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Pallavolo femminile: Che Italia ragazzi!

17 novembre, 2007 - 6:58 di  
Archiviato in Vere Donne




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E’ una grande Italia quella di pallavolo femminile, capace di vincere la World cup in Giappone a punteggio pieno, con soli 2 set persi e col quoziente punti (punti fatti/punti subiti) più alto.




Prima dell’ultima partita con gli USA mancavano 4 punti per la certezza della vittoria di questo torneo impegnativo, raggiunti ovviamente nel primo set.
E’ una grande Italia, probabilmente la nazionale migliore di tutti i tempi, anche se i paragoni con altri sport sono forzati, ma mai nessun team azzurro era riuscito a vincere 21 partite consecutive. Le ragazze hanno infatti battuto il record della pallavolo maschile di Velasco del biennio 95-96, capace di vincere 20 volte consecutive.
Un’Italia impressionante, che ha collezionato 3 a 0 a valanga, anche contro le squadre più forti del mondo, cioè USA, Brasile e Cuba.
Ma i numeri non rendono l’idea della forza di questa squadra, sempre concentrata, con gli occhi che lasciavano trapelare l’agonismo e l’unione d’intenti. La World league è un torneo sfiancante, con 11 partite in due settimane, quindi praticamente non c’è tempo per allenarsi. Lo staff tecnico ha consentito una preparazione minuziosa di ogni partita, un’analisi approfondita del gioco delle avversarie. Questo perché la pallavolo è uno degli sport più tattici, in cui viene studiata ogni rotazione, ci sono tecnici che coi pc fanno statistiche sul rendimento di ogni giocatrice. E quest’aspetto è risaltato nella partita contro Cuba, squadra dall’enorme potenza fisica che però aveva fretta di fare punto, con un libero inesperto –usando un eufemismo-. L’Italia invece aveva studiato le avversarie, ha avuto pazienza negli scambi lunghi (come in tutto il torneo) e così ha vinto 3 a 0.

pallavolo.jpg

La forza della squadra è stata anche quella di plasmarsi a seconda delle esigenze.
Leo Lo Bianco (l’alzatrice più forte del mondo) si infortuna alla schiena quando mancano le partite più importanti? La sostituisce la Ferretti, subito a suo agio, capace di adattarsi alle esigenze delle schiacciatrici che a loro volta l’hanno aiutata.
Il muro avversario è ben piazzato? Si gioca sulla Gioli, centrale impressionante per la potenza e la velocità dei colpi. La Aguero sembra troppo impetuosa a rete? La si fa schiacciare dalla seconda linea, dove non bisogna chiudere il braccio troppo in fretta perché il colpo deve essere lungo. La palla sembra già caduta? Arriva la Cardullo e la difende.
Insomma, abbiamo una nuova realtà sportiva, merita un tifo speciale.
Intanto godiamoci questo biglietto di sola andata. Destinazione Pechino.

P.S. Dov’è finito Velasco? Adesso allena la Acqua Paradiso Gabeca Montichiari!

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Comments

11 Risposte a “Pallavolo femminile: Che Italia ragazzi!”
  1. MenteCritica scrive:

    Parlando di valore sociale dello sport …

    Però, ho il sospetto che appena si accede ala luce dei riflettori, quello che c’è di buono in queste storie viene combusto dai media.

    Mi spiego. Quando il rugby non lo filava nessuno era uno sport eccezionale per spettacolo ed ambiente.
    Ora che è diventato più popolare, i giocatori iniziano a fare pubblicità e si mercifica senza risparmio lo stile sobrio di chi segue quello sport.

    A quando le prime veline?

  2. diabolicomarco scrive:

    Se non sbaglio già qualche anno fa alcune ragazze della pallavolo fecero notizia per la loro bellezza applicata a calendari o simili.
    Ciò non toglie che passeranno anni prima che si arrivi al livello di desolante mercificazione del calcio.
    Brave! (Sara inclusa)

  3. spes74 scrive:

    DM non sbagli, calendari e pubblicità. E non solo le ragazze della pallavolo ma anche di altri sport ritenuti minori come il nuoto…

    Siamo sempre li, dove entrano gli affari e gli interessi si arriva agli eccessi che tutti conosciamo.

    Comunque brava Sara che ne ha parlato e brave le ragazze della pallavolo.

  4. Doxaliber scrive:

    @DM ricordo ad esempio Maurizia Cacciatori. Comunque in tutti gli sport dove c’è bellezza c’è interesse da parte di media e sponsor. Questo non toglie nulla alla bravura delle ragazze italiane ed al fatto che comunque questo importante risultato non ha avuto quell’eco mediatica che forse avrebbe meritato.

  5. roberto scrive:

    anni fa alle giocatrici furono imposte divise attillate (quelle in uso oggi)appunto per attirare più guardoni, ehm spettatori.
    se non è mercificazione questa.

  6. settantasette scrive:

    Dispiace quanto poco interesse mediatico suscitino gli sport “minori”, in particolar modo a livello femminile.
    Per dire, negli ultimi due anni la Nazionale di tennis femminile è stata campione e vicecampione del mondo (vittoria 2006 e finale 2007 in Federation Cup, l’equivalente della Coppa Davis maschile). Chi lo sapeva, addetti ai lavori e appassionati a parte? Cioè, è il tennis, uno degli sport più praticati al mondo, mica il curling (con rispetto parlando, a me gli spazzolatori di ghiaccio stanno simpatici).
    Brave le ragazze, altrochè.

  7. diabolicomarco scrive:

    @roberto

    mercificazione inefficace, pare.

  8. marco il buono scrive:

    Ha ragione 77, l'assoluta assenza degli sport minori in tv, ad esempio, è scandoloso.

    Io poi giocavo e allenavo, per me il volley è lo sport piu bello.

  9. Silent Enigma scrive:

    Sempre più orgoglioso di averle potute conoscere qualche anno fa.

    Grandi ragazze!

    A proposito di mercificazione, adesso il mio pallone con gli autografi vale un po' di più ;-)

  10. Sara scrive:

    Penso che si potrebbe innescare un circolo virtuoso cominciando a dare più visibilità agli sport -che non voglio definire minori ma diversi dal calcio- senza snaturarne i valori e l'identità. Penso che i calendari non mercifichino lo sport, ma le figure "protagoniste" delle foto. Il calcio è mercificato non certo per i calendari, ma perchè è in tv ogni sera.

    Poi c'è molta ipocrisia attorno agli sport diversi, sto aspettando che alle olimpiadi si alzi un coro unanime di santi che vorrebbero più spesso questi sport in tv, ma come al solito non cambierà niente!

    Poi attorno al rugby si sono dette troppe cose, ad un certo punto è diventato il simbolo della pulizia, neanche fosse il viakal, con la solita ipocrisia.

    La verità è che qualunque sport ci fosse in Italia visibile come il calcio sarebbe occupato dalla violenza e da tutti gli effetti collaterali del potere.

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  1. manuroli scrive:

    Fenomenali!…

    Solo così si possono definire le ragazze della pallavolo italiane recenti campionesse del mondo.
    Mentre il calcio affonda in mezzo a violenze e organi dirigenziali assenti, altri sport, fortunatamente, si distinguono nel bene.
    Le ragazze di Barbolini …



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