Padre Cantalamessa: Dalla Tragedia alla Farsa
15 aprile, 2010 - 9:14 di ilBuonPeppe
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Non c’è davvero limite al ridicolo di cui siamo capaci di coprirci; per la verità io non so se in altri paesi la situazione sia migliore, ma sicuramente su questo fronte gli stranieri devono mangiare molta polvere.
Giusto due settimane fa, per le celebrazioni del venerdì santo, il predicatore della casa pontificia affrontando le polemiche sulla pedofilia esistente negli ambienti cattolici, paragonava gli attacchi che la stampa ha rivolto al Papa alle persecuzioni naziste contro gli ebrei. Una presa di posizione che ha ovviamente scatenato polemiche a livello internazionale, tanto che lo stesso sacerdote per l’improvvida esternazione.

Niente di ridicolo, solo cattivo gusto e insensatezza; sarebbe bello se fosse finita lì.
Invece il prossimo 26 aprile l’università di Macerata conferirà a padre Cantalamessa una . In cosa? In scienze della comunicazione!
Naturalmente il conferimento del titolo sarà stato deciso prima (o almeno lo spero) dell’infelice paragone; certo è che lo “studente” ha dimostrato notevoli capacità comunicative e grande acume nello scegliere i contenuti delle sue prediche.
Padre Cantalamessa: Dalla Tragedia alla Farsa è di ilBuonPeppe

divertente. davvero divertente.
bentornato Pé.
mi sei mancato
Io non riesco a capire. Quest’uomo mi ha accompagnato per anni dalle 5:30 alle 7:00 di ogni mattina con le sue interessantissime lezioni di teologia.
Durante queste lezioni padre Raniero era un comunicatore appassionato, comprensibile, concreto ed ispiratore.
Sono sicuro che avrete percepito anche voi come me l’idea che si va diffondendo: i “preti pedofili”, sembra quasi che la seconda parola definisca la prima. E se non sono tutti così si può percepire come tutti abbiano comunque un lato oscuro.
Questo perché noi si continua ad aggiungere la nazionalità, la posizione lavorativa, il credo religioso COME SE FOSSE UN COGNOME a corredare i titoli dei giornali e dei telegiornali: “rumeno ubriaco alla guida investe bambino”, “professore molesta studentessa”, “prostituta senegalese stuprata e uccisa”.
Trovo quindi per certi versi “giusta” l’indignazione di un sacerdote che si vede l’ordine oltraggiato per il solo motivo di essere composto da uomini coi quali condivide la fede e la missione. Uomini esposti a difetti ed atteggiamenti devianti, frustranti e criminali come tutti gli altri uomini che pur non essendo pedofili sono di gran lunga più egoisti e menefreghisti.
Dall’altra parte, invece, innumerevoli fiorellini spuntano con 30 anni di ritardo a dire “anche a me è successo, anche a me è successo!”
E’ chiaro: ignorarli è senz’altro sbagliato. Ma non dovrebbe essere sbagliato rivalersi solo adesso, benché questa sia davvero un’epoca in cui ci si può rendere pubblicamente ridicoli senza preoccuparsene?
Io di questo, a livello di società, sono invece MOLTO preoccupato. E’ talmente preoccupante che c’è chi accoglie favorevolmente il grembiulino che ti uniforma nelle scuole. Con il quale io sono d’accordissimo, peraltro, ma solo perché alle scuole ci si sporca, semplicemente… ma vabeh, sto divagando.
Detto tutto questo, è chiaro che tra uno qualsiasi degli argomenti che avrebbe potuto utilizzare il predicatore abbia istintivamente deciso di utilizzare quello più controproducente di tutti. Peraltro, uno tra i predicatori più “mediatici” dell’intera chiesa… E io continuo a non capire le loro reazioni, ma più di tutte non capisco le “nostre” di reazioni. Che sono come le loro. Non siamo noi ad evocare spessissimo invano i regimi fascisti ad ogni nuova trovata politica?