Occasione Perduta?
9 luglio, 2008 di Chris
Archiviato in Cronache Italiane, La diversa Opinione
Peccato. Il governo, cioè Silvio Berlusconi, è sceso a patti con la magistratura e l’opposizione, cassando (almeno così sembra) l’articolo sul decreto sicurezza, cioè il famigerato «blocca processi», dando il via libera al «Lodo Alfano», con l’immunità del premierato, compreso tutte le norme sugli immigrati clandestini.
Tralasciando il fatto che il governo abbia dovuto chiedere la fiducia, come è successo anche per l’ICI (il che lascia un po’ l’amaro in bocca visto i numeri della maggioranza), la cosa che realmente lascia perplessi è vedere come un «timido» inizio di politica giudiziaria in questo paese sia morto sul nascere. Il tema dell’obbligatorietà dell’azione penale, che la «blocca processi» iniziava a mettere in discussione, torna in soffitta e con essa anche un possibile inizio di dialogo sulle riforme, come per esempio sul tema della separazione delle carriere, sull’inappellabilità delle sentenze di assoluzione e sulla riforma del Csm (Consiglio Superiore della Magistratura già bacchettato ampiamente dal Presidente Napolitano per aver messo il becco, dove non doveva ).
Il percorso che avrebbe potuto portare ad una serie di regole per stabilire chiaramente, ed una volta per tutte a chi spetta, a qualsiasi livello, l’elaborazione di una politica giudiziaria, e di stabilire cioè delle priorità nel perseguimento dei reati, per risponderne poi davanti ai cittadini, si è perso nell’oblio. Il potere di alcuni insomma, valgono bene una immunità (tra l’altro sacrosanta per le alte cariche dello Stato) e la destabilizzazione del governo, nonostante il volere del popolo sovrano.
Dopotutto se ci ragioniamo bene, ed a mente fredda, 789 pm che si concentrano contro Silvio Berlusconi nell’arco di 15 anni che non sanno andare oltre ad assoluzioni e prescrizioni, non possono non far capire che qualche problema esiste, perché, o ci ritroviamo di fronte ad una persecuzione, oppure ci ritroviamo di fronte a gente che non sa fare il proprio mestiere.
Occasione persa? Finendo tutto a «tarallucci e vino», la miccia è però stata comunque innescata. Proprio in questo fine settimana sono infatti usciti gli ultimi sondaggi d’opinione sulla situazione della politica italiana. Per l’Ipso di Mannheheimer (dati pubblicati sul Corriere della Sera) la fiducia nei confronti dell’operato del governo è salita al 61% (era al 54% a Maggio) , mentre la fiducia nella magistratura e scesa al 50% (ai tempi di Mani Pulite stava al 67%). Euromedia (per conto del Giornale) conferma un 61,5% di fiducia al premier, mentre solo un 18% darebbe il suo consenso all’operato della magistratura. Anche Repubblica, come il Giornale, dà dei dati «tutto suoi», facendo precipitare il consenso al premier al 44%, ma evitando (per non perdere completamente la faccia) di far «orecchie da mercante» sul 79% di consenso sul taglio dell’ICI e sul 68% della linea di governo per i rifiuti in Campania, sintomo che forse ancora il governo «tira a campare» sul primo mese mediaticamente perfetto, nonostante le «Robin Tax» che lasciano un po’ perplessi i consumatori, ma che però fanno incazzare le banche.
Impossibile, a ragion veduta, non soffermarsi quindi sui dati pubblicati dal Corriere, considerando anche il fatto che sia il Giornale, sia Repubblica (Giuseppe D’Avanzo è arrivato al limite dell’inverosimile pochi giorni fa, leggere per credere), non possono essere considerati al di sopra delle parti (per ovvi motivi che non ho bisogno di spiegare).
Il giustizialismo, alla fin della fiera, non fa più proseliti, neanche fra i suoi grandi sostenitori e girotondini, i quali anzi stanno cercando a più non posso di mimetizzarsi con l’ambiente cercando di colpire (Ferrando e Veltroni su tutti) gli ex Pm alle spalle. L’opposizione che non c’è più, che non riesce a fare autocritica e che non riesce più a trovare la sua strada, si scontra contro se stessa in un delirio collettivo che, immediatamente fa sorridere, ma dopo lascia perplesso per chi crede, come me, che l’alternanza in politica, sia il fondamento della democrazia.
Ma tornando ai dati, ciò che fa ancora più riflettere, è vedere lo scarso «appeal» dei cittadini italiani verso la magistratura. Questo dato è di certo un male per il paese, ed i cittadini si sono accorti che dei fronti del «No» che non lasciano lavorare ciò che hanno eletto, ne hanno piene le tasche. Per non dire di peggio.
La gente vuole altro. Non interessa il processo Mills (già di fatto prescritto in appello e di cui l’origine dei 600 mila dollari è stata da tempo accertata dal fisco britannico), non interessano i «sex-gate» de noantri e neppure sapere chi si è, perdonatemi il termine, «trombato» chi, e cosa. Interessa solo rilanciare il paese sperando nel governo voluto e votato.
Veltroni lo ha capito, discostandosi dall’astio di piazza Navona, ma forse, per lui, è troppo tardi, accerchiato ormai fra chi ha voluto fuori dai giochi e dai «compagni» stessi del suo partito.
Chi invece non ha ancora capito è il popolo italiano costretto a vedere il proprio governo imbrigliato in beghe di potere che, ancora una volta, frenano una possibile, quanto difficile, svolta per il paese.
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Il fatto che alla gente non interessi il processo Mills o i “Puttan-gate” di queste persone non vuol dire che laddove sussistano reati non debbano essere perseguiti. Sarebbe una curiosa Repubblica quella nella quale si possano celebrare soloi processi che suscitano attenzione popolare, se così fosse in Italia processeremmo solo le Franzoni e gli Olindo & Rosa da Erba. Allo stesso modo non si può tacciare di incapacità un pool di magistrati che si vede continuamente cambiare le leggi dallo stesso imputato, caso unico al mondo di una persona che invece di dimostrare la propria innocenza preferisce autoassolversi manovrando il codice penale a proprio uso e consumo. Come disse Daniele Luttazzi: “Non ho mai visto un innocente così ansioso di farla franca.”
Hai perfettamente ragione. Anche tutto questo parlare d sondaggi è perfettamente inutile. Soprattutto in un paese in cui l’informazione è concentrata nelle mani di un solo uomo e di pochissimi altri gruppi di potere.
I sondaggi ormai non servono a far conoscere l’opinione popolare ma a forzarla. Troppo spesso sono strumentali ed i volponi della comunicazione sanno bene come gestirli. Basta porre una domanda secondo formulazioni diverse per ottenere risultati opposti. In sostanza i politici commissionano sondaggi non per sapere cosa pensa la gente ma per far sapere alla gente come debbono pensarla.
Straquoto!!
L’Italia e’ come una persona con tumore allo stadio finale.Abbiamo resistito per oltre venti anni, ma ora non c’e’ la si fa piu’.
Ci sono 3 vie da seguire:
1)Estirpare con la forza le cellule tumorali e le metastasi,con la chemio ed operazioni invasive
2)Praticare l’eutanasia
3)Lasciarsi morire, aspettando che i tumori facciano il loro corso
Dobbiamo morire(in senso metaforico), per rinascere a nuova persona ormai, il nostro corpo corrotto ormai, non e’ piu recuperabile.
“Dopotutto se ci ragioniamo bene, ed a mente fredda, 789 pm che si concentrano contro Silvio Berlusconi nell’arco di 15 anni che non sanno andare oltre ad assoluzioni e prescrizioni, non possono non far capire che qualche problema esiste, perché, o ci ritroviamo di fronte ad una persecuzione, oppure ci ritroviamo di fronte a gente che non sa fare il proprio mestiere.”
Se ci ragioniamo ancora più bene, se uno che è coinvolto 789 volte cambia le leggi appositamente per farsi prescrivere o assolvere, i magistrati lo assolvono, non vedo la persecuzione… vedo solo che la legge è uguale per tutti, ma è ancora più uguale per chi si ritaglia la legge su misura.
Già, ragionandoci bene anche Totò Rina, Brusca, Bernardo Provenzano e tutto il clan dei Casalesi (che infatti ha cercato di sfruttare alcune leggi fatte da Berlusoni) probabilmente sono dei perseguitati.
“Chi invece non ha ancora capito è il popolo italiano costretto a vedere il proprio governo imbrigliato in beghe di potere che, ancora una volta, frenano una possibile, quanto difficile, svolta per il paese.”
Beghe di potere?
Ora chiedere giustizia per il deliquente Berlusconi e’ una bega di potere?
Se veramente il popolo italiano e’ stufo della giustizia e vuole mettere una pietra sopra il passato, lo spero comunque che esistano ancora persone che la pensino in maniera differente. Altrimenti povero paese, ridottto ad una cialtronesca parorodia di una democrazia.
Povero Silvio, è dovuto scendere a patti con la Magistratura cattiva, rossa e feroce. Uno che ha una maggioranza schiacciante e che deve ricorrere alla fiducia, come dici tu stesso, anche per provvedimenti che hanno un grande consenso popolare come l’abolizione dell’ICI allora è messo davvero male. L’abolizione della blocca processi, che solo nelle fantasie più fervide poteva migliorare la giustizia in Italia è stata eliminata perché l’unico vero interesse di Berlusconi era quello di salvarsi la pelle, se avesse creduto davvero all’utilità di tale provvedimento sarebbe andato per la sua strada, come ha già fatto per l’esercito nelle strade, la schedatura dei bambini rom ed altri provvedimenti. I numeri per farlo ce li aveva, solo che probabilmente la Lega (non la Magistratura) gliela avrebbe fatta pagare cara alla prima occasione.
La fantasiosa interpretazione secondo cui la non approvazione della blocca processi automaticamente avrebbe ucciso qualsiasi futuro discorso sulla possibilità di risolvere i problemi del sistema giudiziario italiano è vera e propria fantapolitica. In Italia il luogo deputato a fare leggi, anche se ormai questo ruolo ormai è da anni completamente esautorato, è il Parlamento; trovando temi comuni si può giungere tranquillamente a soluzioni meno contestate e con una maggioranza un po’ più allargata, perché su molti temi mi pare che PD e PDL la pensino davvero allo stesso modo, anche se in Italia è difficile a causa del clima politico non propriamente idilliaco.
Quanto al discorso del cavolo secondo cui agli italiani non interessi il processo Mills o il puttan-gate (cosa tra l’altro smentita dalla regolarità con cui i giornali parlano di questa cosa, dimostrazione che tali notizie attirano molti lettori), su cui ti ha risposto adeguatamente Finazio potrei comunque rigirarti la frittata e dirti: è vero, agli italiani queste cose non interessano. Allora perché un uomo che dichiara di agire negli interessi degli italiani e di parlare la loro stessa lingua si affanna così tanto a bloccare i processi, mettere immunità alle alte cariche dello Stato, e bloccare le intercettazioni? Sicuramente non sono questi i problemi degli italiani.
essere berlusconiani è davvero ottenebrante
Ci pisciano addosso e ci dicono che piove. Il guaio è che c’è chi ci crede…
e non sono pochi.
peppe, il concetto non poteva essere espresso meglio!
Non è merito mio. L’ho letta da qualche parte, mi è piaciuta e me la rivendo.
me la rivendo anch’io allora.
Ce stanno i saldi, manco fallo apposta
Travaglio
che a sua volta l’ha sentita dire… credo sia un detto spagnolo
sì, catalano per l’esattezza.
e fa’ morire dal ridere…
Molto interessante il pezzo.
Peccato che manca un punto fondamentale:
se si vuole rilanciare lo stato ci vuole:
1. uno stato di diritto, non uno dove chi più furbo la vince
2. della gente competente.
Il primo lo stanno smantellando, la seconda giudicate voi stessi.