Odio la lega con tutti i legaioli 3


… Odio i leghisti, perché odio i razzismi …
Odio, sì, perché bisogna avere anche il coraggio dei sentimenti, e per questo non a caso, pur sapendo quanto in quest’epoca di falso buonismo il termine odio sia orripilante per certe orecchie, io lo uso. Odio perché non dimentico.
Non dimentico per esempio, le campagne di radio padania contro gli albanesi. Quando ancora bossi ce l’aveva duro ed era quasi comprensibile nelle sue sparate razziste, quando i legaioli esultavano davanti alle geniali idee dei borghezi, dei maroni, o dei calderoli. Bisognava sparare piombo contro le navi dei migranti, bisognava affondarli, bisognava cacciarli indietro verso la loro povera Tirana.
Odio i legaioli, popolo demente. Ignoranti manovrati da un grumo di nazisti imbecilli, rozzi e cafoni, incapaci di esprimere una frase di senso compiuto, che al posto della punteggiatura usano suoni gutturali, e anziché enfatizzare con gli aggettivi utilizzano dita medie e gesti da manico d’ombrello. Ho sempre avuto repulsione per l’ipocrisia della lega e dei suoi sudditi, che a Roma scrivevano e approvavano le leggi razziali che ci hanno fatto vergognare davanti a tutto il mondo (e che sono ancora in vigore) mentre in padania, schiavizzavano gli albanesi – muratori capaci, operai indefessi.
Gran parte dell’economia padana, per anni, è stata tenuta insieme dal lavoro nero degli albanesi, reclutati come puttane all’angolo di strada, la mattina quando ancora il sole non illuminava le coscienze, e scaricati la sera, ancora avvolti dal buio. Piccoli imprenditori, piccoli vermi nazisti, hanno gonfiato le loro tasche speculando sulla vita di era dovuto scappare dal suo paese per sopravvivere. Odio i legaioli che andavano a comprare le bambine albanesi, quelle “femmine” di cui nessuno parla più, per le quali nessun appello è stato firmato, pur sapendo che molte di loro, femminucce più che femmine (bambine più che donne) sono state rubate, sfruttate e poi uccise.
Odio i legaioli, i leghisti, i razzisti e i fascosti. Odio i cretini che per avere le briciole di un benessere inventato dalla propaganda, hanno contribuito allo sfascio e all’imbarbarimento di una nazione che poteva essere civile, libera e democratica.
Godo. Godo fisicamente, mentalmente; mi sprizza di gioia il cuore, la mia anima balla la samba ogni volta che un pezzo di verità emerge dal mare di merda padana. Ogni volta che dal coperchio che non regge più il ribollire di tanta merda, scappa fuori qualcosa. Dai soldi in Tanzania, alla ristrutturazione a sua insaputa, dai 50 euro fottuti all’autista, alle cure dentarie del giovane trota. Fino alla sua laurea “conseguita” a Tirana. Godo ogni volta che quel che resta di bossi grida al complotto (ossignore, tesi avvallata anche da Grillo!) ogni volta che un legaiolo tenta di arrampicarsi sugli specchi. Godo ogni volta che si parla di lega e ‘Ndragheta. Ogni volta che vedo la faccia lombrosiana di Belsito.
Rido! Vi immagino e rido, putridi legaioli. Rido forte e sogno una troupe televisiva di Tele Tirana, che porge un microfono albanese al Dottor Trota. Dottore in Albania. Rido pensando ai vostri figli ariani laureati a Milano, che invidiano l’albanese che dopo tanto sfruttamento è riuscito a crearsi un angolino in cui vivere dignitosamente. Rido del vostro sacrificio umiliato dalla feccia leghista che non molla e non demorde, e che si ripresenterà tutta uguale alle prossime elezioni.
Rido, perché ancora li voterete.

Informazioni su Rita Pani

Rita Pani è nata a Carbonia (CI) il 4 Ottobre 1964. Ha collaborato nella redazione giornalistica di una piccola televisione sarda. Ha partecipato a diversi laboratori di scrittura creativa e collettiva prediligendo il racconto breve, ed ottenendo la pubblicazione di alcuni di essi e di alcune poesie, su qualche rivista tematica e in un’ antologia. Ha lavorato presso l’ufficio stampa di una Onlus, impegnata nella promozione e nella divulgazione informativa sulle energie pulite e rinnovabili, e tutt’ora collabora con la Casa Editrice di musica classica “ClassicaViva”, come addetta stampa. Nel 2007 ha pubblicato il primo romanzo “Luce” con la Gammarò Editori di Sestri Levante, nel 2008 il secondo “Vite di vetro” e nel 2009 “Quell’amore alla finestra – Storia di Tello e Dora”, con la stessa Casa. Con la Epika Edizioni "Lo sguardo di Hermes". Da dieci anni scrive il Blog R-ESISTENZA, molto seguito, prediligendo le tematiche politiche, da cui ha tratto una Raccolta scaricabile da Web. Da novembre disponibile l'ultima pubblicazione "Quattro alberi di magnolia" di Epika edizioni.

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