omnia delenda est 13


 

non credo di ricordare nemmeno dove ho messo la tessera elettorale. se non ricordo male l’ho stracciata dopo averla imbrattata con dei disegni sozzi fatti coi pennarelli di mia figlia, ma l’idea di votare per il movimento cinque stelle ha il profumo inebriante della benzina versata senza risparmio sui cuscini rosso porpora di montecitorio.

quando si perde la fiducia nella “ricostruzione”, la demolizione, il radere al suolo, l’incendio devastante assumono il ruolo di medicina palliativa. si muore, sì, ma con sollievo, senza indulgere ulteriormente nel tormento della sofferenza, confortati dal caldo abbraccio della vendetta consumata al ritmo di quell’omnia delenda est che in un passato lontanissimo ho sentito urlare da quelli che, come me, volevano cambiare il mondo, ma portavano giubbotti di pelle e capelli corti.

d’altra parte, a Beppe Grillo va riconosciuto un merito: quello di averci mostrato senza ombra di dubbio che questo paese non è fatto solo dai fioriti e dai berlusconi, ma anche di gente normale. gente normale che alla prima occasione dimostra la sua mediocrità mettendo in mostra l’equivalente metaforico del culo che porta al posto della faccia. cinque minuti di televisione e tutti, ma proprio tutti, iniziano a scimmiottare quelli che vorrebbero soppiantare.

si finisce per votare Grillo non perché si spera in quello che può fare il suo movimento, ma investendo in quello che può distruggere, sognando ad occhi aperti di frontiere bloccate, vecchi palazzi fiammeggianti, colpi sparati alla nuca in cortile nel gelo di una mattinata brumosa e nei lampioni di via dei fori imperiali addobbati come allegri alberi di natale con impiccagioni in diretta sulla CNN.

ambisco sinceramente a diventare il più grave disastro nella storia millenaria di questa nazione, a scriverne le pagine più vergognose costellate di prelievi fatti nel buio della notte, interrogatori, esecuzioni sommarie, processi fatti su internet cliccando “Lo impicchiamo?”, messe al bando, cannonate sparate a cazzo di cane sui confini svizzeri, francesi e austriaci. voglio cancellare questo paese, distruggerlo, eradicarlo, affondarlo, inondarne la superficie con tonnellate di candeggina, cospargerlo di sale, incendiarlo col napalm e poi ripassare la candeggina che una passata non basta.

chiamatela, se vi va, una dichiarazione di voto.


13 commenti su “omnia delenda est

  • LDP

    Se per un qualche motivo non mi permetteranno di votare M5S è quello che farò insieme a tutta la mia famiglia: stracceremo la tessera elettorale insieme e faremo un bel video da postare anche su youtube.

  • ilBuonPeppe

    “si finisce per votare Grillo non perché si spera in quello che può fare il suo movimento, ma investendo in quello che può distruggere”
    Premesso che da Grillo e compagni non mi aspetto nulla, ammetto che l’idea di ciò che può distruggere è allettante.
    Temo però che resteremo delusi anche su questo fronte: non ci sarà vendetta, niente fuoco purificatore. E il sale sarà quello che mangeremo noi, dopo aver visto (questa sì) la distruzione dei movimenti alternativi, della voglia di partecipare, della ricerca di un cambiamento.
    Svegliatemi nel 2014, per favore…

  • Antonello Puggioni

    Mi unisco a LDP.
    E per il resto sto con Dellefragilicose, con la promessa di non farmi prendere vivo.

  • mb

    Domanda: se l’unica alternativa “sperando” che cominci la distruzione è il M5S,non si ha paura che alla fine,dopo che l’avremmo votato, ne si aggiungano altri da mantenere?La corruzione qui in italia è al di sopra dell’infinito,io non ci metto la mano sul fuoco.

  • Vittorio Mori

    Sto vedendo il programma di Formigi su RAI3, stasera 6 Gennaio. Dopo questo shock stile Arancia Meccanica, mi sento in tutto e per tutto come l’autore dell’articolo.

  • Ventisettembre

    Come con Catone in Senato, potrebbe essere il motto di ogni rappresentate del movimento cinque stelle alla fine di ogni discorso. E sarebbe solo l’inizio. Però, nel merito ho la pancia troppo piena per voler distruggere tutto. Magari alla fine dell’anno se ne può parlare

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