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Numeri 899: Strategie PerDenti

3 marzo, 2008 di cruman  
Archiviato in Consumo CriticaMente

Non capisco perché l’uomo si impegni tanto ad elaborare sofisticati strumenti di tortura, non era sufficiente la pulizia dei denti? Tale forma di sadica sevizia, inventata dal dentista di Torquemada, ha comunque i suoi utili risvolti. Per esempio ti crea nella cavità orale quella sensazione di correnti aeree e, da non sottovalutare, alimenta un’irrefrenabile impulso ad insinuare la lingua in anfratti inesplorati, uscendone talmente martoriata da ritrovarsi a parlare come Jovanotti, ma privo di molte più consonanti (e lo fo che non fono il folo). Ci si può anche scordare di pronunciare la parola “apocatastasi” senza innaffiare gli astanti di succhi ghiandolari.

 

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Mentre mi sottoponevo a questa periodica espiazione dei peccati attraverso il dolore, tentavo di distrarmi, nella misura in cui è possibile distrarsi con una assistente di sedia infilata nelle bocca fino all’avambraccio. La mia fissità oculare, tipica della sofferenza e del cretinismo delle valli, indugiava su un telefono, appoggiato in parte, triste ed emarginato forse perché unico strumento non votato all’offesa in quella saletta.

Nella mia fuga mentale dall’atrofia mascellare ho cominciato un ardito parallelismo tra l’antitartaro e l’antitrust e tra me e la Telecom. Immagino che anche quest’ultima farebbe volentieri a meno di una certa pulizia, ma in qualche modo si rende conto che è necessaria.
Premessa cognitiva. L’antitrust è un organo di controllo del mercato che funziona pressappoco così: se vendi a un prezzo troppo basso ti multa per concorrenza sleale, se vendi a un prezzo troppo alto ti multa per abuso di monopolio, se vendi allo stesso prezzo degli altri ti multa per accordi di cartello.

 

telecomitalia.gif

La Telecom però è furba, mica me. Usa il filo intermentale per evitare di sdraiarsi sulla sedia dell’antitrust, tra sudarelle e gridolini soffocati. Per esempio ha recentemente scorporato dall’azienda, previa anestesia locale, la struttura che gestisce le tecnologie del network in modo da rapportarsi a tutti i clienti fornitori di servizi di connessione e di fonia, allo stesso modo, Telecom stessa compresa. Esprimendomi più per stracci: se Telecom e Tiscali ti offrono lo stesso servizio in concorrenza, non è molto “libero mercato” il fatto che Tiscali abbia bisogno di Telecom per offrirtelo.

Quindi si crea una nuova struttura, che nasce da Telecom, che fornisce i mezzi sia a Telecom che a Tiscali per poter vendere i loro servizi a noi. Sticazzi. Uno poi si chiede perché esista la Bocconi. Per sfornare quelli che fanno queste pensate. Poi qualcun altro, che magari ha fatto l’ITIS a San Donato Milanese, si chiede come verrà poi gestito l’ovvio monopolio di questa nuova struttura. Potrebbe anche avere qualche dubbio sul fatto che in realtà questo non è un vero e proprio scorporo. Hanno semplicemente dato un nome esotico al settore tecnologia e investimenti: Open Access. E passa la paura. Come se io avessi un dente cariato e dicessi al mio dentista che non è da curare, è un Open Tooth. Cosa che in effetti è. Però io ho fatto l’ITIS quindi i miei dubbi non valgono.

Io non sono un concorrente di Telecom, non ho il physique du role nemmeno per fare il concorrente a Passaparola. Però utilizzo le risorse di questa fantomatica Open Acces e non è che disegni traiettorie ardite correndo nudo per la felicità. La Telecom ha il più alto numero di denunce depositate presso le associazioni di consumatori. Eggrazie, direte voi, ha anche il più alto numero di clienti. Non ci avevate pensato? Male, perché sarebbe stata un’ottima osservazione.

Ad ogni modo, l’antitrust una visita di controllo alla Telecom l’ha fatta e gli ha prescritto il divieto di cessare quelle utenze che non hanno pagato le bollette astronomiche frutto di truffe, in qualche modo agevolate da Telecom stessa. Funziona così: tu ti connetti a internet per i soliti motivi perversi, vai sul sito di Mastella, ti prendi un virus (per la precisione un dialer), che ti fa credere di essere connesso con il tuo provider di fiducia, invece rimbalza la chiamata su un numero a tariffazione astronomica o a una connessione satellitare. Infatti il satellite spia che vogliono abbattere, non è un pericolo per la terra, sono le associazioni di consumatori che stanno cercando di tirarlo giù perché è quello che smista le chiamate.

 

alice_adsl.jpg

In che modo Telecom agevola queste truffe? Modo numero A: consentendo a società dalla dubbia ragione sociale, di fornire servizi che nessuno richiede scientemente e dalle evidenti caratteristiche gabbatorie. Modo numero B: lasciando attivi gli accessi a questi servizi attraverso le utenze private, fino a richiesta di dismissione.

Il fatto che la gente non sappia nemmeno dell’esistenza di questi meccanismi spiega la nascita di queste società truffaldine e quindi fa funzionare il modo numero A. Per rapportare questo concetto alla vita reale, sarebbe come se vostra moglie vi dicesse di aver comprato una pelliccia con i vostri soldi, visto che non avete mai fatto specifica richiesta di non acquistare pellame di valore. Per soprammercato, non sapevate di avere una moglie.

Modo numero C:

Utente: “Buongiorno, mi scusi mi sono ritrovato sulla bolletta 2500 euri per una chiamata nella Guinea Antartica”
Telecom: “E allora?”
Utente: “Be’ a parte che la Guinea Antartica non esiste, ma io non ho mai fatto questa chiamata”
Telecom: “Noi non rispondiamo del mancato upgrade di release di spyware e antidialer, su connessioni pear to pear”
Utente: “……(forse ho chiamato per sbaglio Telecom Serbia)… what?”
Telecom: “Cazzi suoi”
Utente: “Ah ok”

Ora sta arrivando il wi-max. Non è uno scooterone, ma il nuovissimo sistema (presente nei paesi civilizzati da circa 2 decenni), per collegarsi al sito di Mastella da qualsiasi luogo vi troviate, un tram, una cabina elettorale o in Guinea Antartica. C’è un’asta in corso per aggiudicarsi l’appalto di questa tecnologia e Telecom, che sta facendo rilanci di 20 centesimi di euro alla volta (tanto per mantenere il suo stile slow food), sostiene di essere l’unica azienda in grado di attuare questa rivoluzione tecnologica.

Ora, è vero che la sedia di un dentista non è il luogo acconcio per farsi prendere dall’ottimismo, ma io un po’ preoccupato ammetto di esserlo. Grazie a Telecom le connessioni veloci e sicure (presenti nei paesi civilizzati dal medioevo) sono ancora un sogno per molta gente. Adducendo una serie di scuse bibliche, alcune addirittura ritrovate sulla stele di Rosetta, la Telecom lascia una buona fetta di popolazione senza un servizio indispensabile come l’ADSL. È incredibile l’indifferenza verso drammi umani quali il dover aspettare minuti interi prima di vedere la foto di Mastella o non riuscire a piratare il film dei Simpson in tempi ragionevoli. Un mio amico, non io eh, un mio amico, ha scaricato un film porno con la sua connessione analogica che è talmente lenta che quando ha aperto il video si è ritrovato degli anziani che facevano sesso.

 

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Riassumendo. L’infrastruttura si basa ancora su tecnologia Savoia Marchetti 1915 (quella per gli utenti, perché quella per le intercettazioni è la stessa di Star Trek), l’assistenza agli utenti è affidata a precari giustamente imbufaliti e le procedure burocratiche sono ispirate ai progetti di costruzione della torre di Babele. Per la precisione a un concetto di flusso di lavoro gestito da semafori. Il flusso di lavoro è una serie di procedure inventata dagli analisti più avvertiti, per ottimizzare la realizzazione di un prodotto o di un servizio attraverso tutti i suoi passaggi. Quello dei semafori è solo una delle molte filosofie in questo campo, che però hanno tutte tre caratteristiche comuni: nessuna delle parti del processo di produzione ha una vaga idea di che cosa sia il flusso di lavoro, se una di queste parti si gratta il culo invece di starnutire tutto il flusso finisce a carte e quarantotto e seguire pedissequamente il flusso di lavoro aumenta del 300% i tempi di realizzazione. Unico vantaggio: se qualcosa si blocca o funziona male, l’azienda sa con chi prendersela. Però sarà uno raccomandato quindi fa niente tanto paga il consumatore.

In queste condizioni Telecom vuole gestire il wi-max su scala nazionale. Un po’ come se il mio dentista, non riuscendo a curare una semplice carie, mi proponesse un intervento di bypass coronarico.

“Era tanto che non facevi la pulizia dei denti vero?”
“Sì in effetti sì”
“L’avevo intuito. Senti il tartaro te l’ho messo in un sacco, magari se devi fare dei lavori di ristrutturazione in casa può tornarti utile”

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Comments

6 Risposte a “Numeri 899: Strategie PerDenti”
  1. Adetrax scrive:

    Divertente, arguto e salace come sempre, voto 9+.

    In realta’ ora la Telecom sta’ aggiornando le ADSL base da 2 a 7 Mbit/sec., l’impegno verso gli aggiornamenti periodi di banda e servizi e’ ormai una missione aziendale e quindi a rotazione ondate di telepromotrici interrogano i clienti con la famosa frase di rito:
    vuoi tu l’aggiornamento di banda allo stesso prezzo o lievemente aumentato ?

    Se sempre piu’ persone si allontanano dalla TV tradizionale e’ quanto mai opportuno recuperare le pecorelle smarrite con un nuovo tipo di TV via Internet che con piu’ di 4-5 Mbit/sec diventa parecchio interessante.

    [Rispondi a questo commento]

  2. ilBuonPeppe scrive:

    Beh, per una volta sembra (e dico “sembra”) che con il dentista non sia andata così male come si temeva.
    La gara per l’assegnazione delle licenze WiMax si è conclusa con qualche sorpresa.
    Telecom si è presa mezza Italia in uno solo dei tre blocchi di frequenze; per il resto sono quasi tutti nomi abbastanza nuovi. Speriamo che questo significhi una rapida copertura.
    Colpisce il caso di AriAdsl, sconosciuto provider perugino che, grazie ai quattrini di un israeliano, ha ottenuto le licenze necessarie per coprire tutta l’Italia. Speriamo non sia AriA fritta.

    [Rispondi a questo commento]

  3. cruman scrive:

    peggio di telecom non può essere. qui l’adsl non arriva (e i veri motivi non li dicono mai) in posti dove è praticamente necessaria. non dico tra gli orsi marsicani, ma a macasale (zona industriale di reggio), nel mantovano, nella provincia di milano e in alcune zone di roma. poi la burocrazia si sposta dal cartaceo a internet, ma la gente non ha la linea. perchè l’analogico è inutilizzabile (anche perchè dopo un minuto sei invaso da dialer, virus, trojan e compagnia bella che si intestano la tua casa al mare), a meno di non essere della nasa. le altre alternative sono costosissime, il tutto mentre l’india sta lavorando per fornire in pochissimi anni la banda larga a un miliardo di persone, gratis. l’india, non il giappone. Stesso discorso per l’australia, che ha zone talmente desertiche che puoi camminare settimane senza incontrare un testimone di geova.

    [Rispondi a questo commento]

  4. cruman scrive:

    @adetrax

    sì è vero, il bello è però che i commerciali fanno queste chiamate indipendentemente dal fatto che la linea ci sia o no. Una mia amica ha risposto ad una commerciale che le proponeva l’adsl. Le hanno mandato il modem, i moduli per il contratto e alla richiesta di attivazione le hanno detto che la sua zona non è coperta.
    grazie per il voto (si può dire grazie per il voto in campagna elettorale?)

    [Rispondi a questo commento]

  5. Sara scrive:

    Confermo, ci sono zone nel mantovano scoperte. Ma la cosa incredibile è che anche a Bologna (a 700 metri dal centro storico), se per caso viene in mente di installare la linea con un altro ente, questo deve comunque passare per telecom per liberare la presa! E i tecnici telecom sono addestrati a non completare il lavoro la prima volta che arrivano in casa “perchè XXX è un nostro concorrente”, e bisogna aspettare mesi continuando a tempestare i poveri centralinisti con telefonate prima di avere la linea. Linea che si potrebbe avere se un dipendente telecom qualsiasi pigiasse un bottone.
    Comunque a quei messaggi che arrivano tipo “ehi, il più figo del mondo ti ha cercato! contatta il numero 89
    9xxxxx (chissà perchè vanno sempre a capo!), rispondo sempre “grazie per avermi inviato questa truffa, mi date l’occasione di denunciarvi tramite class-action!”

    [Rispondi a questo commento]

  6. Adetrax scrive:

    @cruman

    Si che si puo’, noi siamo trasparenti ;-)

    [Rispondi a questo commento]

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