Occasione Perduta?
9 luglio, 2008 - 20:16 di Chris
Archiviato in Cronache Italiane, La diversa Opinione
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Peccato. Il governo, cioè Silvio Berlusconi, è sceso a patti con la magistratura e l’opposizione, cassando (almeno così sembra) l’articolo sul decreto sicurezza, cioè il famigerato «blocca processi», dando il via libera al «Lodo Alfano», con l’immunità del premierato, compreso tutte le norme sugli immigrati clandestini.
Il percorso che avrebbe potuto portare ad una serie di regole per stabilire chiaramente, ed una volta per tutte a chi spetta, a qualsiasi livello, l’elaborazione di una politica giudiziaria, e di stabilire cioè delle priorità nel perseguimento dei reati, per risponderne poi davanti ai cittadini, si è perso nell’oblio. Il potere di alcuni insomma, valgono bene una immunità (tra l’altro sacrosanta per le alte cariche dello Stato) e la destabilizzazione del governo, nonostante il volere del popolo sovrano.
Dopotutto se ci ragioniamo bene, ed a mente fredda, 789 pm che si concentrano contro Silvio Berlusconi nell’arco di 15 anni che non sanno andare oltre ad assoluzioni e prescrizioni, non possono non far capire che qualche problema esiste, perché, o ci ritroviamo di fronte ad una persecuzione, oppure ci ritroviamo di fronte a gente che non sa fare il proprio mestiere.
Occasione persa? Finendo tutto a «tarallucci e vino», la miccia è però stata comunque innescata. Proprio in questo fine settimana sono infatti usciti gli ultimi sondaggi d’opinione sulla situazione della politica italiana. Per l’Ipso di Mannheheimer (dati pubblicati sul Corriere della Sera) la fiducia nei confronti dell’operato del governo è salita al 61% (era al 54% a Maggio) , mentre la fiducia nella magistratura e scesa al 50% (ai tempi di Mani Pulite stava al 67%). Euromedia (per conto del Giornale) conferma un 61,5% di fiducia al premier, mentre solo un 18% darebbe il suo consenso all’operato della magistratura. Anche Repubblica, come il Giornale, dà dei dati «tutto suoi», facendo precipitare il consenso al premier al 44%, ma evitando (per non perdere completamente la faccia) di far «orecchie da mercante» sul 79% di consenso sul taglio dell’ICI e sul 68% della linea di governo per i rifiuti in Campania, sintomo che forse ancora il governo «tira a campare» sul primo mese mediaticamente perfetto, nonostante le «Robin Tax» che lasciano un po’ perplessi i consumatori, ma che però fanno le banche.
Impossibile, a ragion veduta, non soffermarsi quindi sui dati pubblicati dal Corriere, considerando anche il fatto che sia il Giornale, sia Repubblica (Giuseppe D’Avanzo è arrivato al limite dell’inverosimile pochi giorni fa, ), non possono essere considerati al di sopra delle parti (per ovvi motivi che non ho bisogno di spiegare).
Il giustizialismo, alla fin della fiera, non fa più proseliti, neanche fra i suoi grandi sostenitori e girotondini, i quali anzi stanno cercando a più non posso di mimetizzarsi con l’ambiente cercando di colpire (Ferrando e Veltroni su tutti) gli ex Pm alle spalle. L’opposizione che non c’è più, che non riesce a fare autocritica e che non riesce più a trovare la sua strada, si scontra in un delirio collettivo che, immediatamente fa sorridere, ma dopo lascia perplesso per chi crede, come me, che l’alternanza in politica, sia il fondamento della democrazia.
Ma tornando ai dati, ciò che fa ancora più riflettere, è vedere lo scarso «appeal» dei cittadini italiani verso la magistratura. Questo dato è di certo un male per il paese, ed i cittadini si sono accorti che dei fronti del «No» che non lasciano lavorare ciò che hanno eletto, ne hanno piene le tasche. Per non dire di peggio.
La gente vuole altro. Non interessa il processo Mills (già di fatto prescritto in appello e di cui l’origine dei 600 mila dollari è stata da tempo accertata dal fisco britannico), non interessano i «sex-gate» de noantri e neppure sapere chi si è, perdonatemi il termine, «trombato» chi, e cosa. Interessa solo rilanciare il paese sperando nel governo voluto e votato.
Veltroni lo ha capito, discostandosi dall’astio di piazza Navona, ma forse, per lui, è troppo tardi, accerchiato ormai fra chi ha voluto fuori dai giochi e dai «compagni» stessi del suo partito.
Chi invece non ha ancora capito è il popolo italiano costretto a vedere il proprio governo imbrigliato in beghe di potere che, ancora una volta, frenano una possibile, quanto difficile, svolta per il paese.
Occasione Perduta? è di

Il fatto che alla gente non interessi il processo Mills o i “Puttan-gate” di queste persone non vuol dire che laddove sussistano reati non debbano essere perseguiti. Sarebbe una curiosa Repubblica quella nella quale si possano celebrare soloi processi che suscitano attenzione popolare, se così fosse in Italia processeremmo solo le Franzoni e gli Olindo & Rosa da Erba. Allo stesso modo non si può tacciare di incapacità un pool di magistrati che si vede continuamente cambiare le leggi dallo stesso imputato, caso unico al mondo di una persona che invece di dimostrare la propria innocenza preferisce autoassolversi manovrando il codice penale a proprio uso e consumo. Come disse Daniele Luttazzi: “Non ho mai visto un innocente così ansioso di farla franca.”
Hai perfettamente ragione. Anche tutto questo parlare d sondaggi è perfettamente inutile. Soprattutto in un paese in cui l’informazione è concentrata nelle mani di un solo uomo e di pochissimi altri gruppi di potere.
I sondaggi ormai non servono a far conoscere l’opinione popolare ma a forzarla. Troppo spesso sono strumentali ed i volponi della comunicazione sanno bene come gestirli. Basta porre una domanda secondo formulazioni diverse per ottenere risultati opposti. In sostanza i politici commissionano sondaggi non per sapere cosa pensa la gente ma per far sapere alla gente come debbono pensarla.
Straquoto!!
L’Italia e’ come una persona con tumore allo stadio finale.Abbiamo resistito per oltre venti anni, ma ora non c’e’ la si fa piu’.
Ci sono 3 vie da seguire:
1)Estirpare con la forza le cellule tumorali e le metastasi,con la chemio ed operazioni invasive
2)Praticare l’eutanasia
3)Lasciarsi morire, aspettando che i tumori facciano il loro corso
Dobbiamo morire(in senso metaforico), per rinascere a nuova persona ormai, il nostro corpo corrotto ormai, non e’ piu recuperabile.
“Dopotutto se ci ragioniamo bene, ed a mente fredda, 789 pm che si concentrano contro Silvio Berlusconi nell’arco di 15 anni che non sanno andare oltre ad assoluzioni e prescrizioni, non possono non far capire che qualche problema esiste, perché, o ci ritroviamo di fronte ad una persecuzione, oppure ci ritroviamo di fronte a gente che non sa fare il proprio mestiere.”
Se ci ragioniamo ancora più bene, se uno che è coinvolto 789 volte cambia le leggi appositamente per farsi prescrivere o assolvere, i magistrati lo assolvono, non vedo la persecuzione… vedo solo che la legge è uguale per tutti, ma è ancora più uguale per chi si ritaglia la legge su misura.
Già, ragionandoci bene anche Totò Rina, Brusca, Bernardo Provenzano e tutto il clan dei Casalesi (che infatti ha cercato di sfruttare alcune leggi fatte da Berlusoni) probabilmente sono dei perseguitati.
“Chi invece non ha ancora capito è il popolo italiano costretto a vedere il proprio governo imbrigliato in beghe di potere che, ancora una volta, frenano una possibile, quanto difficile, svolta per il paese.”
Beghe di potere?
Ora chiedere giustizia per il deliquente Berlusconi e’ una bega di potere?
Se veramente il popolo italiano e’ stufo della giustizia e vuole mettere una pietra sopra il passato, lo spero comunque che esistano ancora persone che la pensino in maniera differente. Altrimenti povero paese, ridottto ad una cialtronesca parorodia di una democrazia.
Povero Silvio, è dovuto scendere a patti con la Magistratura cattiva, rossa e feroce. Uno che ha una maggioranza schiacciante e che deve ricorrere alla fiducia, come dici tu stesso, anche per provvedimenti che hanno un grande consenso popolare come l’abolizione dell’ICI allora è messo davvero male. L’abolizione della blocca processi, che solo nelle fantasie più fervide poteva migliorare la giustizia in Italia è stata eliminata perché l’unico vero interesse di Berlusconi era quello di salvarsi la pelle, se avesse creduto davvero all’utilità di tale provvedimento sarebbe andato per la sua strada, come ha già fatto per l’esercito nelle strade, la schedatura dei bambini rom ed altri provvedimenti. I numeri per farlo ce li aveva, solo che probabilmente la Lega (non la Magistratura) gliela avrebbe fatta pagare cara alla prima occasione.
La fantasiosa interpretazione secondo cui la non approvazione della blocca processi automaticamente avrebbe ucciso qualsiasi futuro discorso sulla possibilità di risolvere i problemi del sistema giudiziario italiano è vera e propria fantapolitica. In Italia il luogo deputato a fare leggi, anche se ormai questo ruolo ormai è da anni completamente esautorato, è il Parlamento; trovando temi comuni si può giungere tranquillamente a soluzioni meno contestate e con una maggioranza un po’ più allargata, perché su molti temi mi pare che PD e PDL la pensino davvero allo stesso modo, anche se in Italia è difficile a causa del clima politico non propriamente idilliaco.
Quanto al discorso del cavolo secondo cui agli italiani non interessi il processo Mills o il puttan-gate (cosa tra l’altro smentita dalla regolarità con cui i giornali parlano di questa cosa, dimostrazione che tali notizie attirano molti lettori), su cui ti ha risposto adeguatamente Finazio potrei comunque rigirarti la frittata e dirti: è vero, agli italiani queste cose non interessano. Allora perché un uomo che dichiara di agire negli interessi degli italiani e di parlare la loro stessa lingua si affanna così tanto a bloccare i processi, mettere immunità alle alte cariche dello Stato, e bloccare le intercettazioni? Sicuramente non sono questi i problemi degli italiani.
essere berlusconiani è davvero ottenebrante
Ci pisciano addosso e ci dicono che piove. Il guaio è che c’è chi ci crede…
e non sono pochi.
peppe, il concetto non poteva essere espresso meglio!
Non è merito mio. L’ho letta da qualche parte, mi è piaciuta e me la rivendo.
me la rivendo anch’io allora.
Ce stanno i saldi, manco fallo apposta
Travaglio
che a sua volta l’ha sentita dire… credo sia un detto spagnolo
sì, catalano per l’esattezza.
e fa’ morire dal ridere…
Molto interessante il pezzo.
Peccato che manca un punto fondamentale:
se si vuole rilanciare lo stato ci vuole:
1. uno stato di diritto, non uno dove chi più furbo la vince
2. della gente competente.
Il primo lo stanno smantellando, la seconda giudicate voi stessi.
il primo non esiste dai tempi dell’impero romano, mattions.
la seconda….pura utopia
…
…
… per ora
C’è un fatto che attira immancabilmente la mia curiosità: ogni volta che in Italia si parla di “riforma della giustizia” si finisce inevitabilmente a parlare con toni da stadio pro o contro Berlusconi. Che Berlusconi abbia a che fare con la giustizia è un dato ampiamente accertato, però forse non c’è solo questo nodo.
Si potrebbe, per una volta, tralasciare i casi del premier e concentrarsi sull’amministrazione della Giustizia in Italia?
Riporto un passaggio dall’articolo del 4 luglio di Repubblica in cui si sintetizza un intervento di Massimo D’Alema alla Festa dell’Unità:
“Berlusconi non può fare leggi per difendere se stesso quando è al governo. Ma se la sinistra continuerà a difendere la macchina della giustizia così com’è, gli italiani voteranno sempre Berlusconi”. Applausi, quasi liberatori. La giustizia quindi non va, come dimostrano nove milioni di processi arretrati. Ma non funziona anche un certo modo di condurre le inchieste. “In Italia – osserva l’ex ministro degli Esteri – abbiamo il più alto numero di magistrati per numero di abitanti, eppure ci sono 9 milioni di processi in sospeso”
Si potrebbe, di grazia, parlare dei “perché” di questa situazione anomala, e cercare i rimedi a prescindere dal caso-Berlusconi?
Io non darei tanto credito alle cifre scritte sui giornali ed alle dichiarazioni dei politici. Gli eventi di questi ultimi giorni dovrebbero averci ulteriormente insegnato che la stampa italiana ed i nostri politici sono tutt’altro che affidabili. Ognuno può sparare su sondaggi, numero di dipendenti, stipendi, PIL, inflazione, senza essere tenuto a fornire fonti certe e soprattutto consultabili da tutti, come trasparenza vorrebbe.
Poniamo comunque caso che il numero dei magistrati italiani sia davvero elevatissimo rispetto a quelli degli altri paesi, i magistrati sono solo una piccola parte del sistema giudiziario. I tribunali hanno bisogno di segretari, di impiegati, hanno altresì bisogno di mezzi e strutture adeguate. Io ho sentito spesso parlare di carenza di personale nei palazzi di Giustizia, abbiamo tutti letto le storie di alcuni tribunali le cui auto sono ferme per mancanza di benzina e se avessi visto il reportage sui tribunali realizzato dalla trasmissione “W l’Italia” avresti potuto notare come in alcuni tribunali i dipendenti siano addirittura privi di computer e di altri strumenti basilari. Proprio ieri il quotidiano della mia città riportava la notizia che il Tribunale era stato chiuso a causa di un’invasione di pulci e zecche. Pare che un dipendente del tribunale, scendendo negli archivi per prendere i faldoni, sia stato assalito da pulci e zecche e che, risalendo al piano, abbia propagato gli insetti in tutto il tribunale. Risultato 3 ricoveri, vari malanni ed il tribunale chiuso. Nemmeno una settimana prima sullo stesso giornale alcuni dipendenti denunciavano la situazione di degrado in cui versano le strutture del tribunale e la carenza di mezzi con cui sono costretti a lavorare. Appena 10 giorni prima si lamentava l’assenza dell’aria condizionata nelle aule, cosa che causava malori agli imputati e conseguenti sospensioni dei processi.
Non capisco inoltre come si facciano a confondere norme chiaramente ad personam come il Lodo Alfano e la blocca processi definendole “riforme della giustizia”. Introdurre l’immunità per le alte cariche dello Stato non risolve il problema dei 9 milioni di processi pendenti, allo stesso modo bloccare i processi per stessa definizione non li porta a conclusione ma allunga solamente il problema. Riformare la giustizia è un’altra cosa, è un lavoro complesso che richiede il riordino del sistema legislativo, la ristrutturazione del sistema giuridico, lo studio su quali siano le cause dei rallentamenti della giustizia e la successiva attuazione di provvedimenti ad hoc.
Tutto questo non avviene perché in realtà il parlamento non è interessato al funzionamento della giustizia ed è impegnato a togliere le castagne dal fuoco ad uno che da anni produce leggi ad personam per scampare ai processi. Per come la vedo io la cosa sorprendente è sorprendersi del fatto che le persone vadano in allarme quando uno che ha tanti problemi con la giustizia pretetende di mettere mani al sistema giudiziario.
Non credo che il dato citato da D’Alema (9 milioni di processi pendenti) sia campato per aria, a me risulta verosimile.
Poi ci sono le desolanti percentuali di reati che restano impuniti per i più vari motivi, tutti dati puntualmente ripetuti ad ogni inaugurazione dell’Anno Giudiziario.
Anche il numero di magistrati rispetto alla popolazione mi risulta molto superiore alla media europea.
Così pure il numero enorme di leggi talora contraddittorie.
Sul fatto che ci siano pochi impiegati nei tribunali non ho dati, ma stento a credere che in una P.A. ipertrofica come quella italiana solo la Giustizia soffra di carenze d’organico.
Insomma, a me i conti non tornano.
Secondo me questo tema meriterebbe un approfondimento.
Fully, senza numeri e dati siamo sempre e comunque nel territorio delle cifre sparate a caso e senza riscontri. Come spesso è mitologia il fatto che le amministrazioni sono ipertrofiche in quanto a numero di personale impiegato. Se così fosse non si spiegherebbe (anzi, si spiega, ma con ben altre ragioni) il massiccio ricorso a contratti di precariato e a società di outsourcing, che svolgono privatamente lavoro che invece dovrebbe essere risolto da personale interno. Questo vale .
Inutile sottolineare il fatto che spesso il ricorso all’outsourcing porta all’aumento dei costi.
Interessante anche quanto riportato su :
Capito? I dati sensibili vengono gestiti da un consorzio di società tra le quali rientra Telecom Italia, recentemente assurta agli onori delle cronache per lo scandalo degli spioni? Chi ha dato l’incarico a Telecom Italia? L’attuale governo. Interessante vero?
D’Alema dice sempre cose molto intelligenti quando è all’opposizione. Peccato che quando è al potere se ne dimentichi.
Dovrebbe farsi controllare.
Apprezzo la democraticità di MC nell’inserire interventi “fuori dal coro” delle solite ranocchiette locali [;)].
Non entro nel merito delle posizioni prese da Chris, perchè non ne condivido alcuna (obbligatorietà dell’azione…..persecuzione….sacrosanta immunità….basta, mi arrendo, hai vinto!)
Premesso ciò, muovo una critica ma non a Chris, ad MC: perchè non si può pubblicare uno scritto così sintatticamente dubbio e faticoso sperando di farla franca!
(Pianeta, ma dove sei quando servi?).
Mi ero anche preparata l’elenco degli strafalcioni da contestare, ma ve li risparmio.
Giusto una per tutte:
il fatto che Tremonti non abbia ancora tassato la punteggiatura, non è un buon motivo per scialare con le virgole. Loro scopo precipuo, non è esattamente quello di “sbricolare” una frase in tanti segmenti e poi non si antepongono alle “e”, si commette errore di ripetizione.
Questo mio inutile intervento è dedicato ad Angela Maria Daffinà, meravigliosa e pignola insegnante di Ita&Sto.
Grazie Proffa. Mi hai resa un mostro, ma grazie.
PS
Per cortesia aggiorniamo questi dati:
1) il favore verso il governo è al 119%
2) Quello per la Magistratura allo 0,3% che sommato ai risultati rilevati tra gli italiani all’estero, scende al -2,4%
Simona, ritengo che attaccare l’autore per il suo modo di scrivere sia specioso. Su Mentecritica cerchiamo sempre di discutere sul contenuto e sulle idee offerte da coloro che propongono i loro pezzi in questo spazio web, mettendo invece in secondo piano le loro capacità sintattiche e grammaticali. Tutti hanno diritto di esprimere le proprie idee sfruttando i mezzi e le capacità di cui dispongono, in fondo Mentecritica non è l’accademia della crusca. Per questo motivo una critica al modo di scrivere dell’autore è da considerarsi un attacco personale all’autore, cosa che tendiamo a non apprezzare perché totalmente inutile ai fini del dibattito.
Cerchiamo di non soffermarci su piccolezze come le virgole ed i grassetti, ok?
condivido completamente l’asserzione di Doxaliber.
Incasso il colpo e confesso la mia speciosità. Mi asterrò in futuro dal mettere i puntini sulle i.
Baci
Ne sono felice.
un po’ cattivella … e molto attenta. Quel “bandire” al posto di “bannare” non è passato inosservato.
Comunque Doxaliber ha espresso molto efficacemente la posizione ufficiale di MC sulla questione.
Il problema -mio- in questi casi è la “fruizione”: è difficilissimo seguire un testo senza principali e secondarie, non si afferrano i concetti. Su MC, la “qualità” era stata molto alta fino ad oggi. Però faccio MEA CULPA.
Grazie cara.
sì simona, a parte i troppo frequenti grassetti io non sarei così inclemente con chris, ma ti capisco.
la mia critica è qui
dici che la gente vuole questo? rilanciare il paese?
ci scrivi dalla svezia, immagino.
no chris, la ggente vuole proprio quello che ci stanno propinando. Puttane, pompini, leggi fasciste, sangue e morte. Questo vuole la ggente, altro che cazzi
Con profondo rammarico, confermo.
Come quella barista di CampoSanPiero (PD), intervistata dal “Mattino di Padova”, che rimproverava a Adolf Hitler di non aver eliminato tutti gli Zingari, anche se si dichiarava antinazista. Ma chi ha cominciato son stati i nostri amministratori locali, come quel tale consigliere comunale di Santa Lucia di Piave che arrivò a parlare di “camere a gas per gli zingari” in sala consiliare. La colpa non è sempre della “ggente”, ma dei politici che ne son l’avanguardia, e che autorizzano certe persone a prenderli ad esempio, soprattutto le persone più semplici, che vedono ancora nel voto un rimedio salvifico.
La mia collega di lavoro, che vien dalla bassa Trevigiana, mi dice sempre: “Diobon, e demosela anco stà immunità al Silvio così xè l’ora ghe stò guerno ghe comenza a far le cose bon!” Per i non Veneti, lei, come tante altre brave persone che vivono da queste parti, son disposte anche ad accettare che il nanetto sia immune da tutti i reati, e che possa impunemente delinquere a vita, se lo vuole, purchè poi faccia le cose che loro desiderano, o che loro sperano ancora che faccia. Eppure, per un Veneto, l’onestà e la drittura morale sono valori assolutamente non negoziabili, per quanto riguarda i “puareti”, basta chinare il capo davanti al potente di turno con un riverente “Comandi, Siòr!”
Ma questa non credo che sia una prerogativa solo del triveneto, ma credo, che in altre forme, esiste in altre parti d’Italia, anzi fa parte della nostro (poco edificante) comune patrimonio culturale, che il resto del mondo ben conosce e certo non ci invidia.
Luminal confermo, questa è tipica mentalità italiana. Altra dimostrazione che l’Italia ha decisamente una sua identità nazionale.
L’invidia è l’ultimo dei sentimenti che suscitiamo all’estero.
Poco ma sicuro. Anzi, mi sa che proprio non è preso in considerazione