Oggi una Moratoria non si Nega a Nessuno
11 gennaio, 2008 di Fully
Archiviato in Consumo CriticaMente, Cronache Italiane
Immaginate di andare in autostrada senza essere lampeggiati nello specchietto quando siete a 130 orari sulla corsia di sorpasso.
Immaginate di non dovervi ancorare alla macchina per non essere risucchiati dallo spostamento d’aria quando siete fermi sulla corsia d’emergenza e sfrecciano, a pochi decimetri da voi, decine di bisonti della strada.
Immaginate di avere il tempo di capire di che colore è la moto che avete visto di sfuggita sopraggiungere nello specchietto e che due secondi dopo vi ha superato alla velocità della luce e che ormai avete già perso di vista.

Immaginate di non avere più nessuna psicosi da Autovelox, ormai in gran parte ritirati dalla rete autostradale in quanto superflui e riutilizzati quasi solo sulle statali.
Immaginate di non dovervi più chiedere se la barriera NewJersey che vi divide dalla corsia opposta sia in grado di evitare che un TIR lanciato a 120 orari vi salti addosso mentre state andando in vacanza o a lavorare.
Immaginate - soprattutto - che l’anno prossimo il numero dei morti sulle autostrade in Italia si riduca della metà, diciamo da 500 a 250 unità, e quello dei feriti proporzionalmente, da 20.000 a 10.000.Vi piace l’idea?
Beh, allora non dovete far altro che appoggiare una proposta di moratoria.
No, non vi siete persi nulla, di questa moratoria non ha ancora parlato nessuno… C’è che, da vanitoso qual sono, dopo il successo della moratoria approvata dall’ONU sulla pena di morte, il clamore suscitato dalla moratoria invocata da Ferrara sull’aborto, potevo io restare insensibile a questo fenomeno così in voga?
Ma certo che no! Ed eccomi qui a proporre una terza moratoria: quella sulla velocità in autostrada.
La prima causa di morte sulle strade italiane è l’eccesso di velocità. Sì, lo so anch’io, le autostrade da questo punto di vista sono meno micidiali delle statali. Però un fatto è certo: i limiti di velocità più elevati sono quelli autostradali, e non mi venite a raccontare che in generale siano rispettati.
Il limite di velocità sulle autostrade non è di 130 km orari per auto e moto e di 80 per i TIR? Oppure li hanno alzati ed io non me ne sono accorto?
Si è fatto di tutto, si sono inventati gli autovelox, si sono introdotte le patenti a punti, ma sfido chiunque stia leggendo queste righe a dire se tuttora non gli sia mai capitato, viaggiando in autostrada, di veder sfrecciare potentissimi bolidi a velocità dell’ordine dei 200 km orari ed enormi TIR che, ad onta dei dispositivi di registrazione obbligatori, “volano” ben oltre i 100 km orari.

Come evitarlo?
La logica direbbe: imponendo ai costruttori di automobili, moto e camion di fabbricare veicoli con velocità massima compatibile coi limiti in vigore. Ma, come qualcuno ha rilevato, allora non esisterebbero più Ferrari, Lamborghini e Porsche, né moto Ducati o Yamaha, veicoli che sono più che mezzi di trasporto, sono dei miti viaggianti. Ma non basta: anche i listini di Mercedes, BMW, Peugeot, FIAT, Opel, Volvo e tutti gli altri dovrebbero essere rivisti, perché nessuna di queste marche, ancorché meno votate alla sportività, produce più da tempo veicoli che abbiano velocità massima non superiore a 130 km/h.
No, sarebbe logico ma …non si può.
La mia proposta è molto più banale.
Basta un semplice limitatore di velocità, un dispositivo che può essere applicato a tutti i veicoli a motore. Sì - direte voi - ma renderlo “di serie” per default non darebbe a quelli che vogliano assumersi la responsabilità di “rischiare” la possibilità di andare veloci, sgommare, fare i fighi, eccetera eccetera… quindi, di fatto, nessuno acquisterebbe più auto veloci.
Ma io non propongo affatto di renderlo di serie. Io propongo che lo si possa installare o no, e se installato, lo si possa attivare o no con libera scelta. (Oddio, poi qualcuno magari mi dovrebbe spiegare come mai non lo attiva, ma su questo per ora sorvoliamo…)
Solo che, se lo installi e lo attivi, sei esentato dalla tassa di possesso, altrimenti la tassa di possesso viene decuplicata. Semplice, no?
Le casse pubbliche forse incasserebbe di più, sicuramente spenderebbero meno, e non si impedirebbe di fatto nulla, né si penalizzerebbero le case costruttrici. Chi si vuole fare una bella scorrazzata a 200 km/h se la faccia, lui rischierà una multa ed i punti-patente, ma almeno avrà pagato salato il rischio che fa correre a tutti gli altri. E poi, si spera che siano in pochi a potersi permettere un simile “sfizio”.

Se pensate che sia una follia, riflettete un attimo su tutto quello che comporta la “libertà” di correre: morti, invalidi, costi enormi in spese sanitarie, bruciare carburante e conseguentemente inquinare in misura esponenzialmente superiore, e potrei andare avanti. Non è più folle, così?Allora, me la appoggiate o no ‘sta moratoria?
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Lo stesso giorno gli anni scorsi
2008







Bravo Fully.
Chi propone qualcosa per limitare la velocità dei veicoli, stimolare il rispetto del codice edella strada e garantire una maggior sicurezza a tutti, mi troverà sempre d’accordo.
Peccato però…
Peccato che siamo in Italia.
Peccato che per gli italiani l’auto sia una seconda casa.
Peccato che per qualcuno è anche la prima.
Peccato che l’auto sia l’unica cosa veramente intoccabile per l’italiano medio.
Peccato che “…ma 130 è un limite ridicolo!“.
Peccato che “…è più pericoloso chi va piano“.
Peccato che “…ma io guido sicuro anche a 180“.
Peccato che “…si però il problema è un altro“.
Peccato che alla fine, anche la tua proposta abbia una conseguenza decisamente poco etica: chi può pagare è libero di ammazzare gli altri.
…azz! Ma è già così!
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Siamo in Italia? Ah sì?
… obiezione accolta.
Solo che se mai si comincia nulla perché tanto siamo in Italia, allora ci meritiamo l’Italia com’è.
Vedo che all’ultima riga ti sei reso conto anche tu che chi può pagare può COMUNQUE ammazzare gli altri. Almeno non facciamoci ammazzare PURE da chi non può pagare, no?
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Buon Peppe, t’assicuro che conosco persone che andrebbero a vivere in un garage (così possono stare sempre con la loro macchina) pur di avere un motore sotto il culo che la scia in fiamme la lascia ben oltre le 88 miglia orarie.
Non è una questione di chi ha i soldi e di chi non li ha. Anzi, spesso chi ha i soldi può permettersi delle auto cariche fino all’inverosimile di sistemi di sicurezza (uno su tutti l’ESP) che a velocità smodata assicurano un discreto controllo del mezzo. Al contrario una Golf del ‘30 che riesce a produrre un bang sonico è instabile anche sul rettilineo. Una macchina di questo tipo di certo non se la ritrova uno con i soldi.
Al limite quello con i soldi avrà un’auto corrazzata che nell’impatto non subirà danni, ma non è detto che l’incidente sia stato causato da questo ricco scellerato troppo pieno di se (corressi guadagnerei carisma).
Il problema non sono i sold. Semmai i problemi sono che la patente è una specie di diritto costituzionale che non si può negare a nessuno e una volta presa è difficilissimo perderla anche se stiri una famiglia al completo, che la maggior parte delle strade (almeno da me) sono una serie ininterrotta di intersezioni a raso.
La conseguenza di un’ipotetico limitatore di velocità (e poi perchè cercare il compromesso su certe cose, si mette e basta, abbiamo uno stato o un potrebbe essere?) sarebbe solo un calo delle nascite. Almeno finchè la gente non torva un altro metodo per impressionare femmine che non sia farsi il figo con la macchina.
E soprattutto usate quelle maledette frecce prima che io inizi a guidare armato.
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allora immagina anche uno stato che aumenta le tasse a causa dei bassi introiti dovuti all’eliminazione delle multe, a causa dell’abbassamento del bollo(xke nessuno comprerà + auto potenti se alla fine nn puoi usufruirne) per colpa solo di qualche incosciente che guida in modo spericolato……
immagina vedere fallire molte aziende automobilistiche che producono vetture sportive…..
e di cause sulla tua proposta ce ne sarebbero tante…..
premetto che anch’io sarei daccordo xke la vita umana è importante + di ogni altra cosa al mondo, ma vallo a spiegare aquelli che stanno sopra di noi…..
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@giovanni
“premetto che anch’io sarei daccordo xke la vita umana è importante + di ogni altra cosa al mondo, ma vallo a spiegare a quelli che stanno sopra di noi….”
Sarei presuntuoso se pensassi di poterlo spiegare a chi sta sopra di noi.
Più modestamente io cerco di offrire uno spunto di riflessione, a volte come provocazione, a quelli che stanno sotto chi sta sopra di noi.
E’ per (provare a far) questo che ho scelto di scrivere qui.
Quel “qualche incosciente che guida in modo spericolato” un giorno potrebbe venirti addosso a 200 all’ora. E a quel punto non avrai più nulla da spiegare a nessuno.
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Premessa: non solo sono d’accordo con Fully sulla necessità di approfondire l’argomento, sulla proposta del limitatore e sull’importanza della vita, ma, come dice Neottolemo, andrei in giro volentieri armato per fare piazza pulita dei criminali armati di automobile.
Stabilito questo non intendo affatto rinunciare a qualsiasi iniziativa solo perchè “siamo in Italia”; la mia è solo una triste constatazione, peraltro confermata dai commenti successivi.
A Neottolemo (e non solo) voglio dire una cosa tanto semplice quanto contestata. Le auto NON sono pericolose in sè, così com le strade NON sono pericolose in sè: dipende dall’uso che se ne fa. E’ la guida (quindi il fattore umano) che deve adeguarsi alle condizioni dell’auto, della strada, del clima, del traffico, del conducente. Quando c’è un incidente è sempre per colpa di una o più persona, non dell’auto nè della strada o di altro. Il resto sono chiacchiere.
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Il fatto e` che non e` tanto o solo la velocita` massima assoluta che causa incidenti o pericolo, ma anche e soprattutto quella relativa alle condizioni ambientali / stradali, es. le strade strette con curve, la pioggia, la nebbia, ecc. (senza contare le condizioni di risposta e sanita` mentale del guidatore).
Per questo motivo la limitazione automatica di velocita` dovrebbe essere regolata e impostata da dispositivi tarati in base al tratto di strada che si sta` percorrendo.
In questo contesto considero molto piu` pericoloso chi guida sotto l’effetto di alcool o sostanze stupefacenti (in particolare la cocaina per l’aumento di aggressivita` e rimozione del senso di rispetto delle regole che induce).
Ad ogni modo appoggio moralmente la “moratoria” con la variante che la limitazione autoimposta da parte dei guidatori sarebbe la risposta migliore perche` forgerebbe dei cittadini moralmente piu` affidabili e responsabili che resistono alle tentazioni di aggirare facilmente le regole del sistema.
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Aspetta, giuro che l’ho detto anche io (tra le righe ma l’ho detto): “la patente è una specie di diritto costituzionale che non si può negare a nessuno e una volta presa è difficilissimo perderla anche se stiri una famiglia al completo”. Perquanto converrai che un incapace alla guida di una macchina “difficile” da guidare sia diverso da un incapace su di una macchina che fa tutto da sola.
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Certo che l’hai detto anche tu, infatti siamo d’accordo.
Comunque un incapace è un incapace. Punto. La macchina non c’entra (certo è preferibile un incapace con un martello ad uno col mitra…)
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Mah… insomma…
Alla fin fin siamo tutti d’accordo sul concetto base, mi pare: occorre scoraggiare l’eccesso di velocità.
Come scoraggiare, allora, l’eccesso di velocità?
Si può fare in vari modi: quello che io propongo non mi pare tecnologicamente difficile e non mi pare abbia particolari controindicazioni.
Qualche casa automobilistica mastica amaro? Mi spiace, ma allora deve spiegare perché fabbrica auto che possano superare i limiti imposti dal codice della strada. Per me è una istigazione a delinquere.
A giovanni che obietta, fra l’altro, che “cause sulla mia proposta ce ne sarebbero tante” rispondo: e quale giudice darebbe ragione a colui che lamentasse di non poter superare i 130?
Le casse pubbliche non avranno più multe? Bah, sinceramente non mi pare un argomento…
Rispondo alle altre “obiezioni” che mi piono più serie: la velocità non è tutto. D’accordo, ma è già molto, stando alle statistiche. Non solo (nell’articolo non l’ho detto): il limite di velocità per le auto è fissato a 90 km/h sulle statali e 110 sulle superstrade. A me risulta che anche in queste categorie infrastrutturali spesso e volentieri si superino i 130: il limitatore quindi può essere utile anche in questi casi.
Ad Adetrax che giustamente ricorda l’incidenza delle condizioni al contorno rispondo: ok, studiamo un dispositivo che elettronicamente si adatti alla tipologia delle strade ed alle condizioni ambientali. Del resto se basta un sensore ad “ordinare” al tergicristallo di mettersi in funzione quando piove, non credo ci sarebbero particolari problemi a tarare anche il limitatore.
C’è qualche altra obiezione? No?
Allora, me la appoggiate ’sta moratoria?
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Come ho già detto, sottoscrivo l’iniziativa. E non c’è bisogno di inventare niente: il limitatore di velocità esiste già.
Il problema è che son tutti lì a leggere questa discussione pensando “[i]ma tu guarda questi… sai che differenza 130 o 150… ma la mia guida è sicura anche con la nebbia…[/i]” E non intervengono, o comunque non dicono quello che pensano veramente, perchè sanno di avere torto. Ma non gliene frega niente. Tanto domani mattina saliranno sul loro bolide e via…come il vento.
Tornando al concreto, rilancio con un’altra proposta. Di legge.
Se con l’auto ammazzi qualcuno mentre guidavi rispettando tutti, ma proprio tutti, i principi del codice della strada, allora è omicidio colposo (come oggi). Se invece hai infranto qualche regola diventa omicidio volontario. La stessa cosa, in caso di feriti, per le lesioni personali.
Che ne dite?
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@PD.
Ok, con l’ovvia precisazione che le regole che sono state infrante siano correlate con rapporto causa-effetto all’incidente che ho causato.
Per fare un esempio cretino: se investo qualcuno non vengo condannato per omicidio volontario solo perché non ho nel bagagliaio il triangolo di tipo omologato o non mi funziona il lampeggiatore posteriore…
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I limiti di velocità hanno pro e contro. In Europa non c’è un limite massimo riconosciuto ugule per tutti gli stati. Inoltre le proposte di Fully mi sembrano molto “comuniste” (soprattutto nel passaggio “o lo attivi o ti decuplo la tassa…”). Dico io: O si cresce in responsabilità, oppure non si cresce proprio. Non è con la coercizione, più o meno velata che si favorisce la cultura. La responsabilità= capacità di rispondere e partecipare al bene comune, è la base per una cultura che possa dirsi tale. Una proposta che faccio invece quando si toccano queste tematiche è questa: “dotare le auto di un pc (ormai quasi ci siamo…), che via radio possa ricevere (e trasmettere) istruzioni dal territorio in tempo reale. Così in una zona di limite dei 50 Km/h automaticamente sarà il territorio (comune, Anas, polizia, cantieri straordinari…), che limiteranno la velocità max di tutti i veicoli che transitano appunto a 50 km/h senza che il guidatore possa superarla. Mi pare molto più democratico e socialmente accettabile. Le reti wireless sono ormai mature, perchè non lo facciamo? Adesso le auto parcheggiano già da sole, rilevano la minima distanza da chi ci precede, rilevano l’autovelox, fanno di tutto! Pensate alla nebbia della pianura padana… la velocità sarebbe regolata dai trasmettitori fissi a bordo strada, i navigatori e i sensori farebbero il resto… niente più incidenti e morti! Perchè non si fa?
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@ak
“Non è con la coercizione, più o meno velata che si favorisce la cultura”.
Si potrebbe fare una discussione infinita su questo principio, tanto condivisibile sul piano dell’enunciazione quanto così poco applicabile ed applicato nella realtà dei fatti, ma non mi ci voglio addentrare.
Trovo invece la tua idea del wireless molto molto interessante. E dici che via radio sarebbe possibile limitare la velocità max di tutti i veicoli senza che il guidatore possa superarla? Se è così dimmi dove devo mettere la firma.
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@ak.
Scusa, dimenticavo di farti notare, però, che anche quella del wireless che tu proponi (e alla quale mi associo) sarebbe una coercizione. Più tecnologica, meno comunista se vuoi, ma pur sempre una coercizione
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So che l’idea è interessante, tutti lo dicono, nessuno lo fa… Il solo fatto che nella “MIA MACCHINA” ci sia un dispositivo che può essere azionato da “altri”, fa inorridire molti. (soprattutto quelli che dell’auto fanno una prolunga della loro personalità… ma questo è un altro discorso…). Eppure per il telefono è già così, no? Immagina te che la polizia possa toglierti potenza fino a fermarti a un posto di blocco… oppure un’ambulanza farti rallentare, oppure un vigile in città, bloccarti… dovresti dare sempre la precedenza quando non ce l’hai, non potresti più barare, sgomitare, passare sulle corsie d’emergenza, dovresti andare a 30 all’ora se c’è un cantiere, saresti trasparente negli spostamenti che “questi organi a bordo strada” monitorerebbero. Non potresti barare nel caso di un incidente stradale, (le assicurazioni pagherebbero solo il dovuto…). Caro Fully, sarebbe una rivoluzione copernicana! Però non è detto che si deve fare tutto insieme… si potrebbero privilegiare i dispositivi di sicurezza per limitare gli incidenti stradali. Con GPS, PC e “rete wireless” (tutte cose ormai molto diffuse), si potrebbe migliorare e cambiare totalmente il modo di spostarsi. Ma soprattutto “il concetto”!!! E questa sarebbe “cultura”. Non c’è niente da firmare, (per ora), c’è solo da parlarne, diffondere, informarsi… e anche pretendere che le istituzioni si evolvano nella giusta direzione.
Per quanto riguarda le tue curiosità sulla possibilità di realizzazione pratica, la risposta è: Sì è possibile nella pratica della tecnica odierna limitare la velocità di un veicolo a distanza. (Gli aeromodellisti lo fanno da anni). Non sarebbe neanche eccessivamente costoso come parti in più sui veicoli (tutti devono essere predisposti, altrimenti la cosa non funziona…), dato che molta elettronica necessaria, è già presente nei modelli di auto più recenti.
Ultima cosa… sicuramente ogni regola nuova introdotta è, se vogliamo, in senso assoluto, un “limitare la libertà”. Ma se questo è “per tutti”, non credo sia ingiusto. Inoltre certi solletici è meglio dimenticarli quando ci si trova di fronte alle stragi attuali sulle strade. Non ti pare?
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@ak
“Non è con la coercizione, più o meno velata che si favorisce la cultura”.
Verissimo. Solo che gli italiani non capiscono bene il concetto di responsabilità.
Quanto alla tua proposta sono totalmente d’accordo, e le tecnologie già esistono. Il problema principale è quello di attrezzare tutte le strade con gli opportuni sistemi; quanto alle auto, non credo che modifiche da applicare siano sufficienti a svolgere il tutto, ci vuole un cambio generazionale. Poi c’è da prevedere sistemi di backup, criteri di funzionamento, normative apposite, standard di comunicazione, eccetera.
Non è per niente uno scherzo, ma è sicuramente un obiettivo condivisibile e realizzabile (nel lungo periodo). Il mio obiettivo finale veramente è il pilota automatico, ma quello che proponi tu è comunque necessario per farlo funzionare, quindi… diamoci da fare.
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mi sembra una soluzione un po’ leggerina quella di Fully ma mi sento di appoggiarla.
Fosse per me non permetterei l’omologazione di nessun veicolo che possa superare i limiti vigenti.
Ma perché limitarsi a raddoppiare la tassa di proprietà a chi non monta il limitatore? Non mi sembra un deterrente sufficiente, adotterei un moltiplicatore x5 o x10.
Chi corre in automobile non è solo un rischio potenziale, rischiando di provocare incidenti, ma è un danno reale perché spreca più carburante (lo paga ma è un bene comune) ed inquina maggiormente l’aria (non si paga ed è un bene comune).
La proposta di ak mi sembra un po’ complessa da realizzare, in più la connettività non è così diffusa come servirebbe. Si potrebbe usare la rete telefonica che ha una discreta copertura ma servirebbero accordi con i gestori di telefonia mobile che rendano disponibile una parte della banda per questo servizio pubblico. ummmm… Non la vedo praticabile in tempi accettabili, forse facciamo prima ad aspettare la fine del petrolio
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@zoiba
scusa, proposta “leggerina”? puoi spiegarmi perché?
preciso che, già nella mia proposta, la tassa di possesso dovrebbe essere moltiplicata x 10.
Per il resto, ben venga ogni altra proposta migliorativa della mia. Quello che è importante è cominciare a parlarne. Mi permetto solo di richiamare l’attenzione sulla circostanza che la mia proposta sarebbe realizzabile in breve tempo e con investimenti relativamente modesti.
Quella del wireless - ottima - mi pare di capire richiederebbe risorse e tempi più consistenti. E ogni anno che passa sono 250 morti e 10.000 feriti in più…
Caro Peppe, sulla reale possibilità di “inoculare” la cultura della responsabilità in noi italiani abbiamo già discusso altrove. Confermo il mio pessimismo: forse non basterebbero due generazioni, se si cominciasse oggi.
Comunque grazie a tutti per la vostra attenzione.
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Non vorrei farla troppo lunga, visto che è un discorso fatto “pour parler”… ma nel frattempo ho parlato con un esperto di navigatori satellitari (io ancora non lo uso), che mi ha confermato che la possibilità di individuare e segnalare le zone limite di velocità con questo strumento, non è frutto di fantasia, ma una concreta realtà. Gli ultimi programmi per navigatori satellitari presentano sullo schermo il valore della velocità consentita su quel tratto stradale e autostradale tenendo conto anche di grossi cantieri e lavori (es. sulle autostrade). Dunque il passo per poter limitare la velocità del veicolo in automatico non è più una difficoltà tecnica da superare ma semplicemente è questione di volerlo fare (politica). Per quanto riguarda la guida completamente automatica, ci sono già esperimenti in tal senso. Non ho avuto tempo di documentarmi ma negli USA mi pare che un esperimento di qualche centinaio di chilometri è stato fatto con successo. Il problema sono e saranno sempre “gli ostacoli improvvisi”, perchè finchè c’è una riga bianca al centro strada per un veicolo è una bezzecola seguirla… Nelle fabbriche di automobili i pallet porta pezzi si muovono da soli seguendo bande colorate dipinte sul pavimento.
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Che sia soltanto una questione politica lo dimostra anche il fatto che continuiamo ad “andare a petrolio”, quando esistono carburanti e sistemi energetici ben più convenienti e meno inquinanti. Non si capisce perchè Kyoto lo dovremmo pagare di tasca nostra, con l’imposizione “di andare a petrolio”. Anche quì sarebbe da ribellarsi! Il numero dei morti sia per incidenti stradali e sia per inquinamento ambientale dunque, secondo me, e solo imputabile alle scelte politiche. I veri responsabili adesso sapete chi sono.
[Rispondi a questo commento]
@ak
Hai ragione. anch’io mi sto informando, i problemi tecnici sarebbero risolvibili, quindi è un problema di risorse economiche. E, di conseguenza, di scelte politiche.
Bisognerebbe essere un po’ più coerenti, tutti quanti.
Ad esempio, se pensiamo che i rincari in un certo campo siano eccessivi, dovremmo abbandonare quel tipo di consumi.
Se pensiamo che l’andare a petrolio sia una follia, dovremmo lasciare a casa la macchina e pretendere che le nostre aziende di trasporto pubblico si rivolgano a mezzi che funzionano con energie rinnovabili o cimunque a minore impatto ambientale, e sicuramente non utilizzano derivati del petrolio.
Solo toccando la tasca di chi ingrassa sui nostri consumi fregandosene delle conseguenze avremmo una possibilità di riuscita. Dunque, riuscirci sta solo a noi.
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telegraficamente a peppe dantini:
omicidio doloso per chi ammazza con la macchina? ma esiste già! hai presente il detto “fatelo sembrare un incidente”? basta dimostrare il nesso di causalità fra volontà, condotta ed evento.
la tua proposta - che è un’altra, chiaramente - è solo impossibile.
[Rispondi a questo commento]
Penso che la vera soluzione sia quella che il Parlamento europeo emani una Legge con la quale vieti, a partire dal 2010, che possano essere immatricolati nuovi veicoli sul territorio europeo se privi del sistema di limitazione della velocità al valore massimo consentito in quella precisa via o tratto di strada che si sta percorrendo con quel veicolo.
E’ una cosa semlice che agli Stati non costerebbe un euro e all’acquirente del veicolo non costerebbe più di quanto costi la vernice metallizzata.
Ciao
Giuseppe Bertella
bertella@apricastudi.it
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Un’idea autoritaria, che al pari di quella di Ferrara prevede che lo Stato si sostituisca alla coscienza del singolo, disponendone come se fosse un fantoccio riprogrammato, controllabile solo a forza di divieti e repressioni.
Già che ci siamo, a quando una moratoria contro il virus (tutto italiota) dell’opinionismo un tanto al chilo? La sottoscrivo subito.
[Rispondi a questo commento]
@G.Bertella.
Allora aspettiamo che ci pensi il Parlamento europeo… e nel frattempo?
@matteo
Trovo singolare la tua obiezione: nella mia proposta lo Stato non si sostituisce alla coscienza del singolo, diciamo che la “risveglia” premiando (fiscalmente) i comportamenti virtuosi e scoraggiando 8sempre fiscalmente) quelli potenzialmente “criminosi”.
Quanto alla moratoria dell’opinionismo un tanto al chilo, la trovo divertente. Purché non sia un modo come un altro per limitare la circolazione delle opinioni.
[Rispondi a questo commento]
Sono d’accordo con Giuseppe. Non si può stare a guardare questa strage sulle strade senza far nulla…
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Fully…..mi sa che c’è poco da fare nel frattempo, perché comunque per obbligare le case costruttrici ad installare un limitatore di velocità che limita la velocità al valore massimo consentito in quella via, non basta la volontà di un singolo stato, ma è necessaria una Direttiva Europea, così almeno ho capito.
Per tale motivo, dopo aver tentato la strada nazionale, ho capito che la strada giusta era quella dell’Europarlamento….e così nel luglio dell’anno scorso ho inviato a Bruxelles una petizione.
Mi hanno risposto a settembre dicendomi che la sottoporranno alla Commissione Petizioni e poi, se meritevole, alla Commissione Trasporti, il cui Presidente è l’italiano Paolo Costa e vicepresidente l’ex sindaco di Milano Albertini, ma avvisandomi anche che la strada è lunga.
Io aspetto fiducioso. Del resto devo dire che le strade che ho tentato in Italia mi hanno molto deluso.
Ho addirittura scritto a Prodi, la cui Segreteria mi ha risposto con tanto di lettera dicendomi che ne terranno senz’altro conto……ma te pensi che ne abbiano tenuto conto?…pazienza.
Del resto guarda che mi sono rivolto anche a certe organizzazioni di volontariato che si occupano di incidente stradali e loro manco mi hanno risposto…… che delusione.
Comunque io sono fiducioso, anche perché ho compreso che la strada giusta, seppure lenta, è quella del Parlamento Europeo …..ora stiamo a vedere.
Se qualcuno è interessato posso fargli avere il testo della petizione, che spiega meglio la proposta; però chiedetemela via e-mail perché qui vengo di rado.
Ciao a tutti
bertella@apricastudi.it
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Andiamo a 130 Km/h nel 2008… bha…
Se il problema è la velocita sappiate che il codice stradale italiano permette ad una strada di avere un limite massimo di ben 150 Km/h!!!
In Germania (paese di utto ripetto per il regolamento e per come viene rispettato) ha alcune autostrade SENZA limite di velocità!!
Il nostro problema è l’opposto.
Io, mi sento dire vai a 130, quando ho una macchina che viaggia tanquilla a 160, 180…. nn ci sto….
dimmi viaggia a 150, 160…. ancora ancora me ne frego e viaggio tranquillo a quella velocità.
Tu con la panda vai pure a 80, tanto siamo su corsie diverse, basta che nn ti butti senza freccia come vedo fare ogni volta che entro in autostrada…
Perche, costruire macchine che restino nei limiti della strada?
Piuttosto coastruiamo strade che ci permettano di utilizzare le macchine nella loro completezza.
Arriveremo nel 3000 e andremo ancora a 130?!?!?
Fermo restando che questo vale per l’autostrada, in città dipende dalla strada, a volte 50 sono fin troppi…
PS
Anni fa si moriva anche sotto carri trainati da cavalli…. il problema è davvero la macchina?
E poi ci lamentiamo di 500 unità di morti?!?!?
Guardiamoci in torno, anche quello è un vero problema?
Si, è un bel problema, ma non è paragonabile ai morti che la guerra fa tranquillamente ogni giorno ( e non come si parla come per le auto, “all’anno”) nel nostro silenzio.
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