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Numeri, Altro che Chiacchiere

30 marzo, 2007 - 7:43 di  
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pulcinella.jpgL’Eurispes è, secondo la sua stessa definizione, un Istituto  di Studi Politici Economici e Sociali.  E’ noto, fra l’altro, per la violenta polemica scatenata nei confronti dell’ISTAT per la determinazione dell’inflazione sui prezzi del settore alimentare che, secondo l’Eurispes, erano aumentati del 29% contro il 3,8% riportato dall’ISTAT.  La differenza trovò giustificazione scientifica sulla determinazione del paniere di rilevazione. Sull’affidabilità del dato dell’Eurispes e di quello dell’ISTAT, ciascuno di noi può esprimere una propria valutazione personale che, pur non potendo essere definita attendibile scientificamente, è attendibile per le nostre tasche e questo, probabilmente, conta molto di più.



Ieri l’Eurispes diffonde i dati relativi ad un’altra indagine, dove scopriamo che i salari degli italiani sono quelli che sono aumentati di meno fra il 2000 e il 2005. A fronte di una media europea di crescita del 18%, l’Italia si attesta al 13,7%.  Il reddito netto di un lavoratore italiano è minore di quello di un lavoratore spagnolo o di un lavoratore greco. Il costo del lavoro in Italia è uno dei più bassi d’Europa.
Essere uno scienziato ha le sue grandi soddisfazioni. Ogni tanto i numeri, in maniera fredda ed imparziale, intervengono a fare giustizia di tante affermazioni basate sul vuoto pneumatico. Come quelle che pretendono di asserire che la crisi italiana è dovuta all’ingordigia dei lavoratori che pretendono di essere pagati troppo alzando il costo del lavoro e quelle del nostro beneamato Silvio Berlusconi, quando affermava che in Italia c’è benessere, probabilmente basandosi sulla propria esperienza personale.
La realtà sembra essere diversa. La qualità della vita nel nostro Paese arretra ogni giorno di più. Il lavoro a termine, retribuito meno di quello a tempo indeterminato, è ormai regola senza eccezioni, il futuro previdenziale del paese è assolutamente imprevedibile e il dibattito politico ruota intorno ai gusti sessuali dei suoi parlamentari ed uomini pubblici e relativo coinvolgimento dei servizi segreti.
Bisogna capire che il lungo sogno è finito, che paesi che fino a trenta anni fa vivevano di turismo e pastorizia, hanno affrontato la sfida del terzo millennio con maggiore energia e spirito nazionale. La Cina, l’India e l’undici settembre ci sono stati anche per Spagna, Grecia e Portogallo. Loro, però, sono riusciti a crescere, noi no.
Abbiamo il diritto di pretendere che la politica in Italia cambi ed il dovere di partecipare attivamente a questo cambiamento. Basta con le chiacchiere. Fatti. Fatti. Fatti.

Per compensazione sul Sole 24 Ore di oggi si legge che la tazzina di caffè espresso in Italia, è la meno cara del mondo. In Francia si può pagare 2 euro, in Giappone 1,3 euro. Che culo.

A supporto delle asserzioni dell’Eurispes, si consulti anche questo. In inglese purtroppo.

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Comments

10 Risposte a “Numeri, Altro che Chiacchiere”
  1. Hari Seldon scrive:

    L'Eurispes è quanto di peggio ci si può aspettare da un istituto di ricerca. Non segue nessuna delle regole deontologiche per la ricerca statistica. Fa politica con le cifre che non si sa da dove vengano. Non è questione di punti di vista. Sono proprio inattendibili.

  2. MenteCritica scrive:

    Ciao,

    prevedendo un'opinione di questo tipo, diffusa quanto, a mio parere, non documentata, ho aggiunto un ulteriore autorevole fonte in coda all'articolo che, come accade spesso con l'informazione di alto livello, è in inglese.

    Mi spiace, non ho il tempo di tradurre il rapporto. Spero tu sia in grado di leggerlo autonomamente.

    Grazie

  3. Emanuele scrive:

    La cosa, ormai, non mi stupisce per nulla. Mi stupisce quella della tazzina di caffè. Sono sarcastico naturalmente.

    @Hari Seldon: bellissimo nick.Quei libri sono fantastici :-)

    La burocrazia ci distruggerà

  4. marco panattoni scrive:

    in italia sono bassi gli stipendi ma è alto il costo per le aziende dei lavoratori, e questo comprime le assunzioni e genera mostri come il precariato.

    quello che dici nell'articolo è vero, ma non è colpa del Silvio.

    Bisogna investire sulla tecnologia e sulla formazione, perchè senza quella, come avevo già scritto, le aziende italiane andranno all'estero.

    L'Italia non è destinata al declino, i lavoratori non performanti e non preparati sì, ed è un problema perchè esiste ancora il mito di mollare la scuola alle medie e fare l'operaio.

    Tra un pò tutti quelli che hanno fatto questa scelta costeranno + dei cinesi, e ce l'avranno in quel posto.

    E sono la classe più debole del paese, che va protetta e qualificata professionalmente.

    Ma proteggerla significa professionalizzarli.

    E poche palle, per aumentare gli stipendi netti bisogna calare le tasse.

    E' vero che abbiamo gli stipendi netti + bassi d'europa, siamo il paese con le tasse ai dipendenti + alte in europa e siamo secondi al mondo solo ai giapponesi

    fate voi

  5. MenteCritica scrive:

    No Marco P. Stavolta parli senza esserti informato prima. E' vero che il netto in busta è uno dei più bassi, ma è anche vero che, in relazione al costo della vita, anche il lordo è fra i più bassi. Quindi non prendere i numeri in assoluto che se no non capiamo più niente.

    Sulle tasse l'unica possibilità è quella di recuperare, in un modo o nell'altro, l'evasione di chi non svolge lavoro dipendente e di ridurre gli sprechi. Su questo io sono pessimista. Se non ci è riuscito Silvione in cinque anni con la maggioranza d'acciaio che si ritrovava, che vuoi che facciano questi?

    E quando tornerà Silvione, perchè tornerà presto e per cinque altri lunghissi anni, le cose non cambieranno lo stesso. Non si è visto nessun segno prima e non vedo perchè si dovrebbe vederne uno in seguito.

    Silvione non è la strada Marco P.. Silvione fa i cazzi suoi. Voi di destra dovete cercare un'alternativa valida, seria e propositiva. Sono disposto a votare a destra per dare una lezione a questi, ma per Silvione mai.

    E non lo invidio, non ti preoccupare.

  6. Davide@work scrive:

    C'è una sede OECD a Trento, ma non credo si occupi di economia.

    Ad ogni modo le mie adorate tabelline statistiche parlano abbastanza chiaro anche per chi non sa l'inglese. Io ne ho ricavato di andare a vivere in danimarca ;-)

  7. MenteCritica scrive:

    Pensa anche all'Olanda. Paese bello ed ospitale.

  8. fra scrive:

    Noto che tutti … e anche voi… parlate sempre delle stesse cose!!!

    Ma vi siete chiesti come fanno a sopravvivere i lavoratori INdipendenti tipo i vari professionisti o le categorie nel settore pubblicitario e così tante altre, CHE DA MESI NON RISCUOTONO neppure da clienti grossi? Qui non paga più nessuno e noi si fa la fame!!!

    non è niente vero che si evade….magari! vorrebbe dire che il denaro gira.

    Sono convinta che anche in questi ultimi due anni l'opposizione di Silvio &Co ha concentrato tutte le sue forze solo per far cadere il governo e la gente ha tirato i remi in barca (non pagando neppure i debiti) e tutto si è definitivamente bloccato.

    Tanto da una parte o dall'altra quando sono al governo diventano tutti uguali!!!!!

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