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	<title>Commenti a: Olocausto, Negazione e Stragi Dimenticate</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 22:47:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: diego</title>
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		<dc:creator>diego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 13:26:39 +0000</pubDate>
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		<description>Olocausto ed Israele, evidentemente, sono questioni troppo complicate ed intrecciate per dichiararsi sicuri su cosa sia giusto o meno. 
Ma quello che è certo, è che non ha senso “parteggiare” per qualcuno ma piuttosto chiedersi quali prospettive riserva il futuro, partendo da dati storici innegabili.

1)	L’antisemitismo è una forma di razzismo e come ogni razzismo va combattuto
2)	L’Olocausto è un fatto storico innegabile e chiunque lo neghi è solo un’idiota o ignorante
3)	Il Sionismo è un movimento abominevole, razzista e coloniale, e anche questo deve essere combattuto
4)	Chi ha pagato per l’Olocausto sono gli ebrei, direttamente (oltre a perseguitati politici, omosessuali, zingari…), e i palestinesi, indirettamente

Detto questo, può sembrare contraddittorio riconoscere l’Olocausto ma non i diritti del sionismo, e allora urge qualche precisazione.
Il sionismo si è spacciato come movimento nazionalistico per risolvere l’ “anormale” condizione degli ebrei, la cosiddetta questione ebraica. Tuttavia, dando uno sguardo alla storia, il sionismo  non è un movimento “per” qualcosa (la nazione ebraica) ma “contro” qualcosa (l’antisemitismo): non è nato dalle rivendicazioni delle masse ebraiche (che peraltro erano fortemente e massicciamente antisioniste in origine) ma come reazione all’antisemitismo. E, cosa più importante, è l’antisemitismo, piuttosto che la lingua, i costumi, le usanze ecc…che costituiva il collante e la forza propulsiva del movimento nazionale sionista. Più antisemitismo, maggiori probabilità di far emigrare gli ebrei in Palestina e fondare lo stato. Questa è la verità storica del sionismo che non viene mai abbastanza sottolineata: erano Herzl e soci a dire che l’antisemitismo andava sfruttato. Se si dà un’occhiata alla storia, Herzl ha intrattenuto relazioni più che cordiali o sostava i politici antisemiti del suo tempo, da Drumont a von Plevhe a Lueger. Al punto di essere odiato dagli ebrei non sionisti: assimilazionisti, bundisti, socialisti e soprattutto religiosi ortodossi.
Il sionismo e l’antisemitismo sono intrecciati ed interdipendenti: ovunque ci fosse un potente antisemita, andava trattato con indulgenza e circuito allo scopo della costruzione dello stato palestinese ebraico, scenderci a compromessi, scambiarsi favori. E poiché l’antisemitismo non era e non è tipico di regimi dittatoriali e basta, questo spiega perché i sionisti, sin da Herzl, contattassero qualsiasi influente antisemita per la loro causa, “liberale” o meno che fosse: antisemiti britannici (Balfour), Italiani (Mussolini), Ucraini (Pleytura), tedeschi (Hitler) e via dicendo. 
Questa la storia che c’è dietro al sionismo, generalmente e banalmente presentato come movimento nazionalista ma senza mai ricordare, tra l’altro, che il nazionalismo ispiratore del sionismo era quello coloniale, razzista e sciovinista di fine ‘800, non quello “patriottico” della prima metà di quel secolo. 
Tra alcune perle del sionismo: i patti tra Jabotinski e Mussolini; la formazione e l’addestramento dei giovani del Betar da parte di ufficiali polacchi antisemiti; gli accordi commerciali tra sionisti e Germania nazista per combattere il boicottaggio mondiale anti-tedesco in cambio del trasferimento in Palestina delle classi agiate ebraiche tedesche (accordo Haavara, giugno 1933); la collaborazione tra Kastner ed Eichmann per salvare pochi, agiati ebrei ungheresi che avrebbero potuto contribuire alla nascita di Israele; la passività e l’inazione sionista nella lotta ebraica anti-nazista. Tutti fatti storici poco conosciuti ma che aiutano a capire cosa sia veramente il sionismo e perché vada combattuto. Israele non deve esistere? No,perché è un’aberrazione morale, culturale e storica, sia nei fini che nei mezzi (potremmo elencare decine e decine di crimini israeliani). Quindi gli ebrei non hanno diritto ad una nazione e ad essere sovrani del proprio destino? 
No, così come non lo sono cristiani o musulmani, in questo senso. Ma cosa hanno in comune (a parte il credo religioso, tra l’altro molto frazionato in decine di filoni) un ebreo tedesco, uno yemenita, o uno americano che si trasferiscono in Israele a formare “un solo popolo”? E i diritti di quel popolo, rivendicando l’appartenenza ad una terra ed reclamando una storia vecchia di 3 mila anni, in base a quale principio assurdo hanno la priorità rispetto ai diritti di un altro, vero popolo (i palestinesi: ebrei, cristiani o musulmani che fossero) che in quella terra già ci abitava? 
Israele è talmente un’aberrazione che adesso perfino gli israeliani non sanno più come andrà a finire: soluzione a due stati ma, in prospettiva,  fine dello stato ebraico? O altra pulizia etnica di arabi e rafforzamento dello stato “democratico” ebraico? O provare a mantenere le cose così come stanno, il regime dell’apartheid nel West Bank, il muro, l’occupazione ecc…?
Non c’è da discutere su niente, le prospettive del “tutto o niente” reclamate dai sionisti (perché il sionismo vuole tutto, dal mare al Giordano…questa è la pura verità, senza contare che in origine i sionisti contemplavano anche il territorio transgiordano come appartenente al futuro “focolare nazionale”) e dagli estremisti arabi sono evidentemente irrealizzabili. Israele esiste e non può essere cancellato con un tratto di penna; né si può pensare di rispedire gli ebrei israeliani da dove sono venuti, anche perché le nuove generazioni sono “sabra”, nati sul posto e quindi effettivamente legati ad una terra né più né meno come i palestinesi. 
Ma Israele non può durare senza ulteriori guerre e violenze, senza violare i principi democratici, perché entro 10-15 anni gli ebrei stessi saranno minoranza nel loro stesso paese e solo con la forza potranno conservare il carettere &quot;ebraico&quot; dello stato, a dimostrazione della mediocrità di Herzl e soci che non avevano dato troppa importanza alla presenza palestinese, sostenendo che la Palestina fosse “disabitata”. 
Israele e i suoi vicini sono destinati a integrarsi (socialmente, economicamente, politicamente) sempre più, nonostante il sionismo, l’intransigenza araba, le ingerenze estere o l’antisemitismo. E noi tutti non dobbiamo far altro che sostenere questo processo, nel nome della pace, della sicurezza e della convivenza. Senza lasciarsi lavare il cervello dalle rispettive propagande, sioniste o arabe che siano. 
Solo così possiamo rendere giustizia alla storia dell’Olocausto per non ripeterne i crimini che, a dimostrazione di quanto detto sopra, continuano ad essere bellamente e ignobilmente perpetrati. 
Israele è solo un altro ghetto della storia e la sua esistenza non è solo una vittoria morale di ogni antisemitismo e razzismo a 60 anni dal più grande crimine umano mai commesso ma anche una ferita per noi europei, a ricordarci l’incapacità delle società democratiche e liberali di saper accogliere nel proprio seno una comunità religiosa come tutte le altre. 
Viviamo in società aperte ed egalitarie: accettare il sionismo vuol dire essere degli antisemiti che non hanno saputo o non accettano di convivere con gli ebrei. Non è un caso che tra i sionisti più estremisti ci siano antisemiti duri e puri come i fondamentalisti evangelici cristiani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Olocausto ed Israele, evidentemente, sono questioni troppo complicate ed intrecciate per dichiararsi sicuri su cosa sia giusto o meno.<br />
Ma quello che è certo, è che non ha senso “parteggiare” per qualcuno ma piuttosto chiedersi quali prospettive riserva il futuro, partendo da dati storici innegabili.</p>
<p>1)	L’antisemitismo è una forma di razzismo e come ogni razzismo va combattuto<br />
2)	L’Olocausto è un fatto storico innegabile e chiunque lo neghi è solo un’idiota o ignorante<br />
3)	Il Sionismo è un movimento abominevole, razzista e coloniale, e anche questo deve essere combattuto<br />
4)	Chi ha pagato per l’Olocausto sono gli ebrei, direttamente (oltre a perseguitati politici, omosessuali, zingari…), e i palestinesi, indirettamente</p>
<p>Detto questo, può sembrare contraddittorio riconoscere l’Olocausto ma non i diritti del sionismo, e allora urge qualche precisazione.<br />
Il sionismo si è spacciato come movimento nazionalistico per risolvere l’ “anormale” condizione degli ebrei, la cosiddetta questione ebraica. Tuttavia, dando uno sguardo alla storia, il sionismo  non è un movimento “per” qualcosa (la nazione ebraica) ma “contro” qualcosa (l’antisemitismo): non è nato dalle rivendicazioni delle masse ebraiche (che peraltro erano fortemente e massicciamente antisioniste in origine) ma come reazione all’antisemitismo. E, cosa più importante, è l’antisemitismo, piuttosto che la lingua, i costumi, le usanze ecc…che costituiva il collante e la forza propulsiva del movimento nazionale sionista. Più antisemitismo, maggiori probabilità di far emigrare gli ebrei in Palestina e fondare lo stato. Questa è la verità storica del sionismo che non viene mai abbastanza sottolineata: erano Herzl e soci a dire che l’antisemitismo andava sfruttato. Se si dà un’occhiata alla storia, Herzl ha intrattenuto relazioni più che cordiali o sostava i politici antisemiti del suo tempo, da Drumont a von Plevhe a Lueger. Al punto di essere odiato dagli ebrei non sionisti: assimilazionisti, bundisti, socialisti e soprattutto religiosi ortodossi.<br />
Il sionismo e l’antisemitismo sono intrecciati ed interdipendenti: ovunque ci fosse un potente antisemita, andava trattato con indulgenza e circuito allo scopo della costruzione dello stato palestinese ebraico, scenderci a compromessi, scambiarsi favori. E poiché l’antisemitismo non era e non è tipico di regimi dittatoriali e basta, questo spiega perché i sionisti, sin da Herzl, contattassero qualsiasi influente antisemita per la loro causa, “liberale” o meno che fosse: antisemiti britannici (Balfour), Italiani (Mussolini), Ucraini (Pleytura), tedeschi (Hitler) e via dicendo.<br />
Questa la storia che c’è dietro al sionismo, generalmente e banalmente presentato come movimento nazionalista ma senza mai ricordare, tra l’altro, che il nazionalismo ispiratore del sionismo era quello coloniale, razzista e sciovinista di fine ‘800, non quello “patriottico” della prima metà di quel secolo.<br />
Tra alcune perle del sionismo: i patti tra Jabotinski e Mussolini; la formazione e l’addestramento dei giovani del Betar da parte di ufficiali polacchi antisemiti; gli accordi commerciali tra sionisti e Germania nazista per combattere il boicottaggio mondiale anti-tedesco in cambio del trasferimento in Palestina delle classi agiate ebraiche tedesche (accordo Haavara, giugno 1933); la collaborazione tra Kastner ed Eichmann per salvare pochi, agiati ebrei ungheresi che avrebbero potuto contribuire alla nascita di Israele; la passività e l’inazione sionista nella lotta ebraica anti-nazista. Tutti fatti storici poco conosciuti ma che aiutano a capire cosa sia veramente il sionismo e perché vada combattuto. Israele non deve esistere? No,perché è un’aberrazione morale, culturale e storica, sia nei fini che nei mezzi (potremmo elencare decine e decine di crimini israeliani). Quindi gli ebrei non hanno diritto ad una nazione e ad essere sovrani del proprio destino?<br />
No, così come non lo sono cristiani o musulmani, in questo senso. Ma cosa hanno in comune (a parte il credo religioso, tra l’altro molto frazionato in decine di filoni) un ebreo tedesco, uno yemenita, o uno americano che si trasferiscono in Israele a formare “un solo popolo”? E i diritti di quel popolo, rivendicando l’appartenenza ad una terra ed reclamando una storia vecchia di 3 mila anni, in base a quale principio assurdo hanno la priorità rispetto ai diritti di un altro, vero popolo (i palestinesi: ebrei, cristiani o musulmani che fossero) che in quella terra già ci abitava?<br />
Israele è talmente un’aberrazione che adesso perfino gli israeliani non sanno più come andrà a finire: soluzione a due stati ma, in prospettiva,  fine dello stato ebraico? O altra pulizia etnica di arabi e rafforzamento dello stato “democratico” ebraico? O provare a mantenere le cose così come stanno, il regime dell’apartheid nel West Bank, il muro, l’occupazione ecc…?<br />
Non c’è da discutere su niente, le prospettive del “tutto o niente” reclamate dai sionisti (perché il sionismo vuole tutto, dal mare al Giordano…questa è la pura verità, senza contare che in origine i sionisti contemplavano anche il territorio transgiordano come appartenente al futuro “focolare nazionale”) e dagli estremisti arabi sono evidentemente irrealizzabili. Israele esiste e non può essere cancellato con un tratto di penna; né si può pensare di rispedire gli ebrei israeliani da dove sono venuti, anche perché le nuove generazioni sono “sabra”, nati sul posto e quindi effettivamente legati ad una terra né più né meno come i palestinesi.<br />
Ma Israele non può durare senza ulteriori guerre e violenze, senza violare i principi democratici, perché entro 10-15 anni gli ebrei stessi saranno minoranza nel loro stesso paese e solo con la forza potranno conservare il carettere &#8220;ebraico&#8221; dello stato, a dimostrazione della mediocrità di Herzl e soci che non avevano dato troppa importanza alla presenza palestinese, sostenendo che la Palestina fosse “disabitata”.<br />
Israele e i suoi vicini sono destinati a integrarsi (socialmente, economicamente, politicamente) sempre più, nonostante il sionismo, l’intransigenza araba, le ingerenze estere o l’antisemitismo. E noi tutti non dobbiamo far altro che sostenere questo processo, nel nome della pace, della sicurezza e della convivenza. Senza lasciarsi lavare il cervello dalle rispettive propagande, sioniste o arabe che siano.<br />
Solo così possiamo rendere giustizia alla storia dell’Olocausto per non ripeterne i crimini che, a dimostrazione di quanto detto sopra, continuano ad essere bellamente e ignobilmente perpetrati.<br />
Israele è solo un altro ghetto della storia e la sua esistenza non è solo una vittoria morale di ogni antisemitismo e razzismo a 60 anni dal più grande crimine umano mai commesso ma anche una ferita per noi europei, a ricordarci l’incapacità delle società democratiche e liberali di saper accogliere nel proprio seno una comunità religiosa come tutte le altre.<br />
Viviamo in società aperte ed egalitarie: accettare il sionismo vuol dire essere degli antisemiti che non hanno saputo o non accettano di convivere con gli ebrei. Non è un caso che tra i sionisti più estremisti ci siano antisemiti duri e puri come i fondamentalisti evangelici cristiani.</p>
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		<title>Di: Anna Maria</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/olocausto-negazione-e-stragi-dimenticate/meccanica-delle-cose/storia-e-memoria/mikclaudia/11733/#comment-48327</link>
		<dc:creator>Anna Maria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 16:02:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/?p=11733#comment-48327</guid>
		<description>IL GIORNO DELLA MEMORIA

Penso che nessuna famiglia ebrea sia immune dall&#039;olocauso. Tutti più o meno hanno un familiare portato in campi di concentramento e mai più tornato. 
E questo il popolo israeliano se lo porterà appresso sempre. 
Con la scusante del risarcimento per la Shoah, Israele è diventato uno stato etnico-religioso pseudo democratico che con l&#039;appoggio degli USA non ha esitato ad espandere il proprio colonialismo in palestina, fregandosene persino delle risoluzioni ONU attuate per un cessate le ostilità. 
Decisionista persino della politica estera americana è da anni sulla scena politica internazionale. 

Negli anni passati non vi era telegiornale che non ne parlasse. Oltre ai luoghi sempre nominati: Tel Aviv, Gerusalemme, Palestina, Medio Oriente....ci son passati sotto gli occhi le figure di Moshe Dayan, ve lo ricordate con quell&#039;occhio bendato?... del generale Rabin...di Yasser Arafat col tradizionale emblematico chefia... Shimon Peres e tanti altri. Gente insignita persino del Nobel della pace. Ci pensate? Nobel per la Pace consegnato a gente che dietro di se ha lasciato tante vittime!! E qui non sto a spiegare cavillosamente tutto per filo e per segno perchè è Storia e perchè vi tedierei non poco! 

Con queste premesse, fondate su uno sfacelo simile, fatto di rancori e ricordi bruttissimi, di certo non ne nascerà uno stato liberale che tutela i diritti di TUTTI i cittadini. 

D&#039;altro canto i palestinesi non sono neppure brava gente. Con l&#039;intento perenne di cancellare Israele dalle carte geografiche si è posto anche lui un obiettivo poco edificante, non esitando a farsi scudo di gente civile e scegliendo posti affollatissimi per suicidi di pseudo-martiri. 

Verrebbe proprio da chiedersi, come qualcuno ha già fatto in questo caso: chi è Davide e chi è Golia? 
Sapere con certezza da che parte stare è invidiabile, davvero. Molto difficile schierarsi. 
Comunque, se proprio dovessi, lo farei contro i nostri capi di Stato riuniti nell’ONU che non sono stati e non sono tuttora in grado di fermare le ostilità, o peggio, non hanno voluto e tuttora non vogliono. 

Ecco questo giorno della Memoria dovrebbe far riflettere per questo verso, fare un multilaterale esamino di coscienza e dire BASTA per davvero! 

Questo è quello che penso. 
Mi piaceva esprimervelo, perchè mi piace intavolare argomenti di carattere generale che toccano un po&#039; tutti. 
Grazie per la pazienza dimostratami.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL GIORNO DELLA MEMORIA</p>
<p>Penso che nessuna famiglia ebrea sia immune dall&#8217;olocauso. Tutti più o meno hanno un familiare portato in campi di concentramento e mai più tornato.<br />
E questo il popolo israeliano se lo porterà appresso sempre.<br />
Con la scusante del risarcimento per la Shoah, Israele è diventato uno stato etnico-religioso pseudo democratico che con l&#8217;appoggio degli USA non ha esitato ad espandere il proprio colonialismo in palestina, fregandosene persino delle risoluzioni ONU attuate per un cessate le ostilità.<br />
Decisionista persino della politica estera americana è da anni sulla scena politica internazionale. </p>
<p>Negli anni passati non vi era telegiornale che non ne parlasse. Oltre ai luoghi sempre nominati: Tel Aviv, Gerusalemme, Palestina, Medio Oriente&#8230;.ci son passati sotto gli occhi le figure di Moshe Dayan, ve lo ricordate con quell&#8217;occhio bendato?&#8230; del generale Rabin&#8230;di Yasser Arafat col tradizionale emblematico chefia&#8230; Shimon Peres e tanti altri. Gente insignita persino del Nobel della pace. Ci pensate? Nobel per la Pace consegnato a gente che dietro di se ha lasciato tante vittime!! E qui non sto a spiegare cavillosamente tutto per filo e per segno perchè è Storia e perchè vi tedierei non poco! </p>
<p>Con queste premesse, fondate su uno sfacelo simile, fatto di rancori e ricordi bruttissimi, di certo non ne nascerà uno stato liberale che tutela i diritti di TUTTI i cittadini. </p>
<p>D&#8217;altro canto i palestinesi non sono neppure brava gente. Con l&#8217;intento perenne di cancellare Israele dalle carte geografiche si è posto anche lui un obiettivo poco edificante, non esitando a farsi scudo di gente civile e scegliendo posti affollatissimi per suicidi di pseudo-martiri. </p>
<p>Verrebbe proprio da chiedersi, come qualcuno ha già fatto in questo caso: chi è Davide e chi è Golia?<br />
Sapere con certezza da che parte stare è invidiabile, davvero. Molto difficile schierarsi.<br />
Comunque, se proprio dovessi, lo farei contro i nostri capi di Stato riuniti nell’ONU che non sono stati e non sono tuttora in grado di fermare le ostilità, o peggio, non hanno voluto e tuttora non vogliono. </p>
<p>Ecco questo giorno della Memoria dovrebbe far riflettere per questo verso, fare un multilaterale esamino di coscienza e dire BASTA per davvero! </p>
<p>Questo è quello che penso.<br />
Mi piaceva esprimervelo, perchè mi piace intavolare argomenti di carattere generale che toccano un po&#8217; tutti.<br />
Grazie per la pazienza dimostratami.</p>
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