La Speranza si Chiama Obama
5 novembre, 2008 - 11:30 di Fully
Archiviato in Il Bello della Politica, Oltre il Confine, Veri Uomini
Condividi La Speranza si Chiama Obama. ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
Ore 5.45 italiane del 5 novembre 2008
Poco fa McCain ha riconosciuto la sconfitta telefonando ad Obama.
Obama è il 44° Presidente degli USA, ed è stato eletto plebiscitariamente, con un’affluenza al voto inusuale per quella grande democrazia.
Sono contento per gli Stati Uniti e per il mondo intero.

La novità costituita da Obama alla Casa Bianca non è solo legata al colore della sua pelle. E’ una festa della modernità, se è vero che Obama ha saputo raggiungere milioni di suoi potenziali sostenitori grazie a mezzi non convenzionali, quali i blog, gli sms, MySpace, ecc.
La sua grande capacità oratoria, la sua prosa immaginifica e coinvolgente ha fatto il resto.
Ora tutto il mondo aspetta la ventata di novità, il “cambiamento” dopo la lunga e drammatica gestione Bush, durante la quale il Globo ha espresso tutta la sua potenzialità rabbiosa ed è rimasto invischiato nella più grave crisi finanziaria che si ricordi dal 1929.
Non so se alle grandi aspettative suscitate da Obama seguiranno fatti di pari livello. Ma anche solo facendoci sognare da domani un po’ più di pace, restituendoci un pizzico di speranza pur non nascondendoci le difficoltà, Obama ha già compiuto un piccolo miracolo. Un miracolo fondato sulle parole, una speranza legata al “sogno” americano, in cui, se credi in te stesso, nulla ti è precluso. Anche se sei nato povero, anche se sei uno sconosciuto, anche se sei negro.
La Storia ci dirà quali fatti seguiranno.
E mentre aspetto davanti alla TV di sentire il primo discorso di Obama Presidente non posso fare a meno di invidiare una nazione in cui alla prima festa, a Chicago, in una piazza festante ricolma di centinaia di migliaia di persone che aspettano di sentire il proprio leader vittorioso, non si veda sventolare una sola bandiera di partito, ma solo centinaia e centinaia di bandiere a stelle e strisce.
La Speranza si Chiama Obama è di

prendo spunto da questa osservazione sulle bandiere: non quelle di partito ma quelle del paese…
… in Italia, anche per volontà dei nostri signori al potere si sta trasformando sempre più la discussione politica in tifo della natura peggiore, con tutte le storture che questo comporta e, in particolare, con l’appiattimento della capacità critica in funzione dell’interesse di squadra
un grande statista e il suo grande pensiero
è un nano che parla di un gigante. fa solo pena.
lui può diventare al massimo presidente di una squadra di promozione.
Oltre che pena mi fa rabbia: e’ un senatore, rappresenta tutta l’italia.
E’ PAGATO, PROFUMATAMENTE PER RAPPRESENTARMI
si dimetta e poi rilasci le sue considerazioni personali, abbiamo gia’ abbastanza problemi da soli senza inimicarsi il neo presidente eletto dello stato che ha missili nucleari nel nostro suolo.
non tollero che chi mi rappresenta faccia uscite da baretto di quartordine.
e per la cronaca direi che la comicita’ americana gli ha gia’ risposto tranquillamente :
Mi riallaccio anche io all’ossrvazione delle bandiere. Gli Stati Uniti d’America sono un paese anglosassone, per cui ad elevata cultura civica. I partiti non sono i partiti di massa ( o i partiti pigliatutto che abbiamo in Italia); i partiti sono macchine che stabiliscono la propria identità politica niente di più.La cultura civivca permette di non essere “contro” qualcuno, ma lottare “per qualcosa”.
Nonostante in Italia si tentino sperimentazioni di primarie (aldilà dei brogli che sono stati evidenti nell’elezioni di Veltroni), l’effetto non sarà mai lo stesso. Non avremmo mai candidati che lottano perun progetto, come Obama e Clinton, ma avremmo sempre persone che stabiliscono a tavolino chi deve essere il segretario e che cercano una posticcia legittimazione popolare. Il partito in Italia non è impegno al servizio del cittadino, il partito e la politica in generale è perseguimento del proprio fine a discapito degli altri. Anche in America l’interesse gioca un ruolo fondamentale nella politica, ma è un interesse mai particolartistico. E quando lo è raccoglie l’adesione di milioni di persone che sostengono quell’interesse perchè è il loro interesse, anche se queste persone si scontrano con altrettante che seguono altri progetti.
L’italiano conosce solo la contrapposizione.
Esatto. In Italia non esiste la dialettica politica. Anche se ci sono migliaia di trasmissioni che mettono a confronto elementi della politica, ma sono per lo più agoni deputati a fare adience che, si sa, cresce quando c’è il litigio.
Girava voce che anche il Gattino Virgola parteggiasse per Obama …
sì, gli uomosessuali parteggiavano per oby
Anche il mio Carneade si è entusiasmato per la vittoria di Obama. Pensa che ne ha fatto il simbolo delle sue rivendicazioni: diritti, libertà, uguaglianza. A proprosito di bandiere: non ho mai visto bandiere di partito negli USA. Quindi non so se il Partico Democratico americano ne abbia una.
Però, associare la nostra politica a quella americana solo attraverso una bandiera mi sembra una forzatura.
Le elezioni americane si sono svolte sempre nello stesso modo. Il candidato presidente si fa la campagna elettorale spendendo un “futtio” di soldi dei sostenitori, ma poi sono i delegati a stabilire la sua elezione definitiva. Non ci sono sorprese.
In Italia, che è una repubblica giovane, si è scelto un sistema elettorale che ogni governo cambia a seconda dei suoi interessi. Adesso abbiamo la porcata di Calderoli che fa tanto comodo a Berlusconi. Così in fondo non si era mai sceso in Italia: ci voleva Berlusconi, amico di Gelli.
Carmine, sei talmente “accecato” dall’amore per Berlusconi che attribuisci agli altri ciò che fa lui. Da dove l’hai pescata la frottola dei brogli di Veltroni, che anche se ci fossero stati erano primarie e coinvolgevano solo il PD e non la nazione?
Gli unici brogli, veri, in una elezione vera, sono stati fatti in Sicilia dalla destra.
Dimentichi pure tu a tuo piacimento le cose. Sei giovane: usa la memoria.
Una massima latina dice: “Memoria minuitur nisi eam exerceas”. La memoria diminuisce se non la si esercita.
Se continui così finirai col dimenticare anche il tuo nome. La passione è bella, non il fanatismo!
Lupo, meno male che ci sei. Hai una pazienza che meriterebbe la menzione in qualche testo sacro.
Carmine, ho solo risposto al tuo commento che sa di sacralità neppure tanto nascosta nei riguardi del tuo idolo. Io non ho bisogno di essere menzionato in qualche testo sacro. Se però me ne trovi uno, perchè accennarlo soltanto senza dirne il nome non significa nulla, che mi soddisfi, dimmelo e ti autorizzerò a mettermi tra le persone degne: mai in compagnia di Berlusconi. Lui è già tra gli unti!
Pronto lupo? Sono simona! (Ed ero io anche prima
)
Volevo sottolineare che hai DAVVERO una pazienza inviduabile, io non ce l’ho tutta la calma che hai tu per rispondere a certi commenti.
Simona, Carmine è quel ragazzo che gli amici “tengono alla larga”. Ho cercato di dirgli di non fare il saputello, perchè a nessuno piacciono i saputelli, ma di “mettersi” in contatto con gli altri se vuole essere accettato.
E’ giovane e forse non si rende ancora conto che la polemica fine a se stessa non porta da nessuna parte. Quindi, non è questione di pazienza (non ne ho tanta in fin dei conti anche se le mie figlie mi dicono “papà quanta pazienza hai”. Non ti dico con chi), è solo questione di fargli capire che le ragioni degli altri vanno rispettate anche se non sono condivise.
Ciao, Simona.
Qualche post fa dicevo che mi sarei stupito se gli americani avessero eletto Obama, perché sarebbe stata la dimostrazione che esisteva un’altra America, lontana dagli stereotipi.
DFC sosteneva che quell’America esisteva.
Aveva ragione lui.
E’ una gran buona notizia per tutti.
ci ho vissuto per un anno.
Conosco quel paese un po’ più della media.
eri l’amante di lexi eh ? mezzo blog ti invidia (o per lo meno io e oris)
Ah, io di sicuro casso….
bella e intelligente.
ovviamente no.
non credo di poter interessare le signore tout court e quella che citi tu in particolare.
Su queste cose sono in pensione da anni.
qui c’è il discorso tradotto in italiano
Finalmente sono finite ‘ste presidenziali americane, non ne potevo più. Mai come quest’anno sono state ingombranti. Lo so che le sorti degli USA interessano tutto il pianeta, ma ci siamo sciroppati tutto: dalle primarie fino alla votazione by night. E’ stata una soap-opera. Troppo per me.
Ci siamo ritrovati i politici americani coinvolti (loro malgrado) nella ns propaganda. Ricordo manifesti del PD con sullo sfondo un’immagine di Obama e il tormentone “We Can”, segnale di grande mancanza di idee proprie (secondo me). Messaggio non recepito tra l’altro, perchè Obama (prima del 2008) non l’avevamo mai sentito nominare (almeno io).
Ed ora, tutti ‘sti cialtroni -dx e sx- a dichiararsi “ispirati” da (e ad) Obama……..
la gelmini!…..mamma mia
e berlusconi? Che prima fa l’encomino di Bush Grande Presidente (antitesi di Obama) e poi: hop! Via sul carro del vincitore
Condivido la riflessione di Fully, Obama -indipendentemente dalla sua politica- è la concretizzazione del sogno americano, ha restituito a molti la fiducia nelle possibilità individuali, in barba alle lobby e corporazioni varie.
Sono contenta che abbia vinto su McCain, però ricordo che questo sensazione di cambiamento radicale, il mondo l’ha vissuta anche all’alba dell’elezione Clinton.
Abbiamo 4 anni davanti, per scoprire chi è Obama…così magari, i nostri politicanti la smetteranno ci citarlo a casaccio.
Si’ ma per chi fin dal 2001 era frustrato a causa delle due sciagure capitate, vedere una che se ne va mette il buon umore.
E poi c’e’ una cinica soddisfazione a pensare come possa esserci rimasto Facci.
hi hi hi, Facci che rosica. Che bell’immagine, grazie Kla.
Si è accalorato per McCain? Non sapevo. Ho tentato di seguire il meno possibile questa campagna, tanto ….mi seguiva lei!
Ho sentito un imbecille che parlava in TV… un certo Emilio Fede, che diceva (non so se fosse cabaret o altro) che Obama era come Berlusconi.
BuahUahUahUahUAh! :mergreen:
Mi chiedevo: quand’e’ che inizieremo a ricoverarli? Questa gente e’ malata… assai!
BuahUahUahUahUAh!
Devi ammettere, cara Simona, che in tanti ha suscitato molta speranza. E che questa volta i Pd ed altri non hanno sbagliato.
Che poi la Gelmini si ispiri a Obama non c’è da stupirsi soltanto, c’è da ridere: Obama vuole la scuola pubblica, lei la vuole privatizzare, Obama vuole la sanità pubblica, lei è su di un’altra sponda.
Se penso a Formigoni che ha stanziato non so quanti milioni di euro per CL solo per sovvenzionare la loro scuola che pubblica non è, mi vengono i brividi.
Quella è l’area della Gelmini e company.
Infatti, lo riconosceremo “sulla distanza”, chi si ispira veramente ad Obama.
(Questa notizia di Formigoni non la conoscevo, è spregevole!
)
La mia anima cinica vorrebbe riportarmi a credere che anche obama sia un servo di qualche lobby ma la sensazione che tu esprimi la condivido anche io, in barba al mio ciniscmo.
ma poi tu stessa mi riporti alla prudenza.
ti seguo.
ecco, si: credo si possa dire che sono prudentemente soddisfatta.
(Sarà che i tempi sono proprio brutti e non me la sento di saltare dalla gioia)
A me basterebbe un segno solo, ma importante, simbolico, per dire che il cambiamento è reale e che sarà un grande presidente.
Per esempio l’abolizione della pena di morte in tutti gli Stati Uniti.
Non finché ci sarà Schwarzy Terminator … agli americani piacciono ancora molto i governatori repubblicani che, tutto sommato, a parte l’abitudine di sfoltire i prigionieri, lavorano abbastanza bene a livello amministrativo; è ad alti livelli che provocano sfracelli.
io ho fiducia che questo sia un nuovo Kennedy (e infatti ne “imbarca” due nella sua squadra); il timore è che presto inizieranno a muoversi per fargli fare la stessa fine.
Incrociamo le dita.
BARAK OBAMA – ATTENZIONE !!!
La profezia del RAPPORTO K del gennaio 1972, già pubblicata il 3 agosto scorso su blog, () il 4 novembre del 2008 si è avverata, in parte.
“Molti torneranno.
Qualcuno è già tornato e presto rivelerà il suo ingegno.
Ancora non posso dire, ma avrà la pelle scura e scongiurerà una guerra.
Questo mi e dato rivelare ora.
Egli porrà fine alla piaga del razzismo e ad altre stoltezze ancora.
Sarà grande pensatore e Profeta di Dio…
Egli fu figlio di una razza superiore, ma una razza in armi.
Ebbe ingegno, ma fu senza Dio.
E di ciò ha reso conto appieno in un’altra incarnazione dove ha scontato la propria impurità da primitivo tra i primitivi, fino a che non gli fu concesso di migliorare sé e gli altri.
Ora è tra di voi ma presto emergerà come è suo destino.
Tuttavia avrà i nomi della perfezione e tra essi Abramo.
Egli comanderà nella giustizia e nell’amore e subirà il martirio degli eletti”.
O (zero – cerchio – vocale) BA MA
Il nome Ba-Ma in iraniano vuol dire stai con noi.
Il segno O può essere: zero, cerchio, oppure vocale.
se è zero vuol dire che non sta con noi e quindi sta altrove.
se è cerchio vuole rafforzare in senso ecumenico il noi, cioè sta con tutti.
Se è vocale è un rafforzativo dello sta con noi.
BARAK, HUSSEJN, OBAMA , etimologia e simbolismi biblici:
Baruch è il participio passato maschile del verbo ebraico Barach (benedire), e quindi corrisponde dunque al nostro Benedetto.
Barach, bendire, è un infinito che, pronunciato da un non ebreo può diventare Barak.
Hassan o Hussein derivano dal nome arabo Hassan o Hussein che significano di bell’aspetto e di buone maniere.
Obama è il termine ABRAMO che si trasforma in OBAMA, che può essere dovuto a traduzione, pronuncia, cambio di lingua ecc. Ovvio che è una conclusione che può essere provvisoria.
I più antichi nomi dei Patriarchi, dopo decine di secoli, hanno perduto il loro significato originario, e vengono letti dal redattore biblico in senso popolare l’etimologia, dunque, del nome Abramo ha chiaro riflesso nel patto con Dio, padre generoso. Il nome teoforico è composto di Ab “padre” e ram, in antico babilonese ramu “amore
Tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni”. Abraham nella sua lingua si risolve in Ab “padre” e il babilonese raham, rahum “progenitore”, “propagatore”
(Ricerche del Prof. Elio Tocco, Presidente dell’I.M.S.U. Istituto Mediterraneo Studi Universitari e docente del Dipartimento di Studi Ebraici e Islamici)
ORA ATTENTI:
Egli comanderà nella giustizia e nell’amore e subirà il martirio degli eletti”.
Le profezie non vogliono dar gloria di lunga vista, ma AMMONIRE. GUAI A NON ESSERNE DEGNI!
cosa significa: “subirà il martirio degli eletti”?
Se usasse i puntini e le “k” potrei applicare la mia formuletta
Mi sa che devo riguardarla ed inserire qualche parametro ulteriore.
in ke senso? Formulette di strega?
(Se è interessante: “passa all’ala”. Accetto qualunque suggerimento per la sopravvivenza, anche stregonerie)
Nessuna “fattura”. Se ne avessi il potere saprei io a chi farla
E’ solo la formuletta C = P*(k+1)/E quella delle cazzate che la gente scrive in internet.
C = quantita’ di cazzate
P = quantita’ di puntini di sospensione
k = quantita’ di “k” sostitutive di “ch” e “q”
E = eta’ di chi scrive
Ma devo modificarla, in base al commento qui sopra (in cui mancano i puntini sospensivi), i conti non tornano.
molto carina! Sei una matematica del web. (ma come mai K+1 ?, Gliene dai una omaggio?)
k+1 perche’ essendo k un moltiplicatore, se k=zero in assenza di k non ci sarebbero cazzate, e cio’ non e’ vero.
giusto!!!
P=0 ?
Sei stato tu ad aiutarmi nel mio blog, grazie. Ecco quindi la formula aggiornata:
C = (Pk+1)/E
Geniale, Chiara
Tanto di cappello
vabbe’, adesso non mi coglionate troppo, perchè mi sono soffermata su questo commento.
)
(non ci facciamo sempre riconoscere, stiamo un po’ defilati ogni tanto
OT
do you like your new job?
OT
Ciao Simo! Ho degli enormi problemi con internet a casa e per collegarmi devo andare a scienze politiche o collegarmi all’internet point sotto casa.
In verità ti dico: devo ancora iniziare, ci sono stati rallentamenti nella ristrutturazione dei locali, intanto ho scoperto che il locale si chiamerà i matti anni 30 ed è un franchising nato a Predappio. Si incomincia nonostante tutto la prossima fine settimana.
In tema con la profezia eletto non è il votato ma il prescelto (la chiesa lo chiama unto) Il martirio potrebbe essere anche un secondo attentato.
Ma io credo più all’ammonimento che alla lunga vista.
Penso che Obama non cambierà nulla della politca estera USA. In particolare ci terrei a ricordare che molte guerre sono state scatenate da presidenti democratici. E’ la questione del colore della pelle è solo una questione di secondo piano, Obama deve rendere conto a tutte le lobby politiche che lo hanno fatto eleggere. Spero disattenga le loro speranze.
Io credo in quest’uomo.
Come Aurobindo è stato il padre dell’indipendenza dell’India,
Obama sarà il fondatore del PROGETTO GLOBALIZZAZIONE TOTALE.
Utopia? Quando mai la speranza lo è.
Un giorno dal 1547° piano dell’ OBAMASITY si governerà con giustizia il mondo. (vedi il mio racconto “settemila miliardi di vite” già pubblicato in M.C.)
SETTEMILA MILIARDI DI VITE UMANE
Ricordo da bambino quando i miei genitori uscivano a caccia prima dell’alba per gli appostamenti e tornavano la sera stanchi spesso a mani vuote e qualche volta anche feriti. Con i mie fratelli e la nonna venivamo chiusi dentro e grandi e pesanti lastre ci proteggevano. Una flebile luce entrava dall’alto illuminando quel tanto che ci permetteva di distinguere le nostre figure. Passavamo il tempo ascoltando i racconti della nonna e giocando con i sassolini e le conchiglie in silenzio per paura che da fuori ci potessero sentire. Al loro arrivo c’era sempre festa e un’atmosfera di serenità e di sicurezza che durava fino alla vigilia della nuova partenza. Il Grande desiderio di mio padre, che pagò caro, era poter uscire senza andare incontro a pericoli, di comunicare con gli altri e vivere insieme uniti in grande armonia. Il più idoneo, diceva, sarebbe stato scelto dalla comunità per un lustro e avrebbe provveduto con la forza che gli veniva dalla sua autorità a proteggerci tutti. E per questa sua follia fu fatto a pezzi e mangiato da tutti i maschi del villaggio.
Ora, dopo tante vittime, sono il capo villaggio. Un vecchio di dodici lustri che rischia la vita a propagandare l’unione di tutti i villaggi non per scegliere il capo dei capi, ma il capo di tutte le tribù.
*******
Sono stanco oggi ma sereno.
Mi affaccio dalla finestra e guardo giù. Puntini che si muovono lentamente in tutte la direzioni e migliaia di veicoli fermi a guisa di paiette luccicanti di un tessuto a piedipull dell’immenso posteggio del OBAMACITY, sede del Governo Globale del Mondo.
Fra poco meno di dieci minuti mi lancerò nel vuoto dal settecento quarantacinquesimo piano. Ho regolato il telecomando a dodici secondi. Ho un po’ di fretta perché debbo fare una capatina da mio figlio a Milano prima di essere a casa a Siracusa puntuale come sempre per cena. L’auto personalizzata si avvia verso l’aerostazione e dopo pochi di secondi supera la velocità di crociera programmata per cinquecentoventi chilometri orari. Un quarto d’ora dopo decollo dall’aeroporto di Auronville. Come sempre la velocità è quasi al massimo e ho appena trentaquattro minuti esatti par riposarmi.
Faccio un bilancio della mia vita. Entrato per concorso trentaquattro anni fa (23.200 concorrenti per 25000 posti) dopo appena sette mesi ero già al cinquantaduesimo piano. La laurea dottore in utroque mi ha consentito una carriera più rapida. Dai servizi socio-sanitari dei primi cinquantadue piani sono arrivato oggi quasi alla metà della “piramide” il cui vertice è al livello millecinquecentoquarantasei a 5.200 metri. Sono arrivato l’anno scorso al piano milletrecentotrenta a ritirare personalmente dalle mani di uno dei venticinque Vice Presidenti del Mondo la promozione che mi ha portato a dirigere i dodici piani del settore “servizi estremi del mondo”. Tra gli interventi di oggi due in particolare mi hanno coinvolto emotivamente nelle decisioni.
Una donna in coma da parecchi anni, mi ricorda un caso analogo tanto tempo fa sempre in Italia, è deceduta improvvisamente e io ne ho disposto l’autopsia. Per un terremoto del 9.7 gradi della scala Richter annunziato per le prime ore del giorno sulla faglia di sant’Andrea e puntualmente avvenuto, non ho previsto alcun intervento estremo per la fiducia negli avanzatissimi sistemi di sicurezza raggiunti. Qualche ricovero per piccole contusioni, molto spavento dei 34 milioni di residenti e tanta mia immotivata emozione.
Fra sette mesi finalmente salirò in cima al più alto grattacielo della terra e sarò ricevuto da LUI personalmente, in forma ufficiosa nel suo giardino pensile. Niente encomi, pergamene, discorsi. Solo una stretta di mano e una busta con le mie spettanze. Il prossimo anno si eleggerà il nuovo Presidente. Qualcuno vuole candidarmi tra i settanta Consiglieri della terra.
*******
Niente guerre, né pestilenze. Niente ricchi e né poveri. Niente gravi malattie, né fame. Niente incidenti, né feriti. Il cancro un lontano ricordo. Niente omicidi, né ladri. Le carceri sono vuote.
L’universo non ha più segreti per l’uomo ed il microcosmo ci riserva continue scoperte. L’ultima: l’essenza vitale. Per non parlare della tecnologia. Non ci sono più cellulari, né monitor, né palmari né televisioni, né internet. Tutto in piccole compresse che hanno sostituito la vecchia farmacologia per dar vita a sostanze che interagendo con le nostre sinapsi ci permettono di comunicare a distanza, di vedere in uno schermo virtuale proiettati attraverso i nostri occhi immagini e suoni che la nostra mente richiama da qualunque punto della terra. Un piccolissimo dato in controtendenza: aumenta la depressione.
*******
Ed io Michelangelo mi trovo ora a cavallo tra l’uomo delle caverne e l’uomo del futuro. Il primo l’archetipo delle mie paure, il secondo il miraggio di un limbo opaco e senza gloria. E so che non mi è dato scegliere, mentre vado incontro a mille esperienze che ineluttabilmente mi porteranno alla maturità e quindi all’evoluzione.
Ma so anche che la verità ….. è sempre oltre.
(occhio al 7)