Olimpiadi di Pechino: Ho Cinque Cerchi alla Testa
20 marzo, 2008 di cruman
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine
08/08/08 è la data di inizio delle olimpiadi cinesi. Cioè non una copia che costa meno, proprio quelle genuine. Fatte a mano. Che costano tantissimo. È stato scelto l’otto agosto duemilaotto perché non ha nemmeno una erre.

Io sono uno sportivo e so che cosa significa sudare come un tricheco inseguito per anni e anni per sentire di non essere la penisola di un divano e per avere una qualche coppetta che, in vecchiaia, potrò mostrare a mio nipote, ma soprattutto sbattergliela in testa quando torna alle 4 dalla discoteca “pillole di balordoni”. Per questo motivo non me la sento di boicottare questa manifestazione. Per gli atleti. Non tanto per i grandi campioni, ma per quei manovali dello sport che remano, pattinano, baseballano, maratonano e compagnia bella riuscendo a malapena ad arrivare a fine mese e che si dopano con pane e mozzarella, che costano più dell’eritropoietina di bufala. Sportivi che vedono nelle olimpiadi l’unica risposta all’erotema socratico “chi me l’ha fatto fa’?”.
Gente che, tutti i giorni, dopo 6 ore di lavoro e 4 di allenamento, pensa che sarebbe stato più facile fare uno sport più remunerativo, tipo l’amico di un motociclista o il farmacista della juve.
Quindi viva le olimpiadi. Ho avuto anche modo di rallegrarmi di alcuni provvedimenti presi dal governo cinese in risposta ai dubbi e alle polemiche sollevati da quella piccola parte del pianeta che loro chiamano “lesto del mondo”. Giacché mi trovo a parlarne vi enumero le interessanti iniziative elaborate a seguito del puntiglioso accanimento di Amnesty International (sono tutte rigorosamente vere):
Enumero 1: istituito il “giorno della fila”, per insegnare alla sgarbata popolazione a rispettare l’ordine e il prossimo.
Enumero 2: lanciata una durissima campagna antisputi: gli irriverenti abitanti avvezzi a liberarsi dell’eccesso di produzione ghiandolare attraverso eiezione propulsiva, sono stati persuasi con ogni mezzo a desistere da tale tradizione. L’ufficio per il Civismo di Pechino ha registrato un calo della frequenza degli sputi dall’8,4% del 2005 al 4,9% di quest’anno (giurin giuretta è vero!). In caso di perniciosa insistenza degli sputatori è in cantiere l’ipotesi estrema di far divenire questa usanza, disciplina olimpica (questo non è vero, spero).
Enumero 3: multe salate previste per i tassisti che saranno colti con la loro vettura maleodorante o, colmo di violazione degli umani diritti, con i capelli non lavati.
Enumero 4: gli abitanti di Pechino sono stati gentilmente invitati ad imparare qualche frase in inglese (idioma usato da una minoranza della popolazione mondiale) oltre alle ben note “vuoi un paio di nike?” e “se parli con il Dalai Lama ti friggo e ti servo a tranci”.
Enumero 5: degli elegantissimi muri sono stati eretti per coprire la vista dei quartieri dei malnati. Incidentalmente qualcuno dei diversamente abbienti è rimasto cementato nell’operazione estetica che, per inciso, è costata una cifra che sarebbe stata sufficiente a rendere digenti gli indigenti.
Enumero 6: i supermercati sono stati forniti con 50.000 cocomeri cubici (non è un’unità di misura è un frutto) e sponsorizzati. L’operazione di ingegneria genetica agevola un ottimale stoccaggio della merce e predispone il consumatore a giocare a dadi prima di mangiare.

Vi sentirete in sintonia con me nell’affermare che qualcosa si è fatto. Certo rimangono ancora fuori da questa pletora di iniziative, tappa dell’evoluzione del vivere civile, alcuni marginali dettagli talmente trascurabili da non destare la minima preoccupazione.
Il meteo per esempio è un problema incipiente per le manifestazioni sportive, ma gli scienziati cinesi hanno già sperimentato un cannone al cianuro impoverito che spazza via le nuvole lasciando solo un coreografico (cioè disegnato da un coreano) fungo atomico. Non che questo risolva il problema perché, nuvole o no, la cappa di smog che copre Pechino lascia intravedere il cielo circa cinquanta giorni l’anno. Tanto che le gare di giavellotto si svolgeranno al chiuso perché l’attrezzo rischia di infilzarsi nell’aria. Invece le lunghe gare di resistenza, come la maratona, la marcia o il ciclismo, verranno probabilmente trasferite in una località limitrofa più arieggiata: Vetralla.
Sempre riguardo l’inquinamento sussistono ancora due questioni di ordine normativo: la prima riguarda le gare di fondo di nuoto (nel senso di lunghe non a fondo) il cui regolamento non fa menzione alcuna sulla possibilità di correre sul pelo dell’acqua (visto che l’unico che ci riusciva l’hanno messo in croce per altri motivi) e questo vuoto legislativo andrà colmato visto che, grazie a una patina di petrolio e catrame, vedremo molti nuotatori con le scarpette chiodate.
L’altra questione riguarda le analisi antidoping che, grazie all’acqua di rubinetto e ad una leggerissima adulterazione dei cibi, risulteranno tutte talmente sballate da confondersi con le analisi delle acque di scolo di una centrale termonucleare.

Anche l’inezia dei diritti umani è vicina ad una soluzione dignitosa. I siti olimpici sono stati costruiti sopra ai quartieri e sulle scuole dei cinesi che si ostinano ad essere poveri e quindi a non abitare in centro (a volte senza nemmeno svegliarli) risolvendo due problemi in un colpo solo. I bambini (che santa cacca hanno sempre la faccia tosta di sopravvivere a tutto) sfrattati dalle loro scuole e dai loro quartieri, sono stati sistemati in centri di accoglienza dove vengono tenuti allegri da catene di montaggio di gadget olimpici.
Il problema libertà di stampa è stato accoppiato alla sicurezza e, come due piccioni, sono stati risolti con una fava di idea. Impegnare 20.000 poliziotti a tenere i dissidenti in carcere o comunque lontani dai giornalisti occidentali a costo di dare loro una vacanza premio. A Vetralla.
Sarà comunque un’olimpiade diversa. Il contesto storico renderà alcune manifestazioni particolarmente originali. A causa del traffico, che a Pechino ha la fluidità di uno sfasciacarrozze in cui sia esplosa una bomba a frammentazione, alcune piste di atletica sono state costruite direttamente sulle tangenziali e non sarà inconsueto trovare a metà rettilineo un semaforo a richiesta. La fossa olimpica (tiro a piattello) verrà ribattezzata in fossa comune olimpica e al posto degli inquinanti piattelli con polvere rivelatrice, verranno lanciati dissidenti politici, giornalisti e blogger. L’iniziativa è volta a dimostrare l’impegno del governo cinese nella riduzione delle pene di morte, confidando nel fatto che qualcuno sbaglierà bene mira ogni tanto.
Anche il regolamento olimpico sarà adattato alle circostanze geopolitiche. Ora, per esempio, il Cio prevede l’eliminazione dei corridori dopo due false partenze. A Pechino hanno voluto dimostrare di essere divenuti magnanimi e, al posto dell’eliminazione, la scorrettezza verrà punita con l’arresto. Questa iniziativa ha destato qualche perplessità persino tra i rappresentanti dei civili e democratici governi amici del colosso cinese, come il Myanmar e il Sudan (campioni interprovinciali di sterminio di fazioni concorrenti). I dubbi vertono sulla pistola dello starter che, essendo fedele ed economica copia di una vera pistola da starter, tende fare cilecca. È quindi probabile che il colpo di pistola verrà sostituito da un più affidabile “VIAAAAAAAAAAA” che però in cinese si dice “chanuolìnaniaomaotsetung”. Il vero problema è che per pronunciare la frase che significa “falsa partenza” ci vuole un tempo sufficiente a completare i 3000 siepi. E nemmeno in un buon tempo.
Ho il vago sospetto che saranno proprio olimpiadi cinesi.
Anche se non sei d’accordo con il boicottaggio, forse preferisci non comprare i prodotti degli sponsor delle Olimpiadi di Pechino la cui lista è disponibile qui. Tutti coloro che hanno un sito e vogliono propagandare l’iniziativa possono esporre il bottone che vi mettiamo a disposizione:
Codice per Bottone
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<p align="center"><a href="http://www.mentecritica.net/obiezione-di-coscienza-e-boicottaggio-per-le-olimpiadi-del-profitto/oltre-il-confine/ilbuonpeppe/3372/"><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/nopechino.jpg" alt="nopechino.jpg" style="border: 0pt none " /></a></p> <p align="center"><a href="http://en.beijing2008.cn/bocog/sponsors/sponsors/" target="_blank"><strong>Ecco la lista</strong></a></p>
Chi ha bisogno di aiuto per metterli sul tuo sito, scriva a questo link.
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Ahah, bellissimo.
Nessuna solidarietá con gli atleti peró: hanno scelto di far parte di uno spettacolone corrotto e privo di senso, é stato “chiesto” loro di non bloggare dalla Cina.. e tutto perché? Perché si sono sbattuti tanto e adesso si meritano il loro tondo di metallo, a prescindere da dignitá e diritti umani?
Come campioni lasciano molto a desiderare.
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Grande Cruman! Ricordiamo anche il nuovo problema dei bagni, troppi con la turca e pochi col water! (ai tg hanno detto molti col “sistema turco” e pochi “all’europea”)
Sono d’accordo con te per quanto riguarda il boicottaggio, non è giusto nei confronti degli atleti.
@ Francesco Orsenigo: gli atleti potranno scrivere sui loro blog da là, potrebbero esprimere più dissenso e su questo sono d’accordo, le “linee politiche” però non le decidono loro. Dato che siamo in Italia probabilmente è successo tutto sottobanco, ma avranno sicuramente avuto ordini di tacere. E comunque cruman sostiene che il suo è un no ai boicottaggio soprattutto per rispetto agli atleti che non arrivano a questi livelli, per cui l’olimpiade rimane un sogno.
Nel frattempo ho deciso la mia linea politica: dato che tra tutti gli sponsor usufruisco solo della coca-cola, dato che la coca la bevo praticamente solo quando mangio la pizza, e dato che lo speedy-pizza per risparmiare mi porta sempre la pepsi, per me non ha senso parlare di boicottaggio, perchè normalmente non consumo queste cose, non posso parlare di scelta implicata da questi eventi perchè è già così. Però ho deciso che guarderò queste olimpiadi da siti gratuiti e no-profit. Io guarderò le olimpiadi da lì, in modo che rai2 non si “arricchisca” col mio ascolto (fa lostesso se anche l’auditel è registrato dagli apparecchi collegati ad un campione di televisori, tra cui il mio non è annoverato), e non guarderò così la pubblicità connessa. Non seguirò poi nessun programma di approfondimento, perchè a parte le gare qualsiasi altro discorso su queste olimpiadi sarà fuori luogo.
Spero che invece gli atleti utilizzino veramente magliette o sottomagliette con slogan incisivi e di protesta! Propongo di cercare blog di atleti e proporglielo!
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Esilarante!
… ma perchè non riesco a ridere?
Io non sono uno sportivo, ma rispetto tantissimo gli sportivi (quelli veri) che si sbattono ore e ore per anni per pura passione. E che magari le olimpiadi se le sognano.
Ma è proprio dagli atleti che dovrebbe partire il boicottaggio, perchè loro sono in prima fila, perchè sono loro che partecipando legittimano quello che c’è dietro. Ed è interesse proprio degli atleti ribellarsi per poter gareggiare in una situazione non drammatica come questa. Quelli veri (ancora), perchè quelli dopati e sponsorizzati se ne fregano di tutto questo.
Il nostro boicottaggio lascia il tempo che trova; quello degli atleti sarebbe devastante.
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