Odio
10 febbraio, 2010 di Jules Winnfield
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Tutti i numeri si credono primi, ovvio.
Sei una nullità ma non puoi ammetterlo, non vuoi crederci, ti senti altro, grande, importante.
Come puoi sapere di non essere il vero te? Se non ricordi altro, se non sai altro, se non provi altro non sei altro. Tu hai paura di essere te stesso. Tu non vuoi accettare quello che sei.
Esiste forse una realtà unica? Una verità vera? Tu sei fermo ad una filosofia fuori dal tempo. Questo tempo.
Oggi tu puoi essere quello che vuoi, basta che accetti quello che sei, i tuoi limiti. Se sai stare al tuo posto, accontentarti di vivere al massimo la vita che ti è stata concessa, questa tua unica e sola vita, allora avrai trovato la pace e la serenità.
Bada bene: serenità, non felicità.

Questa filosofia da quattro soldi viene fornita con tanto di paraocchi giacché tutto è basato sulla sottomissione.
Purtroppo non ci sono più dèi, nessun dio in cui cercare un po’ di conforto. Tornerà forse, un giorno… chissà!
Nel frattempo la macchina gira grazie al denaro e all’indifferenza.
Noi numeri primi siamo fuori da tutto questo, noi siamo fuori da questo tempo che è fatto apposta per voi, la Grande Massa. Uniformi nell’essere completamente privi di forma. Un agglomerato umano di nullità che competono tra di loro per amenità quali gadget tecnologici e partite di calcio, unghie finte e cazzi di plastica (ma che non si sappia, per carità).
Io vi vedo dentro. Voi siete vuoti, non avente nulla dentro di voi se non una consapevolezza del vostro essere nulla troppo pesante da accettare. Per questo la vostra mente meschina vi costringe a diventare sacerdoti di questa o quella religione senza dio il cui unico scopo è il culto, i rituali da praticare in solitudine ma più spesso davanti ad un pubblico o con quel pubblico. Rituali collettivi di auto celebrazione del niente.

Quando vi osservo troppo a lungo mi assale uno stato di disgusto duro a morire. L’ipocrisia che vi spinge a dire “puoi essere tutto quello che vuoi se sai chi sei” e insopportabile.
Siete disgustosi…. siete disgustosi! Siete tutti uguali, siete uno solo… una massa uniforme ed informe.
Perché non avete tutti lo stesso nome? Avete già tutti la stessa automobile, lo stesso telefono, gli stessi abiti, gli stessi capelli… sì avete già la vostra uniforme, una divisa che vi siete cuciti addosso da soli.
Oramai non perdo più tempo con quelli come voi. E voi dovreste fare altrettanto.
Chi siamo noi? Noi siamo ogni individuo, noi siamo “altro da voi”.
Alcuni di noi sono molto pericolosi.
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Che meraviglia…
Yawwwwwnnn, come sono scontati questi numeri primi, noi numeri perfetti vediamo tutto da ben altri lidi. Sulle stelle osserviamo come ogni numero abbia la sua posizione ed ogni cifra la sua casella, ben sapendo che i numeri primi non esisterebbero senza tutti gli altri. Un mondo di primi -che bizzarria- l’abbiamo visto noi, ed è un mondo solitario, nemmeno i gemelli vi possono entrare.
I numeri primi, che strana varietà.