Occorre Forza di Volontà
19 dicembre, 2008 di CogitoergoVomito
Archiviato in Cronache Italiane
Essere il capo dei vigili urbani in una città come Napoli dove si rispetta il codice stradale molto “relativamente”, è senza ombra di dubbio molto difficile: il portare una divisa già ti espone, provare a fare qualcosa di buono, ti espone ancora di più a prescindere da qualsiasi articolo o inchiesta giornalistica, questo è ovvio.
Essere un giornalista che decide di rimanere nell’ anonimato a Napoli non ti espone più di tanto, ma se metti a rischio persone e cose può esporti anche più di un vigile urbano. Definirlo un insulto alla libertà di espressione e di informazione mi sembra un pò eccessivo. Iniziamo a chiamare le cose con il loro giusto nome, è uno schiaffo. Basta. Stop.
Si tratta di uno schiaffo ma soprattutto di una reazione ad un torto ricevuto, in quel articolo ci sono nomi, cognomi, strade. L’articolo potrebbe essere definito un insulto alla privacy e potrebbe sovraesporre ancora di più il comandante a pericoli. La reazione viene definita “insulto alla libertà di espressione” nel momento in cui il comandante è violento e schiaffeggia il giornalista: se l’avesse solo redarguito a parole, sicuramente ora staremmo parlando di altro.
Mi ha colpito molto la foto del bigliettino e del proiettile delle minacce ricevute dal comandante. Mi sembra quasi un ossimoro. Uno potrebbe rappresentare la forza della parola, l’altro la forza delle armi.
Entrambe le forze sono state usate arbitrariamente nell’intera vicenda:
un comandante farebbe meglio a mostrare il pugno duro e ad impiegare la forza della proprie armi per combattere criminali e truffatori; un giornalista farebbe meglio ad impiegare la propria sagacia e la forza della propria parola rivelando nomi, cognomi e strade di case di latitanti, ad esempio.
Per liberare Napoli dall’eterno cancro non servono pugni duri o chiacchiere varie, bisognerebbe iniziare già avendo una comunione di intenti.
Per me sono stati entrambi inopportuni.
Non mi va di essere solidale nè con il comandante nè con il giornalista. Provocazioni, schiaffi e insulti rappresentano solo l’ennesima perdita di tempo. Non serve schierarsi o chiedere di schierarsi dall’una o dall’altra parte. Bisognerebbe schierarsi tutti dalla stessa parte, contro gli stessi nemici, quelli
che fatturano cifre da capogiro ogni giorno e seminano sconforto e paura ogni giorno.
Prima della forza della parola e della forza delle armi.
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è una bella riflessione. Anch’io spesso non condivido le posizioni di due oppositori o le condivido parzialmente.
Su questo caso specifico però, io mi schiero: credo che la posizione del comandante sia più pesante. Ha accusato il giornalista di aver messo a repentaglio lui e la sua famiglia, ma l’articolo non era così dettagliato come il comandante vuol dare a credere, soprattutto, non vedo perchè avrebbe dovuto subire minacce. Non si capisce in virtù di cosa abbia ricevuto quel biglietto con il proiettile. Fatto sta, che doveva comportarsi civilmente.
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@simona_rm,
che il comandante doveva comportarsi civilmente è ovvio.
Però simo se hai letto bene l’articolo, vedi che c’è scritto proprio il nome della via (anche se non c’è il numero civico), e quella zona e quella via (che io conosco bene) non sono molto grandi, le case non sono molte.
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