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Obama e Huckabee: Facce della Stessa Medaglia

5 gennaio, 2008 di Lexi Amberson  
Archiviato in Oltre il Confine

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Da una prima veloce panoramica sui risultati delle primarie in Iowa, mi sento di dire che il fatto più evidente è la “sconfitta”, in campo democratico, di Hillary Clinton.
A differenza di Rudolph Giuliani che, sulla sponda repubblicana, ha rinunciato a partecipare alla prima tornata elettorale, lei, Hillary, è scesa in campo da subito. E ha perso.


Non c’è niente da fare. Hillary Clinton è abile, ha raccolto più soldi di tutti, ha alle spalle un’organizzazione mostruosa e ben collaudata, oltre all’immagine mai sbiadita di un marito che è rimasto nel cuore di tanti Americani, ma deve vedersela con un handicap insormontabile come l’antipatia personale.

hillaryclinton.jpg

Al di là di quelli che sono gli argomenti specifici, tu la guardi, la valuti e finisci col dire che no, c’è qualcosa in lei che non ti piace e non ti convince.
E questo, purtroppo per lei, è un convincimento che accomuna gli abitanti di stati abituati a pensarla in maniera differente: dalla comunità rurale dell’Iowa (che ha già provveduto a bastonarla), all’elettorato più liberal ed emancipato della California, dove non è ancora detto che potrà spuntarla.
Per fare un esempio, tra i tanti amici e conoscenti che votano democratico, io non ne ho ancora trovato uno che sopporti Hillary e che sia disposto a votarla. Quindi, la sensazione è che, forse, la candidatura finale se la dovrà sudare più del previsto.

Per contrasto, l’affermazione di Barack Obama (in uno stato con popolazione prevalentemente bianca) è molto significativa.
In questi mesi gli attacchi che gli sono piovuti dallo staff della Clinton miravano soprattutto a sottolineare la sua inesperienza e inadeguatezza a ricoprire un ruolo di massima responsabilità. Evidentemente ha avuto la meglio l’effetto “novità”.

Il personaggio Obama piace. Umanamente piace molto anche a me. Tra tutti i candidati è senza dubbio quello dotato di maggior capacità affabulatrice. Lo ascolti e ti piace. Ha fascino e quello che dice lo sa comunicare in maniera accattivante.
Nelle ultime fasi della campagna elettorale, dove un po’ tutti si sono azzuffati scagliando merda in faccia agli avversari, lui non si è fatto prendere da quel vortice di nervosismo e di cattivo gusto e ne è uscito con classe.

Sostanzialmente il successo di Obama si legge come un desiderio di novità, la voglia di una politica diversa, dove l’entusiasmo supplisca all’inesperienza.
Da un lato possiamo riconoscere che anche J.F.Kennedy, quando arrivò alla Casa Bianca, non aveva grande esperienza. Ma, in senso opposto, non possiamo dimenticare nemmeno quanto fu politicamente disastrosa la sua presidenza.

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Poco da dire sul secondo posto, in campo democratico, di John Edwards. Certo, per chi vota repubblicano lui sarebbe l’avversario ideale in quanto trascinerebbe i democratici alla sicura sconfitta. Troppo di sinistra per poter arrivare alla Casa Bianca e, francamente, così poco credibile, lui multimilionario snob, nei panni di un moderno Robin Hood che toglie soldi e privilegi ai ricchi (come lui) per donare benessere e felicità a tutti i diseredati della terra. No, non sarà lui il candidato finale alla presidenza.

Passando ai repubblicani, dico subito che il vincitore di ieri, Mike Huckabee, è quello che tra i cinque principali contendenti considero il meno affidabile nelle vesti di possibile Presidente.
Personalmente ritengo che chiunque degli altri quattro candidati (Giuliani, McCain, Thompson e persino Romney) sarebbe un Presidente migliore del migliore dei democratici.

Tuttavia ad Huckabee, sulla scia di questa sua affermazione in Iowa, vanno riconosciuti alcuni meriti. Innanzitutto essere riuscito in poco tempo e con pochi soldi a proporsi in maniera vincente.

In un certo senso, come nel caso di Obama, anche Huckabee ha saputo dare di sé l’immagine del politico “nuovo”, magari ingenuotto ed inesperto però “vicino” ai sentimenti della gente comune.
Molto più di Mitt Romney, suo vero avversario in Iowa, troppo ricco, troppo chiacchierato e troppo…mormone. L’ho già scritto tempo fa: negli Stati Uniti questa confessione religiosa è vista come il fumo negli occhi e quindi la sua eventuale scelta come candidato presidenziale del GOP mi sembrerebbe molto azzardata.

Tornando ad Huckabee e alle ragioni del suo successo, faccio una considerazione. Ci sono molti Americani che anziché vedere nei su e giù dell’economia o nei pericoli della jihad islamica le principali minacce al nostro mondo, considerano molto più importante ed impellente la difesa delle tradizioni, della cultura, dei valori cristiani americani.

mike_huckabee.jpg

E’ gente che crede prima di tutto in Dio, nella famiglia e nell’America. Gente che guarda con disturbo ai programmi secolaristi che si insegnano nelle public schools. Gente che non vede di buon occhio i ricconi intellettuali che vogliono spiegargli come gira il mondo. Gente semplice che apprezza un buon marito premuroso che si fa il culo con il doppio lavoro solo per garantire ai figli e alla famiglia un futuro dignitoso.

E voi che leggete, non crediate di ridurre il tutto all’immagine di un’America mentalmente retriva e bigotta. Sarebbe superficiale. Nella maggior parte dei casi si tratta di brave persone che meritano rispetto e che vivono le loro vite credendo in quello che fanno, spesso lottando con le difficoltà contingenti ma sempre con onestà.

Huckabee, con il suo modo di fare e con il suo linguaggio populista, che arriva al cuore di quei tanti Americani, è percepito come “uno di loro” più di qualsiasi altro candidato.
Lo si avverte quando, tra il chiasso e la birra, si mette a suonare un inno del rock sudista come Sweet Home Alabama e sembra proprio che si diverta a farlo.
Così come, la sera prima del voto in Iowa, lo vedi suonare il basso da Jay Leno e ti viene da pensare: “Cazzo, domani quello se li straccia tutti alla grande”.

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E quasi quasi le sue parole di stima nei confronti di Obama (che al pari di Huckabee mette in assoluto risalto l’aspetto dei valori cristiani) sono suonate profetiche di questo loro successo in comune.

Anche se, alla lunga distanza e al cospetto di un elettorato più articolato (quello che verrà chiamato in gran parte il 5 febbraio), ritengo che Huckabee, a differenza di Obama, abbia poche chances. Ma avremo modo di riparlarne.

Approfondimenti sulla politica americana e sulle presidenziali sono disponibili a questo link.

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Comments

11 Risposte a “Obama e Huckabee: Facce della Stessa Medaglia”
  1. Adetrax scrive:

    @Amberson

    Questa smania americana dello spettacolino alza-gradimenti per i personaggi politici non so come giudicarla.

    Vedere Giuliani in versione “trans” o un qualsiasi altro politico che suona il basso, la chitarra, il banjo o la batteria mi fa venire un po’ i brividi, come quando canta Berlusconi (credo pero` che sia un mio problema personale).

    Se in futuro volessi spendere due parole (anche con un micro articolo) su questa tradizione tutta americana, magari capiremmo meglio anche altre cose.

    [Rispondi a questo commento]

  2. mc scrive:

    Diciamo che anche qui cantano un po’ tutti e anche quando fanno dibattiti fanno spettacolo.
    Diciamo anche che agli Americani piace fare le cose per bene anche quando cazzeggiano. Quindi se qualcuno si traveste o suona il basso cerca di farlo professionalmente.

    Ho ascoltato cantare decine di politici, da Mastella a La Russa e facevano tutti, ma dico tutti, pietà.

    Nemmeno il rispetto di preparare una mezza canzone, tanto qualsiasi cosa fanno ci deve andare bene.

    [Rispondi a questo commento]

  3. Adetrax scrive:

    Canta anche Prodi ?

    [Rispondi a questo commento]

  4. mc scrive:

    No. Non lo fa per non svegliarsi.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Adetrax scrive:

    Articolo carino, ho apprezzato le note di colore e le impressioni sui candidati.

    Visto che i commenti per ora languono, aggiungo qualcosa.

    Prometto che appena potro`, visitero` i siti dei principali candidati per valutare un po’ meglio i loro contenuti e capire meglio certe valutazioni fatte nell’articolo; nel frattempo faccio qualche battuta su Hillary e Obama.

    Insomma pare che Hillary non piaccia tanto all’americano medio, cos’e` troppo ilare e sorridente nonostante le passate avversita` coniugali ? :-)

    A parte il fatto che avere due coniugi presidenti e` un po’ chiedere troppo dalla vita (ma si sa che in America non c’e` censura per i sogni proibiti), che Hillary e` una donna in mezzo a lobby maschiliste, ecc. credo che la sua discesa nelle preferenze sia dovuta anche alle sue dichiarazioni su certi argomenti e, a quanto si dice, alle reazioni che ha avuto a certe domande nei confronti con altri candidati (tralascio il fatto delle foto senza “make up”).

    Lei e` contraria a dare la patente di guida ai clandestini (ovviamente), mentre il buon Obama ha quasi detto di si (che non sarebbe contrario).

    Lei vorrebbe dare un’assicurazione medica di base anche agli americani che adesso non ce l’hanno (pare che per molti americani sia una precisa scelta personale).

    Ecc.

    In breve ha sicuramente toccato degli interessi forti e delle suscettibilita` che, per ora, l’hanno fatta scendere nelle preferenze; non sono un grafologo, ma se qualcuno lo e` e volesse analizzare la sua firma si potrebbe aggiungere qualcosa di piu`; in ogni caso credo di aver presente il suo fenotipo, l’ho incontrato in alcune implementazioni europee.

    Su Obama per ora che si puo` dire ?
    Un incontro fra un identita` (scozzese ?) e una keniana (swhaili / lua ?), con inusuali esperienze estere di vita vissuta.

    Se a questo aggiungiamo l’illuminazione mistica avuta in una chiesa e il fatto che (dicono) parli bene e con cognizione di causa allora e` facile che si trovi avvantaggiato.

    Per concludere, a mio opinabilissimo e non definitivo giudizio, un futuro presidente democratico potrebbe fare del bene all’America; per inciso 8 anni fa mi e` dispiaciuto per Al Gore.

    [Rispondi a questo commento]

  6. Luky scrive:

    Certo che sti americani son forti! personalmente ho avuto la fortuna? di lavorare per un’azienda americana in america e in italia,bè mi sembra molto difficile spiegare in un articolo (peraltro di ottima fattura) come vivono e giudicano gli americani la politica.
    Credo invece che il modo di fare la politica american stile sia comunque con le sue lacune il modo più trasparente e corretto (pensate cosa abbiamo in italia) e il mio pensiero, pur essendo fondamentalmente di sinistra non riguarda una sola parte (vedi destra) ma tutta la nostra classe politica.
    Qualcuno si meraviglia ancora che i candidati negli states sono sovvenzionati da petrolieri e uomini d’affari con dichiarati intenti di voler “pilotare” il successore di Bush, ma ragazzi leggetevi la casta o quantaltro volgliate, qui se non ci diamo una mossa ..altro che argentina.

    [Rispondi a questo commento]

  7. Giuliano scrive:

    Obama, un uomo di colore
    Hilary, una donna
    Giuliani, un italoamericano

    Comunque vada, una “minoranza” avrà il suo presidente. Sarebbe il massimo.

    [Rispondi a questo commento]

  8. Sullivan scrive:

    Secondo me, quando due famiglie moniopolizzano il potere per tanti anni, c’è qualcosa di strano.
    Se Hilary vincesse le elezioni e si facesse i suoi due bravi mandati, dal 1989 al 2017 la politica planetaria sarebbe stata nelle mani dei Bush e dei Clinton.
    Quasi 30 anni di monopolio.
    Giusto il tempo di far arrivare in posizione candidabile le tre figlie. Jenna, Barbara e Chelsea :-)

    [Rispondi a questo commento]

  9. anna scrive:

    A me Obama ispira grande simpatia. L’elezione del presidente americano è una cosa che influenza anche la nostra vita. Quasi quasi dovremmo avere il diritto di votare.

    [Rispondi a questo commento]

  10. Silent Enigma scrive:

    quotone per Sullivan.

    E per anna, senza quei due “quasi”.

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  11. zoiba scrive:

    Giuliano, ma in America le donne sono una minoranza? :-D

    [Rispondi a questo commento]

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