Crisi Finanziaria e Crollo delle Borse: Over The Top
23 ottobre, 2008 - 13:00 di Cambiamo Pianeta
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Confesso che da giorni sono obnubilato da un torpore quasi esistenziale ed una stanchezza di proporzioni cosmiche. In questa condizione di semi-lucidità, barcollando durante il giorno e crollando miseramente la notte con l’ultimo boccone della cena ancora a metà strada fra bocca e stomaco (per farvi un esempio, ci ho messo l’intero fine settimana per leggere un articoletto su l’Espresso di un paio di facciate), non posso che subire con angoscia le numerose notizie, molte delle quali terrificanti, che riescono a raggiunge l’io lucido. Pochi pensieri semplici, lineari e privi di ogni complessità riescono a prendere forma nei fumi della spossatezza. Unico guizzo di lucidità registrato a seguito della serie di gaffes infilate dal Silvio. Considerato però che pure il Presidente del Consiglio dei Ministri, che a mio avviso capisce di finanza meno di un pangolino ubriaco, ha più volte detto la sua, deliziando l’intero globo con perle di rara saggezza, non ho potuto esimermi dall’esprimere la mia idea in merito alla crisi che stiamo attraversando.

Il diktat che sfortunatamente ha dominato per decenni e tutt’oggi domina in questa nostra società capitalistica è invece quello del consumismo sfrenato…come se non vi possa essere fine alle ricchezze ed alle capacità del sistema stesso. Questo è stato l’imperativo, tanto sospinto e sponsorizzato da fare breccia ovunque e divenire il folle sogno di ogni essere umano. Il mercato ha egemonizzato il globo imponendo leggi suicide, arrivando a corrompere le coscienze dei paesi industrializzati e ancor di più quelle dei paesi in via di sviluppo. L’irrazionalità ha preso il sopravvento sul buon senso, divenuto inutile palla al piede di nuove generazioni dedite al profitto ad ogni costo ed all’inarrestabile sviluppo. Questa l’illusione a cui tutti si sono abbandonati.

Consumare a tutti i costi, smodatamente, senza regole, inutilmente. Il passo da questa assurdità all’avvento dell’indebitamento come nuova forma di ricchezza è stato logicamente breve. Ottenere denaro è divenuto di una semplicità disarmante. Fiumi di bigliettoni venivano riversati sulle folle deliranti al motto di “Credito facile e per tutti”. Come far fronte alle promesse di “fondi senza fondo” ed alle esigenze di un’orda in rapida crescita di consumatori voraci e impazziti? La via non poteva che essere, ovviamente con la complice inerzia dei Governi e la benedizione degli organi di controllo, la costituzione di prodotti finanziari altrettanto folli e voraci. Bombe ad orologeria che inevitabilmente sarebbero esplose generando immani tragedie.

Un amico, dopo lunghe discussioni, mi ha convinto del fatto che tutti noi, per troppo tempo, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità ed ora, come chiunque sano di mente avrebbe facilmente potuto prevedere, ci ritroviamo fra le mani ciò che abbiamo costruito e meritiamo: una crisi dalla quale difficilmente usciremo indenni ed un indebitamento pro capite che sarà destinato ad aumentare e che non sarà facile smaltire. Alla domanda “chi paga per tutto questo?” molto banalmente risponderà: noi, tutti quanti noi, come sempre.
Dando ascolto a coloro convinti del fatto che tale sistema sia perfettibile, vorrei dire che a mio avviso l’unica via debba necessariamente passare dall’introduzione di principi etici fino ad oggi trascurati. Temo però che certi ambienti siano piuttosto refrattari a questo genere di cambiamenti. Non ingannino le dichiarazioni lacrimose, i pentimenti ed i mea culpa. Ho la convinzione che a seguito della recente impennata delle borse, gli squali della finanza presto abbandoneranno il cilicio per rigettarsi nelle solite immonde manovre e nei medesimi raggiri criminali.
In ogni caso ho la ragionevole certezza che la bolla finanziaria, scatenata questa volta dai derivati, non abbia che messo in moto un meccanismo diabolico e ben più complesso, nei suoi ingranaggi, di quanto oggi appaia. La soluzione sul lungo termine non potrà che essere articolata ed agire in profondità, modificando radicalmente le abitudini ed il pensiero della popolazione planetaria. Rimedi superficiali e di facciata seppellirebbero la mondezza solo temporaneamente, per farcela ritrovare intonsa e ancor più maleodorante fra non molto tempo.
Crisi Finanziaria e Crollo delle Borse: Over The Top è di

Sempre bellissima MC!!! Un saluto a tutti quelli che mi conoscono!
Presissimo dalla vita reale, diciamo la mia biosfera reale… O più semplicemente la mia realtà…
Meno male che c’è gente come voi, attentissima, che porta avanti e combatte per le cose giuste.
Ciao!
MaubrA
Ciao Mau!
Spero sia tutto ok…
Un bacio
saluti
chi non muore si rivede
Bell’articolo CP. Condivido tutto, tranne l’incipit.
Silvio NON fa gaffes, NON è incompetente, NON è uno stupido.
Quando dice o fa qualcosa, è sempre per un motivo ben preciso, con un obiettivo (almeno per lui) chiarissimo; non è uno che lascia le cose al caso.
in altri casi mi troveresti d’accordo, ma in questo specifico frangente mi sento di poterti contraddire. Un esempio per tutti: affermare che va tutto bene, che l’Italia non risentirà della crisi perchè il sistema bancario è sano e via così, poi uscirsene con la probabile necessità di chiudere le borse…affermazione agghiacciante ed in forte contrasto con le precedenti…per poi essere smentito da mezzo mondo!! Se non è una gaffe (e così definendola ho voluto essere “buono”) questa…
Infatti sei troppo buono. Non è una gaffe, è una stronzata colossale. Ma è una stronzata detta a ragion veduta. IMHO
Bell’articolo CP.
E secondo te quale dovrebbe essere la “soluzione non di facciata”, cioe’ quella che dovrebbe modificare profondamente e radicalmente la societa’ planetaria?
Direi ceh la cosa è piuttosto complessa…qualche idea ovviamente ce l’ho. Sicuramente dovremmo smetterla di essere consumatori e ridivenire esseri umani. Cercherò di racchiudere il mio pensiero in merito in un articolo.
Il 2012, mi pare ovvio, quella si che sarà una soluzione da ricordare.
cos’è un pangolino ubriaco?
una specie di babà al rum?
(qualunque cosa sia è bellissimo)
E’ una simpatica bestiola squamosa che mangia formiche.
non ti sembra una bestiola troppo “nobile” da paragonare al Silvio? Stai attento che non ti legga qualche associazione per la difesa del pangolino
OT:
hai saputo dell’ egìda della gelmini? Qui ci vorrebbe il tuo mulo parlante!
Ho sentito una battuta stupenda al Ruggito del Coniglio:
- il ministro delll’istruzione sbaglia gli accenti: ha detto egìda invece di ègida
- non conosce l’italiano! La gelmini andrebbe messa in una classe differenziata
ieri in tv ho visto un santino con la sua immagine: il viso della gelmini in vesti madonnesche e l’aureola intorno, c’era scritto: “santa ignoranza”!!
(sono i piccoli piaceri della vita, come un buon caffè)
ho un timore concreto: che questa crisi economica, scatenerà un branco di sciacalli che tra qualche anno si ritroveranno straricchiricchi, pochi padroni del mondo. Proprio pochi.
Però ho anche la speranza che questa crisi, ci costringa finalmente ad una decrescita. Una decrescita fondata non solo sulla necessità, ma su quei principi ETICI di cui parla CP. Potrebbe davvero essere un momento “assiale” per l’umanità, un punto di svolta.
Ci spero proprio che la mentalità cambi….perchè io, quelli che mi fanno il “sorrisino” quando vengono a sapere che differenzio i rifiuti…NON LI SOPPORTO!
Se me lo pubblicano, ho scritto un post per MC su questo.
Io ho una paura fottuta…
I modi per far durare più a lungo le risorse finite del pianeta sono soltanto due.
a) Diminuire la quantità di beni consumati pro capite.
b) Diminuire il numero dei consumatori.
Personalmente, se fossi uno programmato per nascere, poniamo, nel 2300 e chiedessero il mio parere, opterei per la seconda.
A costo di contraddire il Santo Padre e far piangere il PIL.
Non per rispetto all’etica, che non è una scienza esatta, ma all’aritmetica.
Concordo: siamo oltre 6 miliardi e ci aspettiamo di non estinguerci?
Questi livelli di consumo, validi per meno di un terzo dell’umanità, si sono dimostrati insostenibili, a maggior ragione da quando ad essi aspirano anche Cina e India… e tutti gli altri che vogliono saltare sul treno del consumismo.
Glielo abbiamo insegnato noi e siamo stati bravissimi, come loro sono stati bravissimi a impadronirsi della tecnica.
Ma il maggior benessere possibile per il maggior numero di persone è chimera, finché siamo così tanti.
Leggetevi Susan George, Il Rapporto Lugano: c’è già buona parte di quel che accade oggi ed è stato scritto nel 1998 ^_____^
articolo fantastico, grazie CP.