa dal Pd”. Lo desidero anch’io, ma bisognerebbe farlo in nome di un’etica, ora del tutto mancante. In altre parole: a certa laicità, oggi, manca il suo latino. E si avverte, purtroppo.


9 commenti su “Paola Binetti e i Laici senza Latino

  • Hiroo

    Pur rigettanto in toto il “binetti” pensiero,
    come pure il calcolo fatto dai “grandi” strateghi del Pd che l’hanno candidata,
    considero un errore espellerla dal partito solo perchè ha manifestato un’autonomia (costituzionalmente legittima) di pensiero;
    si espelle dal partito se vota la fiducia ad un altro schieramento.
    Il problema originale è stato quello di candidarla,
    e come lei altri,
    per mera opportunità,
    per catturare un certo tipo di voti,
    dimenticando che il grosso dell’elettorato democratico è di tutt’altra pasta.

    • francy68

      condivido che sia stato un errore candidarla…un ENORME errore, non che abbia esercitato un’autonomia di pensiero costituzionalemnte garantita.

      Mi spiego: non possiamo dimenticare che i partiti sono organizzazioni che coagulano individui intorno a degli ideali e dei modi di vedere la vita comuni (sono definiti infatti “organizzazioni di tendenza”) e le scelte intorno agli ideali fondanti di tali organizzazioni NON sono libere. La Binetti, naturalmente, come tutti, è liberissima di essere omofoba e di considerare un poco di buono il Signor Englaro (che il sottoscritto considera un eroe, sia chiaro), ma se ha queste idee deve iscriversi al Ku Klux Klan non al Partito Democratico…

      E sarebbe anche ora che il suddetto partito democratico si ricordasse di essere un’organizzazione di tendenza e consentisse un po’ meno obiezioni di coscienza ai propri iscritti (naturalmente il mio augurio è che la tendenza sia verso la laicità dello stato e la correttezza del vivere civile, questi mi era parso di capire fossero i valori fondanti…magari ho capito male).

      • Hiroo

        la vita è troppo breve per sprecarla con cose ti leggere lo statuto del Pd,
        quindi non conosco quali siano le regole per iscriversi ecc. ecc.
        però l’art.67 della costituzione lo conosco e dice che i parlamentari non hanno vincolo di mandato,
        è questo che mi impedisce di criticare la Binetti, politicamente,
        perchè umanamente ha tutto il mio disprezzo,
        e con lei i vertici del Pd che l’hanno candidata nonostante (o proprio per questo) conoscessero il suo mùpensiero “medievale”.

        io desidero la massima libertà di pensiero per i membri del Pd,
        ma altrettanto esigo che su determinati argomenti si debbano comunque conformare alle indicazioni delsegretario.

  • maria

    Trovo strana l’ipocrisia che si costruisce nel nostro paese.
    Latino a parte che non conosco purtroppo.
    Ci indignamo per le ingiustizie altrui, piangiamo i nostri morti delle guerre e poi, lasciamo che altri vengano malmenati o offesi senza battere ciglio. La Binetti è solo il capo espriatorio della faccenda, ha espresso il suo pensiero senza ipocrisia e questo per il resto delle persone ipocriti non va a genio.
    Mettiamo in continuazione alla sbarra gli omosessuali se vogliono passare la vita insieme, (fuori tema)…. Mettiamo alla sbarra le donne che magari hanno avuto un passato con una sessualità accesa, magari che hanno avuto rapporti in contemporane con più uomini, osannaiamo gli uomini che sono andati in contemporanea con più donne, e mettiamo alla presidenza del consiglio un uomo che, presumibilmente ma non ero li e non posso confermarlo, fa arrivare donne per poterne scegliere colei la quale vorrà avere rapporti…..
    Che bel paese!
    Nel plurale, ho messo anche me, non per pensiero avuto o preso, ma per pensieri e parole che non ho potuto mai esprimere prima ad alta voce…. Si sentano alla sbarra solo gli ipocriti, gli altri sono esclusi!
    Ma ogni parola la “può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
    il punto di vista di Dio” Queste ultime parole””, sono di De Andrè.

    • maria

      Ci sono dei giorni in cui, prima di scrivere un commento e’ bene che azioni, non il cervello, in quanto sapevo bene cosa avrei voluto dire, ma doverei mettere in moto l’assemblaggio delle parole….
      Non condivido, ma rispetto il pensiero della Binetti. Non credo sia sua la colpa di talune aggressioni a persone solo perchè omosessuali. Io non la conosco e non so nemmeno cosa pensi lei di queste aggressioni, bisognerebbe chiederglielo se non lo hanno gia fatto.
      Sul perchè stia nel PD non saprei, non so nemmeno perchè esiste il pd e cosa voglia oggi rappresentare, sembra quel vecchio partito ormai non più attivo, un calderone pieno di chi la pensa in modo e chi in un altro, chi è cattolico e chi pur essendolo vuole essere laico, chi non lo è per niente, per questo dicevo che ormai la Binetti è solo un capro espiatorio, per il fuori tema, maglio lasciare perdere per come e perchè l’ho scritto.

  • Marista

    Io non trovo affatto intelligente immaginare un partito fondato sul conformismo .
    O ti conformi o te ne vai. Sa di muffa , sa di bulgaro, sa di disfatta.
    Un coordinamento anche se è funzione essenziale, non deve diventare intrusione nella libertà di pensiero, e men che mai coercizione. Con questi vecchi tic non si va lontano, e penso che essendo ormai connaturati gli atteggiamenti ed il pensare coercitivo ed illiberale, non andrete lontano , una pausa di riflessione forse, ma usata per guardarsi intorno e fare le grandi pulizie, via ragnatele e muffa.. buon lavoro!Comunque prendere la Binetti è stato da sconsiderati, che vi aspettavate, nessuno nemmeno mamma Chiesa arriva a certi eccessi bulgari, meglio il cilicio che il letto di procuste in cui certa sinistra costringe il pensiero del singolo.

    • francy68

      Evidentemente non sono stato capace di farmi capire; non si tratta di essere bulgari o fondamentalisti, si tratta, a mio parere di rispetto per gli elettori o di cd. “responsabilità politica”.

      Non si va in parlamento a farsi i fatti propri, si va in parlamento in quanto eletti per sostenere alcuni valori e non altri. Se ci si fa eleggere nel Ku kluk klan o nella NSDP gli elettori di queste formazioni si aspetteranno leggi che dichiarano la superiorità della razza ariana e che perseguitano ebrei, omosessuali e “devianti” in genere; se si viene eletti nel Partito Democratico gli elettori di questa formazione hanno diritto di aspettarsi comportamenti di altro tipo.
      La Binetti non era obbligata a candidarsi per il PD, ma se lo fa assume l’impegno a propagnadare e sostenere alcuni valori e non altri; se a un certo punto si rende conto che non può più farlo perchè il suo vero ideale è il KKK ha il dovere di dimettersi.

      E quanto all’obiezione di coscienza sarà bene smascherare questa scusa; non mi basta che uno dica “obiezione di coscienza” e tutto va bene. Troppo comodo. L’obiezione di coscienza per avere il diritto di perseguitare gli omosessuali (piuttosto che gli ebrei, piuttosto che qualsiasi sottogruppo bollato come deviante) NON MI STA BENE.
      Proprio perchè siamo in democrazia, non accetto chi propaganda valori antidemocratici, men che meno se lo fa dal comodo scranno di parlamentare eletto nelle fila di un cd. Partito Democratico.

  • Oris

    La disfatta del PD ci sarebbe stata comunque, si punta alle idee malsane della BInetti (a parere mio) sparando sulla croce rossa per nascondere la disfatta e re-infocare le masse per fini pre congressuali.

  • fma

    – Mi sento anche io una minoranza, anche io voglio essere tutelata – dice Paola Binetti
    – O la mia posizione o quella di Paola Binetti: che il PD decida- ribatte Paola Concia.
    – Non è il caso di dare giudizi così perentori su Paola Binetti, il Pd è un grande partito dove credo ci sia spazio per tutti – opina Dorina Bianchi
    – Io credo – interviene Franceschini – che questi non siano temi su cui ci possa essere libertà di coscienza.-
    -…tempeste in un bicchier d’acqua – minimizza Fioroni.
    Non vedo come tra opinioni così diverse, tutte rispettabilissime, si possa scegliere in nome di un’etica.
    Penso che sarebbe più utile chiedersi se in un partito ci possa stare tutto e il contrario di tutto. Se un partito, in cui valga la democraticissima regola del quot capita tot sententiae, sia ancora in grado di svolgere una qualche funzione nella vita politica del paese. Oppure se al massimo della democrazia interna non corrisponda il minimo dell’efficienza nei confronti dell’esterno. E se un partito del genere sia utile alla vita democratica del paese.

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