Nulla si Crea e Nulla si Distrugge
17 luglio, 2008 di mc
Archiviato in Accademia DFC, Il Pianeta che Ride
A tutti piace tirar fuori dal cassetto di tanto in tanto questa citazione del postulato fondamentale di Lavoisier, magari a sproposito. In effetti la composizione è suggestiva. La presenza di due verbi impegnativi come “Creare” e “Distruggere” in apparente contraddizione dicotomica, la ripetizione del sostantivo “nulla” che è di per se un ossimoro in quanto sostantivo definizione di non sostanza e la categoricità dell’incontestabile affermazione, ne fanno una di quelle frasi adatte a fare da epilogo alle vertenze più disparate con la solennità e l’autorevolezza di una vera sentenza.
Eppure mi coglie il dubbio che molti facciano questa citazione senza sapere realmente cosa significhi e, soprattutto, senza tenere in considerazione la terza parte, quella che si trova nella versione director’s cut, che nella formulazione per il grande pubblico viene un po’ ignorata perché monopolizzata dal “panta rei” (dal greco πάντα ῥεῖ) attribuito a Eraclito. Il meno famoso e meno spettacolare “tutto si trasforma” che, con il fondamentale contributo di Albert Einstein, fa della formuletta tardo settecentesca una geniale anticipazione del ben più complesso ed affascinate Principio di Conservazione.
Prima di procedere vorrei che vi soffermaste un attimo ad osservare l’interessante evoluzione di un concetto che possiamo iniziare a tracciare a Efesto in Grecia nel sesto secolo avanti Cristo e che percorrendo l’eterna ghirlanda brillante passa per la Parigi del diciottesimo secolo fino ad arrivare, nella Svizzera contemporanea, all’asciutta ed elegantissima formulazione che tutti, almeno una volta, abbiamo visto:
E=mc²
Ora, tornando con i piedi per terra, il fatto che il concetto sia famoso, a quanto pare, non equivale a dire che sia compreso.
Tutti continuiamo a vivere comportandoci in aperta violazione di questo principio fondamentale. Noi basiamo le nostre scelte quotidiane sulla convinzione che le risorse si creino dal nulla, che i nostri rifiuti si distruggano nel nulla e che tutto rimanga sempre uguale senza nessuna trasformazione.
Se uno si ferma a pensarci, è ovvio che non possa essere così. L’ambiente in cui viviamo non è poi così vasto. E’ solo una camera larga, un bel po’ più larga di quella in cui dormiamo, ma solo una camera larga. E’ vero, l’universo è sufficientemente largo da potersi definire una vera e propria sala da ballo, ma saperlo non ci è utile perché, per quanto adiacente, l’universo nella sua totalità è per noi un concetto teorico perché non possiamo considerarlo qualcosa da sfruttare, se non per le radiazioni elettromagnetiche, in quanto non disponiamo della tecnologia necessaria (per ora e per un bel po’ ancora).
Chi è quell’omettino verde che ha detto “Per fortuna”?.
Lo so, sono concetti banali, eppure hanno un senso soprattutto ora che nella nostra camera inizia ad esserci una certa puzza e per qualche strano motivo l’aria condizionata funziona un’ora sì ed una no.
Ho sentito una cosa curiosa. Per ogni auto del nostro paese ci sono venti cinesi che vanno a piedi. Se in Cina avessero (in proporzione) le stesse auto che abbiamo noi, in un giorno brucerebbero 80 milioni di barili di petrolio, praticamente il consumo quotidiano dell’intero pianeta. Gli Stati Uniti producono 5 milioni di barili al giorno e ne importano 10 milioni, ma ne usano 9 milioni solo per autotrazione. (fonte).
E’ evidente che di fronte all’esigenza di sviluppo di coloro che non condividono il nostro stesso stile di vita abbiamo due sole risposte. La guerra per l’accaparramento delle risorse o la determinazione di uno stile di vita che, inevitabilmente per noi che siamo dalla parte giusta del fiume, deve comportare una semplificazione.
E’ evidente che, almeno io credo così, la guerra non possa rappresentare un’opzione accettabile. Il sistema lo conosco bene, purtroppo, e anche se dà dei risultati immediati, sempre che il nemico sia d’accordo ovviamente, alla lunga non è mai un buon affare. Fidatevi.
Rimane l’opzione B, la “semplificazione” che alcuni associano alla “decrescita“.
Bene, è tutto risolto allora. No. Se pensate che qualcuno a livello planetario stia “progettando” la decrescita o la semplificazione siete degli illusi. La situazione al momento è paragonabile a quelle società finanziarie che hanno promesso grandi rendimenti ai loro clienti e pagano gli interessi con i fondi versati dai nuovi sottoscrittori indebitandosi sempre di più ogni momento che passa e dispostissime a raccontare qualsiasi balla pur di tenere lontani i creditori.
Se una soluzione esiste, parte ancora una volta da noi stessi. Se non siamo noi in grado di cambiare abitudini non possiamo pensare che altri ci convincano a farlo, a meno che non arrivino con un fucile, ma questa sarebbe l’opzione A.
Da qualche giorno nella città in cui vivo è partita in grande stile la raccolta differenziata. Lo so è molto in ritardo su altre città del mio paese, ma io vivo in una regione il cui presidente non si è mostrato molto interessato all’argomento e spero che chi di dovere faccia quanto prima chiarezza su questo atteggiamento che non posso fare a meno di considerare, nella migliore delle ipotesi, da incompetente.
Ho notato che questo ha comportato un certo cambiamento nelle abitudini di tutti. Ora sembra più chiaro che “nulla si distrugge” nel senso che dobbiamo spendere un lavoro per “trasformarlo” e che “nulla si crea” nel senso che la quantità dei rifiuti è determinata anche e soprattutto dallo stile di vita. Un po’ tutti abbiamo iniziato a pensare che tra due prodotti equivalenti è preferibile quello con un imballo meno invasivo, giusto per non avere la scocciatura di doverlo portare alle nove di sera all’angolo della strada per il ritiro e che i sacchetti di plastica, ormai inutili per metterci la spazzatura, devono essere sostituiti da borse riutilizzabili. (per maggiori informazioni leggi questi due articoli)
Questo per dire che le istituzioni possono offrirci lo stimolo, ma dobbiamo essere noi a rivoluzionarci individualmente, ancora una volta. Quindi, in politica come nella gestione del nostro pianeta, la risposta continuiamo ad essere noi in prima persona e non altri. Se continuiamo a pensare che da qualche parte ci siano uomini col cappuccio che progettano il futuro di questo pianeta siamo degli illusi. Le cose procedono generalmente a caso o, al massimo, con pianificazioni di pochissimi anni. Basta guardare alle riserve strategiche di idrocarburi degli Stati Uniti. 700 milioni di barili.
Pensiamoci ed iniziamo a cambiare. La coda per l’Iphone è stupida. Stupida. Se già fossimo d’accordo su questo, sarebbe un gran passo.
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Incredibile stavo pensando al principio di conservazione proprio ieri sera!
Già, nessuno considera che nulla significa nulla, quindi che gli inceneritori non possono produrre il “nulla”, che i rifiuti non sono il nulla e che non possiamo continuare così…
Però Bauman credo sostenga che nel mondo c’è un “ordine sociale” che va mantenuto, funziona un pò come le perle della collana che si mettono in quella posizione semi-arrotondata non per essere più estetiche ma perchè così “consumano” la minor energia potenziale.
La morale, che è individuale e libera, scatena un moto che va in un certo senso contro questo ordine sociale, e quindi è lo stesso “sistema” che fa sì che non si riuniscano e che non comincino ad agire più moralità insieme, in modo da non turbare l’equilibrio. Questo, oltre che un paradosso, è un’affermazione un pò pessimista, quindi cominciamo a credere che sia possibile il contrario…
Che strani pensieri che fai la sera. Ne sono francamente compiaciuto.
Io invece dopo aver visto camera mia ho pensato all’entropia …
Ah beh anch’io!!! Nei periodi pre-esame è un disastro!
Se la pensassimo tutti così, avremmo già meno problemi.
Purtroppo l’uomo fa’ quasi sempre solo ciò che conviene a lui stesso senza guardare al di là del proprio Io, dei propri bisogni, delle proprie necessità e da qualche tempo i propri vizi.
E’ per questo che senza incentivi non ci possiamo aspettare molto da ciò che siamo.
Sono convinta come te che siamo padroni della ns.vita e delle ns.scelte e dovrebbe partire tutto dal singolo.
ció che puó partire dal singolo é solo un’idea, ma tale idea poi deve essere accettata e portata avanti dalla societá senno son guai…IMHO…
aspetta e spera.
Quando compri voti. Compra cose utili e rispettose della vita e vedrai che i produttori inizieranno ad adeguarsi.
Fino a quando, invece di avere un paio di magliette fatte per bene, uno vuole avere trenta cosucce usa e getta, le cose, ovviamente, non cambiano.
La società dovremmo essere noi, credo.
Era esattamente il senso del mio commento!
Il fatto é che essere motori del cambiamento bisogna esserlo in una direzione che porti benessere per tutti, se la direzione del cambiamento che si propone é l’altra sono guai…come si nota dal commento che ho postato poco sotto….
bene, allora siamo già d’accordo in due.
Il numero si è raddoppiato in un paio d’ore.
sì, la società siamo noi, ognuno di noi e con le ns.scelte trasformiamo l’economia quella fatta da bisogni e consumi.
Consiglio la lettura de “Il manuale al consumo critico”, si può trovare in qualsiasi libreria, è molto interessante e aiuta a scegliere.
Sempre che uno sia interessato.
Io, quando faccio la spesa, faccio le mie scelte.
L’incentivo è la sopravvivenza.
per quanto miopi, i problemi si sono fatti così grossi che anche i miopi posson vederli senza problemi.
dovrebbe esserlo ma una volta che la gente pensa di aver superato quell’esigenza, ne avanzano altre, in un mondo in cui l’Io crede che una volta morto lui, il mondo sia finito.
Non sappiamo guardare al di là del ns.naso anche se abbiamo 10/10 perchè non riusciamo ad immaginarci un mondo senza noi.
Il problema é piuttosto un’estrapolazione lineare della realta che ci circonda, che si modifica troppo lentamente per essere percepita.
In ogni istante per cui le persone non si accorgono delle modifiche e continuano a consumare senza modificare abitudini deleterie sul lungo periodo.
In aggiunta il fatto che tu citi (passati noi passato tutto) potrebbe essere risolto con un pizzico di religiositá in piú, ma li si va in un terriotrio un po’ tabu (parli del diavolo e spuntano le corna, tabu = simbolo religioso)…quindi me ne resto fuori
mah, secondo me più che un pizzico di religiosità basterebbe e sarebbe più efficace un pizzico di coscienza e conoscenza di se stessi e del mondo in cui si vive.
non è che stiamo parlando di scindere l’atomo, eh!
infatti la morte è una simpatica cesoia. anche se la continuità che garantisce la semina dovrebbe essere un viatico interessante per tutti.
A prescindere dalla religione che, finita la superstizione, non ha più alcun valore di regolazione nella nostra vita civile. O meglio, non dovrebbe averlo e non lo ha in paesi diversi da Iran, Somalia e Italia.
la verità è che siamo una grande massa di egoisti.
non arrivi a comprendere cose che non capisci e non ti ci metti nemmeno perchè non riesci ad immaginarle e a prospettarle nel futuro.
il problema del mio vicino, non è un mio problema, figurati se arriviamo a pensare alle future generazioni nonostante prima o poi quasi tutti saremmo (spero) padri/madri e (spero) nonni.
in effetti la cosa andrebbe vista proprio in termini egoistici, nel senso che fare le cose per il futuro conviene. La morte è una propsettiva terribile senza una speranza di continuità anche indiretta.
tutti pensano a lasciare un’impronta in questo mondo, ad essere ricordati, dell’eredità da lasciare non se ne preoccupa nessuno.
Hume dice che la filosofia è l’unico antidoto alla superstizione…
Forse non è proprio l’unico, ma quasi…
Il fatto è che religione e superstizione sono due cose superficialmente legate dal fatto di “spiegare” cose fenomeni altrimenti sconosciuti nel loro processo.
E poi quoto Francesca.
Ma guarda. Ci siamo conosciuti che eri una ragazzina e ora sei qui a parlarmi di Hume.
Avrei dovuto capirlo dal fatto che non hai mai usato le k
vedi Sara, sapere che ci sono giovani come voi da senso a tutto il lavoro che faccio.
Oh…Grazie!

Beh, non è detto che parlare di qualcosa significhi averla capita…
Però parlo in genere di quello che credo d’aver capito almeno in parte! …O forse dovrei dire kapito? Sarebbe + ok o nn c’entrerb x niente? No xkè a volte il dubbio m viene..
tu lo sai che da quando hai fornito a noi profani il link coi codici delle faccine hai creato dei mostri? Sto ovviamente skerzando!
…Okkei la smetto!
Sara, dove si trovano questi “codici sacri” per le emotic.? Ne so fare solo 5!
qui capo
Ecco come squalificare una seria lavoratrice! Ora non riuscirò a combinare più un ciufolo per le prossime 2 ore.
guarda questo:
ma pensa te…
Ma grazie
da quando sto leggendo “Un indovino mi disse” di T.Terzani credo un pò di più agli indovini.
No, scherzo, però ci sono cose che fan riflettere.
L’essere umano poi ci mette un attimo ad attaccarsi a credere ad entità superiori di cui non riusciamo a provare l’esistenza e quindi vai di riti assurdi (compreso quello del sacrificio d’animali che sinceramente odio) e superstizioni incredibili.
Devo ammettere però, che come lui, a cui hanno predetto di non prendere l’aereo per un anno, avrei fatto anch’io la scelta di assecondare il verdetto.
Insomma credente no, ma nemmeno non credente.
Preferisco come Sara, la filosofia anche se non l’ho mai studiata davvero.
Forse ci vuole la giusta via di mezzo…Non per la superstizione ma per cogliere alcuni “segnali”. Però è un discorso spinoso. E Tiziano Terzani è un pò un pazzo.
La filosofia neanch’io l’ho mai studiata davvero, solo al liceo, ma avevamo una prof mitica e quindi non abbiamo imparato molte biografie, ma a ragionare per la risoluzione di un problema nel modo più coerente possibile.
Adesso sto cominciando a leggere qualche libro, finora il mio preferito è Giordano Bruno, anche se ho letto un libricino del 1800 (edizioni carte segrete, con la copertina di cartone, introvabile!) che è la sceneggiatura per un’opera teatrale sul processo a Giordano Bruno, per cui di fatto è una lettura indiretta.
” E Tiziano Terzani è un pò un pazzo.”
Spero tu lo dica in senso buono. A me non ha dato quest’impressione.
E comunque semmai “era”…
Si si certo in senso buono e il presente si riferisce ai suoi libri, so che è morto qualche anno fa…
Stavo pensando questi concetti proprio stamattina mentre ero in coda per andare al lavoro. E proprio su E=MenteCritica2 sono andato a finire.
Comunque sia è inutile che linki per ben 2 volte la rivoluzione silenziosa e poi tiri pacco. Capisciammè.
No sei tu che non mi capisci, ma ci sono abituato.
ssssshhhh!
questa è la rivoluzione silenziosa più rumorosa che abbia mai udito!
ordine, perdio!
Perfettamente d’accordo sul fatto che l’umanitá (o parte) si comporti come se non ci fosse domani negligente di numerosi postulati/teoremi fisici e di semplice efficienza energetica
Basti pensare alla vita comoda che facciamo a quello che mangiamo per poi andiamo in palestra a sudare per smaltire….non si fa prima a camminare o andre in bici?
Ma d’altronde non in tutte le scuole si studia matemeatica e fisica, ed in quelle dove si studia la maggior parte degli alunni si maschera dietro un “ma che la studio a fare, tanto non mi serve, faró il : pompiere, postino, alcolizzato, impiegato, gelataio, sarta, dongiovanni….”
Non sono d’accordo invece sul positivismo che ti contraddistingue sul futuro, credo che ci ci governa (non solo in Italia, ma in generale) non si renda conto del baratro nel quale ci hanno fatto sprofondare perché la politica guarda all’immediato all’opulenza di oggi, forse di domani, ma non al dopodomani in quanto probabilmente ci sará la parte avversa al potere, o se si rende conto, per preservare il potere e lo status quo, la crescita infinita (ci sarebbe da farci un post niente male sull’argomento) sarebbe pronto a scatenare una guerra di dimensioni apocalittiche per il controllo delle risorse.
Un esempio di cecitá sono i super discount alimentari le marche primo prezzo, sono cose utilissime per il cittadino comune, gli permette di sopravvivere, di aumentare il potere d’acquisto, ma solo oggi, domani si ritroverá ad avere per una sorta di freno generale pure meno soldi in tasca e quindi sará costretto a fare i salti mortali per poter acquistare le stesse schifezze.
Per me molto meglio il biologico, ma non (solo) per la salute, ma perché mette in atto un processo virtuoso. Costa di piú, ma perche richiede piú mano d’opera, piú qualificata, meno petrolio per le coltivazioni in tal modo crea un volano per l’economia agroalimentare che coinvolge molti settori. I benefici sono allora sulla salute (meno composti chimici) e sulla societá intera…
Cecitá sul nucleare, che é cosa buona e giusta se fossimo capaci di introdure domani i reattori autofertilizzanti o quelli a fusione, ma insopportabile per la tecnologia odierna. Costi di costruzione enormi, materiali sempre piu rari (non solo il petrolio é sul picco, pure molti altri materiali come il piú semplice rame stanno andando in depletion, ovvero produzione < alla domanda quindi costo in crescita iperbolica), uranio che é un combustibile fossile come il petrolio (ce n’é per 100 anni, ma a consumi attuali, se i consumi aumentano le risorse evaporerebbero in pochi istanti)…serve solo a dare tot anni in piú di autonomia, ma i nostri figli in che mondo vivranno? Con rifiuti radioattivi dappertutto (esempio la centrale di Tricastel in F ed il suo incidentucolo di qualche giorno fa, hanno scoperto che la faglia acquifera é contaminata da Uranio, ma senza sapere perché) e niente energia…perché non utilizzare le stesse energie per un futuro durevole, eolico (sinceramente chissenefrega del paesaggio, meglio una torre eolica che sopravvivere bruciando letame (ormai pure lui radioattivo)), solare, termo solare, geotermico (enorme il potenziale italiano in tutti questi settori), mareale etc…
e chi ha detto che non è vero?
rivoluzione individuale. Sono d’accordo, ovviamente
Il nucleare è una di quelle promesse fatte ai creditori di cui parlo alla fine del pezzo.
Non volevo dire che non é vero, volevo solo dire che secondo me (soprattutto visto come “vota” la gente) l’opzione A rimane la piú probabile…
Speriamo di no.
Comunque non credo che su queste cose conti il voto.
vabbé voto in senso lato, infatti era tra virgolette. Voto in senso di mentalitá, di cultura, di interesse per il futuro comune…etc
ok. anche se secondo me certi tipi di inculture sono bipartizan
sottoscrivo
dalle mie parti si stanno avviando molti aerogeneratori, ma si stanno creando comitati per bloccarli.
Gli metterei una centrale a carbone sotto casa gli metterei!
Caro Comandante è sempre un piacere leggerti.
Due cose:
- sul cambiamento individuale, vedo che il grande Tiziano (Terzani) continua a fare proseliti (non mi ricordo se poi hai visto il film “Anam il senza nome”, presente ormai anche su youtube);
- su decrescita e comportamenti virtuosi, riesuma e leggi la mia mail sulle Caraffe Brita che ti ho inviato tempo fa (la uso ormai da tempo affrancando me e famiglia definitivamnete da acqua minerale e bottiglie di plastica).
Ciao, FranzZen.
Sono felice di essere un proselita di Tiziano Terzani anche se non lo sapevo
Il film l’ho visto, ma non avevo colto, almeno a livello cosciente, questo riferimento preciso.
Sull’argomento caraffa vorrei far partire, dopo l’estate, un’attività collaborativa nella quale potremo reciprocamente darci una mano e diffondere informazione sulla base di notizie documentate o esperienze personali.
A questo proposito io ho un frigo americano con ditributore di acqua e sportellino anteriore
ebbene il filtro costa sui 30 euro e non compro quasi più acqua minerale (tranne quando ho voglia di bollicine) ed il risparmio è sui 500 euro all’anno, ho ripagato abbondante il maggior costo del frigo.
Adesso poi sono in classe A+ praticamente se non li apri non consumano.
500 euro di acqua minerale? devo fare un po’ di conti.
Notata differenza di consumi sensibile con l’A+?
costo stimato famiglia 4 persone
il mio è in classe B mi riferivo a quelli nuovi
non un post. un poema. nei contenuti.
ma io ti/vi propongo due passi avanti, perché letto e (NON) finito così suona come il sermone della messa che, si sa, da millenni ripete sempre le stesse cose che non cambiano mai e a rimetterci sono sempre i bambini.
che il non-spreco (ben diverso dal non-uso) sia un valore speriamo sia chiaro per tutti. che la fila per l’i-phone sia un grave sintomo di idiozia collettiva speriamo che sia chiaro per tutti. rimane da definire:
1. (problema) perché le cose stanno così?
2. (soluzione) cosa fare per cambiarle.
woops. il principio di lavoisier è falso. almeno una volta lo era. o è falso il big bang.
mah
l’errore sta nel considerare atomicamente il post, come lo chiami tu, mentre invece il discorso spazia su tutta il lavoro di editoria popolare che faccio da due anni a questa parte. Il “post” è un varco d’ingresso nella discussione, non una risposta. Quella è merce che non tratto. Consiglio a tutti di cercarselo da sole.
In merito ai quesiti 1 e 2, si vede che non hai seguito i collegamenti ipertestuali, almeno non quelli importanti. Poco male, forse non avevi tempo.
Fino a quando continueremo a leggere sul web nello stesso modo bidimensionale che usiamo per sfogliare i giornali il link sarà una bella, ma inutile invenzione.
A tal proposito, domani pubblicheremo uno splendido pezzo in merito alla questione della lettura sul web.
sono impressionato dal calore e dall’accoglienza, chiaramente leggibile dalla rapidità e dall’attenzione con cui hai risposto al mio commento al tuo, come dici tu che lo chiamo io, post.
e da nient’altro.
in merito ai quesiti 1 e 2, è possibile anche che abbia seguito i collegamenti ipertestuali e non abbia trovato le risposte di cui. ma puta caso che dietro il nick ‘giacuomo nuovocolle’ ci stia fred flintstone o nonna abelarda, che ne dici di rispondere qualcosa di bello e utile, anziché qualcosa di sarcastico? poco male, forse non ne avevi il tempo.
no pro. le riflessioni mi sono piaciute, dimostrano arguzia. una dote rara in rete. forse sono stato impulsivo io a cercare risposte troppo importanti, troppo in fretta. aspetto e spero.
intanto domani imparo a leggere sul web, no?
infatti.
buona lettura.
“che il non-spreco (ben diverso dal non-uso) sia un valore speriamo sia chiaro per tutti. che la fila per l’i-phone sia un grave sintomo di idiozia collettiva speriamo che sia chiaro per tutti.”
Il problema è proprio questo.
Non è chiaro a tutti, è chiaro solo alla minoranza della popolazione.
Qualcuno ha mai metabolizzato che l’Italia e’ il paese che ha piu’ telefonini pro capite del mondo?
Un Paese di telefonini, dove i bimbi di 4 anni hanno gia’ il loro “numerino” (che carini!)…
Ho visitato il Giappone, Paese notoriamente molto tecnologico. Ebbene i bimbi NON HANNO TELEFONINI (a parte che non hanno neanche numerosi altri difetti, come, ad esempio, infastidire tutt’intorno a loro per ESSERE NOTATI).
Inoltre chi ha il telefonino NON VA in giro per la citta’ raccontando ad alta voce i propri affari. Lo usa in modo riservato… quasi silenzioso.
Strano popolo i Giapponesi… mangiano cose impossibili, hanno usi che sembrano alieni… generano persino figli che per dei genitori italici sarebbero improponibili… che non schiamazzano da piccoli, e che da adulti non hanno 2-3 telefonini ciascuno.
@francesca – *uhm* sono abbastanza convinto (ma è un parere squisitamente personale) che sia chiaro. così come, ad esempio, è noto a tutti che è un male evadere le tasse, passare davanti alla fila o non dare la precedenza ai pedoni sulle striscie. lo sanno, ma lo fanno.
il fatto che tutti lo sanno lo dimostra la pubblicità. quando ho incominciato ad essere sensibile alle eco-robe, parlandone mi ridevano. adesso anche i suv si pubblicizzano così: ti si è sporcata la macchina? non sprecare soldi in detersivi inquinanti: compra il nostro eco-suv. eco-suv, il primo suv il cui nome comincia per ‘eco’. fa figo. ormai è parte della cultura di massa come un male sopportabile che, come per tutte le cose della cultura di massa, riguarda sempre gli altri.
@chiara di notte – risolverei questa ’sensazione’ di italia-peggiore-del-mondo chiedendo ad un (ad esempio) giapponese cosa ne pensa degli usi giapponesi e di quelli italiani. tiro ad indovinare: parlerà male dei propri e bene di quelli degli altri! tipo l’erba del vicino. ci pensi se il giapponese dice proprio ‘i vostli bambini sono così simpatici ed esubelanti, non come i nostli che stanno semple buoni e zitti, manco sanno usale i telefonini!’?
risolverei questa ’sensazione’ di italia-peggiore-del-mondo chiedendo ad un (ad esempio) giapponese cosa ne pensa degli usi giapponesi e di quelli italiani.
Perche’ la domanda non la fai ad un’ungherese?
Fra tutti, quello giapponese, non mi pare il popolo da cui prendere esempio.
Ad essere meglio di noi, non ci vuole poi molto.
Il Giappone si è svenduto totalmente alle politiche del capitalismo e del consumismo, il centro di Tokjo sembra NY e l’economia non va così bene come vogliono far credere.
Ho visto uno speciale che parlava del precariato: praticamente la situazione è molto simile alla ns. con stipendi bassi e incerti e affitti altissimi.
Poi a me fare paragoni non piace molto.
Non era un esempio da prendere a modello, ma solo per dire che ci sono nazioni assai piu’ capitaliste e liberiste dell’Italia, dove pero’ esiste un senso civico diverso.
Non vivrei mai in Giappone.
ah ok, scusa!
Ehm,
il fatto che il nostro paese sia quello con più telefonini non ha una motivazione “sociale”. In realtà dipende da due grandi intuizioni della principale società di telefonia italiana. Non far pagare l’air time che sarebbe la tariffa che paga anche chi riceve la telefonata sul cellulare e la scheda prepagata.
Due strategie che tutti gli altri paesi dopo hanno copiato. nel frattempo noi siamo schizzati avanti e, ormai, il telefono ha valenza culturale.
alla base però c’è la strategia di marketing, non una predisposizione culturale.
“Non far pagare l’air time che sarebbe la tariffa che paga anche chi riceve la telefonata sul cellulare e la scheda prepagata.”
E questa e’ la ragione per la quale in tutto il mondo, solo in Italia i quattrenni (bimbi di 4 anni) hanno il loro “numerino”?
Io credo che ci sia altro…
no ovviamente, ma è iniziato tutto così.
la ragione sono i genitori deficienti!
Incoerente. Questo è il termine giusto Cn, Incoerente. Non stupido.
La coda per l’Iphone non è stupida, ma incoerente.
E’la stessa coda che trovi in tutti i negozi di elettrodomestici e telefonia mobile a Natale, mentre nei negozi di alimentari ci sono le code di ragnatele sotto gli scaffali e code di vecchiette che piangono l’aumento dei prezzi con le borsette piene di ricevute del lotto e dell’enalotto.
Non è un problema di povertà, ma un problema di incoerenza, che impoverisce un Paese più di un debito pubblico e di un’inflazione.
La gente e’ impazzita…
Allora anche noi lo siamo (noi siamo la gente).
Ci sentiamo migliori pero’…
Perche’ ci sentiamo migliori? Perche’ scriviamo i nostri pensieri su MC? Perche’ crediamo di avere in tasca la soluzione? Perche’ immaginiamo che chi ci legge la faccia propria?
Siamo degli Illusi! Ed anche dei presuntuosi!
Come dice CN, tutto parte dal basso. Parte da noi, dai nostri comportamenti privati e silenziosi.
Sta a noi circondarci di persone che possano condividere un progetto ed il nostro stile di vita.
Se a noi sta bene avere il nuovo telefonino, l’auto figa, vestiti alla moda, fare le lunghe code ai caselli per raggiungere improbabili luoghi infernali dove, fra schiamazzi e cafonaggine, la gente parla solo di calcio, di grande fratello, di stronzate, e non ha MAI letto niente che non fosse il gossip sulle riviste patinate, beh… allora e’ bene che viviamo la dimensione che il sistemma ci propone.
Se invece sentiamo che la nave sta affondando, e che sul TITANIC non balleremo a lungo, allora si devono fare scelte drastiche, definitive, coraggiose… e non CON LA TASTIERA, ma REALMENTE.
Esiste una comunita’ situata in un posto “quasi” sperduto, ove non si fanno code per Iphone, dove se possibile si usa la bici, dove i vestiti vengono riutilizzati per anni, dove si lavora e si mangia il prodotto della terra e del proprio lavoro, dove gli unici lussi sono i libri, internet, la cura del corpo ed un po’ di sesso. Non esiste religione, non esiste politica, non esistono ideologie. Solo persone che vogliono vivere una vita decisa da loro e non una vita IMPOSTATA da chi ha assunto il ruolo di nocchiero dell’Umanita’.
Se imparassimo da queste persone, forse i prossimi week end nessuno userebbe piu’ l’auto inutilmente, forse i negozi di griffe non venderebbero piu’ un solo pezzo, forse gli status symbol perderebbero di valore e certe societa’ (che oggi stanno al vertice) crollerebbero, innescando un meccanismo virtuoso: il prezzo dell’energia e del petrolio scenderebbe, ci sarebbe meno bisogno di biocarburanti, il prezzo dei cereali scenderebbe, e cosi’ via.
Saltiamo giu’ dalla nave. Lasciamo che loro continuino a ballare… anzi, MANDIAMOLI A FONDO RIDUCENDO I CONSUMI AL MINIMO. Con un piccolo sacrificio in sei mesi tutto cambierebbe… l’economia globale non potrebbe mai reggere ad un impatto del genere
La gente si riapproprierebbe del potere di DECIDERE ed i politici, gli economisti, i quaquaraqua’, tornerebbero tutti a stare al loro posto. A CUCCIA!
Capisco dove vuoi arrivare e lo condivido. Vorrei però fare una precisazione: io leggo e commento su MC, ma non mi ritengo presuontosa.
Credo,e spero, che esista una via di mezzo ragionevole tra la corsa sfrenata alla conquista dell’IPhone e la comunità di cui hai accennato tu.
Personalmente, non vorrei vivere completamente priva degli effetti del progresso che la mia società ha ottenuto, anche faticosamente, negli anni.
La raccolta differenziata, ad esempio, non t’impone di cibarti dei soli frutti della terra, ma si offre come strumento utile per la salvaguardia dell’ambiente attraverso, però, l’utilizzo necessario del nostro buon senso.
su questo concordo.
Io per esempio mi sento male se non chiudo l’acqua della doccia mentre m’insapono o mentre mi lavo i denti; cerco di fare la lavatrice piena e ad orari in cui il consumo è al minimo (e non lo faccio certo per il risparmio economico che in questo caso è minimo); cerco di spegnere le luci quando non servono, cerco di fare sempre la raccolta differenziata e di usare meno carta possibile a casa e in ufficio.
Io mi sento male se non rispetto le mie regole.
Non credo però che tutti se le siano date.
Devo dire che le regole son facili da darsi, ma difficili da mantenersi….soprattutto se in ufficio il tuo collega appena entra mette l’arai condizionata a 15 gradi con le finestre aperte (sto in Costa Azzurra e la cosa non ha molto senso).
A passare le giornate a rimettere la manopola almeno sui 23/25 10 volte al giorno é un casino…alla fine rinunci e rimani col trocicollo (soprattutto se all’ora di pranzo fai 6km in bici per andare e tornare a casa a mangiare)
sto in Costa Azzurra … rimani col trocicollo
ubi maior
Beh per espiare la cola vorrà dire che un giorno o l’altro cercherò di fare il corrispondente estero!
la cola?
Ma dai. Sei già perdonato
pssss, ora tu -zitto zitto- tanto non ci leggono più, mi spieghi in che termini avete usato “cola” voi 2? E’ una cit.lett.? Qualche stilnovista che mi è sfuggito? Dante? O un trobadorico? Please….ho già i miei bei complessucci d’inferiorità
No è colpa senza la “p”, almeno credo
Assolutamente si, un codice segretissimo…..si prendono le parole e si tolgono lettere a caso per rendere difffffffficilissima la decrifratura…decifrazione….decifraggio…hmmm…insomma capito no?
Ma forse é un lapsus freudiano ed il mio cervello col caldo che fa, anziché pensare alle colpe si immagina una “cola” ghiacciata!
Anche per me è la stessa cosa. Il problema è che da noi, tutti dànno agli altri le stesse regole che rispettiamo noi, ma con la “leggera” differenza che poi non fanno le stesse cose, ma il contrario. Si chiama predicare bene e razzolare male, come diceva mio nonno.
no è vero, ma il numero sta aumentando
UN po di sana autocritica è una boccata di aria fresca.
Molto meglio di chi si è oramai abituato a dare la colpaall’altro, che di solito è perlomeno idiota, sembra.
Vitriolum gente
Non avevo letto questo commento. Bella questa Chiara di lotta e di governo. Mi piace. Che carattere.
Quale sarebbe la comunità di cui parli?
Se mi conoscessi meglio cambieresti parere
Questo posto e’ situato molto lontano da dove vivi tu. In un luogo fuori dall’Italia che, per ragioni personali, non voglio rivelare. E’ accessibile solo alle donne. Un bell’esperimento di comunita’ che spero possa durare, e crescere, alla faccia di chi fa di tutto per cancellarla.
Se è accessibile solo alle donne non credo sia un esperimento che mi piacerebbe analizzare.
Non credo alla capacità umana di creare equilibri alternativi a quello naturale.
Uomini, donne, bambini, tutti insieme. Questo mi sarebbe piaciuto di più.
p.s. allora non voglio conoscerti meglio
“Uomini, donne, bambini, tutti insieme. Questo mi sarebbe piaciuto di più.”
Ma questo e’ gia’ quello che avviene. O no?
Comunque la non accessibilita’ agli uomini e’ dovuta solo ad un discorso legato alla sicurezza. La stessa di cui si parla in questo articolo, che io trovo assai interessante.
L’aggressivita’ legata alla libido porta scompiglio, e crea situazioni spiacevoli. Soprattutto per la donna.
In questo sta la finalita’ della comunita’. Provare a creare un ambiente in cui non esistano ideologie, religioni, razze, ma, al contempo, non offra spunti per altri tipi di conflitti, soprattutto quelli derivanti dalla coesistenza di piu’ galli in un pollaio.
Si deve tener presente che il luogo dove e’ situata la comunita, e’ al confine di un una vasta area in cui la violenza sulle donne da parte degli uomini e’ abbastanza comune.
Dove? Ne “i Cesaroni”? Perché io vedo solo gente che va in giro a lavorare, che non vede i figli e che non fa più l’amore.
Non mi è chiaro il fine della comunità, ma in assenza di informazioni mi fido del tuo giudizio.
Il fine della comunita’ e’ “vivere”.
Vivere lontane da certe situazioni angoscianti.
Per esempio potrebbe essere il caso di una ragazza che e’ sfuggita ai suoi protettori che l’avevano messa sulla strada… e che magari ha anche un figlio.
Potrebbe essere il caso di una ragazza messa incinta da suo fratello e che e’ stata SCACCIATA dalla famiglia perche’ non ha voluto abortire.
Potrebbe essere il caso di chi e’ stata, appunto, violentata da un branco, e non si sente piu’ sicura nel “mondo” di oggi.
Esiste qualche altra finalita’, per una comunita’, se non vivere?
Continuarsi?
E poi quando il figlio cresce che si fa? Lo si caccia via?
CN, Mi impedisci di replicare… ed io lo faccio rispondendo a me stessa
“E poi quando il figlio cresce che si fa? Lo si caccia via?”
No. Perche’ viene educato secondo i valori della comunita’.
E certo che essa non restera’ perennemente femminile.
Non ti impedisco Chiara, sei un po’ prevenuta nei miei confronti.
E’ solo che il sistema, per una questione di leggibilità, non consente più di 8 annidamenti tra le risposte.
Se serve io lo posso forzare da pannello, ma quando sono fuori pannello non posso farlo nemmeno io.
Ok, ora mi è più chiaro. La comunità è solo per ora femminile. Bene, allora mi sembra un’eccellente iniziativa, specialmente se orientata al recupero.
In bocca al lupo
Mi piace questa comunità…o meglio, per quello che finora ne ho capito. In pratica: una società (femminile) di mutuo soccorso per quei problemi che spesso sono causa di “ulteriori” problemi all’interno di una società promiscua. Una sorta di oasi protetta. Giusto..?
Si’ missblue.
Ma anche qualcosa di piu’. Un nuovo stile di vita, meno tecnologico (a parte internet), in cui si vive del frutto della terra.
Le donne, provenienti da molti dei paesi che circondano l’area, sanno apportare molte esperienze. Comunita’ significa anche convivere e condividere.
L’unica anomalia, rispetto a cio’ che gli uomini desidererebbero, e’ la loro esclusione. E per questo fioccano le accuse di comunita’ lesbofemminista. Ma non e’ cosi’.
D’altronde il mondo e la storia sono pieni di ordini monastici impostati su determinate regole. Ma li’ e’ anche vietato assumere posizioni politiche, ideologiche, religiose… altri temi che svilupperebbero il conflitto.
Il conflitto, che da quando esiste il mondo e’ stato assurto al ruolo di MOTORE per lo sviluppo, in questa comunita’ e’ abolito… o almeno il tentativo e’ questo.
Il conflitto, la competizione, la lotta sono solo retaggi animaleschi dei quali l’uomo non e’ riuscito a liberarsi.
Chissa’ che non ci riesca la donna.
Chi l’ha ideata e creata e’ certamente una “mezza fanatica”, ma sicuramente crede in cio’ che sta facendo.
la stupidità è la ciliegina, però.
senza di quella l’incoerenza sarebbe meno esagerata, forse.
Caro CN articoli come questi mi fanno sentire ignorante e dire che dagli studi classici o meglio scientifici, dopo tanti anni ho cercato di recuperare il vuoto con De Crescenzo prima e Watzlavick, Suzuki e Odifreddi dopo, ma il gap con te è insuperabile, “le cose che io non so sono più di quelle che sai tu e non ci metteremo mai in pari purtroppo”.
A proposito della raccolta differenziata, questa funziona se la gente collabora e se viene fatta in modo serio e professionale raccolte puntuali e frequenti, orari precisi, disponibilità di cassonetti vicino casa.
Sono curioso La gente come ha reagito dalle tue parti? differenziano?
questo i tg non lo dicono, strano ma vero non ricordo di aver visto servizi sulla raccolta (sulla mancata raccolta e sulla guerriglia urbana si però).
Grazie, troppo buono. Siamo tutti ignoranti in tante cose, il bello è che ci parliamo e questo aiuta a superare le differenze.
Se il gap con me è insuperabile su certi argomenti, scommetto che tu sei molto in gamba su altri.
Si chiama specializzazione ed è una delle caratteristiche della nostra organizzazione formativa.
de Crescenzo, Odifreddi… sei un po’ sulla cattiva strada.
La gente della mia città l’ha presa benissimo. Siamo un po’ tutti incazzati per il fatto che il resto del paese conosca solo Napoli e i suoi problemi. Salerno è una città del Sud con tutto quello che ne comporta. Poco o nulla lavoro, strutture pubbliche di livello inferiore a quelle del Nord, ma è una città pulita, dove la gente ha ritmi diversi da quelli di Napoli (come Avellino e Benevento d’altra parte)
La raccolta differenziata è stata vista come un sistema per “differenziarsi” positivamente dal capoluogo. Nonostante qui non si sia avuto un solo giorno senza il ritiro dell’immondizia, la nostra economia turistica ha subito danni enormi causa la sindrome napoli.
Cattiva strada? ahi ahi, come lo devo lo devo prendere? Per de crescenzo lo posso capire era un rimettersi in carreggiata con qualcosa di semplice e divertente.
Se mi dici così butto “il diavolo in cattedra”, che tanto ho difficoltà a leggere.
ps. se ti interessa ho letto anche qualcosa di Russell.
Io penso che oggi le persone che credono che le cose debbano cambiare, non dovrebbero proporle solo a parole, perchè questo non funziona più, chi ci crede veramente dovrebbe unirsi e dimostrare con i fatti che si può vivere diversamente e nel contempo vivere bene.Questo non significa regredire ma usare ciò che serve e liberarci da ciò che non lo è. Voi parlate spesso della raccolta differenziata, bene!! ma vogliamo fare qualche altro passo avanti? Chi è disposto a trasformare il proprio prato inglese in un bell’orto ad uso personale e per il vicino che magari abita in un appartamento e col tempo ti darebbe pure una mano? Io da un pò ci sto veramente pensando che cose così, semplici, immediate, potrebbero far riflettere concretamente la gente (giusto come la raccolta differenziata).
SIA CHIARO CHE, MENTRE NON MI INTERESSA AVERE IL CELLULARE, IL PC MI SERVE. NON FOSSE CHE PER POTERVI LEGGERE. CIAO A TUTTI.
a me questa dell’orto sembra un’ottima idea. Cambiamento dal basso, la mia teoria. Peccato non averlo il prato.
Hai ragione, io sono stata fortunata aiuto il mio vicino.
La coda per l’iPhone è un’idiozia assoluta, ma purtroppo eventi del genere non sono affatto rari. Ad esempio, questa non è una rivolta per il pane.
che bello!