Omosessualità: Guarire si può!

28 marzo, 2008 di diabolicomarco  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Gli omosessuali sono malati. Le persone che vogliono curarli, aiutarli a guarire ci sono. Solo che non sono liberi di agire.
Paolo Calabresi, durante una puntata del suo programma “Italian Job” si finge il professor Joseph Nicolosi, psicologo clinico presidente della NARTH, “Associazione Nazionale per la Ricerca e Terapia dell’Omosessualità”. Incontra un altro prelato cattolico italiano. Per il monsignore l’omosessualità è una malattia che va curata. Solo che non lo può dire. Colpa della lobby.

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E’ senza dubbio l’ideologia che anima il movimento gay ad impedire ai poveri “malati” di rendersi conto della loro situazione. Il problema è che qui non siamo in America, in Italia non si può alzare tanto la testa. In Italia ci sono degli psicologi che cercano di curare o meglio “riparare” ai danni che l’omosessualità causa. Ma devono agire nell’ombra, in silenzio. Perseguitati come i cristiani ai tempi dell’Impero.

L’omosessualità è una malattia per la Chiesa che non ha mai rinunciato a far passare questa idea. Ma al momento non si può buttare benzina sul fuoco, per non creare disordini non si può creare troppo clamore sui media. Quindi si dice “aiutiamo i gay ad uscire dalla loro condizione” quando si intende “curiamo i gay”. Il prelato si dice disponibile a collaborare con il professor Nicolosi ma avverte: la struttura deve essere segreta.

I genitori, gli educatori e i sacerdoti delle scuole cattoliche hanno l’obbligo di vigilare i comportamenti dei ragazzi e di segnalare i malati che devono essere curati. Non è che si vuole curare questi poverini per forza. E’ ovvio però che i malati che non si rendono disponibili alla terapia non possono continuare a frequentare il seminario.

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato da tempo l’omosessualità dalla lista delle malattie mentale. L’APA, la maggiore associazione degli psicologi americani (150.000 associati, la più grande al mondo) ha dal 1973 condannato la cosiddetta terapia “riparativa”. Eppure c’è chi sostiene che dall’omosessualità si può guarire. Lo fa Nicolosi in America. Lo fanno, cautamente e segretamente, altri medici in Italia. Ogni tanto qualcuno come ad esempio la senatrice e neuropsichiatra Paola Binetti, che nel tempo libero ripara i gay alza la voce, ma viene messo a tacere in fretta. Perché “l’omosessualità è una condizione patologica. Dalla quale, se si vuole, si può uscire. Ma l’azione di una potente lobby gay mira a nascondere questa verità“. Povera Paola. Poveri medici cattolici costretti a lavorare nell’ombra, in solitudine, in clandestinità.

Dobbiamo assolutamente fare qualcosa per loro. Dobbiamo farli emergere, dobbiamo permettere loro di operare alla luce del sole. Dobbiamo conoscere i nomi, di questi medici. Non credete?
Soprattutto ora, che le elezioni si avvicinano.

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Guarire si può
Il modo più semplice e diretto per guarire dell’omosessualità è pregare il Signore. “Per 30 anni, Exodus ha aiutato uomini e donne che erano affetti da omosessualità a guarire. La libertà è possibile attraverso Gesù”.
Certo la via della guarigione non sempre è facile. Il fallimento di alcuni gruppi è stato catastrofico. Come giudicare lo scandalo causato dalla fuga d’amore dei fondatori stessi del coordinamento che “si sono innamorati l’uno dell’altro ed hanno abbandonato l’organizzazione, divorziato dalle rispettive mogli, e tenuto una cerimonia per ufficializzare la loro unione, prima di andare a vivere assieme”?

Meglio tentare l’approccio medico, scientifico.
Scrive chiaramente Mario Palmaro sul NARTH: “l’omosessualità è una condizione patologica, che ostacola la piena realizzazione della persona[...]. Il vero scoop, in termini giornalistici, è proprio questo: che dalla omosessualità è possibile liberarsi.”
Ma chi impedisce a questi poverini di “liberarsi”?
“Giornali, TV, film, situation comedy sono pesantemente condizionate da questa lobby omosessuale, che ogni giorno muove qualche piccolo passo per “normalizzare” l’immagine dei gay agli occhi del pubblico. Le tecniche utilizzate sono molto simili a quelle messe in campo dalla lobby femminista negli anni Settanta, quando film e telefilm furono invasi da donne-giudice, donne-poliziotto, donne-soldato, allo scopo di suscitare processi di immedesimazione nel pubblico femminile.

Oggi, le fiction Tv e i film si riempiono di personaggi che non nascondono, e anzi ostentano la loro omosessualità, come affermazione di una categoria socialmente rilevante: il pubblico assimila così il messaggio subliminale che non c’è proprio nulla di strano ad assumere pubblicamente il “ruolo” di omosessuale, felice e contento della propria condizione.”

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ex-gay e ex-ex-gay a confronto

Una testimonianza di un ex-gay italiano. A tratti in evidente difficoltà nonostante sia intervistato da una giornalista estremamente compiacente:

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Da non perdere: il mondo gay si è scagliato in modo violento contro di lui e contro tutti coloro che scelgono volontariamente di liberarsi da questo peso. Le associazioni gay sono di una violenza inaudita. Per esempio la campagna in cui viene rappresentato un neonato con un braccialetto con su scritto omosexual gli ricorda il campo di concentramento di Auschwitz.

Una testimonianza di un ex-ex-gay (!) che racconta dei sui anni di “terapia riparatrice” e i motivi che lo hanno spinto a raccontare la sua esperienza sul sito dell’associazione ex ex gay.

Immagine anteprima YouTube

Da non perdere: “Questi due anni e mezzo di terapia mi hanno tolto non sono i soldi che ho dovuto sborsare ma la mia fede in Dio. Queste associazioni, come ad esempio Exodus, vogliono riavvicinare gli omosessuali a Dio (facendoli diventare eterosessuali). Ma nel mio caso, e in quello di molti altri come me, è accaduto esattamente il contrario”.

Fonti:
La puntata di Italian Job è disponibile qui.
Nel dicembre 2007 esce un articolo su Liberazione in cui il giornalista Davide Varì si è finto gay in cerca di cure, racconta dei suoi 6 mesi di terapia.
Un dossier a cura di Stefano Bolognini che nel 2005 finse di di voler essere curato.
Questo post di Mauri Live 2.0 per le immagini e le storie inquietanti.

NdR Scarica e stampa lo speciale omosessualità di Mente Critica in formato PDF.

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Comments

128 Risposte a “Omosessualità: Guarire si può!”
  1. Paolo scrive:

    Ma “ex ex gay = gay” o l’equazione e’ piu’ complicata?

    “ex-ex-gay” linka ad un sito con un solo “ex”. Forse “ex-ex-gay” ha raccontato la sua esperienza agli “ex-gay”? Altra domanda, ma esistono davvero associazioni “ex-gay” e “ex-ex-gay”? (chiedo scusa, ma non ho il tempo di seguire tutti i link)

    C’e’ un’altra cosa che non ho capito. Esistono davvero ricercatori che studiano “cure” per l’omosessualita’? Secondo me dal punto di vista scientifico e’ interessante, perche’ esistono farmaci che inibiscono il desiderio sessuale, ma come si fa ad inibire il desiderio sessuale verso un target specifico? Io non credo sia possibile (via farmaci intendo, mentre con il brainwashing si puo’ fare qualsiasi cosa, come ci insegnano le religioni di tutto il mondo).

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  2. Sara scrive:

    Io su internet ho trovato per caso un sito dove mostravano tutti i messaggi subliminali, era un sito abbastanza strano…Sarà perchè c’erano figurine simili a crociati che marciavano, sarà per la croce rossa in intestazione…Ma all’inizio non avevo collegato…Poi sono andata in home page ( http://www.ccsg.it/Antonio.html ) e ho scoperto un ottimo manuale di integralismo cattolico…Aiuto! Sono indecisa tra la setta o il medioevo, comunque questo commento c’entra col post perchè ovviamente non potevano mancare tecniche per curare gli omosessuali.
    Sono qui: http://www.ccsg.it/Appendic.htm#cs
    e qui: http://www.ccsg.it/Appendic.htm#1a

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    • Sara scrive:

      L’aborto è un diritto, i gay non sono malati, voi siete malati!
      FORZA NUOVA NON SERVE A NIENTE!!!! SIETE UNA MASSA DI DEVIATI MENTALI!!!!!!

      I GAY PRIDE SONO UN DIRITTO DI CHI VUOLE FAR CAPIRE CHE ESSERE GAY NON è ASSOUTAMENTE SBAGLIATO!!!!

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      • Sara scrive:

        Scusa a chi ti riferisci?

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        • Sara scrive:

          a coloro ke ritengono i gay dei malati e a coloro ke vogliono togliere l’aborto

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          • Sara scrive:

            Ah…Hai letto il post? E i commenti?
            Sembra che siamo abbastanza d’accordo sui concetti ma totalmente in disaccordo sui modi…

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            • Sara scrive:

              i gay sono persone normali, e l’aborto è un DIRITTO

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              • Sara scrive:

                Si ma non hai risposto alla mia domanda, hai letto il post? Di solito i commenti servono per commentare il post…

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                • Neottolemo scrive:

                  I modi e le argomentazioni sono abbastanza trolleggianti. Se Sara (l’altra) continuerà su questi toni credo che altre risposte non servono.

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  3. Sara scrive:

    Scusate, in fondo a una delle pagine lampeggia la scritta in rosso
    “ESEMPI DI VELINE DI REGIME A SCOPO STERILIZZANTE”
    Esco dal sito prima di ridere o di piangere eccessivamente!

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  4. daniela tuscano scrive:

    Già affrontato questo tema. Qui mi limito a ricordare un evento meno strombazzato, ma ancor più importante: anche quest’anno si organizzano, in Italia e in alcune parti del mondo, veglie ecumeniche per le vittime dell’omofobia. La cosa bella è che stavolta anche delle chiese cattoliche hanno dato la loro disponibilità ad accogliere questi gruppi.

    Il programma in dettaglio è qui: http://www.gionata.org/in-veglia/2008/dal-2-al-6-aprile-2008-vegliamo-per-le-vittime-dellomofobia.-dove-e-quando.html . Già lo scorso anno gli avevo dedicato un articolo, ne sto preparando un secondo. Approfitto per comunicare a MC che gli ho mandato una mail.

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  5. Lisa scrive:

    A parte gli scherzi, che tristezza tutta sta faccenda. A quando le “case di cura” per omosessuali stile manicomio?? Andando avanti così sembra molto vicino.
    @Sara, quel sito è davvero medievale :D

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  6. Sara scrive:

    @ Lisa: nèèè?!?
    Comunque il problema è di chi in tv o sui giornali o da qualsiasi parte consente a questi di affermare queste stupidate, che equivalgono più o meno a “non esiste l’evoluzione” (segnalo la puntata dei simpson in cui a scuola ricominciano a insegnare la genesi invece della teoria darwiniana). Il problema è che anche la chiesa viene strumentalizzata da chi ha interesse che si parli di questo e che ci si senta “bravi” a pensarla così, ma in cambio di un pò di potere mediatico è disposta a far finta di non vedere questa evidenza. Il problema non è nella chiesa, è di chi fa finta di seguirla “correndo da solo” e di chi vota il corridore ad esempio.
    E di chi guarda o partecipa al family day e poi picchia la moglie.
    E questo non è qualunquismo, è successo davvero.

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  7. diabolicoMarco scrive:

    @paolo

    ex ex gay linka al sito ex gay watch, osservatorio sugli ex gay. Un sito da fondato da un ex frequentatore di alcune di queste “cliniche” e a cui collabora il ragazzo del secondo video.

    Esistono davvero ricercatori che studiano cure per l’omosessualità.
    Nonostante l’omosessualità non sia una malattia.

    Esistono davvero associazioni di ex gay e di ex ex gay, per lo meno negli USA.

    @sara 8O

    @daniela
    Ricordo bene. Ci sono diversi tuoi pezzi nello speciale.

    @lisa
    Faccenda molto triste. Ora, si può anche dire che quel particolare “monsignore” sia una mela marcia nel grande cesto della Chiesa Cattolica. Bisognerebbe sapere però se le mele marce sono più o meno di quelle sane….

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  8. NicKappa25 scrive:

    ..Non so se ridere o vomitare (non per l’articolo naturalmente, che è ben fatto!)..
    ..ma per quello che vi è rappresentato: è tutto molto triste!

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  9. Paolo scrive:

    Ad oggi, questa è l’unica cosa che ricordo dall’Università, non si sa di per sè ancora nulla sullìorigine dell’omosessualità. E’ una tendenza? E’ una malattia? Ci sono teorie… tesi diversse di studiosi diversi…

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  10. diabolicoMarco scrive:

    @NicKappa
    grazie

    @Paolo
    Io prendo per buono quello che dice l’OMS: i gay non devono essere guariti.
    E’ indubbio che molti gay soffrano della loro situazione e che, per questo, possano aver bisogno di “cure”. Ma credo che serva sostegno psicologico nel percorso di accettazione di sé, non certo pratiche “riparatorie” che hanno lo scopo di ripristinare la “naturale eterosessualità” (ecco, magari prima o poi faranno un activia anche per questo…)

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  11. Marco il buono scrive:

    Se Paolo ancora si chiede se l’omosessualità sia o meno una malattia vuol dire che stiamo ancora a zero.
    Ci sono teorie, questo è vero.
    Tesi diverse di studiosi diversi, anche questo è vero.
    Ma questi discorsi sono pericolosi, se la Binetti dicesse ad alta voce che l’omosessualità è una malattia sarebbe radiata dal suo ordine, credo sia una psichiatra, sempre se l’Italia fosse un paese serio.
    Inoltre, qualcuno ha mai fatto studi sull’origine dell’eterosessualità?
    Non mi si parli di natura, vi supplico.
    Sulla gerarchia della chiesa stendo un velo pietoso.

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  12. Neottolemo scrive:

    Provo ad interpretare il commento di Paolo. Credo che quello che lui intendesse con malattia si rifà ad alcune teorie che pensano all’omosessualità come una disfunzione nel corredo genetico. In questo caso non sarebbe intesa come una “malattia mentale” e non si riallaccerebbe all’idea di una sanatoria. Rimarrebbe il nome di malattia, così come lo è la mia miopia, solo che io non sono discriminato perchè porto gli occhiali.
    Per inciso la “teoria genetica” me la fecero studiare alle superiori (ho frequentato un istituto ad indirizzo biologico), non me la sono inventata.

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  13. diabolicoMarco scrive:

    Concordo con l’interpretazione delle parole di Paolo fatta da Neottolemo.

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  14. daniela tuscano scrive:

    I maschi, che detestano ogni tipo di diversità, e vogliono normalizzare tutto (secondo la loro norma, beninteso) elucubrano, elucubrano, e quanto tempo c’impiegano! E con quale zelo!

    Gli omosessuali turbano il loro androcentrismo. Ora non si possono più bruciare (anche se in taluni paesi continuano a impiccarli), e allora a chiedersi: ma come mai esiste l’omosessualità? E’ una malattia? Si può guarire? Sarà contagiosa? E via di questo passo.

    Hanno fatto, e spesso fanno ancora, lo stesso con le donne. Si sono domandati se fossero prive di anima, se appartenessero allo stesso genere umano, se tendessero di più al male (caccia alle streghe), se la loro minore intelligenza (Moebius) fosse data dal cervello più piccolino.

    Mai che questi maschi intelligentoni guardino un po’ più in là del proprio naso, e riconoscano la banalissima verità che il mondo è variegato, coi suoi limiti e le sue bellezze, e che per prima cosa va accolto e amato.

    Forse questa realtà è troppo semplice per le loro eccelse menti. Meno male che son nata donna.

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  15. diabolicoMarco scrive:

    @daniela
    attenta a fare discorsi così “antimaschili”. Se passa da queste parti una neuropsichiatra tipo la Binetti e pensa che sei lesbica sono affari tuoi! ;-)

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  16. daniela tuscano scrive:

    Ti sbagli, dM: è la Binetti che deve starmi lontana, e anche molto, se ci tiene alla sua carriera. Ho già avuto a che fare con lei, leggi qui. Forse non è peregrino precisare che quello fu solo il primo atto d’un carteggio che si protrasse fino allo scorso maggio, quando, estasiata dal Family Day ma soprattutto incapace di reggere le mie argomentazioni, la senatrice se la batté in ritirata, dopo aver peraltro giurato e spergiurato di volermi incontrare per un’intervista (aveva persino fissato il periodo).

    Non ti nascondo che non vedo l’ora di trovarmi a faccia a faccia con lei, magari in qualche studio televisivo, e, poiché sono molto tenace, e convinta che il tempo è galantuomo, presto o tardi accadrà, lo sento. Pubblicamente, ripeto, perché tutti si rendano conto di chi effettivamente è questa vecchia e casta signorina ciliciata.

    Di conseguenza, invece di (pre)occuparsi del mio (inesistente) lesbismo, la sen. Binetti pensi alla sua poltrona. :-P

    P.S.: Continuo a non sentire MC… :-(

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  17. Marco il buono scrive:

    Ed io continuo a sottolineare la pericolosità di certe affermazioni.
    Disfunzione del corredo genetico rispetto ad un altro che fa da esempio?
    Quello da prendere come corretto è che quindi non presenta disfunzioni, ci darà un bambino biondo, occhi azzurri, pelle chiara, rigorosamente eterosessuale e cosi’ via?
    Il fatto che qualcuno teorizzi stupidaggini non vuol dire che esse risultino esatte.
    Vien da se che chiamando malattia l’omosessualità bisogna trovare una cura.
    Ai miopi mettiamo gli occhiali o usiamo il laser, ai diabetici diamo pillole o insulina, agli omosessuali diamo gli ormoni…come è gia successo.
    Per me se essere biondi o rossi non rappresenta una malattia, non lo è nemmeno essere omosessuali.

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  18. Neottolemo scrive:

    Mib, secondo l’OMS la definizione di salute è: assenza di malattia. La definizione di malattia è: assenza di malattia. Roba tosta, da geni. Tenendo conto di questo, è chiaro che la parola malattia assume un significato spregiativo solo perchè la ggente è scema.
    Tra le malattie genetiche posso citarti la celiachia, non ha una cura ma si vive lo stesso (abbastanza) bene evitando il glutine. Ripeto, non ho mai visto un qualsiasi luogo con un cartello “i celiaci non possono entrare”.
    Nel caso qualche ricerca dimostri che un omosessuale ha il tale cromosoma diverso da un eterosessuale la cosa non dovrebbe dare fastidio a nessuno. A me, miope, non mi costringono a bruciarmi le retine con un laser, o a portare lenti a contatto per non farmi vedere in giro con gli occhiali. Credo che il punto sia questo, non quale sia la causa (oltretutto poco importa quando non sono necessarie cure), ma come si reagisce a questa.
    Se l’omosessualità dovesse dimostrarsi una “malattia”, cambierebbe qualcosa (in un paese civile ovviamente)?

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  19. Lisa scrive:

    @daniela: sono con te! Il non accettare un omosessuale secondo me è legato al “mito” (ahem…) che non è mai stato superato nonostante le chiacchiere sui “ruoli”, dell’uomo forte virile figo superiore che conquista e scopa in un batter d’occhio tutte le giovani donzelle che non possono resistere al suo magnifico fascino anzi non vedono l’ora di andare a letto con lui.
    Diciamo che il pensiero di un omosessuale a cui non interessano molto fantasmagoriche prestazioni sessuali con superfighe, stravolge la loro idea sessuale, e infatti l’omosessuale è visto come un deboluccio o una femminetta, e escluso perchè mette in crisi il ruolo di cui sentono di avere diritto. Lo stesso la donna lesbica è vista come quella in grado di rifiutare il loro fascino sessuale e la lunghezza del loro membro; anche in questo caso, è messo in discussione il loro ruolo di maschi affascinanti, conquistatori di donzelle inermi.
    E preciso che non parlo per concetti astratti, semplicemente osservo i commenti di chi (purtroppo) mi passa intorno ogni tanto.

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  20. Marco il buono scrive:

    Continua la scomparsa dei fatti. Tendiamo ad eliminare i punti fermi, le certezze, le cose sicure, ma questo accade perchè ci sono tesi contrarie di illustri scienziati? o perchè dobbiamo difendere tesi che qualcuno preferisce? bho.
    Adesso prendiamo “a coglionella” l’organizzazione mondiale della sanità perchè da vent’anni ha detto che l’omosessualità non è una malattia?
    O perchè possiamo dimostrare che sono una manica di incompetenti?
    Siamo daccordo che i veri problemi da affrontare sono altri, ma se trovo un omosessuale per strada e gli dico che lo considero un malato perchè ha una disfunzione nel corredo genetico, chissà cosa mi risponde.
    O magari vado in tv a dire queste cose, e poi mi stupisco dei bulli, dei suicidi, dei genitori che cacciano di casa i figli.
    Se l’omosessualità dovesse dimostrarsi una malattia cambierebbero moltissime cose in Italia, ve la immaginate la chiesa, la binetti, pezzotta, e i diritti per gli omosessuali?

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  21. Neottolemo scrive:

    “Se l’omosessualità dovesse dimostrarsi una malattia cambierebbero moltissime cose in Italia, ve la immaginate la chiesa, la binetti, pezzotta, e i diritti per gli omosessuali?”
    E’ questo che non va affatto. Sia chiaro che hai pienamente ragione. Però prendndo l’assurdo di omosessualità=malattia (dimostrata dalla scienza), se questo accadesse in un futuro non troppo lontano, ti sembra giusto doverlo nascondere? Se io fossi omosessuale, e la scienza dimostrasse che io sono in qualche modo “malato”, sarebbe giusto che io debba nascondere la parola (perchè parliamo solo di una stupida parola) perchè altrimenti un gruppo di cazzoni si sentirà leggitimato ad un mio ricovero coatto?
    Il voler rifuggere la parola malattia (ed andiamo per ipotesi, anche assurde se vuoi) perchè altrimenti a chiesa, la binetti, pezzotta, e quant’altri si darebebro alla pazza gioia, non è una sconfitta? Non è un’ulteriore sopraffazione?

    L’OMS è stato citato solo per la definizione di malattia.

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  22. Marco il buono scrive:

    Parliamo ma non ci capiamo, peccato.
    Il termine malattia mi infastidisce sia perchè non corrisponde a nulla di concreto, sia perchè è associata al termine cura.
    La malattia si cura, nel caso in cui gli omosessuali fossero malati andrebbero curati, questi per te possono rappresentare solo termini, per me possono rappresentare sofferenze e ingiustizie.
    Il gruppo di cazzon* di cui parli risulta essere propietario in maniera diretta o indiretta di svariate testate giornalistiche, svariate tv, svariate radio, ha un patrimonio immenso, rappresentanti politici, una banca potentissima, un intenso radicamento nel territorio e nelle coscenze, la maggior parte dei medici, se vogliono far carriera devono seguire i loro diktat ( vedi obiettori).
    Se questa gente si sentisse legittimata ad un ricovero coatto degli omosessuali, troverebbe il modo di farlo appoggiato dalla nostra cara classe politica.
    Allora o trovi il modo di togliere potere a quella gente o fai di tutto, nascondere termini compreso, per evitare ricoveri coatti.
    Delle due l’una, in italia funziona così anche se non ti piace.

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  23. Neottolemo scrive:

    Io t’ho capito invece. Ed è proprio sulla tua conclusione che non sono d’accordo.
    Ribadisco che sto parlando per assurdo (sottolineo per assurdo). Se per assurdo (di nuovo) l’omosessualità dovesse risultare una malattia bisognerebbe nascondere la verità?
    A questo punto non posso dire che gli ebrei avevano lo stesso gruppo sanguigno altrimenti qualche nazista ne brucia un paio. Non posso dire che a gli indiani (d’america) non cresceva la barba altrimenti a qualcuno viene in mente di ucciderli. E bada che queste differenze (anche se non ti piace il termine sono differenze) dipendono dal genotipo di un popolo.
    Rispetto a me, un indiano a cui non cresce la barba potrebbe risultare malato: ha un genotipo diverso dal mio che non gli dona quel mento virile pieno di peli. Rispetto alla definizione di malattia quell’indiano è assolutamente sano.
    Se siamo tutti uguali allora quell’indiano è malato perchè non è uguale a me. Se allora possiamo dire con serenità che quell’indiano è diverso da me allora è in salute. Siamo tutti uguali? Allora vediamo di curare gli indiani. Ma per fortuna non è vero, siamo diversi. Ed è perfetto così altrimenti sarebbe un mondo noiosissimo.
    Tornando all’assurdo: l’omosessuale ha un gene diverso dal mio? Ok. Riesce a vivere senza limitazioni dal punto di vista biologico? Perfetto, non ha bisogno di cure. La cosa dovrebbe finire qui.
    L’omosessuale riesce a vivere senza interferenze da parte di chi che sia? No. Lo nascondiamo in cantina perchè se scoprono che ha i geni diversi dai miei lo obbligano a curarsi? Non lo accetto proprio, mi spiace.

    “Allora o trovi il modo di togliere potere a quella gente o fai di tutto, nascondere termini compreso, per evitare ricoveri coatti.
    Delle due l’una, in italia funziona così anche se non ti piace.”

    Mi sembra che su MC si cerchi di seguire la prima strada. Ma senza sparare al papa o rapire politici. L’unico modo è quello di formare la ggente, il popolo bue, i poveracci o come vuoi chiamarli. Almeno lo è a mio avviso.

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  24. Neottolemo scrive:

    Ah, virgolettando “malattia” e leggendola come genotipo differente. Sempre per assurdo :)

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  25. Marco il buono scrive:

    Noto che adesso usi il termine “malattia” con oculatezza e attenzione, me ne rallegro.
    Fai bene a non essere daccordo, auspichi il migliore dei mondi possibili, ed è a quello che dobbiamo ambire, peccato che nel frattempo qualcuno subisca questo http://ballata.spazioblog.it/67764/cure+ormonali%3F.html , o questo http://ballata.spazioblog.it/67762/terapia+a+13+anni.html .
    Comunque credo di aver capito un po meglio il tuo ragionamento, parli di geni e cromosomi perchè devi spiegarti in qualche modo che gli omosessuali sono o hanno qualcosa di diverso da te o dalle persone che conosci? non possono avere il tuo stesso corredo genetico o i tuoi stessi cromosomi? solo perchè tu non sei omosessuale. Non sto dicendo che tu ti senta meglio o peggio, semplicemente diverso.
    E’ un po come se tu non frequentassi nessun omosessuale.
    Formare la ggente, il popolo bue, i poveracci? giusto , ma tenendo sempre presente che quelli siamo anche noi non solo gli altri, inoltre mi augurerei che tale formazione iniziasse nelle scuole visto l’esempio che giustamente hai portato.

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  26. Neottolemo scrive:

    Ho sempre usato il termine “malattia” in questo senso. Ora mi sono dilungato per specificare ed avrei dovuto farlo prima.
    Poi prescindendo dai geni, si, mi sento diverso. Mi sento diverso da un omosessuale, da un nipponico, da uno con i capelli rossi, da uno con gli occhi neri, da un rabbino, da un parroco, e così via. Io non ho nessuno di questi caratteri e mi sono diverso da loro.
    Ma andando sul personale io sono stato considerato diverso (e c’è qualcuno che ancora riesce a considerarmi tale) perchè non rientro nei canoni dell’maschio medio. E non dico di essere meglio o peggio della media. So solo che non ho il minimo interesse per lo sport (specie se in tv), per la cornificazione da competizione, per la macchina veloce e tutte quelle altre cose che fanno da pilastro portante al bar dello sport. Per questo c’era chi mi ha costretto a vedere uno psicologo :mrgreen:
    Poi se vuoi c’è anche una questione personale più sciocca e più cattiva, ma non è il caso di parlarne qui: poi passo per vittimista.
    Detto questo ripeto che sono diverso. La società mi schifa? Sono peggio di tanta altra gente (e lo sono, non è detto in tono ironico)? Pazienza, ho una mia identità e mi piace da morire.

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  27. Marco il buono scrive:

    Scusa prima ti senti diverso, poi ti incupisci perchè sei stato considerato diverso e perchè c’è ancora chi riesce a considerarti tale, e poi ripeti che sei diverso?
    Per me va tutto bene, figurati, io mi offendo se mi chiamano un tipo normale, come disse un tale, una persona dddabbbbene.
    Io invece mi sento uguale ai più, senza soffermarmi sul colore, taglio degli occhi, etnia, lavoro e vocazione.
    Sara’ per questo che non ci troviamo.
    Sugli specialisti, ho pochi rivali, ma come dicevi tu non è il caso di inoltrarsi.
    Quello su cui vorrei farti riflettere e che tu, anche se schifato dalla società, hai tutti i diritti di chiunque altro (etero), i gay questo non lo hanno, se instilliamo qualche altro termine nelle menti della nostra società, allontaneremo ulteriormente queste eventuali parificazioni.
    Alcune parole pesano più di altre.
    Buona domenica, non il programma.

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  28. daniela tuscano scrive:

    @ Lisa

    Ovviamente quoto tutto, ed è emblematico che i maschiotti abbiano continuato, anche qui, a discettare tra loro, su cosa è natura, cosa non lo è, ignorando brescianamente i nostri interventi. Ma chi se ne importa. Buona serata :-)

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  29. diabolicoMarco scrive:

    @daniela e lisa
    vediamo di fare un “speciale uomo” a questo punto? iniziate a mandare articoli! :mrgreen:

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  30. daniela tuscano scrive:

    Per me va bene. Di solito sugli uomini non si sente il bisogno di discutere, visto che sono considerati il prototipo dell’umanità… ;-)

    Avvertiteci quando sarà il momento. :-P

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  31. Fully scrive:

    A mio parere “normalità” e “diversità” sono concetti che hanno a che fare con la statistica. Se al mondo la stragrande maggioranza degli esseri viventi di genere “homo” avesse pelle squamata di colore verde, quelli come me, con pelle chiara, sarebbero considerati “diversi”. Ma non è detto che per questo motivo dovrebbero essere “curati” (o peggio “eliminati”).
    Il problema – a mio avviso – è che da alcuni millenni coloro che si autoinvestono della tutela della “normalità” vorrebbero “normalizzare” tutto, cioè rendere il mondo il più possibile simile a loro.
    Quando poi c’è di mezzo la sessualità, apriti cielo! Neo, non credo che il parallelo con la miopia possa reggere: essere miopi non ha mai costituito un problema “morale”; con il sesso è tutta un’altra storia….

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  32. Marco il buono scrive:

    @Daniela e Lisa, per quel che mi riguarda è vero, condividendo i vostri concetti, ho emesso di approvarli pubblicamente.
    Ma io e Neo non potremmo dire la stessa cosa?
    Non ci avete ignorato terronamente?
    :-)

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  33. Neottolemo scrive:

    Mib: no, non mi incupisco. C’ho messo anche la risata. Trovo ridicolo che la ggente abbia la necessità di considerarsi uguale (nel senso più proprio del temine, standardizzata) e l’idea che io sia stato trattato in quel modo non mi incupisce, ma mi fa ridere. Il che è diveso dal non avere diritti. Ma io mi soffermavo sull’essre considerati “normali” ed “uguali”. E questo per quello che mi riguarda vale per tutti: dalle società a chi si ghettizza (e viene fatto ghettizzare).

    Fully: è vero, la mipia è diversa dalla sessualità. Però non dovrebbe esserlo. Specie per uno come me che ha un’attività sesusale pari alle sue diottrie.

    Daniela e Lisa: a voi vi metto in fondo solo perchè siete donne, da quando in qua avete il diritto di essere considerate? Proprio su MC poi? :mrgreen:

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  34. nonsinascegay scrive:

    guarire è possibile
    http://www.nonsinascegay.splinder.com/

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  35. diabolicoMarco scrive:

    @nonsinascegay
    ho modificato il tuo commento perché avevi inserito (ovunque) l’indirizzo del tuo blog ma lo avevi inserito sempre male :mrgreen:
    Qui non troverai mai attacchi eterofobici di tipo verbale però è naturale che se pretendi che la tua opinione possa essere minimamente presa in considerazione dovresti quantomeno provare ad argomentarla un po’ meglio.
    Non so se si nasca o meno gay. Non so nemmeno se sia così importante determinarlo. Visto che essere gay non è una malattia (uso questo termine nell’accezione negativa che comunemente tutti gli assegniamo) non mi sembra che sia necessaria alcuna cura.

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  36. Marco il buono scrive:

    Ma questo parla seriamente?

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  37. ipad scrive:

    io sono omosessuale e sono sereno, non è per nulla una malattia.
    (esistono anche animali omosessuali)

    certo alcuni possono scegliere l’omosessualità per debolezza oppure anche non vogliono accettarla finendo di fare i “finti etero”,
    (ho sentito di storie dove il marito era gay ma decise di avere un figlio sperando che la cosa si risolvesse e invece la ha lasciata sola)

    i gay (o “froci” ,come li chiama forzanuova, termine volgare che dimostra la loro totale mancanza di rispetto della persona), possono essare davvero volgari in certe situazioni, in quanto la donna che disolito è la figura della conquista manca, finendo così nel sesso facile.

    Io questo comportamento non lo tollero perchè sono un gay molto sentimentalista, colto, con alti valori e principi.
    Non mi abbasserò mai alla sola lussuria.

    Se amo un’uomo non mene faccio una colpa, trovo che la vita sia una sola e non dobbiamo rovinarcela, ogniuno è ciò che decide di essere (senza violare la libertà degli altri). percui state calmi e pensate un pò di più a voi.

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    • L’articolo era abbastanza chiaramente irrisorio nei confronti del concetto che “guarire si può”.

      Il titolo è assolutamente provocatorio.

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    • diabolicoMarco scrive:

      Scusa se ti rispondo con ritardo ma ad agosto non c’ero e tutti questi commenti mi erano sfuggiti.
      Come dice sempre il Comandante Nebbia qui siamo tutti dei dilettanti e quindi abbi pazienza se le mie doti di comunicatore sono quello che sono.
      Il titolo è provocatorio, le tesi proposte sono state riportate con il solo intento di sbeffeggiarle. In effetti avrei forse potuto calcare la mano ma mi sono sembrate così assurde e ridicole da aver pensato che bastasse riportarle tali e quali.

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  38. V267 scrive:

    Non è una malattia. Se fosse tale ci sarebbe più comprensione e si parlerebbe anche di cura.

    Ci sono sicuramente persone con disfunzioni ormonali, ma si tratta dei transessuali. Tali disfunzioni possono avere origine genetica.

    L’omosessualità è ben altro, invece. Non è una malattia.

    E’ peggio. E’ un vizio proprio come quello di chi fuma. Nasce in soggetti deboli psicologicamente che, durante la fase della pubertà, sperimentano esplorazioni sessuali con persone dello stesso sesso.

    Rimangono poi affezionate a tali modelli comportamentali e rimangono così pure nell’età adulta.

    E’ una devianza comportamentale.

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    • e lei chi è, un ricercatore universitario? uno scienziato con delle pubblicazioni o semplicemente un esperto del problema?

      sarei lieto di conoscere le qualifiche scientifiche che la autorizzano a fare dichiarazioni così categoriche.
      attendo, grazie.

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      • Flame mode on

        No, CN, e’ solo un idiota che oggi, arrivando su MC, e’ andato a spulciarsi i post di 6 mesi fa in modo da trovare il pretesto per un flame.

        Flame mode off

        Che ti devo dire CN, me l’hanno sempre detto che ero “viziata” e debole psicologicamente…

        Ha ragione lui… fidati… sono una deviata comportamentale. Tutte le sere mi guardo allo specchio e mi dico: “Anvedi questa deviata perversa depravata e malata? Tutti i vizi c’ha! ‘Spetta un po’… che cazzo e’ quello? UN BRUFOLO??? Enno’ cavolo… un brufolo proprio non lo sopporto…”

        E li’, caro CN arriva il dramma… essi’…

        Non posso resistere alla mia perversione, alla mia devianza allora… prova a dire…

        ME LO SCHIACCIO!

        E mi rovino la faccia… come sempre.

        Capito che razza di perversa, deviata, viziata sono?

        Buona giornata CN… non te la prendere con i tuttologi della minkia… il mondo ha bisogno anche di loro :mrgreen:

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        • buon giorno
          non me la prendo affatto
          cerco di capire cosa attivi certe posizioni.

          è solo curiosità

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          • Vuoi che te lo spieghi? Guarda che anche io so tuttologare, sai? Sono anche io una tuttologa della minkia :mrgreen:

            IL neurone viene attivato dal fatto che nella vita reale gerta gente non se la caga nessuno.

            In internet invece possono fare i fotomodelli, i legionari, i tuttologi della minkia.

            Una volta certa gente, prendeva i sonniferi oppure si buttava dal ponte. Oggi avvia windows :-)

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  39. V267 scrive:

    Qualcuno ha detto che i cattolici dovrebbero consegnare l’Occidente in mano agli Islamisti per ripulirli di tutta la “gente di sinistra”.

    Farebbero il lavoro sporco, perché sono maggioranza numerica al posto dei cattolici.

    Il dilemma è se diventare la Nuova Sodoma o un Califfato.

    Il Califfato vulcanizzerà gli orifizi anali….

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  40. GayProud scrive:

    io credo che il vero malato sia la persona che ha scritto questo articolo e quelli che gli vanno dietro! vergognatevi! siete disumani, ora la chiesa si sente anche vittima..lei che perseguita! ma andate a farvi fottere razzisti di merda! i veri malati siete voi! e a proposito:gli ex gay non esistono, sono solo bisessuali con crisi di identità e manie di protagonismo! non capisco come il governo possa tollerare partiti come forza nuova..menomale che siamo nel 2008..io mi sento nel 1200!

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    • magari se leggevi l’articolo invece di limitarti al titolo capivi anche che era un pezzo di critica feroce all’affermazione che tanto ti ha scandalizzato.

      Sei gay e non ce ne frega nulla perché sono cose tue che, almeno qui, non danno problemi a nessuno e non vengono nemmeno prese in considerazione, ma sei anche cretino se parli senza leggere.

      questo sì che è un problema.

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    • diabolicoMarco scrive:

      o bella, questa me l’ero persa. :mrgreen:

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  41. erik scrive:

    sarà anche critico, ma a me, che sono omosessuale, mi ha rovinato la giornata… la cosa che mi rattrista di più è quel video… anche io ho affrontato momenti di sconforto, e li affronto tutt ora, ma il problema non sta nella mia sessualità, ma la società bigotta… io in un altro angolo di mondo sarei sicuramente felicissimo, sarei una persona spontanea e libera dagli opprimenti pregiudizi di cui sono vittima anche le persone che mi stanno vicino… a quel ragazzo dell intervista io avrei consigliato di andare a viver qualche anno ad amsterdam prima di rovinarsi la vita… che poi la malattia è uno stato che debilita fisicamente e mentalmente… io nn mi sento debilitato, anzi!!!

    “E’ un vizio proprio come quello di chi fuma. Nasce in soggetti deboli psicologicamente che, durante la fase della pubertà, sperimentano esplorazioni sessuali con persone dello stesso sesso”

    la persona che ha scritto queste oscenità sappia che ero cosciente della mia omosessualità già nell infanzia, addirittura ai tempi delle elementari! nonostante tutto ho cercato di condurre una vita che fosse il più possibile vicino a quella degli altri e in pubertà ho avuto rapporti sessuali con due ragazze, ma l interesse era un altro… e a 20 ho avuto il mi primo rapporto omosessuale… ora ne ho 24 e sono felicemente fidanzato da due anni con un ragazzo e come coppia facciamo invidia anche a molti etero… a me sembra una vita sessualmente regolare… senza vizi, senza eccessi… una vita normale…

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    • Oris scrive:

      Sì, capisco.

      Ma essere omosessuali non significa che uno non possa anche avere la capacità d discernere chi scrive con la sensibilit+à accesa e chi invece con il pregiudizio.

      E non è certo un alibbi quando si capisce male.

      Ognuno ha le sue gioie e i suoi problemi.

      Per non sentirsi debilitato, per sentirsi “normale” può essere utile anche non rccogliere certe provocazioni.

      Se uno mi si presenta davati e mi dice “come sei grasso, fai schifo!” io non posso che dire “certo! lo so! Anche lei!” ma con molta tranquillità d’animo.

      Per paradosso, credimi, io non mi sento normale ne speciale, spesso e sono, anzi vorrei essere etero (ma per essere etero purtroppo ci vuole l’assenso dell’altro sesso :( ).

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    • diabolicoMarco scrive:

      Che dire, mi dispiace averti rovinato la giornata.
      In ogni caso non ho capito se critichi me o quelli di cui io ho scritto.

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  42. erik scrive:

    DIOABOLICOMARCO critico le persone di cui parli… quelle che critichi anche tu!

    ORIS io nn cerco alibi… ma ovviamente vorrei credere che i pregiudizi di qualcuno possano essere superati! i pregiudizi esistono perchè la gente non è stata educata all omosessualità, non sa cosa sia! certo non credo di illuminare nessuno con un paio di righe.. ma almeno spero di farli riflettere, con l augurio che meterranno al mondo un figlio gay, così forse si sforzeranno verametne di capire…

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    • diabolicomarco scrive:

      ah, bene
      comunque se hai qualcosa da dire a riguardo perché non scrivi qualcosa? i discorsi “da omosessuali” tipo quelli di gayproud più su sono a mio avviso altrettanto se non più pericolosi dei volantini di forza nuova.

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      • erik scrive:

        i commenti come quelli di gaypround sono commenti di persone stanche… persone che stanno sulla difensiva perchè non possono fare altro… e che in questo caso non hanno avuto la pazienza di leggere tutto l articolo..
        a me vedere quelle immagini di forza nuova, e quelle scritte nella mia città, mi ha fatto male, ma mi ha fatto anche incazzare, le stesse emozioni che si provano ogni volta che sento di omosessuali aggrediti o derisi per strada… io, sicuramente sono di parte, ma gayproud lo capisco e non lo considero una minaccia maggiore di forza nuova, assolutamente…

        tra i commenti ho letto di chi paragonava l omosessualità alla miopia, o ad intolleranze alimentari… il problema è proprio questo!
        L’OMOSESSUALITA’ VA PARAGONATA SOLO ALL’ETEROSESSUALITA’!
        nn si tratta solo di due orientamenti sessuali, ma di due mondi, che viaggiano parallelamente!! se magicamente qualcuno cancellasse ogni impulso sessuale da tutti, omo o etero, ci sarebbero sempre differenze tra i due… parlando di pratiche.. io potrei anche rinunciare al sesso, ma resterebbe sempre in me quell’OMOAFFETTIVITA’ che non viene mai presa in considerazione seriamente quando si parla di questi argomenti…

        il problema degli etero (certo non tutti) è che se incontrano una persona e vengono a cconoscenza della sua omosessualità, pensano immediatamente all’atto sessuale ed è così che parte il famoso “che skifo!”… io nn sono solo sesso.. la mia vita nn gira intorno al sesso…

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        • Oris scrive:

          A parere mio l’omosessualità non va paragonata a niente a parere mio.

          Se proprio si vuole la si può raccontare.

          Il paragone contiene un confronto, un meglio e un peggio, un plus e un minus che se uno se li pone, acnhe se omosessuale, probabilmente ha delle incertezze dentro, incertezze che si accendono e bruciano quando qualcuno le ricorda.

          Per evitare di rovinarti la gioranta lavora su quelle.

          Per lavorare su quelle SCRIVI per MC.

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          • erik scrive:

            ovviamente questo è solo un tuo pensiero… io ho semplicemnte invitato persone che paragonano l omossesualità a difetti fisici, a paragonarla ad caratteristiche umane che siano affini, senza per questo giudicare in peius la mia condizione personale, atrimenti nemmeno starei qui a discuterne ma mi limiterei a compiangermi.

            la mia giornata viene rovinata dalle incertezze nn su di me, ma bensì dalle insicurezze che un omosessuale deve vivere in questo paese, e quando me le ricordano tutte in una volta in questo modo (in cui è poco chiara l idea di chi scrive), ad una prima lettura e ad una prima visione di quelle foto, posso anche rimarci male… un omosessuale in italia vive sempre al varco… politici che non ammettono norme che aggravino la pena per chi commette reati per omofobia, perchè altrimenti si arriverà al punto di legalizzare anche le unici civili… (parole pronunciate non ricordo da chi, ma che ho sentito al tg1. causa e consegueza…ma…).

            io nn mi sento al sicuro, nonostante già mi privi della possibilità di andare in giro semplicemente mano nella mano con il mio ragazzo (a bene vedere vista una delle ultime notizie dell aggressione ai fori imperiali).

            il mio reale problema comune a molti, è che vivo nella paura di non poter mai essere in grado di condurre una vita serena, e quando leggo articoli come questo, in cui non è palese il senso di accusa verso quello che è scritto, e che mi ricordano in che luogo vivo, la mia giornata è rovinata…

            a questo punto è chiaro che se voglio veramente valutare l’omosessualità rispetto all eterosessualità, al max posso dare una valutazione rispetto alla VITA che si conduce.. ed è palesemente ovvio che la vita da omo sia una vita di rinunce e di difficoltà maggiori rispetto ad un etero… quindi, se di melius o peius si vuole parlare, ti dico che è meglio la vita da etero, ma non per questo ho delle insicurezze su di me e la mia sessualità!

            ti inviteri a non strumentalizzare più le parole degli altri perchè è di poco gusto…

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            • Oris scrive:

              Mah, troppo prevenuto.

              Addio.

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              • erik scrive:

                prevenuto?? magari se ti spiegassi meglio…

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                • Oris scrive:

                  Sì, mi dicono tutti che sono criptico.. :D

                  Comunque credo che le chiavi di lettura che hai scelto tu per decifrare i miei pensieri sono tutte in difensiva….

                  E sono un po stanco di tutta sta gente sulla difensiva…

                  Quindi passo la mano a chi è meno criptico.

                  Ignorami, non ne vale la pena di perder del tempo con me ;)

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                  • erik scrive:

                    “…Il paragone contiene un confronto, un meglio e un peggio, un plus e un minus che se uno se li pone, acnhe se omosessuale, probabilmente ha delle incertezze dentro, incertezze che si accendono e bruciano quando qualcuno le ricorda….”

                    queste sono parole tue… e hai espresso un giudizio su di me chiaro, ovvero che io sono una persone insicura del mio essere! se mi giudichi nella mia persona io mi sento attaccato, quindi o ti attacco così come hai fatto tu, oppure cerco di spiegarti che cosa hai frainteso. ora che è tutto chiaro (almeno spero), ti invito a NON lasciare la discussione.

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                    • Oris scrive:

                      Le incertezze sono sintomo di intelligenza.

                      Non sono cose di cui vergognarsi.

                      L’intento non era offensivo, dovresti riflettere sul perchè tu lo leggi così. ;)

                      Io intendevo dire che non dove vi paragonare l’omosessualità a nulla, proprio per rafforzare il concetto che tu esprimevi, amplificandolo: l’omosessualità è solo un modo di essere.

                      Quindi confrontarlo con qualcosa d’altro a me sa un po come quando si confronta i neri ai bianchi ecc…

                      Quindi preferisco che tu la racconti, a tutti, senza paragonare nulla a nulla.

                      Siccome queste cose ti toccano nel profondo ( enon sto sindacando su questo, ognuno ha le sue sensibilità e le sue debolezze) una buona cura, a parere mio, è rendere partecipi gli altri RACCONTANDO (qui o altrove) cosa è essere OMO.

                      Questo potrebbe curare prima te, rendendoti meno debole alle varie aggressioni che ora mal sopporti, poi potrebbe curare la società nella quale vivi perchè SOLO la conoscenza toglie le paure.

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                    • Scusa Erick, posso farti una domanda?

                      Ho scelto di fartela qui perche dove dici “sul fatto dell incertezze… io ero incerto della mia persona fino a che nn ho realizzato la realtà su un dato di fatto! parlando di omosessualità non si parla di idee che, riflettendoci, puoi cambaire, quindi l’incertezza su questo punto, è superata nel momento in cui ne prendi coscienza” non posso proseguire il discorso (non mi da’ l’opzione di replicare)

                      Ecco, vorrei cortesemente un tuo parere. Tu credi che esistano solo eterosessualita’ e l’omosessualita’, oppure prendi in esame anche l’eventualita’ della bisessualita’, intesa come una fusione delle due cose?

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        • diabolicoMarco scrive:

          Ti dico perché un ragionamento un po’ ottuso come quello di gayproud è secondo me più pericoloso dei volantini dei militanti integralisti e fascisti. Perché una persona che concepisce, stampa o distribuisce quella merda è praticamente irrecuperabile, ha le sue convinzioni e se anche dovesse essere omosessuale non lo direbbe a nessuno, forse neanche a se stesso.
          Una persona che si definisce gay fin dal nickname e non esita a sparare a zero prima di aver capito cosa c’è scritto in un pezzo, insulta tutti e se ne va è meglio? Non ti sembra uguale a loro ma peggio in quanto dovrebbe o vorrebbe difendere i diritti di una intera categoria?

          i commenti come quelli di gaypround sono commenti di persone stanche… persone che stanno sulla difensiva perchè non possono fare altro… e che in questo caso non hanno avuto la pazienza di leggere tutto l articolo..

          Non sono solo gli omosessuali ad avere questi problemi, te lo garantisco. Chi non ha la pazienza di leggere tutto dovrebbe astenersi dal commentare.

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          • erik scrive:

            nessuno dice che sono solo gli omosessuali ad avere questi problemi… senza offesa però i tuoi intenti sono veramente pochi chiari leggendo l articolo… io nn so quali siano i mezzi e i modi in cui si sviluppa MENTE CRITICA, sono capitato in questa pagina, con una ricerca di immagini di google e ho letto quello che hai scritto. qualche mese fa mi è capitato di leggere su una testata giornalistica on line minore, un articolo dal titolo “sei frocio? puoi guarire”, scritto con il vero intento di propagandare la cultura del “cura frocio”.. capirai che non tutti scrivono queste cose ironicamente e in modo critico, quindi, chi ha già avuto esperienze del genere, può fraintenderti…
            nn condivido gayproud nei modi, ma riesco ad immedesimarmi in certi sentimenti che in persona più impulsive portano a queste reazioni, in altre, come me, portano ad approfondire e leggendo i commenti ho capito meglio l intento dell articolo… tutto qua…

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            • diabolicoMarco scrive:

              Infatti ammetto di aver sbagliato. Il tuo approccio alla questione mi ha permesso di capirlo, non certo gayproud. Per questo apprezzo e ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a commentare questo articolo.
              Per sapere cos’è MenteCritica leggi qui.
              Ti chiedevo se ti andava di scrivere qualche cosa in quanto su MenteCritica vengono pubblicati non solo i pezzi dei redattori ma anche (anzi, soprattutto) articoli dei lettori.
              Sull’omosessualità sono stati scritti diversi articoli che sono stati raccolti in un file pdf, se ti interessa eccolo qui.
              Oppure puoi vedere gli articoli con questo tag.
              Ciao.

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    • Neottolemo scrive:

      Con due righe è difficile delineare il proprio pensiero, ma puoi sempre proporci qualcosa di più corposo.

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  43. erik scrive:

    INIQUO la tua osservazione credo che sia giusta in parte.. come ho detto prima per me nn esistono solo categorie ben definite, ma ognuno sa cos è più giusto per se stesso.

    sul fatto della visione moralistica ed egocentrica…non ho capito bene cosa intendi…

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    • Iniquo scrive:

      Intendo che la divisione in sottocategorie viene fatta in base alle convinzioni morali del luogo e del tempo in cui ci si trova: qui essere omosessuale è visto come una devianza innaturale (non da tutti per fortuna), altrove è assimilato grazie alla maggior consapevolezza ed alla mancanza di organi che dettino l’ortodossia a suon di dogmi.

      Ho aggiunto anche la visione egocentrica perché si tende a dare una connotazione di naturalezza al proprio comportamento etichettando come innaturale ciò che si discosta troppo. Per esempio io mangio la carne e se avessi una tale visione definirei innaturale escluderla dalla dieta (esempio del cavolo, ma il concetto è quello).
      Questo avviene in gran parte tra gli eterosessuali, però ho letto e sentito bisessuali che definiscono il loro orientamento come naturale e gli altri come qualcosa che si discosta dalla linea predeterminata.

      Per ora mi piacciono solo le donne, però non escludo che in futuro potrei diventare “bicurioso”(cit. South Park) o scoprire la mia omosessualità. Escludo solo di poter trattare come appestate persone che non amano (sentimentalmente e/o carnalmente) come faccio io.

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      • erik scrive:

        io credo che la suddivisione in categoria sia fatta solo per l esigenza dell uomo di etichettare ogni cosa… basterebbe semplicemente capire che alcune caratteristiche non identificano una persona più giusta di un’altra. e poi le categorie potrebbero benissimo convivere pacificamente…

        quando poi invece si parla di ciò che è naturale e ciò che non lo è, parlando di sessualità, è ovvio che si fanno solo affermazioni pericolose… tutto ciò che crea la natura è naturale!! un esempio ne sono gli animali omosessuali.. addirittura i delfini hanno solo rapporti omosessuali fino a che nn arrivano all età adulta (25 anni), e il sesso, tra le specie più evolute, è fonte di piacere oltre che guidato dall istinto e dal dominio dell uno sull altro! ad esempio in alcune specie di scimmie (oltre a rapporti omosessuali) una pratica comune è la masturbazione e il suo scopo è chiaro…. una cosa che ho potuto notare proprio stasera nel mio acquario, è un guppy maschio di due mesi, che corteggiava un altro guppy maschio adulto… nn so quest ultimo esempio come si spiega, visto che non si parla di sicuro di una specie tra le più evolute.. è solo un episodio che mi andava di raccontare!! ;P

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        • diabolicoMarco scrive:

          Francamente mi stupisce che si stia ancora dibattendo se l’omosessualità sia o meno naturale. Forse è per questo che sono stato frainteso: io sto troppo avanti :D
          Qualsiasi tipo di relazione sessuale o sentimentale che avviene tra due adulti consenzienti è lecita e non può essere messa in discussione, no?

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          • erik scrive:

            certo diabolicomarco!! lo vieni a dire a me!! ma credo che siamo tutti d accordo so questo… spero…

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  44. Giacomo scrive:

    Omo, donna, cane, gallina…quando godo godo (Roberto Benigni)

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  45. Simone scrive:

    Secondo me l’omosessualità (o l’eterosessualità forzatamente ostentata di certi tizi) non sono malattie in quanto tali. L’uomo è naturalmente propenso ad amare e a essere amato a prescindere dal sesso dell’altra persona. La società moderna però impone un modello di scelta e di appartenenza che ci sentiamo obbligati a seguire fin da bambini. Bisogna “essere” o gay o etero, quando la distinzione è molto più complessa come più complessa è la sessualità.

    Effettivamente c’è una forte omofobia da parte di determinate parti civili e politiche, ma allo stesso tempo ci sono gruppi gay o lesbo che pretendono di “essere” un qualcosa che automaticamente si ghettizza e ghettizza gli altri. Io sono convinto che senza questo desiderio innaturale di dirsi o l’una o l’altra cosa per paura di non rientrare nei dovuti binari, ci sarebbero più persone magari bisessuali o anche asessuate e tutte le vie di mezzo, ma meno persone che si fissano a vivere in un certo modo solo perché tutti gli altri attorno a loro fanno così.

    Simone

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    • Le manifestazioni esagerate sono spesso di sfida ad un sistema e come ogni sfida devono essere ostentate per ottenere l’effetto sperato.

      Ma l’ostentazione di chi e’ omosessuale (o bisessuale) , arrivando finanche a degli eccessi, e’ un meccanismo difensivo, ed e’ il risultato di millenni in cui l’aggressivita’ e l’ostracismo verso l’omosessualita’ ha imperato ipocritamente a tutti i livelli della societa’.

      Dopo secoli di ghettizzazione che cosa ci si puo’ attendere? Ci si attende che chi solo poche decine di anni fa e’ stato/a deriso/a perseguitato/a e persino messo nei lager e quindi costretto alla clandestinita’, a nascondersi, a fuggire braccato/a, oggi si apra completamente e si fidi?

      Chi ha sbagliato per secoli e secoli oggi si attende che in pochi anni tutto si sistemi, e se non si sistema velocemente la colpa e’ ancora di chi e’ omosessuale?

      Strane pretese.

      Ma qualcuno non ricorda cosa viene detto dalla gente quando entra in parlamento chi non fa mistero della sua omosessualita? Si ha la memoria cosi’ corta?

      Esiste ancora troppa ignoranza nella gente comune e, visti i tempi che corrono, anche politicamente, la tendenza della societa’ a ghettizzare e’ ancora troppo alta.

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      • Simone scrive:

        Non sono daccordo. In altre epoche non c’era il concetto di omosessualità o eterosessualità. La gente faceva sesso con chi sentiva di voler fare sesso, e lì finiva restando tutti “uguali” senza dover per forza appartenere a un gruppo come invece succede adesso nell’era delle marche e delle etichette.

        Simone

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        • Quali epoche?

          Se e’ per questo in altre epoche la societa’ era matriarcale. Che facciamo? si rida’ il potere completo alle donne?

          Dobbiamo osservare cio’ che sta accadendo adesso o almeno cio’ che e’ contemporaneo. Se ci si rifa’ ab ovo, non riusciamo a capire il perche’ dei fenomeni odierni, ed il perche’ gli (e le) omosessuali hanno determinati comportamenti.

          Non ti sorge il dubbio che la responsabilita’ di cio’ che vedi sia di chi si e’ sentito troppostrong eterosessuale fino a rendere la diversita’ una colpa?

          Sei di quelli che dicono “non sono io che sono razzista, sono loro che sono negri”?

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  46. Giacomo scrive:

    Ho abbastanza anni da ricordare quanto gli omosessuali fossero derisi e sbeffeggiati o quanto parole come “frocio”, “recchione”, “culattone” e via discorrendo siano sempre stati usati per etichettare negativamente alla bisogna anche degli eterosessuali.
    Ed ho fatto riferimento all’omosessualità maschile perché quella femminile era praticamente ignorata.

    Poi è arrivato “Il vizietto” con Tognazzi e via con 4 risate :-)

    Non ricordo comunque nella mia cerchia di conoscenze adolescenziali e successive persone che in qualche modo lasciassero pensare che avessero tendenze o latenze omosessuali, anzi direi che erano tutti decisamente eterosessuali.

    Visto il dilagare (ne incontro di continuo, e non solo io, le colleghe più giovani lamentano spesso con sarcasmo che non si trovano più uomini in giro…”ahò, so’ tutti froci” commentano…) vorrei porre una domanda alquanto provocatoria.

    Adesso che non debbono più nascondersi per paura d’essere isolati e derisi quanta omosessualità è vera e quanto invece è moda, tendenza, fenomeno sociale, esperimento sessuale?

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    • Cioe’, tu pensi che l’omosessualita’, in certi casi, sia un “esperimento”? :shock:

      Qualora esista una tale tendenza credo sia assolutamente episodica.

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    • Carlo Fronteddu scrive:

      Credo che sia diritto di ognuno provare il cazzo, anche perchè per riuscire a succhiarselo da soli bisogna essere capaci di una elasticità da contorsionista o riuscire ad incastrarsi nel lavandino della cucina o del bagno, tanto vale farlo a qualcun altro. Sperimentare la sessualità è necessario, sinceramente mi sono rotto le palle di insegnanti, impiegati di banca, etc. repressi e biliosi. Ed ogni tanto le donne dovrebbero conoscere qualcuno che sappia dove si trova il “grilletto” il “campanello della felicità” il clitoride e chi meglio di un’altra donna? Visto poi che le conoscenze anatomiche di molti maschietti sono molto approssimative.
      A Bologna e a Milano è pieno di “terroni” che per motivi di “studio” riescono a fare outing senza rischiare la lapidazione o il linciaggio o la segregazione in un istituto retto, ispirato dal Niccolosi.

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    • diabolicoMarco scrive:

      Adesso che non debbono più nascondersi per paura d’essere isolati e derisi quanta omosessualità è vera e quanto invece è moda, tendenza, fenomeno sociale, esperimento sessuale?

      Anche se fosse così perchè dovrebbe essere un problema? Ma soprattutto per chi è un problema? La domanda è retorica. La risposta è: è un problema per la Chiesa.

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  47. Sara scrive:

    Ma perchè a volte succede che comincia la bufera in un post di 6 mesi fa?
    Forse perchè chi lo commenta scrivendo stupidate se l’è dimenticato il contenuto dell’articolo?
    Adesso una ha risposto a un mio commento e le ho risposto con una semplice domanda perchè non capivo, poi ho letto qualche commento sotto e ho capito…
    Bah…
    Ma la domanda successiva è: al di là della moderazione necessaria, perchè dobbiamo ricominciare a discutere con della gente che pensa di sapere tutto quando non è neanche stata in grado di leggere un articolo o un commento? Non è uno spreco di energie?

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    • Oris scrive:

      Sì, ma è inevitabile.

      Esiste però l’astensione dalla risposta, cosa che funziona moltissimo, credimi ;)

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    • diabolicoMarco scrive:

      Alcuni articoli riemergono perché vengono citati da altri articoli più recenti o perché S. Google porta qui delle persone che arrivano cercando chissà cosa.
      Quelli che commentano senza aver letto (come la tua omonima più sopra) possono al massimo essere invitati ad un approccio un po’ meno “vomitato”. Non mi sento di biasimarli fino in fondo in quanto buona parte del web funziona in questo modo: arrivi, commenti e te ne vai. Senza leggere né quanto è stato scritto prima né quanto verrà scritto dopo. Allora, se uno ha tempo e voglia, può provare a “sondare” il terreno e vedere se è solo un vizio di forma. Quando trovi una persona completamente radicata nelle sue convinzioni è meglio fare come dice Oris.

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  48. Nothing scrive:

    L’essere gay non è una malattia… è solo un problema.
    E sai perchè lo è?
    Anzi, sai perchè è un problema ENORME?
    A causa delle persone come te: ignoranti, omofobici, razzisti e violenti.
    Tu non hai la MINIMA idea di che cosa voglia dire essere discriminati e additati per strada come se fossi un fenomeno da baraccone o un errore della natura…
    I veri animali siete VOI.
    I veri malati siete VOI.

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    • diabolicoMarco scrive:

      Vale per te quanto detto prima: capisco che la situazione di molti omosessuali sia difficile. Ma questo non ti autorizza a venire qui a sparare sentenze senza nemmeno leggere.
      (se avessi letto articolo e commenti avresti potuto intervenire in maniera migliore, sicuramente)

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      • Oris scrive:

        Comunque è la prova che essere gay non è uno stato speciale ne anormale, infatti anche tra loro ci sono i superficiali, gli attaccabrighe e gli sputa sentenze… esattamente come in ogni altri categoria umana.

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      • Il modo in cui certi argomenti accendono certi animi, secondo me, indica solo che il problema e’ acuto, quasi pungente.

        Anche questa proliferazione di talk show dove, ad esempio, si parla di lesbiche, spettacolarizzando l’argomento, come se esserlo signifcasse (appunto) essere diverse e’ una cosa offensiva.

        Ultimamente, poi, pare che siano di moda le fiction con storie lesbiche che stimolano la fantasia morbosa della gente piu’ che portare all’attenzione che e’ un fatto del tutto naturale.

        Esiste un modo di “ghettizzare” le persone, oppure renderle quasi clownesche, anche utilizzando metodi “caramellati”.

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        • diabolicoMarco scrive:

          Ho già fatto un mea culpa per aver dato un taglio troppo leggero all’argomento. Metteremo un disclaimer all’inizio del pezzo così che i pigri, gli ipersensibili e tutti quelli che vanno di corsa sappiano di cosa si tratta senza dover leggere (sic!)

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        • sono completamente d’accordo.
          Comunque, probabilmente, in questo caso abbiamo sbagliato le modalità di comunicazione.
          Non è possibile che tanti fraintendano il contenuto del pezzo.
          Stiamo pensando di aggiungere un pezzetto che spieghi meglio le cose.

          Purtroppo scrivendo tanto non sempre si centra l’obiettivo. E’ ragionevole, ma quando si sbaglia su queste cose fa più male.

          Mannaggia.

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          • Oris scrive:

            Il problema secondo me è che l’approccio alla lettura è quasi sempre prevenuto, si cerca il contrasto, si cerca la frase ambigua, inconsciamente, per avere l’occasione di sfogare le frustrazioni, la rabbia o per protestare, sia quando si parla di gay che di scuola che di politica che del tempo.

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            • Questo e’ vero, ma non e’ sempre cosi’.
              Non credo, almeno, che lo sia nel mio caso. Se lo fosse cercherei di correggermi.
              Lo e’ forse? Hai questa percezione?

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              • Oris scrive:

                Nono, non personalizzare tutto anche te :)

                Intendevo proprio in generale, se non fosse così spesso questo tipo di fraintesi sarebbero rari.

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                • Oris scrive:

                  cassa [spesso]

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                • Ma non personalizzo, era solo un modo per dimostrarti che non e’ SEMPRE cosi’.
                  Puo’ avvenire che, pur non essendo attaccabrighe (si dice cosi’?), si possa essere infastiditi/e da certe affermazioni. Non parlo nello specifico di questo post ma un po’ in generale. :-)

                  Per esempio a me danno molto fastidio gli/le arroganti che non vogliono essere contraddetti/e mai quasi detenessero un diritto divino. Puo’ darsi che il mio carattere mi porti in certi casi ad essere particolrmente puntigliosa perche’ l’argomento per me diventa l’arroganza altrui che e’ cio’ che in quel momento prevale.
                  Tu, Oris, in questi casi consigli d’ignorare, ma se ignorare e’ frustrante perche’ una persona dovrebbe farlo?
                  Ignorare deve essere una scelta non un metodo per evitare grane, questo io penso.

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                  • Oris scrive:

                    mm effettivamente hai ragione, io per primo non li tollero e sono gli unii figuri con i quali litigo volentieri.

                    Di solito me la prendo però con gli arroganti acculturati, pieni di nozioni e di citazioni, gente in grado di ridirti chiaramente chi ha scritto un libro e perchè, che gli piace nozionare, tirare fuori citazioni dotte, puntigliare e poi in fondo, tolto il trucco sono beceri individui incapaci di auto critica e quindi spesso, inutili alla crescita collettiva.

                    Tendo a non rispondere a quei commenti dove intravedo una chiusura che il mio istinto mi da come insormontabile, non amo sprecare energie sapendo che non mi porterà giovamento, ma io non amo litigare. Ci sono invece persone che dallo scontro, anche verbale, trovano giovamento, divertimento e/o auto affermazione.

                    Poi ci sono quelli che fanno finta di ascoltarti, ma in realtà tipetono all’infinito i loro concetti senza mai soffermarsi su quello che dici tu, quindi anche lì, speso, ti trovi a fare due monologhi: altro spreco di tempo.

                    questo nasce dalla contrapposizione, che è di default come impostazione nel modo di essere italico, si commenta più spesso per confutare che per dare il proprio contributo.

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  49. Lilith scrive:

    oi sentite un pò io ho una grande idea!!! potete riaprire i campi di concentramento e metterceli tutti dentro no??? tanto non mi pare che vi fate problemi a postare immagini con croci celtiche..potete anche proporre una cosa del genere..sarebbe all’altezza delle vostre idee..che schifo. Com’era? ah si! perchè il cristianesimo è amore verso il prossimo..he si proprio..che gentili che siete volete curare i gay..ma perchè invece non pensate a curare voi stessi? E’ più o meno follia la vostra..e leggendo questo fantastico articolo ed essendo così il cattolicesimo, sono fiera di essere atea^^

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  50. lella 89 scrive:

    chiedo a tutti scusa se potrò sembrare offensiva o quant’altro verso chiunque…io sono lesbica e sono fiera di esserlo l’omosessualita non è più considerata malattia da anni perchè a tutti gli effetti non lo è e non ci può essere cura a una -non- malattia…ora…l’amore è amore e parlo di sentimento non di sesso. quindi cosa c’e di così sbagliato nell’amare una persona!?se si viene cosiderata l’omosessualita una malattia in quanto x molti non è altro che questo dovrei anche cosiderare malate tutte quelle persone che dai 12 13 anni iniziano a fare sesso…e ok…sbagliato ma non malato!il tutto perche essi fanno sesso solo con persone del sesso opposto!mi capita spesso mio malgrado di vedere ragazzi gay tristi, soli, picchiati e quant’altro solo x l’ignoranza che le persone hanno!perche repressi in famiglia!perche loro un figlio frocio non lo vogliono!e invece no!i miei genitori mi amano anche se lesbica i miei amici la mia famiglia e chiunque mi possa conoscere mi ama perche io sono quello che sono!perche se non fossi cosi non sarei più io a tutti gli effetti e se un giorno mi dovessi sposare come porei mai dire di volere un figlio con una persona che non amo!?con una persone che non puo amare nemmeno me in quanto io non sono io!per chi realmnte sa cosa vuol dire l’amore e la felicità!io sono per questo non per combattere fobie o pezzi di razzismo

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  51. caliakra scrive:

    Leggo con un certo interesse, inquanto vorrei provare di capire l’omosessualità. Come ha scritto Eric la sessualità in generale e un mondo complesso, inquanto anche un etero potrebbe avere qualche gioco omosessuale. Senza che questo sia determinante per l’orientamento verso il sesso oposto, ma sempliciamente in maniera occasionale.
    Da che cosa deriva l’omosessualità invece?
    Sarà un intreccio di fattori psicofisici?

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  52. caliakra scrive:

    Ho letto dei post prima di iniziare a scrivere,ma legergli tutti 300 non ce la faccio.Ho scritto una cosa prima ma nn sono riuscita a publicarla,facio la sintesi :)
    DiabolicoMarco,fare figli +tosto che vedere un film non è esatto.E che decide di averlo una madre o un padre neanche!Oviamente ci vorebbero entrambi.Quindi sarà che mi sbaglio ma rilevo un modo di pensare maschilista e superficiale su dogmi cosi banali.
    Vorrei concentrarmi sulla femminilità inquanto progettata alla maternità e la continuazione della Vita di una spece. La femmina non è fatta solo da portuberanze anatomiche e orifizio parcheggio per l’atributo maschile.Essere madre,significa sacrifficcio totale dal concepimento fino allo svilupo di un individuo adulto. Significa dare priorità alle esigenze del bambino prima delle proprie.
    Come posso io madre, cambiare sesso e identità da un giorno al altro?Credo che per un figlio sia una tragedia!Altrochè mangiare noccioline piutosto che popkorn!
    Ecco perchè la donna non fa i figli con questa disinvoltura Marco, ma usa precauzioni di concepimento indesiderato e arriva persino al aborto quando non e pronta a dare vita.Ma quando si diventa madri, cambia la propria esistenza e si dà tutto!Quanto si può essere “altruisti” per un essere pronti a dare la propria vita per un essere che non hai strappato da se stessi?Tanto si perche ce tanta gente brava,ma mai quanto una madre e in modo cosi incondizionato!
    Quanto è capace di dare un trans o un gay al proprio figlio? Se è uno che pòne come priorità se stesso/a e le proprie esigenze,perche mi pare di capire quello?
    Donna significa donnare! Donnare sopratutto la vita, donare una continuazione al uomo. Atraverso i figli noi continiamo a vivere, almenochè non siamo cosi grandi di aver fatto qualcosa per l’umanità intera.
    Quando si arriva alla rispettabile età di over 50-60 e le tempeste ormonali si placcano,quando si cerca il senso di una vita vissuta cosa rimane?
    Va molto di moda a porre il proprio ego prezioso aldisopra di tutto e tutti, ma alla fine tutti arriviamo al ospedale e di aver’ bisognio degli altri.
    Sono atea e purtroppo, perche credo che la fède è un grande comforto nelle difficoltà, ma credo che procreare è un dovere prima verso se stessi. Che lo fa la prostituta o l’andicapato, trovo etica in questo!Ma che lo fa un trans, che adirittura ha congellato il proprio seme prima di tagliarsi l’atributo, e sucessivamente AFFITTA un utero….Attenzione: no donna ma UTERO!E ci sono donne che afeittano il proprio utero.Certo, sono donne che hanno 10 figli da sfamare,vivono nel degrado e qualcuno trova etico ad arredare la propria felicità personale cosi.
    Se trovare questo mostruoso, fa di me omofoba ok. Anche se credo che l’omofobia è violenza e discriminazione, non credo che quel che ho scritto abbia violentato nessuno.
    Lo trovo mostruoso.

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  53. erik scrive:

    allora… io credo che questa discussione possa andare avanti all infinito ma nn mi va più di proseguire in questo senso su cosa ho detto io su cosa hai detto tu… gli intenti di quello che ho detto possono essere stati fraintesi da quella frase, ma poi chiariti dalle parole che la seguono…

    sul fatto dell incertezze… io ero incerto della mia persona fino a che nn ho realizzato la realtà su un dato di fatto! parlando di omosessualità non si parla di idee che, riflettendoci, puoi cambaire, quindi l’incertezza su questo punto, è superata nel momento in cui ne prendi coscienza! e ti assicuro che ho ben chiaro quello che sono… e le incertezze e lo sconforto mi prendono esattametne per quello che ti ho detto, non perchè io nn mi accetto.. quindi, visto che si parla di me e tu nn mi conosci affatto, sarebbe opportuno dare per vero e scontato quello che ti dico.

    una persona nn si giudica da qualche parola scritta, quindi è meglio se eviti di avventurarti in interpretazioni pirtotecniche della mia psiche!

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  54. erik scrive:

    io credo che ogni situazione sia soggettiva. parlando di me, nella mia adolescenza, quando ho acquisito la consapevolezza dell essere attratto da uomini, ho sperato e pregato di essere “almeno” bisessuale… per me era come aggrapparmi alla speranza di avere una vita come la maggioranza.. per quel che mi riguarda quello è stato un passaggio verso l’accettazione della mia sessualità che oggi mi porta a dire di essere omosessuale.

    però ciò non toglie il fatto che, come dice il sessuologo marco rossi che spesso frequenta salotti televisivi, la sessualità non va considerata a scompartimenti… e io nn mi azzardo a considerare una persona appartenete ad una parrocchia piuttosto che ad un’altra… io ammetto qualsiasi sfumatura nella identificazione del concetto di sessualità, ma parlando di me, so come identificarmi, dopo un lungo processo di elaborazione della mia condizione.

    la sessualità è un elemento complesso… io stesso ho avuto qualche difficoltà a capire veramente cosa sia la transessualità, ma grazie ad alcuni utenti di yahoo answers, sto cominciando a capire.. e vi posso dire che quello che affrontano gli omosssuali (soprattutto a livello psicologico), non è niente a confronto di quello che passano i transgender! ma questa è tutta un’altra che non sono in grado di affrontare.. :)

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  55. Iniquo scrive:

    Banalizzo troppo se avanzo l’ipotesi che la questione riguardi solo la sessualità tra esseri umani e che tutte le sottocategorie siano solo una visione moralistica ed egocentrica della cosa?

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  56. caliakra scrive:

    Oh no! Assolutamente non mi permetto di aventurarmi nella psiche di nessuno in particolare. Colgo i pensieri, di chi scrive e ci provo a raggionarci sopra e sono grata di questo.
    Sono certa che l’orientamento sessuale non determina cattiva persona o cattivo lavoratore, o cattivo amico.
    Nessuno deve essere perseguitato perchè convive o sposa una persona del proprio sesso e ecc.
    Una sola cosa diciamo mi “turba”, e su una sola cosa non riesco ad “aprire la mente”…Le adozioni di bambini.
    Mi è difficile immaginare un Luxuria come mamma o papà, ma nn mi disturberebbe affatto vederlo esibirsi in un locale noturno per es.
    Quindi finchè si tratta di noi adulti e vaccinati nessun tabu, ma quando si tratta di fare genitori, ce qualcosa che non mi e chiaro ecco.

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  57. caliakra scrive:

    p.s. Sarebbe coretto dire che sono prevenuta per quanto riguarda le adozioni di bambini ed essere genitore, sopratutto gennitore transessuale.
    Non mi preocupa la reputazione del bambino/a.
    Se immagino una società in quale l’omofobia non esiste e lo spèro sinceramente, l’unico pregiudizio che avrei sabbe proprio quello. Perche..i bambini hanno un loro mondo. Chè è anche fragile inquanto non hanno l’esperienza e gli strumenti per avere quel elasticità mentale che anche alcuni adulti(la sottoscritta forse x prima XD) faticano ad avere.
    Giachè la famiglia tradizionale è seriamente compromessa per quanto riguarda la serenità dei piccoli. Mi chiedo come si evolverà la nostra società anche nei raporti uomo-donna, perchè anche quelli sono cambiati a dispetto delle tradizioni.

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  58. diabolicomarco scrive:

    Mi è difficile immaginare un Luxuria come mamma o papà, ma nn mi disturberebbe affatto vederlo esibirsi in un locale noturno per es.

    Io trovo questa affermazione molto discriminatoria e potenzialmente più pericolosa di un cartello “no more gay-basta froci”.
    Vuoi dire che una trans non può ambire ad un posto di lavoro qualsiasi (cassiera in un supermercato, per dire) ma può solo fare il fenomeno da baraccone nei locali o – ovviamente – prostituirsi.
    Oppure ho capito male?

    Per quanto riguarda la famiglia tradizionale.
    Nel mondo ideale esiste la famigliola stile “mulino bianco”.
    Nel mondo reale ci sono bambini che sono figli di trans (che non li hanno adottati ma sono i loro genitori naturali), ci sono anche bambini che sono figli di prostitute, di invalidi, di tossicodipendenti, di “diversi” di ogni tipo. Per non parlare dei moltissimi bambini che hanno un solo genitore o quattro.
    La cronaca recente dimostra il valore puramente formale di certi valori “tradizionali” che riguardano la famiglia in Italia. Vedi Berlusconi e le prostitute, Marrazzo e i trans e tutti gli altri casi analoghi.
    Alla fine la questione è tutta lì: puoi fare tutto, purché non si sappia.

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  59. caliakra scrive:

    Ciao DiabolicoMarco^^

    Sono stata piu discriminatoria di quello che volevo in effetti, chiedo scusa e provo di spiegare.
    Non vedo nulla di male trans alla cassa del supermercato, a fianco nel lavoro, a mangiare insieme, ovunque davvero non trovo nulla di ripugnante!
    La famiglia tradizionale o no, e qualcosa di superabile.

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  60. caliakra scrive:

    ..continuo…I genitori non sono esseri asessuali e quindi hanno la loro vita privata e ok.
    Ma cosa subirà un figlio/a se il papà da un giorno al altro diventa donna?
    Per me e difficile comprenderlo, pur non escludendo che tanti bambini mi potrebbero superare in inteligenza :)

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  61. diabolicomarco scrive:

    Voglio dire: che non ci sia nulla di ripugnante (!) vorrei darlo per scontato. Non credo anzi sono certo che una persona non decida di cambiare sesso come altri si cambiano un vestito non più alla moda. Non a caso molto parlando di “riappropriarsi” del proprio sesso. Mi dirai: “se ti senti donna intrappolata nel corpo di uomo come hai fatto a generare dei figli con un’altra donna?”. Non posso risponderti perché non parlo per esperienza personale ma per sentito dire.
    Tuttavia di casi in cui un padre o una madre avrebbero fatto meglio ad andare al cinema anziché mettersi a procreare ne è pieno il mondo.
    In ogni caso non dico certo che vedere un proprio genitore cambiare sesso sarebbe facile.

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  62. caliakra scrive:

    Ah e la vita privata dei politici secondo me nn merita cosi tanto di occupare le cronache :) Se Berlusconi o Matarrazzo diventano gay o batman, non mi interesserebbe piu della loro lealtà verso gli elettori.
    Ma se il mio papà diventasse donna, mi spaventa…Se tradisce la mamma, sono cavoli suoi, ma se cambiasse il sesso, la propria immagine.. e forse di piu, credo mi sentirei abbandonata …non sò bene, io ormai sono adulta…
    Se divento al improviso maschio, che mamma sarò per mio figlio?
    Perderebbe la figura materna. E che non capisco bene, per quello sono prevenuta ne piu ne meno di quello che ho scritto.
    Grazie

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  63. caliakra scrive:

    Tuttavia di casi in cui un padre o una madre avrebbero fatto meglio ad andare al cinema anziché mettersi a procreare ne è pieno il mondo.
    In ogni caso non dico certo che vedere un proprio genitore cambiare sesso sarebbe facile.
    UA:F [1.7.7_1013]

    Mi sembra un punto di vista unpò troppo superficciale, come se non si volesse affrontare la facenda con la serietà che merita.
    Intanto i figli non si fanno con la stessa disinvoltura con quale si mangiano nocciolline. Poi si fanno non da “madre o padre”, ma di entrambi e qua rilevo un modo di pensare maschilista.

    Essere genitore, ma preferisco entrare nel specifico della maternità:
    Essere madre significa sacrifficcio totale. Sacrifficio fisico notevole durante gestazione e parto, tanto di rischiare la propria vita per mettere alla luce un nuovo individuo.
    Tutto questo non è da sminuire, perchè partorire ti assicuro non è facile come andare di corpo(mi scuso per il paragone sgradevole).
    La vita della donna poi è dedicata alla protezione e la preparazione di un pezzo di carne a diventare individuo indipendente.
    Ogni fase dall concepimento fino alla crescita di un essere umano è fatto di sacriffici personali e responsabilità che vanno aldilà delle proprie esigenze e si concentrano su quelli del figlio. Altrimenti le donne scelgono di prevenire il concepimento o addirittura l’aborto.
    Ricordo queste “banalità” perchè il ruolo della madre viene spesso sminuito persino dalle donne stesse con risultati devastanti sui figli.
    Creare e crescere un essere umano non è come allevare un cucciolo e non è come complettare l’arredamento della propria visione di felicità.
    Credo che sia un antico, primordiale dovere.
    Atraverso i figli noi continiamo a vivere. Se no, vuol’dire che siamo talmente grandi di aver fatto qualcosa di importante per l’umanità.
    La femminilità è maternità.
    Qualcuno mi potrebbe dire che ci sono tante donne sterili…si anche uomini.
    Grazie alla tecnologia si prova a rimediare a questi casi strettamente clinici. Clinici perchè si tratta della salute delle persone oviamente. La sterilità causata da mallatia o malformazioni congenite o ambientali e cosi via.
    La chirurgia estetica e stata creata per ricostruire ciò che e stato danneggiato in seguito di mallatie, incidenti e ecc.
    Adesso quello che sò della omosessualità sono le teorie di diversi scenziati. Nella scenza, viene approvato quello che e dimostrato e non le teorie.
    L’omosessualità non è attualmente considerata mallatia.
    Questo sopratutto perchè i metodi per curarla hanno dato risultati molto piu sgradevoli che non curarla. Un numero molto elevato tra le persone in “cura” si suicidavano o comunque tutto peggiorava anzichè migliorare.
    Per quello oggi al omosessuale e prefferibile dare sostegnio psicologico e portare una serenità per i cambiamenti fisici che appagherebbero la propria identità.
    Però io vorrei sollevare sopratutto il mio concetto di femminilità, che non si esprime soltanto in protuberanze anatomiche soltanto,ma apunto nella maternità.
    Il dòno e la croce di dare VITA.
    La vita non va solo generata. La vita va anche salvata grazie alla biotecnologia delle cellule staminali.
    E anche qua, nonostante si tratta di salvare milioni di persone, si parla di ETICA.
    Fino a che punto secondo ogniuno di noi(come io parlo solo a secondo me), ci possiamo spingere a MANIPOLARE la Natura e possiamo prevedere le conseguenze?

    Ho sorvolato questi vari argomenti anche in modo caotico, ma credo sono collegati in quanto si tratta della continuazione della spece umana. E io sempliciamente mi faccio le cosidette “seghe mentali” per acquisire consapevolezza di quello che mi circonda.

    Quindi dò per scontato che una madre che cambia sesso, cambia anche identità.
    Credo che questo per un bambino sia una tragedia, altrochè mangiare noccioline piutosto che popkorn.

    Ma la mia visione è sempre di una persona del tipo tradizionale che non vive queste situazioni.
    Mi sono anche domandata sè mio figlio diventerebbe gay, come mi sarei comportata.
    Una cosa e sicura, che lui sarà sempre la mia meravigliosa creatura. Desidero per lui che sia aperto alla conoscenza, indipendente nello spirito, che vive senza nuocere a nessuno, e che rende anche qualcosa al mondo che lo circonda.
    Poi se mai diventa gay, sarò io ad andare dallo psicologo.

    Cosa pensa un trans o un gay della donna inquanto di donna intendo madre?

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  64. caliakra scrive:

    Ho letto dei post prima di iniziare a scrivere,ma legergli tutti 300 non ce la faccio.Ho scritto una cosa prima ma nn sono riuscita a publicarla,facio la sintesi
    DiabolicoMarco,fare figli +tosto che vedere un film non è esatto.E che decide di averlo una madre o un padre neanche!Oviamente ci vorebbero entrambi.Quindi sarà che mi sbaglio ma rilevo un modo di pensare maschilista e superficiale su dogmi cosi banali.
    Vorrei concentrarmi sulla femminilità inquanto progettata alla maternità e la continuazione della Vita di una spece. La femmina non è fatta solo da portuberanze anatomiche e orifizio parcheggio per l’atributo maschile.Essere madre,significa sacrifficcio totale dal concepimento fino allo svilupo di un individuo adulto. Significa dare priorità alle esigenze del bambino prima delle proprie.
    Come posso io madre, cambiare sesso e identità da un giorno al altro?Credo che per un figlio sia una tragedia!Altrochè mangiare noccioline piutosto che popkorn!
    Ecco perchè la donna non fa i figli con questa disinvoltura Marco, ma usa precauzioni di concepimento indesiderato e arriva persino al aborto quando non e pronta a dare vita.Ma quando si diventa madri, cambia la propria esistenza e si dà tutto!Quanto si può essere “altruisti” per un essere pronti a dare la propria vita per un essere che non hai strappato da se stessi?Tanto si perche ce tanta gente brava,ma mai quanto una madre e in modo cosi incondizionato!
    Quanto è capace di dare un trans o un gay al proprio figlio? Se è uno che pòne come priorità se stesso/a e le proprie esigenze,perche mi pare di capire quello?
    Donna significa donnare! Donnare sopratutto la vita, donare una continuazione al uomo. Atraverso i figli noi continiamo a vivere, almenochè non siamo cosi grandi di aver fatto qualcosa per l’umanità intera.
    Quando si arriva alla rispettabile età di over 50-60 e le tempeste ormonali si placcano,quando si cerca il senso di una vita vissuta cosa rimane?
    Va molto di moda a porre il proprio ego prezioso aldisopra di tutto e tutti, ma alla fine tutti arriviamo al ospedale e di aver’ bisognio degli altri.
    Sono atea e purtroppo, perche credo che la fède è un grande comforto nelle difficoltà, ma credo che procreare è un dovere prima verso se stessi. Che lo fa la prostituta o l’andicapato, trovo etica in questo!Ma che lo fa un trans, che adirittura ha congellato il proprio seme prima di tagliarsi l’atributo, e sucessivamente AFFITTA un utero….Attenzione: no donna ma UTERO!E ci sono donne che afeittano il proprio utero.Certo, sono donne che hanno 10 figli da sfamare,vivono nel degrado e qualcuno trova etico ad arredare la propria felicità personale cosi.
    Se trovare questo mostruoso, fa di me omofoba ok. Anche se credo che l’omofobia è violenza e discriminazione, non credo che quel che ho scritto abbia violentato nessuno.

    p.s. Creo unpò di spam, ma dovevo mettere qua la mia letterina :)
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