Palle di Natale
24 dicembre, 2008 - 8:59 di la Donna Cannone
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Ieri sera mi è accaduto un fatterello – quasi un nonnulla nella dinamica e nell’economia della serata. Stavo tornando verso la macchina con un paio di amici quando, in senso opposto, ho incrociato una signora che ultimamente ho visto spesso in Piazza Fiera. È – credo – una senza dimora. Circa 60 anni, gira in sandali e senza calze anche in inverno, il viso scuro, sporco e accartocciato, l’espressione arcigna.

È scomodo incontrarla. È scomodo incontrare persone come lei, e guardarle. Facilmente le scansiamo e la loro presenza suscita disagio o senso di colpa. Non occorre essere milionari, e accade anche se ci sottraiamo al circo del consumismo sfrenato. Per le scarpe che indossiamo, consapevoli che a casa ne abbiamo molte altre, e giacche, camicie, borse, mentre loro, presumibilmente, non hanno niente.
Non è l’avere, credo, la parte più scomoda, quanto l’essere. Ieri sera questa signora mi ha detto una parola – che lì per lì non ho capito. Le ho chiesto di ripetere: ” carità” e ha allungato la mano. Una frazione di secondo, ma ero già oltre. Un altro secondo e mi sono sentita una merda, avrei voluto fermarmi, fare dietro-front, mettere mano al portafoglio. Pur sapendo che una manciata di euro non avrebbe risolto la sua vita. E che non sono solita sciacquarmi la coscienza con un po’ di monetine.
Sotto le luci di natale, sono spuntate varie domande: che ne è stato di quella vita? Che le è successo per ridursi così? E quando? Perché non è “risalita”? Da cosa la protegge la scorza di pellaccia che sembra avere? Ripara dal groviglio di emozioni (che non riesco neppure a immaginare), che credo si scateni dovendo chiedere la carità? Cosa pensa? Cosa vede? Come giudica queste luci natalizie, le nostre scarpe e calze colorate?
Non ho risposte, non ho palle di natale, ma non so se avrei quelle per farle direttamente queste domande.
Palle di Natale è di

Le tue sono domande senza risposta. O forse una risposta c’e’ ma siamo noi a non volerla scorgere.
Fintanto che certe problematiche vengono presentate in TV, che fa apparire tutto come se fosse un reality o una fiction, non si riesce a percepire il disagio che invece si prova quando diventano tangibili e… vicine.
Ed oggi la gente inizia a pensare che certe situazioni siano assai piu’ vicine di ieri, anche per loro stesse, e che nessuno puo’ ritenersi “in salvo”. Neanche chi, ieri, poteva contare su un lavoro e uno stipendio sicuro e magari osservava gli altri da “dietro un vetro”.
La crisi che il mondo attraversera’, mi auguro possa far nascere una nuova coscienza che allontani le persone dall’effimero, le avvicini a dei modelli di vita basati su una sicurezza sociale piu’ a lungo respiro e sulla solidarieta’ vera… non quella che si esaurisce con un’offerta fatta durante il Natale.
@Chiara di Notte – Klára,
hola..tanto tempo!
Certo, volendo non si esaurisce mai, anche se dovessimo indagare i motivi che ci spingono a essere ”solidali”.
Più interessanti, forse, diabolicamente, quelli che ci spingono a non esserlo.
Come diceva Terenzio, tutti siamo portatori, almeno in potenza, di ogni elemento e sentimento umano.
Mettersi i paraocchi oltre che offensivo, talvolta, è inutile e sciocco.
Purtroppo, comunque, non sono certa che in momenti di crisi aggravata la solidarietà scatti e si diffonda più che in periodi di vacche grasse. Semmai, tristemente, spesso accade il contrario e ci si sbrana a vicenda-
Ciao,
DC
@La Donna Cannone,
Costoro lo fanno, forse, per non sentirsi delle cacchette solitarie.
Ciao.
Non nego che ogni tanto mi capiti di fare elemosina, ma tendenzialmente sono contrario. Le ragioni sono simili a quelle esposte da DFC un po’ di tempo addietro (perlomeno nella sua fase “comunista”) .
E’ un anestetico minuscolo dove sarebbe indispensabile una cura potente, e si tratta comunque di una forma di redistribuzione molto inefficiente e talvolta perfino ingiusta.
Lo trovo molto “destroide” come rimedio, non a caso è il cuore del modus operandi della chiesa oltre che di tutti coloro che vogliono abbattere lo stato sociale (vedi Reagan) a favore dell’aiuto arbitrario e interessato.
Il problema principale, come accennava KdN, è il modello di vita che abbracci, del tipo di consumi che scegli, e di come impieghi il tuo tempo libero, se ne hai.
Questo moltiplicato per n persone da un problema micro finisce per avere implicazioni macro.
In secondo luogo è lo stato che dovrebbe fornire un livello di welfare finanziato con le tasse, adeguato a offrire un livello di vita dignitoso a chi per circostanze avverse o condizioni di partenza svantaggiate non ha avuto la fortuna di guadagnarselo.
Altrimenti, come detto da altri in precedenti post, l’elemosina finisce solo per essere un pailliativo per la propria coscienza.
Copio e incollo questa lettera arrivatami e che forse spiega in parte perchè nonostante le innumerevoli associazioni benefiche ci sono e ci saranno tanti poveri, ed ecco perchè, mancanza di soldi a parte, di beneficenza, se non direttamente ne faccio ben poca.
newsletter n. 1/2008
Nei giorni scorsi è apparsa sulla stampa la notizia che i terroristi fascisti Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, da tempo godono del sostegno e delle sovvenzioni del Comune di Roma, in quanto animatori di una serie di associazioni ONLUS.
La notizia ha provocato in moltissimi cittadini l’indignazione che merita: in tanti- e li ringraziamo tutti di cuore.- hanno voluto scriverci e manifestarci la loro solidarietà, perché per l’ennesima volta si concedono le luci della ribalta a degli infami assassini; perché in un Paese che si dice civile, Francesca Mambro e Valerio Fioravanti sono liberi, dopo aver scontato appena due mesi di reclusione per ogni morte causata; perché il Sindaco Alemanno , fra le tante associazioni meritorie che operano nel territorio di Roma, ha scelto di sovvenzionare proprio quelle dei suoi ex camerati; perché in Italia sembra sempre più drammaticamente vera la sensazione che vivere onestamente sia inutile.
Tra le tante persone che ci hanno contattato, ci ha colpito una signora di Roma, che vedendo in Piazza Navona la signora Mambro che promuoveva una ONLUS a favore dei bambini , ha ricordato a lei e agli astanti chi fosse quella donna apparentemente per bene,che tra l’altro nella sua lunga e sanguinosa carriera criminale ha causato la morte di parecchi bambini ( otto sono i minori uccisi nella strage del 2 agosto 1980) e molti ne ha resi orfani.
Francesca Mambro, senza scomporsi e con l’arroganza di chi sa di poter contare su potentissime protezioni, ha apostrofato quella coraggiosa signora dandole della “maleducata”.
Se il vizio della memoria e dell’onestà significa essere maleducati, allora siamo tutti maleducati.
Il Presidente
Paolo Bolognesi
Ha ricevuto questo messaggio in quanto iscritto al servizio Newsletter dell’Associazione 2 Agosto 1980.
A cura dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di bologna del 2 agosto 1980
Buon Natale
P.S. io quest’anno salvo una delle mie due banche, poi se ho tempo, vi spiego perchè…..
@anna,
grazie della segnalazione.
@anna, la gravità del problema umano è proprio questo: noi non guardiamo alla normalità o anormalità di ogni giorno (vedi la signora sessantenne incontrata da Donna Cannone), ma dalla giustificazione, o no?, che ciascuno di noi dà del disonesto o assassino comportamento operato dagli altri quasi a giustificare ciò che non sappiamo o non vogliamo fare noi anche nel nostro piccolo. E’ un’assoluzione generale vergognosa che non tiene conto delle conseguenze tragiche portate nelle famiglie dei direttti interessati e nel sangue della società. La Mambro e il Fioravanti possono anche “sentirsi” pentiti dentro, ma mai e poi mai dovrebbero vestire i panni di coloro che non sono mai stati e mai potranno essere. Così dall’altra parte: il male è il male qualunque colore politico possa vestire.
Questa è la nostra debolezza che, estendendola alla società, all’economia e alla politica, ci fa essere buonisti con chi ci conduce alla rovina in nome di chi sa quale non ben identificato ideale.
Forse ci sentiamo anche noi colpevoli? Per quanto mi riguarda si.
“Carità”, ha detto la signora incontrata per strada. E’ una parola che non vogliamo più sentire. Anche a me procura tristezza, dolore e indignazione, ma io avrei preso quattro spiccioli e glieli avrei dati in nome di quella parola “carità” che anche tanti anni fa veniva pronunciata dai derelitti agli angoli delle strade. Sembra un’altra umanità, un’umanità che non dovrebbe esistere. Invece è dentro di noi, perchè ne siamo invischiati, perchè poveri anche noi, di spirito.
Auguri di Buon Natale e di Buon Anno a tutti!
@lupoalburnino,
il post di anna è molto interessante. Avrebbe dovuto essere un articolo dove interrogarsi se una redenzione sociale dai propri crimini sia realmente possibile o no.
Auguri lupo.
@simona_rm, Non parlo di crimini, assolutamente, sia parlando di me, che credo di non avrne mai commesso, e nemmeno degli altri amici incontrati su MC e altrove. I nostri “crimini” si chiamano indifferenza, mancanza di rispetto, menefreghismo, egoismo, voltare le spalle alle esigenze, piccole se vuoi, degli altri, ecc., non quei crimini che stravolgono le vite singole e della società. Mi riferisco a me: poca attenzione a ciò che mi circonda vuoi per incapacità vuoi per mancanza di volontà. Anche se i miei non sono “veri crimini”, essi fregano gli altri e me stesso. Io cerco di “apportare” qualche correzione ai miei comportamenti interni ed esteriori per non offendere nè gli altri, nè me stesso. Mi accorgo, però, che mi riesce sempre più difficile anche perchè vedo negli, ma non è una giustificazione la mia, gli stessi limiti e mi spavento.
@lupoalburnino, l
parlavo di “vere” azioni criminali infatti (in riferimento all’episodio mambro/fioravanti) e se è concessa o no, la reale possibilità di pentirsi e tornare ad una vita quasi normale.
Non ho mai pensato fossi un criminale tu!
Anche se l’indifferenza con cui ci muoviamo nelle nostre vite, non ci fa innocenti.
@lupoalburnino, premetto, sto leggendo di corsa, ma riguardo quello che possiamo fare per gli altri riassumo quello che penso: 1) sempre meglio fare direttamente, e pure di nascosto, e poi dimenticarsene 2) essere anche un pò furbi, perchè i falsi poveri esistono e le false onlus pure, o chi usa le pubbliche assistenze e simili per fini elettorali o d’immagine 3) se a malapena sto a galla, non posso soccorrere uno che sta annegando, annegherei anch’io e non lo salverei, quindi mi limito a chiedere aiuto o a lanciargli un salvagente, così è se si hanno pochi soldi per noi 4) molto spesso la povertà è soprattutto mentale, dovuta a liti in famiglie benestanti, per alcolismo, droghe o dipendenza dal gioco, per sfruttamento, e i questi casi gli spiccioli che si possono dare finiscono nella famosa botte di Cicirinella . Comunque, cerchiamo di fare qualcosa anche se piccola, quando possibile. Auguroni.
@anna,
ciao. Il caso è molto interessante.
Al di là dell’episodio in sè, che tendenzialmente, ad essere sincera, leggerei con la tua medesima chiave, mi torna alla mente una recente discussione con un amico, sulla ‘riabilitazione’ o ‘rieducazione’ del criminale.
Così, ciò che mi salta all’occhio in questa lettera sono le etichette politiche – e non sono certa che, a parti invertite, le reazioni sarebbero le stesse. (Attenzione, il discorso NON è personalmente riferito a te, lo esplicito a scanso di equivoci).
Se non ci fossero etichette politiche ad identificare i personaggi della lettera, credo che scatterebbe l’interrogativo sulla legittimità di ciascuno di avere una chance di superare i propri errori, anche quando sono crimini enormi, e riabilitarsi – a maggior ragione se spende il proprio tempo e le proprie energie per utilità sociali.
La questione dunque è assai controversa. Altre domande si aprono, altre risposte si allontanano…
Ottequi,
DC
OT: Tanti auguri a tutti gli amici di MC (so’ che avrete già le scatole piene come me!), un bacio a dellefragilicose (Comandante, stringo forte te e la tua staffettina!)
Vi continuo a leggere e spero che mi sia donato col nuovo anno più tempo per poter anche lasciare qualche commento.
Un abbraccio a tutti, di cuore. Frà
@Francesca,
un bacio fra. e tanti auguri,.
ci manchi.
@Francesca,
ti abbraccio e confermo dfc: ci manchi.
@simona_rm,
Ti riabbraccio e riconfermo dfc e simona: ci manchi!
Auguroni!
@Francesca,
Un bacio Fra. Torna presto.
bel pezzo. Bello e scomodo è il caso di dire. Quella scomodità che ti si piazza dentro e non ti lascia mai, neanche se metti mano al portafoglio, si allevia un po’ si, ma non passa. Io ce l’ho da sempre, da quando ero piccola. Non si cura.
@simona_rm,
‘SCOMODO’ è l’aggettivo migliore che potevi dirmi! La mia ambizione. Centrata a pochi giorni dalla fine di un altro anno. Bene!
Anche con te, si schiudono piccoli grandi domande e perplessità. Il tuo commento mi ricorda subito gli occhioni di una bambina, affacciata sul mondo senza le sovrastrutture e i paraocchi di noi adulti. E forse per questo in grado di svelare che no, il problema non si risolve con un estemporaneo passaggio di banconote – perchè la questione è più grande. E’ strutturale, è planetaria. Anche se sono parolone che un bambino non conosce. Ma forse il cuore già le reca in sè?
DC
Le emozioni le ha perse nel momento che ha cambiato vita. Ne immagino un fiume con il sangue che si espande e fà bruciare ogni parte del corpo le lacrime che evaporano e non ritornano più, un giorno indimenticabile.
Credo che solo un gesto di cuore potrebbe farle ricordare di te e poi ognuno di noi potrebbe trovarsi nella sua situazione, daltronde ci vuol poco.
Il natale così concepito e con queste contraddizioni fa ancora più schifo, non lo sopporto.
Per caso qualcuno ha un valido suggerimento per sganciare, possibilmente con garbo, chi si ostina a farti i regali per cui sei costretto a ricambiare?
La mia non è spilorceria è solo che in questa occasione la cosa non mi viene spontanea e infatti in ambito famigliare l’abbiamo unanimamente abolita.
Speriamo per il 2009 in un innalzamento di “valori”, che non siano glicemia o pressione sanguigna.
A voi tutti comunque un grande abbraccio, siete una boccata d’aria fresca!
@vanda,
ciao. Slowly but steadily, lavorando ai fianchi, son riuscita negli anni a dire, tranquillamente, ad amici e colleghi che non celebro questa festività, quindi non gradisco ricevere nè auguri nè regali.
Dirlo a chiare lettere, d’altronde, testimonia fiducia di comprensione verso le persone a cui lo si comunica.
Hai tutto il mio sostegno, perchè sono convinta che pian piano questa piccola grande rivoluzione anticonsumista ed antipocrita si possa realizzare.
Sapere che non sono sola nel tentativo, poi, mi fa davvero piacere!
Fammi sapere come preocede
(peccato che arrivo tardi a rispondere, come il mio solito….)
BUM!
la Donna Cannone
Sai il problema più grande sono i nipotini! però il prossimo anno potrei provare facendo loro un regalo 1 mese prima e nel 2010 un mese dopo.
slowly but steadily? così?
così! fammi sapere che risultato ottieni. E poi, raccontando fiabe di natività di altri popoli, per esempio, che aiuta a relativizzare. Ce ne sono di bellissime – mi vengono in mente le fiabe degli indios dell’amazzonia raccolte in un libro di stampa alternativa, che puoi scaricare gratuitamente online – ha anche dei bei disegni.
Ecco, magari poi disegni insieme ai nipotini questi altri mondi – e gli apri 100, 1000 finestre nella mente e nel cuore….
A presto, buona giornata – scappo a godermi IL SOLE!!
DC
Tutto il sole che vuoi, ma entro il prossimo natale mi fai sapere il titolo del libro? Lo acquisterò volentieri come regalo di 1 mese prima.
Grazie
Ciao Vanda, finalmente ho ritrovato il link: il libro è scaricabile gratuitamente qui
è
Se fossi Indio: Leggende dell’Amazzonia, a cura di Aldo Lo Curto, 1993.
Ciao, buona serata
DC
grazie e auguri di buon anno.
Figurati – buon inizio :-O
buon natale a tutti :=)
@Alessio in Asia,
oh chi si rivede…..anzi, chi si rilegge.
Ciao Alessio, un abbraccio.
@simona_rm, Ciao ciao
Buon Natale anche se suona vuoto accostato a questo post. Finché ci sforzeremo di pensare, di essere, di confrontare la nostra esistenza con quella di chi ha avuto meno, di chi si è arreso, di chi ha perso, possiamo non dico assolverci (quello mai) ma concedere il beneficio del dubbio al nostro essere persone.
Laura
p.s. un bacio al Comandante e alla sua piccola.
@ Donna Cannone,
penso di aver capito di chi parli, me lo chiedo speso anch’io quando la incontro sugli autobus o nei bar.
Il disagio che si prova lo capisco, ma a me chiede semre le sigarette e non faccio fatica ad allungargliene una.
le palle….quelle non le avrei nemmeno io.
p.s.: non sapevo abitassimo nella stessa città
Silent Enigma,
sì, chiede anche le sigarette.
E manco io sapevo fossimo concittadini.
Fatti riconoscere.
Ossequi. Os-sei-lì?
DC