Gli omosessuali sono malati. Le persone che vogliono curarli, aiutarli a guarire ci sono. Solo che non sono liberi di agire.
Paolo Calabresi, durante una puntata del suo programma “Italian Job” si finge il professor Joseph Nicolosi, psicologo clinico presidente della NARTH, “Associazione Nazionale per la Ricerca e Terapia dell’Omosessualità”. Incontra un altro prelato cattolico italiano. Per il monsignore l’omosessualità è una malattia che va curata. Solo che non lo può dire. Colpa della lobby.

E’ senza dubbio l’ideologia che anima il movimento gay ad impedire ai poveri “malati” di rendersi conto della loro situazione. Il problema è che qui non siamo in America, in Italia non si può alzare tanto la testa. In Italia ci sono degli psicologi che cercano di curare o meglio “riparare” ai danni che l’omosessualità causa. Ma devono agire nell’ombra, in silenzio. Perseguitati come i cristiani ai tempi dell’Impero.
L’omosessualità è una malattia per la Chiesa che non ha mai rinunciato a far passare questa idea. Ma al momento non si può buttare benzina sul fuoco, per non creare disordini non si può creare troppo clamore sui media. Quindi si dice “aiutiamo i gay ad uscire dalla loro condizione” quando si intende “curiamo i gay”. Il prelato si dice disponibile a collaborare con il professor Nicolosi ma avverte: la struttura deve essere segreta.
I genitori, gli educatori e i sacerdoti delle scuole cattoliche hanno l’obbligo di vigilare i comportamenti dei ragazzi e di segnalare i malati che devono essere curati. Non è che si vuole curare questi poverini per forza. E’ ovvio però che i malati che non si rendono disponibili alla terapia non possono continuare a frequentare il seminario.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato da tempo l’omosessualità dalla lista delle malattie mentale. L’APA, la maggiore associazione degli psicologi americani (150.000 associati, la più grande al mondo) ha dal 1973 condannato la cosiddetta terapia “riparativa”. Eppure c’è chi sostiene che dall’omosessualità si può guarire. Lo fa Nicolosi in America. Lo fanno, cautamente e segretamente, altri medici in Italia. Ogni tanto qualcuno come ad esempio la senatrice e neuropsichiatra Paola Binetti, che nel tempo libero ripara i gay alza la voce, ma viene messo a tacere in fretta. Perché “l’omosessualità è una condizione patologica. Dalla quale, se si vuole, si può uscire. Ma l’azione di una potente lobby gay mira a nascondere questa verità“. Povera Paola. Poveri medici cattolici costretti a lavorare nell’ombra, in solitudine, in clandestinità.
Dobbiamo assolutamente fare qualcosa per loro. Dobbiamo farli emergere, dobbiamo permettere loro di operare alla luce del sole. Dobbiamo conoscere i nomi, di questi medici. Non credete?
Soprattutto ora, che le elezioni si avvicinano.

Guarire si può
Il modo più semplice e diretto per guarire dell’omosessualità è pregare il Signore. “Per 30 anni, Exodus ha aiutato uomini e donne che erano affetti da omosessualità a guarire. La libertà è possibile attraverso Gesù”.
Certo la via della guarigione non sempre è facile. Il fallimento di alcuni gruppi è stato catastrofico. Come giudicare lo scandalo causato dalla fuga d’amore dei fondatori stessi del coordinamento che “si sono innamorati l’uno dell’altro ed hanno abbandonato l’organizzazione, divorziato dalle rispettive mogli, e tenuto una cerimonia per ufficializzare la loro unione, prima di andare a vivere assieme”?
Meglio tentare l’approccio medico, scientifico.
Scrive chiaramente Mario Palmaro sul NARTH: “l’omosessualità è una condizione patologica, che ostacola la piena realizzazione della persona[...]. Il vero scoop, in termini giornalistici, è proprio questo: che dalla omosessualità è possibile liberarsi.”
Ma chi impedisce a questi poverini di “liberarsi”?
“Giornali, TV, film, situation comedy sono pesantemente condizionate da questa lobby omosessuale, che ogni giorno muove qualche piccolo passo per “normalizzare” l’immagine dei gay agli occhi del pubblico. Le tecniche utilizzate sono molto simili a quelle messe in campo dalla lobby femminista negli anni Settanta, quando film e telefilm furono invasi da donne-giudice, donne-poliziotto, donne-soldato, allo scopo di suscitare processi di immedesimazione nel pubblico femminile.
Oggi, le fiction Tv e i film si riempiono di personaggi che non nascondono, e anzi ostentano la loro omosessualità, come affermazione di una categoria socialmente rilevante: il pubblico assimila così il messaggio subliminale che non c’è proprio nulla di strano ad assumere pubblicamente il “ruolo” di omosessuale, felice e contento della propria condizione.”

ex-gay e ex-ex-gay a confronto
Una testimonianza di un ex-gay italiano. A tratti in evidente difficoltà nonostante sia intervistato da una giornalista estremamente compiacente:
Da non perdere: il mondo gay si è scagliato in modo violento contro di lui e contro tutti coloro che scelgono volontariamente di liberarsi da questo peso. Le associazioni gay sono di una violenza inaudita. Per esempio la campagna in cui viene rappresentato un neonato con un braccialetto con su scritto omosexual gli ricorda il campo di concentramento di Auschwitz.
Una testimonianza di un ex-ex-gay (!) che racconta dei sui anni di “terapia riparatrice” e i motivi che lo hanno spinto a raccontare la sua esperienza sul sito dell’associazione ex ex gay.
video non più disponibile su youtube
Da non perdere: “Questi due anni e mezzo di terapia mi hanno tolto non sono i soldi che ho dovuto sborsare ma la mia fede in Dio. Queste associazioni, come ad esempio Exodus, vogliono riavvicinare gli omosessuali a Dio (facendoli diventare eterosessuali). Ma nel mio caso, e in quello di molti altri come me, è accaduto esattamente il contrario”.
Fonti:
La puntata di Italian Job è disponibile qui.
Nel dicembre 2007 esce un articolo su Liberazione in cui il giornalista Davide Varì si è finto gay in cerca di cure, racconta dei suoi 6 mesi di terapia.
Un dossier a cura di Stefano Bolognini che nel 2005 finse di di voler essere curato.
Questo post di Mauri Live 2.0 per le immagini e le storie inquietanti.
NdR Scarica e stampa lo speciale omosessualità di Mente Critica in formato PDF.
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29 Marzo, 2008 a8:31
Pingback da Esistono Cristiani che Comprendono e Accettano l’Omosessualità » MenteCritica
2 Aprile, 2008 a1:44
Pingback da diabolicoMarco :: Omosessualità: Guarire si può! :: March :: 2008
13 Settembre, 2008 a20:40
Pingback da Omosessualità: perchè la Chiesa si accanisce? « erreabi
28 Marzo, 2008 a 10:31
Paolo
Ma “ex ex gay = gay” o l’equazione e’ piu’ complicata?
“ex-ex-gay” linka ad un sito con un solo “ex”. Forse “ex-ex-gay” ha raccontato la sua esperienza agli “ex-gay”? Altra domanda, ma esistono davvero associazioni “ex-gay” e “ex-ex-gay”? (chiedo scusa, ma non ho il tempo di seguire tutti i link)
C’e’ un’altra cosa che non ho capito. Esistono davvero ricercatori che studiano “cure” per l’omosessualita’? Secondo me dal punto di vista scientifico e’ interessante, perche’ esistono farmaci che inibiscono il desiderio sessuale, ma come si fa ad inibire il desiderio sessuale verso un target specifico? Io non credo sia possibile (via farmaci intendo, mentre con il brainwashing si puo’ fare qualsiasi cosa, come ci insegnano le religioni di tutto il mondo).
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28 Marzo, 2008 a 11:29
Sara
Io su internet ho trovato per caso un sito dove mostravano tutti i messaggi subliminali, era un sito abbastanza strano…Sarà perchè c’erano figurine simili a crociati che marciavano, sarà per la croce rossa in intestazione…Ma all’inizio non avevo collegato…Poi sono andata in home page ( http://www.ccsg.it/Antonio.html ) e ho scoperto un ottimo manuale di integralismo cattolico…Aiuto! Sono indecisa tra la setta o il medioevo, comunque questo commento c’entra col post perchè ovviamente non potevano mancare tecniche per curare gli omosessuali.
Sono qui: http://www.ccsg.it/Appendic.htm#cs
e qui: http://www.ccsg.it/Appendic.htm#1a
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28 Marzo, 2008 a 11:34
Sara
Scusate, in fondo a una delle pagine lampeggia la scritta in rosso
“ESEMPI DI VELINE DI REGIME A SCOPO STERILIZZANTE”
Esco dal sito prima di ridere o di piangere eccessivamente!
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28 Marzo, 2008 a 15:19
daniela tuscano
Già affrontato questo tema. Qui mi limito a ricordare un evento meno strombazzato, ma ancor più importante: anche quest’anno si organizzano, in Italia e in alcune parti del mondo, veglie ecumeniche per le vittime dell’omofobia. La cosa bella è che stavolta anche delle chiese cattoliche hanno dato la loro disponibilità ad accogliere questi gruppi.
Il programma in dettaglio è qui: http://www.gionata.org/in-veglia/2008/dal-2-al-6-aprile-2008-vegliamo-per-le-vittime-dellomofobia.-dove-e-quando.html . Già lo scorso anno gli avevo dedicato un articolo, ne sto preparando un secondo. Approfitto per comunicare a MC che gli ho mandato una mail.
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28 Marzo, 2008 a 15:37
Lisa
A parte gli scherzi, che tristezza tutta sta faccenda. A quando le “case di cura” per omosessuali stile manicomio?? Andando avanti così sembra molto vicino.
@Sara, quel sito è davvero medievale
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28 Marzo, 2008 a 15:45
Sara
@ Lisa: nèèè?!?
Comunque il problema è di chi in tv o sui giornali o da qualsiasi parte consente a questi di affermare queste stupidate, che equivalgono più o meno a “non esiste l’evoluzione” (segnalo la puntata dei simpson in cui a scuola ricominciano a insegnare la genesi invece della teoria darwiniana). Il problema è che anche la chiesa viene strumentalizzata da chi ha interesse che si parli di questo e che ci si senta “bravi” a pensarla così, ma in cambio di un pò di potere mediatico è disposta a far finta di non vedere questa evidenza. Il problema non è nella chiesa, è di chi fa finta di seguirla “correndo da solo” e di chi vota il corridore ad esempio.
E di chi guarda o partecipa al family day e poi picchia la moglie.
E questo non è qualunquismo, è successo davvero.
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28 Marzo, 2008 a 16:31
diabolicoMarco
@paolo
ex ex gay linka al sito ex gay watch, osservatorio sugli ex gay. Un sito da fondato da un ex frequentatore di alcune di queste “cliniche” e a cui collabora il ragazzo del secondo video.
Esistono davvero ricercatori che studiano cure per l’omosessualità.
Nonostante l’omosessualità non sia una malattia.
Esistono davvero associazioni di ex gay e di ex ex gay, per lo meno negli USA.
@sara
@daniela
Ricordo bene. Ci sono diversi tuoi pezzi nello speciale.
@lisa
Faccenda molto triste. Ora, si può anche dire che quel particolare “monsignore” sia una mela marcia nel grande cesto della Chiesa Cattolica. Bisognerebbe sapere però se le mele marce sono più o meno di quelle sane….
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28 Marzo, 2008 a 16:57
NicKappa25
..Non so se ridere o vomitare (non per l’articolo naturalmente, che è ben fatto!)..
..ma per quello che vi è rappresentato: è tutto molto triste!
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28 Marzo, 2008 a 18:07
Paolo
Ad oggi, questa è l’unica cosa che ricordo dall’Università, non si sa di per sè ancora nulla sullìorigine dell’omosessualità. E’ una tendenza? E’ una malattia? Ci sono teorie… tesi diversse di studiosi diversi…
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28 Marzo, 2008 a 18:53
diabolicoMarco
@NicKappa
grazie
@Paolo
Io prendo per buono quello che dice l’OMS: i gay non devono essere guariti.
E’ indubbio che molti gay soffrano della loro situazione e che, per questo, possano aver bisogno di “cure”. Ma credo che serva sostegno psicologico nel percorso di accettazione di sé, non certo pratiche “riparatorie” che hanno lo scopo di ripristinare la “naturale eterosessualità” (ecco, magari prima o poi faranno un activia anche per questo…)
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28 Marzo, 2008 a 20:31
Marco il buono
Se Paolo ancora si chiede se l’omosessualità sia o meno una malattia vuol dire che stiamo ancora a zero.
Ci sono teorie, questo è vero.
Tesi diverse di studiosi diversi, anche questo è vero.
Ma questi discorsi sono pericolosi, se la Binetti dicesse ad alta voce che l’omosessualità è una malattia sarebbe radiata dal suo ordine, credo sia una psichiatra, sempre se l’Italia fosse un paese serio.
Inoltre, qualcuno ha mai fatto studi sull’origine dell’eterosessualità?
Non mi si parli di natura, vi supplico.
Sulla gerarchia della chiesa stendo un velo pietoso.
[Rispondi a questo commento]
28 Marzo, 2008 a 20:55
Neottolemo
Provo ad interpretare il commento di Paolo. Credo che quello che lui intendesse con malattia si rifà ad alcune teorie che pensano all’omosessualità come una disfunzione nel corredo genetico. In questo caso non sarebbe intesa come una “malattia mentale” e non si riallaccerebbe all’idea di una sanatoria. Rimarrebbe il nome di malattia, così come lo è la mia miopia, solo che io non sono discriminato perchè porto gli occhiali.
Per inciso la “teoria genetica” me la fecero studiare alle superiori (ho frequentato un istituto ad indirizzo biologico), non me la sono inventata.
[Rispondi a questo commento]
28 Marzo, 2008 a 21:27
diabolicoMarco
Concordo con l’interpretazione delle parole di Paolo fatta da Neottolemo.
[Rispondi a questo commento]
28 Marzo, 2008 a 21:39
daniela tuscano
I maschi, che detestano ogni tipo di diversità, e vogliono normalizzare tutto (secondo la loro norma, beninteso) elucubrano, elucubrano, e quanto tempo c’impiegano! E con quale zelo!
Gli omosessuali turbano il loro androcentrismo. Ora non si possono più bruciare (anche se in taluni paesi continuano a impiccarli), e allora a chiedersi: ma come mai esiste l’omosessualità? E’ una malattia? Si può guarire? Sarà contagiosa? E via di questo passo.
Hanno fatto, e spesso fanno ancora, lo stesso con le donne. Si sono domandati se fossero prive di anima, se appartenessero allo stesso genere umano, se tendessero di più al male (caccia alle streghe), se la loro minore intelligenza (Moebius) fosse data dal cervello più piccolino.
Mai che questi maschi intelligentoni guardino un po’ più in là del proprio naso, e riconoscano la banalissima verità che il mondo è variegato, coi suoi limiti e le sue bellezze, e che per prima cosa va accolto e amato.
Forse questa realtà è troppo semplice per le loro eccelse menti. Meno male che son nata donna.
[Rispondi a questo commento]
28 Marzo, 2008 a 22:27
diabolicoMarco
@daniela
attenta a fare discorsi così “antimaschili”. Se passa da queste parti una neuropsichiatra tipo la Binetti e pensa che sei lesbica sono affari tuoi!
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29 Marzo, 2008 a 6:44
daniela tuscano
Ti sbagli, dM: è la Binetti che deve starmi lontana, e anche molto, se ci tiene alla sua carriera. Ho già avuto a che fare con lei, leggi qui. Forse non è peregrino precisare che quello fu solo il primo atto d’un carteggio che si protrasse fino allo scorso maggio, quando, estasiata dal Family Day ma soprattutto incapace di reggere le mie argomentazioni, la senatrice se la batté in ritirata, dopo aver peraltro giurato e spergiurato di volermi incontrare per un’intervista (aveva persino fissato il periodo).
Non ti nascondo che non vedo l’ora di trovarmi a faccia a faccia con lei, magari in qualche studio televisivo, e, poiché sono molto tenace, e convinta che il tempo è galantuomo, presto o tardi accadrà, lo sento. Pubblicamente, ripeto, perché tutti si rendano conto di chi effettivamente è questa vecchia e casta signorina ciliciata.
Di conseguenza, invece di (pre)occuparsi del mio (inesistente) lesbismo, la sen. Binetti pensi alla sua poltrona.
P.S.: Continuo a non sentire MC…
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29 Marzo, 2008 a 11:55
Marco il buono
Ed io continuo a sottolineare la pericolosità di certe affermazioni.
Disfunzione del corredo genetico rispetto ad un altro che fa da esempio?
Quello da prendere come corretto è che quindi non presenta disfunzioni, ci darà un bambino biondo, occhi azzurri, pelle chiara, rigorosamente eterosessuale e cosi’ via?
Il fatto che qualcuno teorizzi stupidaggini non vuol dire che esse risultino esatte.
Vien da se che chiamando malattia l’omosessualità bisogna trovare una cura.
Ai miopi mettiamo gli occhiali o usiamo il laser, ai diabetici diamo pillole o insulina, agli omosessuali diamo gli ormoni…come è gia successo.
Per me se essere biondi o rossi non rappresenta una malattia, non lo è nemmeno essere omosessuali.
[Rispondi a questo commento]
29 Marzo, 2008 a 13:00
Neottolemo
Mib, secondo l’OMS la definizione di salute è: assenza di malattia. La definizione di malattia è: assenza di malattia. Roba tosta, da geni. Tenendo conto di questo, è chiaro che la parola malattia assume un significato spregiativo solo perchè la ggente è scema.
Tra le malattie genetiche posso citarti la celiachia, non ha una cura ma si vive lo stesso (abbastanza) bene evitando il glutine. Ripeto, non ho mai visto un qualsiasi luogo con un cartello “i celiaci non possono entrare”.
Nel caso qualche ricerca dimostri che un omosessuale ha il tale cromosoma diverso da un eterosessuale la cosa non dovrebbe dare fastidio a nessuno. A me, miope, non mi costringono a bruciarmi le retine con un laser, o a portare lenti a contatto per non farmi vedere in giro con gli occhiali. Credo che il punto sia questo, non quale sia la causa (oltretutto poco importa quando non sono necessarie cure), ma come si reagisce a questa.
Se l’omosessualità dovesse dimostrarsi una “malattia”, cambierebbe qualcosa (in un paese civile ovviamente)?
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29 Marzo, 2008 a 14:55
Lisa
@daniela: sono con te! Il non accettare un omosessuale secondo me è legato al “mito” (ahem…) che non è mai stato superato nonostante le chiacchiere sui “ruoli”, dell’uomo forte virile figo superiore che conquista e scopa in un batter d’occhio tutte le giovani donzelle che non possono resistere al suo magnifico fascino anzi non vedono l’ora di andare a letto con lui.
Diciamo che il pensiero di un omosessuale a cui non interessano molto fantasmagoriche prestazioni sessuali con superfighe, stravolge la loro idea sessuale, e infatti l’omosessuale è visto come un deboluccio o una femminetta, e escluso perchè mette in crisi il ruolo di cui sentono di avere diritto. Lo stesso la donna lesbica è vista come quella in grado di rifiutare il loro fascino sessuale e la lunghezza del loro membro; anche in questo caso, è messo in discussione il loro ruolo di maschi affascinanti, conquistatori di donzelle inermi.
E preciso che non parlo per concetti astratti, semplicemente osservo i commenti di chi (purtroppo) mi passa intorno ogni tanto.
[Rispondi a questo commento]
29 Marzo, 2008 a 17:55
Marco il buono
Continua la scomparsa dei fatti. Tendiamo ad eliminare i punti fermi, le certezze, le cose sicure, ma questo accade perchè ci sono tesi contrarie di illustri scienziati? o perchè dobbiamo difendere tesi che qualcuno preferisce? bho.
Adesso prendiamo “a coglionella” l’organizzazione mondiale della sanità perchè da vent’anni ha detto che l’omosessualità non è una malattia?
O perchè possiamo dimostrare che sono una manica di incompetenti?
Siamo daccordo che i veri problemi da affrontare sono altri, ma se trovo un omosessuale per strada e gli dico che lo considero un malato perchè ha una disfunzione nel corredo genetico, chissà cosa mi risponde.
O magari vado in tv a dire queste cose, e poi mi stupisco dei bulli, dei suicidi, dei genitori che cacciano di casa i figli.
Se l’omosessualità dovesse dimostrarsi una malattia cambierebbero moltissime cose in Italia, ve la immaginate la chiesa, la binetti, pezzotta, e i diritti per gli omosessuali?
[Rispondi a questo commento]
29 Marzo, 2008 a 20:42
Neottolemo
“Se l’omosessualità dovesse dimostrarsi una malattia cambierebbero moltissime cose in Italia, ve la immaginate la chiesa, la binetti, pezzotta, e i diritti per gli omosessuali?”
E’ questo che non va affatto. Sia chiaro che hai pienamente ragione. Però prendndo l’assurdo di omosessualità=malattia (dimostrata dalla scienza), se questo accadesse in un futuro non troppo lontano, ti sembra giusto doverlo nascondere? Se io fossi omosessuale, e la scienza dimostrasse che io sono in qualche modo “malato”, sarebbe giusto che io debba nascondere la parola (perchè parliamo solo di una stupida parola) perchè altrimenti un gruppo di cazzoni si sentirà leggitimato ad un mio ricovero coatto?
Il voler rifuggere la parola malattia (ed andiamo per ipotesi, anche assurde se vuoi) perchè altrimenti a chiesa, la binetti, pezzotta, e quant’altri si darebebro alla pazza gioia, non è una sconfitta? Non è un’ulteriore sopraffazione?
L’OMS è stato citato solo per la definizione di malattia.
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 3:35
Marco il buono
Parliamo ma non ci capiamo, peccato.
Il termine malattia mi infastidisce sia perchè non corrisponde a nulla di concreto, sia perchè è associata al termine cura.
La malattia si cura, nel caso in cui gli omosessuali fossero malati andrebbero curati, questi per te possono rappresentare solo termini, per me possono rappresentare sofferenze e ingiustizie.
Il gruppo di cazzon* di cui parli risulta essere propietario in maniera diretta o indiretta di svariate testate giornalistiche, svariate tv, svariate radio, ha un patrimonio immenso, rappresentanti politici, una banca potentissima, un intenso radicamento nel territorio e nelle coscenze, la maggior parte dei medici, se vogliono far carriera devono seguire i loro diktat ( vedi obiettori).
Se questa gente si sentisse legittimata ad un ricovero coatto degli omosessuali, troverebbe il modo di farlo appoggiato dalla nostra cara classe politica.
Allora o trovi il modo di togliere potere a quella gente o fai di tutto, nascondere termini compreso, per evitare ricoveri coatti.
Delle due l’una, in italia funziona così anche se non ti piace.
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 12:57
Neottolemo
Io t’ho capito invece. Ed è proprio sulla tua conclusione che non sono d’accordo.
Ribadisco che sto parlando per assurdo (sottolineo per assurdo). Se per assurdo (di nuovo) l’omosessualità dovesse risultare una malattia bisognerebbe nascondere la verità?
A questo punto non posso dire che gli ebrei avevano lo stesso gruppo sanguigno altrimenti qualche nazista ne brucia un paio. Non posso dire che a gli indiani (d’america) non cresceva la barba altrimenti a qualcuno viene in mente di ucciderli. E bada che queste differenze (anche se non ti piace il termine sono differenze) dipendono dal genotipo di un popolo.
Rispetto a me, un indiano a cui non cresce la barba potrebbe risultare malato: ha un genotipo diverso dal mio che non gli dona quel mento virile pieno di peli. Rispetto alla definizione di malattia quell’indiano è assolutamente sano.
Se siamo tutti uguali allora quell’indiano è malato perchè non è uguale a me. Se allora possiamo dire con serenità che quell’indiano è diverso da me allora è in salute. Siamo tutti uguali? Allora vediamo di curare gli indiani. Ma per fortuna non è vero, siamo diversi. Ed è perfetto così altrimenti sarebbe un mondo noiosissimo.
Tornando all’assurdo: l’omosessuale ha un gene diverso dal mio? Ok. Riesce a vivere senza limitazioni dal punto di vista biologico? Perfetto, non ha bisogno di cure. La cosa dovrebbe finire qui.
L’omosessuale riesce a vivere senza interferenze da parte di chi che sia? No. Lo nascondiamo in cantina perchè se scoprono che ha i geni diversi dai miei lo obbligano a curarsi? Non lo accetto proprio, mi spiace.
“Allora o trovi il modo di togliere potere a quella gente o fai di tutto, nascondere termini compreso, per evitare ricoveri coatti.
Delle due l’una, in italia funziona così anche se non ti piace.”
Mi sembra che su MC si cerchi di seguire la prima strada. Ma senza sparare al papa o rapire politici. L’unico modo è quello di formare la ggente, il popolo bue, i poveracci o come vuoi chiamarli. Almeno lo è a mio avviso.
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 13:19
Neottolemo
Ah, virgolettando “malattia” e leggendola come genotipo differente. Sempre per assurdo
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 14:33
Marco il buono
Noto che adesso usi il termine “malattia” con oculatezza e attenzione, me ne rallegro.
Fai bene a non essere daccordo, auspichi il migliore dei mondi possibili, ed è a quello che dobbiamo ambire, peccato che nel frattempo qualcuno subisca questo http://ballata.spazioblog.it/67764/cure+ormonali%3F.html , o questo http://ballata.spazioblog.it/67762/terapia+a+13+anni.html .
Comunque credo di aver capito un po meglio il tuo ragionamento, parli di geni e cromosomi perchè devi spiegarti in qualche modo che gli omosessuali sono o hanno qualcosa di diverso da te o dalle persone che conosci? non possono avere il tuo stesso corredo genetico o i tuoi stessi cromosomi? solo perchè tu non sei omosessuale. Non sto dicendo che tu ti senta meglio o peggio, semplicemente diverso.
E’ un po come se tu non frequentassi nessun omosessuale.
Formare la ggente, il popolo bue, i poveracci? giusto , ma tenendo sempre presente che quelli siamo anche noi non solo gli altri, inoltre mi augurerei che tale formazione iniziasse nelle scuole visto l’esempio che giustamente hai portato.
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 15:19
Neottolemo
Ho sempre usato il termine “malattia” in questo senso. Ora mi sono dilungato per specificare ed avrei dovuto farlo prima.
Poi prescindendo dai geni, si, mi sento diverso. Mi sento diverso da un omosessuale, da un nipponico, da uno con i capelli rossi, da uno con gli occhi neri, da un rabbino, da un parroco, e così via. Io non ho nessuno di questi caratteri e mi sono diverso da loro.
Ma andando sul personale io sono stato considerato diverso (e c’è qualcuno che ancora riesce a considerarmi tale) perchè non rientro nei canoni dell’maschio medio. E non dico di essere meglio o peggio della media. So solo che non ho il minimo interesse per lo sport (specie se in tv), per la cornificazione da competizione, per la macchina veloce e tutte quelle altre cose che fanno da pilastro portante al bar dello sport. Per questo c’era chi mi ha costretto a vedere uno psicologo
Poi se vuoi c’è anche una questione personale più sciocca e più cattiva, ma non è il caso di parlarne qui: poi passo per vittimista.
Detto questo ripeto che sono diverso. La società mi schifa? Sono peggio di tanta altra gente (e lo sono, non è detto in tono ironico)? Pazienza, ho una mia identità e mi piace da morire.
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 16:59
Marco il buono
Scusa prima ti senti diverso, poi ti incupisci perchè sei stato considerato diverso e perchè c’è ancora chi riesce a considerarti tale, e poi ripeti che sei diverso?
Per me va tutto bene, figurati, io mi offendo se mi chiamano un tipo normale, come disse un tale, una persona dddabbbbene.
Io invece mi sento uguale ai più, senza soffermarmi sul colore, taglio degli occhi, etnia, lavoro e vocazione.
Sara’ per questo che non ci troviamo.
Sugli specialisti, ho pochi rivali, ma come dicevi tu non è il caso di inoltrarsi.
Quello su cui vorrei farti riflettere e che tu, anche se schifato dalla società, hai tutti i diritti di chiunque altro (etero), i gay questo non lo hanno, se instilliamo qualche altro termine nelle menti della nostra società, allontaneremo ulteriormente queste eventuali parificazioni.
Alcune parole pesano più di altre.
Buona domenica, non il programma.
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 18:50
daniela tuscano
@ Lisa
Ovviamente quoto tutto, ed è emblematico che i maschiotti abbiano continuato, anche qui, a discettare tra loro, su cosa è natura, cosa non lo è, ignorando brescianamente i nostri interventi. Ma chi se ne importa. Buona serata
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 21:24
diabolicoMarco
@daniela e lisa
vediamo di fare un “speciale uomo” a questo punto? iniziate a mandare articoli!
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 22:02
daniela tuscano
Per me va bene. Di solito sugli uomini non si sente il bisogno di discutere, visto che sono considerati il prototipo dell’umanità…
Avvertiteci quando sarà il momento.
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2008 a 22:47
Fully
A mio parere “normalità” e “diversità” sono concetti che hanno a che fare con la statistica. Se al mondo la stragrande maggioranza degli esseri viventi di genere “homo” avesse pelle squamata di colore verde, quelli come me, con pelle chiara, sarebbero considerati “diversi”. Ma non è detto che per questo motivo dovrebbero essere “curati” (o peggio “eliminati”).
Il problema - a mio avviso - è che da alcuni millenni coloro che si autoinvestono della tutela della “normalità” vorrebbero “normalizzare” tutto, cioè rendere il mondo il più possibile simile a loro.
Quando poi c’è di mezzo la sessualità, apriti cielo! Neo, non credo che il parallelo con la miopia possa reggere: essere miopi non ha mai costituito un problema “morale”; con il sesso è tutta un’altra storia….
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31 Marzo, 2008 a 11:06
Marco il buono
@Daniela e Lisa, per quel che mi riguarda è vero, condividendo i vostri concetti, ho emesso di approvarli pubblicamente.

Ma io e Neo non potremmo dire la stessa cosa?
Non ci avete ignorato terronamente?
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31 Marzo, 2008 a 14:17
Neottolemo
Mib: no, non mi incupisco. C’ho messo anche la risata. Trovo ridicolo che la ggente abbia la necessità di considerarsi uguale (nel senso più proprio del temine, standardizzata) e l’idea che io sia stato trattato in quel modo non mi incupisce, ma mi fa ridere. Il che è diveso dal non avere diritti. Ma io mi soffermavo sull’essre considerati “normali” ed “uguali”. E questo per quello che mi riguarda vale per tutti: dalle società a chi si ghettizza (e viene fatto ghettizzare).
Fully: è vero, la mipia è diversa dalla sessualità. Però non dovrebbe esserlo. Specie per uno come me che ha un’attività sesusale pari alle sue diottrie.
Daniela e Lisa: a voi vi metto in fondo solo perchè siete donne, da quando in qua avete il diritto di essere considerate? Proprio su MC poi?
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3 Aprile, 2008 a 15:52
nonsinascegay
guarire è possibile
http://www.nonsinascegay.splinder.com/
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3 Aprile, 2008 a 23:53
diabolicoMarco
@nonsinascegay
ho modificato il tuo commento perché avevi inserito (ovunque) l’indirizzo del tuo blog ma lo avevi inserito sempre male
Qui non troverai mai attacchi eterofobici di tipo verbale però è naturale che se pretendi che la tua opinione possa essere minimamente presa in considerazione dovresti quantomeno provare ad argomentarla un po’ meglio.
Non so se si nasca o meno gay. Non so nemmeno se sia così importante determinarlo. Visto che essere gay non è una malattia (uso questo termine nell’accezione negativa che comunemente tutti gli assegniamo) non mi sembra che sia necessaria alcuna cura.
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4 Aprile, 2008 a 20:39
Marco il buono
Ma questo parla seriamente?
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18 Agosto, 2008 a 3:02
ipad
io sono omosessuale e sono sereno, non è per nulla una malattia.
(esistono anche animali omosessuali)
certo alcuni possono scegliere l’omosessualità per debolezza oppure anche non vogliono accettarla finendo di fare i “finti etero”,
(ho sentito di storie dove il marito era gay ma decise di avere un figlio sperando che la cosa si risolvesse e invece la ha lasciata sola)
i gay (o “froci” ,come li chiama forzanuova, termine volgare che dimostra la loro totale mancanza di rispetto della persona), possono essare davvero volgari in certe situazioni, in quanto la donna che disolito è la figura della conquista manca, finendo così nel sesso facile.
Io questo comportamento non lo tollero perchè sono un gay molto sentimentalista, colto, con alti valori e principi.
Non mi abbasserò mai alla sola lussuria.
Se amo un’uomo non mene faccio una colpa, trovo che la vita sia una sola e non dobbiamo rovinarcela, ogniuno è ciò che decide di essere (senza violare la libertà degli altri). percui state calmi e pensate un pò di più a voi.
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Comandante Nebbia reply on Agosto 18th, 2008 8:06:
L’articolo era abbastanza chiaramente irrisorio nei confronti del concetto che “guarire si può”.
Il titolo è assolutamente provocatorio.
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diabolicoMarco reply on Settembre 19th, 2008 10:45:
Scusa se ti rispondo con ritardo ma ad agosto non c’ero e tutti questi commenti mi erano sfuggiti.
Come dice sempre il Comandante Nebbia qui siamo tutti dei dilettanti e quindi abbi pazienza se le mie doti di comunicatore sono quello che sono.
Il titolo è provocatorio, le tesi proposte sono state riportate con il solo intento di sbeffeggiarle. In effetti avrei forse potuto calcare la mano ma mi sono sembrate così assurde e ridicole da aver pensato che bastasse riportarle tali e quali.
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12 Settembre, 2008 a 12:17
V267
Non è una malattia. Se fosse tale ci sarebbe più comprensione e si parlerebbe anche di cura.
Ci sono sicuramente persone con disfunzioni ormonali, ma si tratta dei transessuali. Tali disfunzioni possono avere origine genetica.
L’omosessualità è ben altro, invece. Non è una malattia.
E’ peggio. E’ un vizio proprio come quello di chi fuma. Nasce in soggetti deboli psicologicamente che, durante la fase della pubertà, sperimentano esplorazioni sessuali con persone dello stesso sesso.
Rimangono poi affezionate a tali modelli comportamentali e rimangono così pure nell’età adulta.
E’ una devianza comportamentale.
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Comandante Nebbia reply on Settembre 12th, 2008 12:35:
e lei chi è, un ricercatore universitario? uno scienziato con delle pubblicazioni o semplicemente un esperto del problema?
sarei lieto di conoscere le qualifiche scientifiche che la autorizzano a fare dichiarazioni così categoriche.
attendo, grazie.
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Chiara di Notte - Klára reply on Settembre 12th, 2008 14:37:
Flame mode on
No, CN, e’ solo un idiota che oggi, arrivando su MC, e’ andato a spulciarsi i post di 6 mesi fa in modo da trovare il pretesto per un flame.
Flame mode off
Che ti devo dire CN, me l’hanno sempre detto che ero “viziata” e debole psicologicamente…
Ha ragione lui… fidati… sono una deviata comportamentale. Tutte le sere mi guardo allo specchio e mi dico: “Anvedi questa deviata perversa depravata e malata? Tutti i vizi c’ha! ‘Spetta un po’… che cazzo e’ quello? UN BRUFOLO??? Enno’ cavolo… un brufolo proprio non lo sopporto…”
E li’, caro CN arriva il dramma… essi’…
Non posso resistere alla mia perversione, alla mia devianza allora… prova a dire…
ME LO SCHIACCIO!
E mi rovino la faccia… come sempre.
Capito che razza di perversa, deviata, viziata sono?
Buona giornata CN… non te la prendere con i tuttologi della minkia… il mondo ha bisogno anche di loro
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Comandante Nebbia reply on Settembre 12th, 2008 15:05:
buon giorno
non me la prendo affatto
cerco di capire cosa attivi certe posizioni.
è solo curiosità
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Chiara di Notte - Klára reply on Settembre 12th, 2008 16:58:
Vuoi che te lo spieghi? Guarda che anche io so tuttologare, sai? Sono anche io una tuttologa della minkia
IL neurone viene attivato dal fatto che nella vita reale gerta gente non se la caga nessuno.
In internet invece possono fare i fotomodelli, i legionari, i tuttologi della minkia.
Una volta certa gente, prendeva i sonniferi oppure si buttava dal ponte. Oggi avvia windows
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12 Settembre, 2008 a 21:14
V267
Qualcuno ha detto che i cattolici dovrebbero consegnare l’Occidente in mano agli Islamisti per ripulirli di tutta la “gente di sinistra”.
Farebbero il lavoro sporco, perché sono maggioranza numerica al posto dei cattolici.
Il dilemma è se diventare la Nuova Sodoma o un Califfato.
Il Califfato vulcanizzerà gli orifizi anali….
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Iniquo reply on Settembre 12th, 2008 22:27:
Sia mai che vulcanizzandoli riesca anche a trovare il tuo cervello…
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Neottolemo reply on Settembre 12th, 2008 22:30:
Come diceva qualcuno: io non ho capito, ma tu che hai detto?
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Chiara di Notte - Klára reply on Settembre 12th, 2008 23:55:
A te lo hanno gia’ fatto, vero?
Intendo dire… ti hanno gia’ vulcanizzato…
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15 Settembre, 2008 a 16:16
GayProud
io credo che il vero malato sia la persona che ha scritto questo articolo e quelli che gli vanno dietro! vergognatevi! siete disumani, ora la chiesa si sente anche vittima..lei che perseguita! ma andate a farvi fottere razzisti di merda! i veri malati siete voi! e a proposito:gli ex gay non esistono, sono solo bisessuali con crisi di identità e manie di protagonismo! non capisco come il governo possa tollerare partiti come forza nuova..menomale che siamo nel 2008..io mi sento nel 1200!
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Comandante Nebbia reply on Settembre 15th, 2008 19:06:
magari se leggevi l’articolo invece di limitarti al titolo capivi anche che era un pezzo di critica feroce all’affermazione che tanto ti ha scandalizzato.
Sei gay e non ce ne frega nulla perché sono cose tue che, almeno qui, non danno problemi a nessuno e non vengono nemmeno prese in considerazione, ma sei anche cretino se parli senza leggere.
questo sì che è un problema.
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Oris reply on Settembre 15th, 2008 19:14:
Già.
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diabolicoMarco reply on Settembre 19th, 2008 10:39:
o bella, questa me l’ero persa.
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19 Settembre, 2008 a 4:19
erik
sarà anche critico, ma a me, che sono omosessuale, mi ha rovinato la giornata… la cosa che mi rattrista di più è quel video… anche io ho affrontato momenti di sconforto, e li affronto tutt ora, ma il problema non sta nella mia sessualità, ma la società bigotta… io in un altro angolo di mondo sarei sicuramente felicissimo, sarei una persona spontanea e libera dagli opprimenti pregiudizi di cui sono vittima anche le persone che mi stanno vicino… a quel ragazzo dell intervista io avrei consigliato di andare a viver qualche anno ad amsterdam prima di rovinarsi la vita… che poi la malattia è uno stato che debilita fisicamente e mentalmente… io nn mi sento debilitato, anzi!!!
“E’ un vizio proprio come quello di chi fuma. Nasce in soggetti deboli psicologicamente che, durante la fase della pubertà, sperimentano esplorazioni sessuali con persone dello stesso sesso”
la persona che ha scritto queste oscenità sappia che ero cosciente della mia omosessualità già nell infanzia, addirittura ai tempi delle elementari! nonostante tutto ho cercato di condurre una vita che fosse il più possibile vicino a quella degli altri e in pubertà ho avuto rapporti sessuali con due ragazze, ma l interesse era un altro… e a 20 ho avuto il mi primo rapporto omosessuale… ora ne ho 24 e sono felicemente fidanzato da due anni con un ragazzo e come coppia facciamo invidia anche a molti etero… a me sembra una vita sessualmente regolare… senza vizi, senza eccessi… una vita normale…
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Oris reply on Settembre 19th, 2008 8:32:
Sì, capisco.
Ma essere omosessuali non significa che uno non possa anche avere la capacità d discernere chi scrive con la sensibilit+à accesa e chi invece con il pregiudizio.
E non è certo un alibbi quando si capisce male.
Ognuno ha le sue gioie e i suoi problemi.
Per non sentirsi debilitato, per sentirsi “normale” può essere utile anche non rccogliere certe provocazioni.
Se uno mi si presenta davati e mi dice “come sei grasso, fai schifo!” io non posso che dire “certo! lo so! Anche lei!” ma con molta tranquillità d’animo.
Per paradosso, credimi, io non mi sento normale ne speciale, spesso e sono, anzi vorrei essere etero (ma per essere etero purtroppo ci vuole l’assenso dell’altro sesso
).
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diabolicoMarco reply on Settembre 19th, 2008 10:38:
Che dire, mi dispiace averti rovinato la giornata.
In ogni caso non ho capito se critichi me o quelli di cui io ho scritto.
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19 Settembre, 2008 a 13:29
erik
DIOABOLICOMARCO critico le persone di cui parli… quelle che critichi anche tu!
ORIS io nn cerco alibi… ma ovviamente vorrei credere che i pregiudizi di qualcuno possano essere superati! i pregiudizi esistono perchè la gente non è stata educata all omosessualità, non sa cosa sia! certo non credo di illuminare nessuno con un paio di righe.. ma almeno spero di farli riflettere, con l augurio che meterranno al mondo un figlio gay, così forse si sforzeranno verametne di capire…
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diabolicomarco reply on Settembre 19th, 2008 13:41:
ah, bene
comunque se hai qualcosa da dire a riguardo perché non scrivi qualcosa? i discorsi “da omosessuali” tipo quelli di gayproud più su sono a mio avviso altrettanto se non più pericolosi dei volantini di forza nuova.
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erik reply on Settembre 19th, 2008 15:37:
i commenti come quelli di gaypround sono commenti di persone stanche… persone che stanno sulla difensiva perchè non possono fare altro… e che in questo caso non hanno avuto la pazienza di leggere tutto l articolo..
a me vedere quelle immagini di forza nuova, e quelle scritte nella mia città, mi ha fatto male, ma mi ha fatto anche incazzare, le stesse emozioni che si provano ogni volta che sento di omosessuali aggrediti o derisi per strada… io, sicuramente sono di parte, ma gayproud lo capisco e non lo considero una minaccia maggiore di forza nuova, assolutamente…
tra i commenti ho letto di chi paragonava l omosessualità alla miopia, o ad intolleranze alimentari… il problema è proprio questo!
L’OMOSESSUALITA’ VA PARAGONATA SOLO ALL’ETEROSESSUALITA’!
nn si tratta solo di due orientamenti sessuali, ma di due mondi, che viaggiano parallelamente!! se magicamente qualcuno cancellasse ogni impulso sessuale da tutti, omo o etero, ci sarebbero sempre differenze tra i due… parlando di pratiche.. io potrei anche rinunciare al sesso, ma resterebbe sempre in me quell’OMOAFFETTIVITA’ che non viene mai presa in considerazione seriamente quando si parla di questi argomenti…
il problema degli etero (certo non tutti) è che se incontrano una persona e vengono a cconoscenza della sua omosessualità, pensano immediatamente all’atto sessuale ed è così che parte il famoso “che skifo!”… io nn sono solo sesso.. la mia vita nn gira intorno al sesso…
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Oris reply on Settembre 19th, 2008 15:45:
A parere mio l’omosessualità non va paragonata a niente a parere mio.
Se proprio si vuole la si può raccontare.
Il paragone contiene un confronto, un meglio e un peggio, un plus e un minus che se uno se li pone, acnhe se omosessuale, probabilmente ha delle incertezze dentro, incertezze che si accendono e bruciano quando qualcuno le ricorda.
Per evitare di rovinarti la gioranta lavora su quelle.
Per lavorare su quelle SCRIVI per MC.
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erik reply on Settembre 19th, 2008 17:48:
ovviamente questo è solo un tuo pensiero… io ho semplicemnte invitato persone che paragonano l omossesualità a difetti fisici, a paragonarla ad caratteristiche umane che siano affini, senza per questo giudicare in peius la mia condizione personale, atrimenti nemmeno starei qui a discuterne ma mi limiterei a compiangermi.
la mia giornata viene rovinata dalle incertezze nn su di me, ma bensì dalle insicurezze che un omosessuale deve vivere in questo paese, e quando me le ricordano tutte in una volta in questo modo (in cui è poco chiara l idea di chi scrive), ad una prima lettura e ad una prima visione di quelle foto, posso anche rimarci male… un omosessuale in italia vive sempre al varco… politici che non ammettono norme che aggravino la pena per chi commette reati per omofobia, perchè altrimenti si arriverà al punto di legalizzare anche le unici civili… (parole pronunciate non ricordo da chi, ma che ho sentito al tg1. causa e consegueza…ma…).
io nn mi sento al sicuro, nonostante già mi privi della possibilità di andare in giro semplicemente mano nella mano con il mio ragazzo (a bene vedere vista una delle ultime notizie dell aggressione ai fori imperiali).
il mio reale problema comune a molti, è che vivo nella paura di non poter mai essere in grado di condurre una vita serena, e quando leggo articoli come questo, in cui non è palese il senso di accusa verso quello che è scritto, e che mi ricordano in che luogo vivo, la mia giornata è rovinata…
a questo punto è chiaro che se voglio veramente valutare l’omosessualità rispetto all eterosessualità, al max posso dare una valutazione rispetto alla VITA che si conduce.. ed è palesemente ovvio che la vita da omo sia una vita di rinunce e di difficoltà maggiori rispetto ad un etero… quindi, se di melius o peius si vuole parlare, ti dico che è meglio la vita da etero, ma non per questo ho delle insicurezze su di me e la mia sessualità!
ti inviteri a non strumentalizzare più le parole degli altri perchè è di poco gusto…
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Oris reply on Settembre 19th, 2008 17:50:
Mah, troppo prevenuto.
Addio.
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erik reply on Settembre 19th, 2008 17:57:
prevenuto?? magari se ti spiegassi meglio…
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Oris reply on Settembre 19th, 2008 18:00:
Sì, mi dicono tutti che sono criptico..
Comunque credo che le chiavi di lettura che hai scelto tu per decifrare i miei pensieri sono tutte in difensiva….
E sono un po stanco di tutta sta gente sulla difensiva…
Quindi passo la mano a chi è meno criptico.
Ignorami, non ne vale la pena di perder del tempo con me
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erik reply on Settembre 19th, 2008 18:16:
“…Il paragone contiene un confronto, un meglio e un peggio, un plus e un minus che se uno se li pone, acnhe se omosessuale, probabilmente ha delle incertezze dentro, incertezze che si accendono e bruciano quando qualcuno le ricorda….”
queste sono parole tue… e hai espresso un giudizio su di me chiaro, ovvero che io sono una persone insicura del mio essere! se mi giudichi nella mia persona io mi sento attaccato, quindi o ti attacco così come hai fatto tu, oppure cerco di spiegarti che cosa hai frainteso. ora che è tutto chiaro (almeno spero), ti invito a NON lasciare la discussione.
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Oris reply on Settembre 19th, 2008 18:23:
Le incertezze sono sintomo di intelligenza.
Non sono cose di cui vergognarsi.
L’intento non era offensivo, dovresti riflettere sul perchè tu lo leggi così.
Io intendevo dire che non dove vi paragonare l’omosessualità a nulla, proprio per rafforzare il concetto che tu esprimevi, amplificandolo: l’omosessualità è solo un modo di essere.
Quindi confrontarlo con qualcosa d’altro a me sa un po come quando si confronta i neri ai bianchi ecc…
Quindi preferisco che tu la racconti, a tutti, senza paragonare nulla a nulla.
Siccome queste cose ti toccano nel profondo ( enon sto sindacando su questo, ognuno ha le sue sensibilità e le sue debolezze) una buona cura, a parere mio, è rendere partecipi gli altri RACCONTANDO (qui o altrove) cosa è essere OMO.
Questo potrebbe curare prima te, rendendoti meno debole alle varie aggressioni che ora mal sopporti, poi potrebbe curare la società nella quale vivi perchè SOLO la conoscenza toglie le paure.
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erik reply on Settembre 19th, 2008 20:20:
allora… io credo che questa discussione possa andare avanti all infinito ma nn mi va più di proseguire in questo senso su cosa ho detto io su cosa hai detto tu… gli intenti di quello che ho detto possono essere stati fraintesi da quella frase, ma poi chiariti d