Omosessualità: Guarire si può!


2 Flares Twitter 0 Facebook 2 Google+ 0 Email -- 2 Flares ×

Il tempo stimato per la lettura di questo post è 4 minuti. Concedili a te stesso.

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Omosessualità: Guarire si può!" è stato scritto da diabolicomarco. Ogni autore ha la sua opinione personale che non sempre corrisponde a quella del curatore del sito. La pubblicazione non è sinonimo di condivisione delle opinioni e si pubblica ad esclusiva condizione che siano rispettate queste regole. Il sito mentecritica.net non ha fini di lucro, è gestito su base volontaria ed a spese del curatore. Il sito non è aggregato a partiti o movimenti e non sostiene nessuna organizzazione politica.

Gli omosessuali sono malati. Le persone che vogliono curarli, aiutarli a guarire ci sono. Solo che non sono liberi di agire.
Paolo Calabresi, durante una puntata del suo programma “Italian Job” si finge il professor Joseph Nicolosi, psicologo clinico presidente della NARTH, “Associazione Nazionale per la Ricerca e Terapia dell’Omosessualità”. Incontra un altro prelato cattolico italiano. Per il monsignore l’omosessualità è una malattia che va curata. Solo che non lo può dire. Colpa della lobby.

Image selected by dM


E’ senza dubbio l’ideologia che anima il movimento gay ad impedire ai poveri “malati” di rendersi conto della loro situazione. Il problema è che qui non siamo in America, in Italia non si può alzare tanto la testa. In Italia ci sono degli psicologi che cercano di curare o meglio “riparare” ai danni che l’omosessualità causa. Ma devono agire nell’ombra, in silenzio. Perseguitati come i cristiani ai tempi dell’Impero.

L’omosessualità è una malattia per la Chiesa che non ha mai rinunciato a far passare questa idea. Ma al momento non si può buttare benzina sul fuoco, per non creare disordini non si può creare troppo clamore sui media. Quindi si dice “aiutiamo i gay ad uscire dalla loro condizione” quando si intende “curiamo i gay”. Il prelato si dice disponibile a collaborare con il professor Nicolosi ma avverte: la struttura deve essere segreta.

I genitori, gli educatori e i sacerdoti delle scuole cattoliche hanno l’obbligo di vigilare i comportamenti dei ragazzi e di segnalare i malati che devono essere curati. Non è che si vuole curare questi poverini per forza. E’ ovvio però che i malati che non si rendono disponibili alla terapia non possono continuare a frequentare il seminario.

Image selected by dM

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato da tempo l’omosessualità dalla lista delle malattie mentale. L’APA, la maggiore associazione degli psicologi americani (150.000 associati, la più grande al mondo) ha dal 1973 condannato la cosiddetta terapia “riparativa”. Eppure c’è chi sostiene che dall’omosessualità si può guarire. Lo fa Nicolosi in America. Lo fanno, cautamente e segretamente, altri medici in Italia. Ogni tanto qualcuno come ad esempio la senatrice e neuropsichiatra Paola Binetti, che nel tempo libero ripara i gay alza la voce, ma viene messo a tacere in fretta. Perché “l’omosessualità è una condizione patologica. Dalla quale, se si vuole, si può uscire. Ma l’azione di una potente lobby gay mira a nascondere questa verità“. Povera Paola. Poveri medici cattolici costretti a lavorare nell’ombra, in solitudine, in clandestinità.

Dobbiamo assolutamente fare qualcosa per loro. Dobbiamo farli emergere, dobbiamo permettere loro di operare alla luce del sole. Dobbiamo conoscere i nomi, di questi medici. Non credete?
Soprattutto ora, che le elezioni si avvicinano.

Image selected by dM

Guarire si può
Il modo più semplice e diretto per guarire dell’omosessualità è pregare il Signore. “Per 30 anni, Exodus ha aiutato uomini e donne che erano affetti da omosessualità a guarire. La libertà è possibile attraverso Gesù”.
Certo la via della guarigione non sempre è facile. Il fallimento di alcuni gruppi è stato catastrofico. Come giudicare lo scandalo causato dalla fuga d’amore dei fondatori stessi del coordinamento che “si sono innamorati l’uno dell’altro ed hanno abbandonato l’organizzazione, divorziato dalle rispettive mogli, e tenuto una cerimonia per ufficializzare la loro unione, prima di andare a vivere assieme”?

Meglio tentare l’approccio medico, scientifico.
Scrive chiaramente Mario Palmaro sul NARTH: “l’omosessualità è una condizione patologica, che ostacola la piena realizzazione della persona[...]. Il vero scoop, in termini giornalistici, è proprio questo: che dalla omosessualità è possibile liberarsi.”
Ma chi impedisce a questi poverini di “liberarsi”?
“Giornali, TV, film, situation comedy sono pesantemente condizionate da questa lobby omosessuale, che ogni giorno muove qualche piccolo passo per “normalizzare” l’immagine dei gay agli occhi del pubblico. Le tecniche utilizzate sono molto simili a quelle messe in campo dalla lobby femminista negli anni Settanta, quando film e telefilm furono invasi da donne-giudice, donne-poliziotto, donne-soldato, allo scopo di suscitare processi di immedesimazione nel pubblico femminile.

Oggi, le fiction Tv e i film si riempiono di personaggi che non nascondono, e anzi ostentano la loro omosessualità, come affermazione di una categoria socialmente rilevante: il pubblico assimila così il messaggio subliminale che non c’è proprio nulla di strano ad assumere pubblicamente il “ruolo” di omosessuale, felice e contento della propria condizione.”

Image selected by dM

ex-gay e ex-ex-gay a confronto

Una testimonianza di un ex-gay italiano. A tratti in evidente difficoltà nonostante sia intervistato da una giornalista estremamente compiacente:

Immagine anteprima YouTube

Da non perdere: il mondo gay si è scagliato in modo violento contro di lui e contro tutti coloro che scelgono volontariamente di liberarsi da questo peso. Le associazioni gay sono di una violenza inaudita. Per esempio la campagna in cui viene rappresentato un neonato con un braccialetto con su scritto omosexual gli ricorda il campo di concentramento di Auschwitz.

Una testimonianza di un ex-ex-gay (!) che racconta dei sui anni di “terapia riparatrice” e i motivi che lo hanno spinto a raccontare la sua esperienza sul sito dell’associazione ex ex gay.

Immagine anteprima YouTube

Da non perdere: “Questi due anni e mezzo di terapia mi hanno tolto non sono i soldi che ho dovuto sborsare ma la mia fede in Dio. Queste associazioni, come ad esempio Exodus, vogliono riavvicinare gli omosessuali a Dio (facendoli diventare eterosessuali). Ma nel mio caso, e in quello di molti altri come me, è accaduto esattamente il contrario”.

Fonti:
La puntata di Italian Job è disponibile qui.
Nel dicembre 2007 esce un articolo su Liberazione in cui il giornalista Davide Varì si è finto gay in cerca di cure, racconta dei suoi 6 mesi di terapia.
Un dossier a cura di Stefano Bolognini che nel 2005 finse di di voler essere curato.
Questo post di Mauri Live 2.0 per le immagini e le storie inquietanti.

NdR Scarica e stampa lo speciale omosessualità di Mente Critica in formato PDF.

omosessualità

Puoi scrivere anche tu su MC. E' gratis. Leggi qui.

Offri un caffè a MCcup_PNG1968

2 Flares Twitter 0 Facebook 2 Google+ 0 Email -- 2 Flares ×

Ultimo aggiornamento di: il .