O forse no


Stanotte ti ho sognato ed eri leggera, quasi impalpabile, quando hai poggiato per un attimo le tue labbra sulle mie e con la mano mi hai stretto il polso. Più che sentirti ti ho percepita come una variazione di onda, un flusso di particelle, una discontinuità gravitazionale, il variare tra luce e tenebra. In un singolo infinitesimo dt tu c’eri, ma non c’eri, eri di fianco a me, ma anche altrove, potevo sentire la tua presenza e dolorosamente anche la tua assenza.

Ed è per questo che ho dimenticato questo sogno che ricordo in ogni minimo particolare e che ora, mentre tu sei oltre il mare, seduta accanto a me, mentre il cielo diventa più scuro, e la pelle si arriccia di elettricità, i primi lampi solcano il grigio e un rombo lontano annuncia la tempesta vicina, ed è per questo, dicevo, che, sospeso tra quel che sono e quello che vorrei essere, io ti ho sognato o forse no, ma non importa.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi.
Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.