Quasi vent’anni fa il profetico Beppe Grillo, dal palco del teatro Ariston, durante uno dei tanti Festival di Sanremo, pronunciò la fatidica frase che da’ il titolo a questo post. Grillo si riferiva ai tanti programmi-verità dell’epoca (ben lontani dai cosiddetti reality di oggi), tipo Un Giorno In Pretura, che, pur mostrando episodi reali, per il semplice fatto di comparire in televisione inevitabilmente perdevano di verità, diventavano artificiosi.

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Se avete già capito tutto dal titolo, saltate pure questo pezzo. Se invece il titolo vi sembrerà incomprensibile anche dopo che vi avrò aiutato dicendo che ha a che fare con l’energia elettrica, allora questo articolo (insieme a quelli che lo seguiranno) può essere d’aiuto proprio a quelli come voi, che di energia sapete poco e vi piacerebbe sapere appena un po’ di più, tanto per farsi un prima idea del problema energetico nel nostro Paese.

E’ a voi che rivolgo, per iniziare, una domanda facile facile: “Avete mai cambiato casa?”. Ed ora non chiedetemi: “E che c’azzecca?”: un po’ di pazienza e ci arriviamo. Se avete cambiato casa almeno una volta nella vita saprete che una delle prime cose che facciamo in una casa nuova è rivolgersi ad un ente fornitore per farci “allacciare la corrente”, e la prima domanda che ci viene rivolta è: “Caro signore, quale potenza vuole impegnare?”. Quasi tutti rispondono con un numeretto e una sigla: 3 kW (si legge chilowatt, questo già lo sapete, no? come pure che 3 kW sono pari a 3000 watt).

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Mentre il paese e la sua classe dirigente si occupano di questioni riguardanti le televisioni del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, di intercettazioni telefoniche delle conversazioni hot del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana con le ministre sexy e di processi che riguardano il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana (di nuovo), la congiuntura economica internazionale con atteggiamento palesemente sovversivo, si disinteressa completamente di queste cruciali vicende per proseguire la sua azione eversiva contro la serenità e la prosperità del Belpaese.
Petrolio verso i 200 dollari al barile
, industria manifatturiera a picco, deficit in salita, inflazione fuori controllo, salari e risparmi a rischio, almeno secondo l’opinione di Mario Draghi che, anche se non ha intercettazioni da proibire e processi da rimandare, qualcosa conterà pure lui visto che è il governatore della Banca d’Italia.

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Il clima è cambiato, è ritornato o è solo una mia percezione? Ultimamente due conduttori televisivi e il vertice RAI, Santoro, Fazio e Cappon, hanno dovuto recitare il “mea culpa” davanti ai telespettatori italiani, dichiarandosi non responsabili di quello che è stato detto ad “Annozero” e a “Che tempo che fa”. Il vero responsabile, oltre a Grillo, è quel Marco Travaglio che le cose non le manda a dire, le dice in diretta, anzi le scrive. Nel suo ultimo libro “Se li conosci, li eviti” ha scritto “qualche cosettina” che ha infastidito il neopresidente del Senato. Come si chiama? Ah, sì! Renato Schifani. Anche il nome è tutto un programma a sentire Plauto che di certe cose era un maestro: “Nomen atque omen!”

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Stamattina, come tutte le mattine, recandomi al lavoro in auto, mi sparavo la consueta dose di informazioni radiofoniche perché è importante iniziare la giornata con tonicità e ottimismo. Notizie calde calde, appena sfornate. Berlusconi che fa visita alla monnezza napoletana, la sanità privata che lucra sulla salute della gente a sua volta pericolosamente minacciata dall’abuso di intercettazioni e via così insomma. La solita ventata di allegra quotidianità italica,gli spunti per scrivere qualcosa di profondo e impegnato ci sarebbero e numerosi, ma oggi voglio tentare un esperimento, ovvero provare ad essere meno “pesante” del solito,più leggero e scanzonato,concentrerò quindi i miei sforzi sulla più ilare delle news ascoltate: il flagello dei pianisti in Parlamento e conseguenti soluzioni avanzate dagli addetti ai “lavori”.

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Quando un uomo si impone un ruolo che non è nel suo carattere fa una terribile violenza a se stesso e difficilmente ottiene risultati soddisfacenti. Qualcuno dovrebbe spiegare al segretario del Partito Democratico che aver vinto qualche torneo di burraco e gli occhi adoranti di Marianna non fanno automaticamente di lui un condottiero. Se ci sono difficoltà nel farglielo capire, ci posso provare io. In genere me la cavo in questi casi nei quali bisogna far digerire un’amara verità alle persone. Lasciatemi qui il suo cellulare e appena trovo un attimo gli faccio un colpo di telefono.

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Pacco: 3a estens., gerg., fregatura, imbroglio: rifilare un p. | tirare, fare un p., il p.: mancare a un appuntamento, a un impegno
Fonte: De Mauro Paravia.

Leggende metropolitane raccontano che a Napoli, in certi mercatini abusivi, alcuni personaggi senza scrupoli ti vendessero autoradio e piccoli elettrodomestici a prezzo ridicolo. L’ignaro turista, che tradizione vuole ricco ed un po’ fessacchione, convinto dall’affare a prezzi vantaggiosissimi, avrebbe giosamente proceduto all’acquisto dell’elettrodomestico, ma una volta tornato a casa avrebbe scoperto che al posto dell’autoradio il lesto malfattore aveva piazzato un mattoncino di nessun valore. Da qui la definizione di “pacco”, intesa come inganno, truffa, e ripresa anche dai dizionari più famosi.
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Chissà perché ogni tanto i paesi democratici, per allentare la tensione e lo sforzo di sembrare appunto democratici, come in preda ad un impulso irrefrenabile, si comportano come se democratici non lo fossero assolutamente.

Norman Finkelstein, professore americano di scienze politiche e autore di testi molto critici sulla politica di Israele verso i palestinesi e teorico di quello che lui definisce lo sfruttamento della Shoah a fini utilitaristici, per giustificare cioè qualunque atto dello stato di Israele, è stato fermato il 24 maggio scorso all’aeroporto di Tel Aviv da agenti del servizio segreto Shin Bet, arrestato, trattenuto 24 ore e infine notificato del divieto per i prossimi 10 anni a entrare in Israele.

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