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Obama Come Mozart

6 giugno, 2009 - 9:00 di  
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Ecco la semplice e mistica illuminazione che si è affacciata alla mia mente, mentre ascoltavo, in diretta da Il Cairo, il discorso di Barak Obama al mondo islamico. La prima, piacevolissima, sensazione è stata d’abbandono e d’estatica soddisfazione come quella che si provo ascoltando un brano di W.A. Mozart: con piglio autorevole, con il giusto equilibrio tra la disponibilità al dialogo e la convinzione delle proprie idee, con quel tanto di retorica occorrente, mitigata da grandi innovazioni, Obama ha disegnato un’America nuova per un rapporto nuovo, non solo con l’Islam ma con tutto il mondo.




Non sembri eccessivo il paragone con Mozart che, genio musicale, seppe, seppur nei canoni più rigidi del ‘700, creare capolavori pieni di fascino e di finezze intellettuali. Con scene equilibrate e leggiadre, con ritmi semplici e accordi complessi, Obama, come il grande autore del “Le Nozze di Figaro” ci ha fatto, letteralmente, “respirare” il cervello, arrivando, quasi, ad ubriacarci per un sogno che manca da molto, troppo, tempo.

Al di là della sua appartenenza politica, che si può condividere o no, Obama, oltre ad affrontare i grandi e realistici temi del rapporto tra gli USA e paesi arabi, citando con pragmatismo e realismo, il problema d’Israele, del nucleare e della condizione femminile nei paesi fondamentalisti islamici, ha tratteggiato l’immagine ideale di un mondo, difficile da realizzare, ma possibile. Citando passi dai“libri” delle tre grandi religioni, cristianesimo, islam ed ebraismo, ha ammantato il suo discorso di un’aurea mistica, applicandola ad una possibile civiltà di rispetto, consapevolezza e convivenza. Insomma, un sogno magari irrealizzabile, cui, però tendere e per cui lottare.

Inebriata e abbacinata da tanta potenza evocativa, avrei dovuto spegnere il televisore per meditare serenamente e, invece, in preda alla sindrome da telecomando, ho, inavvertitamente, cambiato canale! E’ stato come passare da Mozart, eseguito dall’orchestra della Scala, alla mazurka eseguita da una scalcagnata banda di paese: sul video passavano le facce anonime e inebetite dei nostri rappresentanti politici che, ora ingrugniti, ora stupidamente ilari, blateravano di veline, corna, aerei!

Spettacolo desolante e avvilente per un paese che, nel passato, ha dato al mondo civiltà, arte, pensiero e grandi ideali. Mi chiedo come e perché siamo finiti così in basso, e, francamente non mi so rispondere. So solo che, nonostante la nostra civiltà, il nostro progresso, la nostra democrazia, non riusciamo più, col nostro voto, a creare una classe politica che ci rappresenti degnamente.

Un consiglio: se volete ossigenarvi il cervello, ascoltate il discorso di Obama… o la sinfonia da “Le nozze di Figaro” di W.A. Mozart.

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Comments

10 Risposte a “Obama Come Mozart”
  1. PandaEstinto scrive:

    Io non sono così estasiato da obama.
    Non che il suo discorso non sia stato bello,ma temo che non basti un discorso estasiante per costituire una discontinuità rispetto a una politica imperialista e guerrafondaia come quella della precedente amministrazione.
    Ho tanta paura che sotto le belle parole non ci sia niente di concreto.
    Ovviamente spero con tutto il cuore di sbagliarmi,e che obama possa essere il presidente più “rivoluzionario” degli ultimi 30 anni.
    Aspetto e spero.

  2. Oris scrive:

    Come P.E. qui sopra anche a me non piace Obama, lo trovo una operazione commerciale ben riuscita, del quale vedremo la faccia a breve.

    My 0,02.

    … essendo una opinione non cambierà cmq la realtà nei fatti quindi… vedremo ;)

  3. Gunnar scrive:

    Gradevole e persino intrigante il paragone tra Obama e Mozart. Amo Mozart. Ho ascoltato tutto il noto anche qualcosa di meno noto di Mozart e nulla è più immaginifico di talune sue distinzioni musicali in cui gli strumenti e le voci si sovrappongono in una caleidoscopica meraviglia per orecchie e animi attenti. Sottolineo attenti sperando di essere parte della ristretta cerchia dei suoi ammiratori postumi.
    Obama non posso dire certo di conoscerlo. Di lui so quello che ogni italiano informato sa o riesce a reperire.
    Egli è un uomo pubblico, è un uomo potente, è alla guida di una potenza economica di livbello planetario, forse la sola, al momento. Egli sa il potere che possiede e sa anche cosa può farne.
    Lo sanno anche gli altri, nemici e amici. Arabi e ortodossi, cattolici e islamici, riformati e anticlericali. Lo sanno anche gli intellettuali, gli analfabeti e ongi “middle class” di ogni Paese che ne abbia una.
    Obama come presidenti americani che l’hanno preceduto potevano scegliere la strada per il proprio paese senza farsi troppo influenzare da altri se non dalle loro proprie forze di pressione interna, le loro “lobbyes”.
    Mozart poteva scegliere come e cosa comporre. Obama può scegliere cosa e come dirlo, come a in che modo governare il proprio Paese (e indirettamente) il mondo intero.
    Il paragone credo che finisca qui.
    Il resto è solo un fatto di personalissima e degnissima volontà di credere o meno nelle parole.
    Così come è degnissimo credere o non credere che Mozart abbia scritto la migliore musica del XVIII secolo e che sia ancora insuperabile il suo fantastico virtuosismo.
    Solo una nota vorrei aggiungere. Ogni cosa si può dire che sia vera o falsa rispetto alle aspettative pratiche che ne derivano.
    L’assoluta verità non esiste, come non esiste l’assoluta falsità. Le azioni di Obama, che seguiranno alle parole di Obama, saranno l’indicatore della verità intrinseca delle parole da lui espresse e sarà la storia futura a rivelarlo.
    Ciò detto è del tutto superfluo ritenere che con lui il senso profondo di partecipazione, la sua intensa volontà di dar vita ad una nuova più intensa fase di pacificazione possibile sia autentica per l’estrema passione che vi infonde.
    E soprattutto voglio crederci. Anche se so benissimo che un innumerevole stuolo di tecnici della comunicazione e di professionisti della parola hanno lavorato giorno e notte per preparare tutti gli interventi che il Presidente Obama ha fatto in pubblico e nulla lasciando al caso.

  4. princy60 scrive:

    apprezzo sempre la discussione ma vorrei puntualizzare che, il mio, era un apprezzamento, soprattutto, estetico e oratorio. Obama mi piace e mi piacerebbe che le sue idee fssero realizzabili e sincere ma, so bene, che la realtà diversa dai sogni. Il mio era solo un paragone per esprimere un gradimento, almeno intellettuale, di fronte allo squallore dela nostra campagna elettorale. E’ come scegliere se andare a vedere un film di Fellini o un cinepanettone: paghi lo stesso biglietto, ma……….

    • Oris scrive:

      Princy, capisco lo spirito e il complimento implicito a Obama, ma se analizzi la cosa che hai scritto, vista da un malignone come me, diventa quasi offensivo per Obama:

      se dici che il suo discorso ti è piaciuto e ti ha ispirato a confronto con la nostra campagna elettorale, a parere mio, ….lo svilisci di molto!

      :D

  5. maria scrive:

    ho letto queste tue parole:
    “Spettacolo desolante e avvilente per un paese che, nel passato, ha dato al mondo civiltà, arte, pensiero e grandi ideali. Mi chiedo come e perché siamo finiti così in basso, e, francamente non mi so rispondere. So solo che, nonostante la nostra civiltà, il nostro progresso, la nostra democrazia, non riusciamo più, col nostro voto, a creare una classe politica che ci rappresenti degnamente”.

    nonostante possa sembrare retorico ecc. credo di aver compreso,…questa volta ho votato ma anche in passato lo facevo,… che sia stato proprio col nostro voto e non mi riferisco a queste ultime, non solo, a dare spago a taluni soggetti e portarli in alte cariche….
    ci siamo ritrovati a votare a dare potere, (non mi riferisco solo ad un esponente o un gruppo politico) parlo in generale, a dare potere a chi eliminava filosofia, dolcezza e cultura dai loro discorsi… nel politico si è cercato maggiormente un amico di bar o di bancone del pesce o da salone di parrucchiera…(senza offesa per le parrucchiere e gli altri luoghi)… ed a furia di continuare verso tale ricerca che si siamo ritrovati così.
    questa è solo una mia opinione ovviamente.

    • Princy60 scrive:

      La mia era una domanda retorica: se è vero che una classe politica è espressione di un popolo…. c’è poco da stare allegri!

      • maria scrive:

        anche la mia risposta era alquanto retorica… non sono ne sociologa ne politologa ecc. non andavo nemmeno tanto bene in matematica, ma a volte a due più due più o meno sapevo la risposta…
        per fortuna siamo ancora in “democrazia” quindi è solo una questione di maggioranza non di totalità assoluta

  6. Mat scrive:

    Ho faticato parecchio per trovare il testo integrale del discorso… Che poi poteva essere trovato nel posto ovvio, col senno di poi. Se qualcuno è poco furbo come me, gli risparmio la fatica di ri-trovarlo:
    http://www.whitehouse.gov/the_press_office/Remarks-by-the-President-at-Cairo-University-6-04-09/

    Ho letto un paio di commenti un po’ scettici riguardo a Obama, saranno forse causati dalla avanzanta disillusione itagliana?
    Hei, è presidente solo da pochi mesi, e già si è distinto con decisione dalla precedente amministrazione (riguardo alla ricerca sulle staminali, tanto per fare un esempio).
    Ma ve lo ricordate Zapatero? Mica ha fatto tutto nel primo mese del suo mandato. Dategli tempo, e ci stupirà anche lui!
    Io ci spero davvero, peccato che dovrà fare tutto in solo 8 anni…

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