Olimpiadi di Pechino: Mi Dichiaro Obiettore di Coscienza 8


Sono decenni che lo spirito decoubertiniano è scomparso dalle Olimpiadi e non è possibile evocarlo nemmeno con una seduta spiritica ad hoc.
Le Olimpiadi sono una grande vetrina commerciale dove a sfidarsi non sono gli atleti e le loro nazionalità, ma gli sponsor e le loro scadenti merci prodotte per pochi centesimi da schiavi sottopagati. Robaccia venduta a carissimo prezzo ad occidentali microcefali vittime di deliranti pubblicità senza senso che rappresentano l’80% del costo di produzione del prodotto.

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La cosa non mi disturba particolarmente. Se nella società attuale tutto funziona così non vedo perché le Olimpiadi debbano fare eccezione.Personalmente esercito il mio diritto di scelta e se penso che una merce sia scadente non la compro. Punto.

Le Olimpiadi hanno avuto, ed hanno ancora, anche un utilizzo politico. L’esclusione per decenni del Sud Africa a causa dell’apartheid ne è l’esempio classico. Meno nobili, ma sicuramente di valenza politica, anche il boicottaggio americano alle Olimpiadi di Mosca e quello sovietico alle Olimpiadi di Los Angeles, sorta di ripicche infantili tra due grandi superpotenze che disponevano di armi sufficienti a distruggere il mondo 50 volte, ma prive della maturità necessaria a guidarlo pacificamente.

Ora le cose sono cambiate. Non si boicotta più perché il profitto è una bandiera capace di unire popoli diversi per credo, lingua, tradizione e razza. Alla faccia di ogni religione spirituale e di ogni credo politico, il simbolo del dollaro ieri e dell’euro oggi sono stati capaci di unire più persone e governi della croce, della mezzaluna e della falce e martello.
E’ per questo che il comitato olimpico britannico ha ritenuto necessario imporre ai propri atleti la firma di un contratto che li impegna formalmente a non criticare in pubblico la Cina, il paese che ospita le Olimpiadi.
I britannici sono tipi formali, si sa. E’ per questo che spesso fanno cose ingenue alla luce del sole.
Per fortuna noi siamo più furbi. Probabilmente, dopo la presa di distacco ufficiale dalla posizione britannica, sarà sufficiente convocare gli atleti e fargli un discorsetto per fargli capire che troppe chiacchiere su argomenti non sportivi fanno male alla carriera. La via italiana alla persuasione, altro che contratto.

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Certo che di cose sulla Cina ci sarebbe da dirne. Altro che Sud Africa dove si limitavano alla discriminazione dei neri. Questi si discriminano tra gialli senza nessun problema.
L’ultimo paradiso dei lavoratori al mondo, perversa degenerazione di una meravigliosa filosofia che, come i principi religiosi, è destinata a vivere solo nei libri, è il posto celestiale dove miliardi di persone vivono sotto il controllo ferreo di una dittatura politica e militare.
In Cina la salute pubblica e i diritti individuali sono carta per il culo. Sul lavoro si muore come le mosche, l’assistenza sanitaria è a pagamento e, anche se costa solo un euro, moltissime persone non possono permettersi la visita di un dottore vero.
La Cina è il paese dove per legge si può fare un solo figlio, a meno che tu non possa pagare, e si costringono donne ad abortire al nono mese di gravidanza.
La Cina è il paese dove più evidentemente è il profitto a regolare ogni singolo aspetto della vita ed il metro morale con il quale viene misurata ogni iniziativa.Ed è tutto questo che viene chiesto di tacere ad atleti e giornalisti che parteciperanno alle Olimpiadi di Pechino di questa estate.
Silenzio in nome dei grandi affari che la Cina offre al mondo occidentale in termini di merci infime a prezzo bassissimo e potenzialità di un mercato di grandi potenzialità.

Non amo i boicottaggi politici e quindi il Coni faccia un po’ quel che crede. Personalmente mi limiterò a non guardare le gare ed ad ignorare le Olimpiadi cinesi. Mi dichiaro obiettore di coscienza.
Se il discorso vi ha convinto non guardatele nemmeno voi e se avete un sito scrivete qualcosa di simile sulle vostre pagine per invitare i vostri lettori a non guardarle.
Ignorarli e non comprare i loro prodotti è il vero sistema per votare. Altro che cabina elettorale e crocette da analfabeta deficiente messe su simboletti.


8 commenti su “Olimpiadi di Pechino: Mi Dichiaro Obiettore di Coscienza

  • Sara

    E' tutto vero quello che dici, il fatto è come al solito la dicotomia tra "quello che dovrebbe essere" e "quello che è" lo spirito olimpico. Il mio è un ruolo strano, perchè anch'io scrivo queste cose su un blog che si chiama "pechino 2008 stiamo arrivando", sembra un'incoerenza totale, anzi probabilmente lo è. Quando avevo pensato di fare la volontaria alle prossime olimpiadi non ero certo contenta che fossero in Cina, ma da un lato non sapevo tutte queste cose, mi sono documentata dopo (beata ignoranza ; D ), e dall'altro comunque per problemi di studio/lavorativi sarebbe la mia unica possibilità.

    Il compromesso è che scrivo tutte le perplessità sulla scelta cinese, non parlo mai di mascottes o gadget vari anche perchè sono fatti praticamente da schiavi…Intanto così, e poi magari tra poco cambierò il nome del blog, anche se non so bene cosa fare.

    Comunque perchè lo spirito olimpico torni a manifestarsi tutta la società deve cambiare, prima serve una vera rivoluzione, poi magari si tornerà alle origini, poi magari riusciremo a vivere l'autenticità.

  • Adetrax

    "Ignorali", forse e' piu' adatto "Ignorarli".

    Penso che gli eventi sportivi avvicinino i popoli e che per ora e' bene distinguere i piani, quindi non me la sento di boicottare le loro olimpiadi.

    La Cina sta' cambiando, ha cominciato a emanare ed applicare norme antiinquinamento, ora, con i riflettori puntati, dovra' prestare piu' attenzione alla salute dei propri lavoratori e meno ai numeri della crescita economica.

    Non comprare oggetti non sicuri, di poco valore, potenzialmente inquinanti che dopo qualche giorno finiscono in discarica mi pare un buon inizio; ho sempre sostenuto che il vero padrone e' il consumatore; "I don't buy it" e' la frase piu' efficace per far cambiare idea ai produttori e ai venditori privi di scrupoli.

  • Alfonso

    Io forse non dovrei esprimermi in merito alla Cina, metà della mia famiglia è di Taiwan… in più la Cina è un paese che ha davvero infinite facce e contraddizioni. L'annullamento di elementari diritti umani in Cina però sta (purtroppo di fatto) salvando il posteriore al mondo intero in termini di inquinamento, immigrazione, economia. Noi poi in Italia condanniamo il loro modello produttivo ma sappiamo benissimo chi realizza qui, nel nostro territorio, gli articoli delle case di moda.

    E' vero che per le olimpiadi ci sono le questioni legate agli sponsor. Ma li abbiamo noi nei nostri stadi tutte le domeniche eppure gli stadi sono sempre pieni.

    Mi domando piuttosto come si possa permettere un atleta (ultima figura eroica dei nostri tempi dopo l'annientamento della popolarità dei militari) di pensare di criticare un paese che lo ospita. Sotto questo aspetto, oserei dire, i britannici sono i soliti presuntuosi. Quando si sa che il comunismo è l'unica forma di governo ad aver introdotto l'autocritica (ok, forse non si fa più, ma quando il comunismo è arrivato in Cina si faceva, e tu dovevi confessare tutti i tuoi sbagli all'assemblea) e la dittatura che zittisce chi critica il sistema si è sempre esercitata solo sui propri connazionali e principalmente su chi fa propaganda.

    PS: Non per difendere il comunismo eh, anzi, spero che la Repubblica di Cina si riprenda il territorio che le spetta e che le è stato sottratto quasi settant'anni or sono.

  • Peppe Dantini

    @Adetrax

    La Cina sta’ cambiando, ha cominciato a emanare ed applicare norme antiinquinamento

    Cambiando? Complimenti, ci vuole buon occhio per accorgersene; io purtroppo sono un po' cecato. Così capita che continuo a vedere cose vecchie come le discriminazioni, lo sfruttamento, la schiavitù, la negazione di ogni e qualsiasi diritto, eccetera. Cose che noi diamo superficialmente per scontate.

    Però l'inquinamento hanno cominciato effettivamente a prenderlo in considerazione; sai com'è, l'aria ancora non riescono ad imprigionarla, e quella che respirano gli schiavi è la stessa che respirano i dirigenti.

    Poi pensa che fortuna tutti quei disgraziati che ora si faranno una casa nuova: per far posto alle strutture olimpiche, hanno letteralmente spianato interi quartieri, cacciando via gli abitanti. Una casa nuova non glie l'hanno data, però gli hanno fornito un ottimo stimolo a darsi da fare. O a suicidarsi…

  • Silent Enigma

    D'accordissimo con Nebbia, dovevamo insoregere qualche anno fa, però, quando Il CIO ha assegnato l'olimpiade a Pechino.

    Secondo me i boicottaggi fra federazioni, quelli "politici" sono invece inutili. dopo mosca vs l.a., ci si prospetta pechino vs londra? non credo

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