Notte e Nebbia
6 aprile, 2007 di mc
Archiviato in Chiamiamola Economia
In passato ho scritto della dicotomia tra luce e tenebra con un piglio poetico che mi stupisce ancora. Infatti, io non mi sento un poeta. Sono un uomo di scienza che si trova perfettamente a suo agio ovunque possa applicare un’occamistica progressione di ragionamento.
Oggi vi parlo di notte e nebbia. Nessuna dicotomia, gli effetti sono gli stessi. Non si vede dove si va e non si capisce dove ci si trova. Probabilmente notte e nebbia hanno tutto il diritto di proclamare la propria diversità, di “distinguersi”. Nei fatti, che sia notte o che ci sia nebbia, non si vede un cazzo. Punto.
Nei giorni scorsi, nel mio piccolo esperimento di rassegna stampa, ho preso diverse volte in giro i politici di centro destra a causa della loro smania di cambiare la legge elettorale. Legge elettorale che gli stessi politici di centro destra hanno modificato poco più di un anno fa producendo un abominio che sarebbe una vergogna per una qualsiasi nazione civile.
A dire la verità ho provato un gusto particolare a prendere per il culo Silvione, il suo maggiordomo Fini, la Lega degli sbandati e il più serio di tutti che, guarda caso, si chiama Casini. Sono un uomo di sinistra e beccare gli avversari politici in castagna mi diverte. Notte.
Oggi però leggo di tutte queste storie sulla Telecom e mi faccio una serie di semplici domande. Le domande che si fa uno come me che di queste cose non sa nulla.
Dieci anni fa, nel 1997, al governo di questo paese c’erano i miei compagni: Fassino, D’Alema, e il liberalizzatore Bersani. Gli stessi di oggi. Alla presidenza della Telecom lo stesso Guido Rossi che hanno cacciato via poche ore fa. Telecom Italia, che era di proprietà del tesoro, fu oggetto di una sciagurata privatizzazione. A favorire quella che era chiaramente, anzi lapalissianamente una pura operazione finanziaria a vantaggio di personaggi che oggi chiameremmo “furbetti del quartierino”, sono stati i miei compagni Fassino, D’Alema e il liberalizzatore Bersani. Nessun piano industriale, nessun progetto tecnologico, solo una catena di società finanziarie nate per assorbire il flusso di cassa e le proprietà immobiliari di Telecom e scaricare sulla società il debito contratto per acquistarla. Un vero e proprio furto alla collettività con la scusa di “privatizzare” dove il verbo privatizzare si coniuga privatizzando i guadagni e collettivizzando i debiti. Modus operandi molto gradito dai nostri grandi imprenditori membri del capitalismo criminale.
Oggi, le stesse Cassandre che dieci anni fa avevano consentito ad una cordata di amici di banchettare con la carne e con il sangue di decine di migliaia di lavoratori, subito dopo aver sconvolto la storia abolendo i costi di ricarica e obbligando i parrucchieri ad aprire di lunedì, scoprono che la rete è strategica e non può essere ceduta a stranieri.
Benissimo. Quando dieci anni fa la Telecom è stata affidata al mercato non si era capito che la rete fosse strategica e che quando una cosa è sul mercato la compra chi vuole. Mi farebbe piacere pensare che si tratti di semplice stupidità, invece penso si tratti di malafede. Nebbia.
Sull’altro fronte spiccano le dichiarazioni di Tronchetti Provera, l’uomo che abbonda di cognomi, ma difetta d’intelligenza.
Sono anni che ci fanno la testa così sul rischio d’impresa, sulla differenza tra capitalisti e salariati. L’imprenditore guadagna di più perché rischia. Bene.
Tronchetti rivendica il suo diritto a non essere l’unico imprenditore d’Italia ad aver fatto un cattivo affare. Mi sembra giusto. Dopo che Colaninno & C. hanno fatto carne di porco con Telecom e si sono procurati proventi che si godranno le prossime 30 generazioni delle loro famiglie e delle famiglie delle puttane che si trombano nel tempo libero, proprio Tronchetti doveva perdere soldi nell’investimento? Non mi sembra giusto, ha ragione a lamentarsi. E’ vero che gli hanno fatto un pacco, ma lui è un grande imprenditore italiano, mica un coglionazzo qualsiasi che compra le azioni dal terminale dell’ufficio. Lui non può perderci.
Centrodestra, centrosinistra, Berlusconi, D’Alema. Cambiano i nomi, cambiano i simboli, cambiano le bandiere, ma sono come la notte e la nebbia. Negli effetti non c’è differenza.
E noi come cittadini questa differenza abbiamo il diritto di pretenderla. Io ho iniziato la mia personale protesta facendo propaganda per lo sciopero del voto. Lo ribadisco pubblicamente.
Basta votare per il meno peggio. Sono onesto, incensurato, ho studiato e sono una persona per bene. Nessuno può dirmi che mi devo accontentare. Pago e pago caramente per il mantenimento di questo paese e quindi voglio una qualità in relazione a quello che pago. Niente di meno, niente di più. Fino a quando non c’è, io non compro più nulla.
E se questa è l’unica merce disponibile in questo paese allora io rinuncio a viverci. Chiamatela sconfitta, chiamatela fuga, chiamatela come cazzo vi pare. Io sono un uomo, ho i miei principi e voglio vivere con i miei simili. Non posso e non voglio andare oltre una civile e pacifica azione di disobbedienza civile. Dopo questa mi resta solo l’emigrazione. Ipotesi che giorno dopo giorno, si ammanta di indiscutibile fascino.
Nel frattempo cerco di dare visibilità alla mia indignazione, sperando che altri, come me, smettano i panni degli ultras e oltre a fischiare la squadra avversaria, inizino a dire quello che pensano sulla propria.
I nostri connazionali che fanno il mestiere della politica devono iniziare a percepire il ringhio sordo ed insoddisfatto della bestia che governano. Devono iniziare a pensare che possa imbizzarrirsi e sporcare di merda il loro giardino dell’Eden. Devono iniziare a temere il nostro giudizio e non fare affidamento alla lealtà che ciascuno di noi porta ad ideali e proclami che ormai vivono solo nella nostra memoria. Non votiamoli più. Delegittimiamoli. Sia chiaro che stanno lì perchè ci si sono insediati con la forza e con l’inganno. Lasciamo che si chiudano nel loro accampamento e circondiamoli. Siamo di più ed abbiamo una pazienza infinita. Prendiamoli per fame.
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Lo stesso giorno gli anni scorsi
2008
2007







io voto comunque il Silvio, perchè nel bene e nel male dà da mangiare a 22.000 persone con Mediaset, ma capisco il tuo punto di vista.
Molte volte mi sono sentito come Montanelli quando disse “tappiamoci il naso e votiamo DC”.
E ti faccio esempi concreti.
Io sono a favore dei DI.CO e penso che la Destra non abbia perso occasione per tacere, anzichè dire le cazzate sulla famiglia tradizionale.
Sono per la fecondazione assistita, perchè è indegno che delle persone non possano avere bambini perchè a Ruini non va bene.
Prego tutte le sere ma mi vergogno del Papa, e di quanto accaduto a Welby, funerali negati compresi.
Adesso mi dirai…Ma sei di Sinistra!
No.
Perchè sono a favore della pena di morte, della guerra sia in Iraq che in Afghanistan, di una polizia meglio armata, della tolleranza zero e considero il fondamentalismo islamico il peggiore pericolo.
Faccio fatica a riconoscermi del tutto in un partito, perchè anche la Lega dice un sacco di merdate sugli omosessuali, ed AN dovrebbe tacere sulle questioni di coscienza.
Personalmente ritengo che tutti i partiti non debbano occuparsi delle questioni di coscienza, l’eutanasia va resa legale e deve essere una scelta personale.
Chi sono io, Dio, per dire a qualcuno che soffre che non deve morire? O che non deve abortire?
Queste sono questioni private che devono restare fuori dalla politica.
Diversamente da te, non sono così disgustato comunque dalla politica, ed adesso vedo sensati i riformatori liberali di Della Vedova e Taradash, quindi ancora voto.
E capisco il tuo disgusto, ma il voto è l’unica arma che abbiamo per cambiare le cose.
Ciao ed auguri di buona pasqua.
Concordo con Marco: il voto è l’unico STRUMENTO che abbiamo per cambiare le cose. Ho provato anche io, per qualche anno, a non votare, ma oggi credo che non sia questa la strada: tacere non è la stessa cosa che dire NO: “non mi rappresenti più, non ti riconosco come mio e nostro portavoce”.
Marco, quando dici che Silvione da da mangiare a 22.000 persone mi fa un po’ impressione. Ti immagino un omone coraggioso e spavaldo e mi piacerebbe che tu pensassi che sono le 22.000 persone a dar da mangiare a Silvione.
Comunque è solo un mio desiderio. Puoi fregartetene bellamente.
Volere che nel paese ci sia più ordine e combattere il terrorismo non è ne di destra ne di sinistra. E’ una cosa che è utile a tutti. Sui metodi ci si può mettere d’accordo, ma il principio è condiviso.
Per il fatto del voto, e qui parlo anche alla mia amica Miriam, io ne ho viste un bel po’. Per un periodo ho fatto la scorta a uomini politici ed imprenditori e quello che ho sentito mi ha fatto diventare molto critico verso la politica professionale.
Ora vorrei riuscire a dare un segno che andasse aldila’ del votare il meno peggio. Ho 46 anni, due lauree e un’intera vita ineccepibile alle spalle. Credo di meritare di più. O no?
Auguri carissimi Marco. Auguri. Un abbraccio ed un augurio per la mia piccola taglia42.
io di laurea ne ho i tre/quarti, metà dei tuoi anni, e una vituzza così così dietro.
tuttavia conosco un pò gli abitanti di questo paesello, e credo che se io merito di più, tanta gente non merita un decimo di quel che ha. Voto compreso.
Tusaichi non ha tutti i torti, anzi…spesso penso al fatto che se guardiamo nello specifico l’italia merita questa situazione, e chi se lo prende nel bocciolo è sempre la minoranza onesta e per bene e che magari ha coscienza di quanto accade.
Non manca l’intelligenza ma manca l’informazione e senza informazione non fai cultura e non cambierai mai le cose.
E comunque credo che una sollevazione popolare sia fuori dalla natura delle nuove generazioni drogate da cellulari, tv mediashit, dolce e gabbana discoteche e macchine che fanno brum brum molto forte.
Ai politici si sa fa comodo un popolo ignorante, alla chiesa fa comodo l’ignoranza e a questi signori fa comodo che si distingua ancora destra da sinistra invece che inculati e inculanti (dfc docet)
“la guerra e pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”
E qui, leggendo il tuo bellissimo intervento, MC, finisce la mia ingenuità ed incontro, rimanendone stordito, la tua concretezza. Ho quasi la tua età, una laurea sola (ma anche senza non cambierebbe nulla) e meno esperienza di vita, ma non sono comunque di primo pelo. Nonostante tutto continuo a guardare il mondo con gli occhi di un bambino: curioso, spontaneo, onesto e con fiducia.
Mi comporto, tutto sommato, proprio come mio figlio che mi allunga la manina senza guardare dove sono o cosa faccio, perché sa che io la prenderò, comunque. Sa che lo sorreggerò se sta cadendo, lo guiderò se sta sbagliando, lo tratterrò se va in pericolo. Potrà fare la sua strada, libero e sereno, perché ci sarò io a tracciare il giusto percorso: toccherà alla mia coscienza scegliere quello più adatto.
Ho osservato la vicenda Telecom con gli stessi occhi, come sempre: ho pensato che chi aveva sbagliato all’epoca, quelle stesse persone, non avrebbero potuto rifare lo stesso errore, perché se hanno avuto la mia fiducia – anche stavolta – come in un processo osmotico, devono averla assorbita. Ho temuto (e capito, anche e purtroppo) che l’italietta dei “quaquaraqqua” stava lavorando, sotto-sotto, ma ho affrontato l’argomento con la fiducia del bambino; quella che ti fa pensare che il buono vince sempre, anche se so che non è proprio così. La stessa fiducia che ho avuto quando ho allungato la mano pochi mesi fa, ancora una volta, come tante altre persone, troppe e ho fatto la mia X; l’ho fatto convinto che qualcuno l’avrebbe presa e avrebbe lavorato per tracciare un percorso – secondo coscienza – che mi consenta di vivere degnamente e onestamente.
Come fa un figlio con il padre.
E tu mi dici, con tutta la forza e l’amarezza che hai dentro, che invece se ne sono appropriati, che hanno carpito deliberatamente la mia fiducia e che il percorso che scelgono non è secondo coscienza ma è legato solo e soltanto agli interessi di quei pochi che tirano le leve del potere? Che non c’è spazio per l’onestà? Non riesco e non voglio accettarlo. Se chi comanda (badate, non chi governa, ma chi comanda) in questo paese non è altro che una manica di disonesti, allora la colpa è anche mia che glielo concesso, che lì li ho mandati. In questo piccolo paese che ha fatto della clientela un modo di vivere, c’è ancora tanta gente che allunga la mano, fiduciosa. Bisogna spiegargli che la democrazia non finisce tracciando la X su di un pezzo di carta, ma che inizia proprio da lì. Se è così, allora sarò io, saremo noi, a fare da buon padre di famiglia ai politici, a tracciare il percorso e a vigilare.
Non voterò mai una destra nella quale non mi sono mai riconosciuto, solo per evitare il pericolo dei “comunisti” – che tanto si sono estinti da tempo – Ma a questo punto anch’io non so se voterò per una sinistra che non riesce “a fare niente di sinistra”: la mia sinistra, quella della mia coscienza.
Sono anni che lo penso: NESSUNO DI QUESTI, ma poi, alla fine, allungo la mano. Forse solo per paura.
In questo ti quoto, MC. Nella voglia di fuga no. Abbiamo una responsabilità in tutto questo: affrontiamola. Ognuno per quel che può fare. Tu con questo blog. Io li aspetterò al varco. Non deciderò SE votare in base ai DICO o al rifinanziamento delle operazioni militari all’estero, alla finanziaria o al PIL, alla nuova legge elettorale o al conflitto di interessi. Deciderò se vedrò onestà, se vedrò nel loro sguardo gli occhi del bambino. Sarà allora che deciderò se NESSUNO DI QUESTI sarà il mio motto, o se potrò fare il buon padre di famiglia anche per loro.
Sandokan, leggendoti mi sono commosso. Spero sinceramente che tu abbia ragione.
Per tutti: Azione, azione e ancora azione. Pacifica e non violenta sempre e comunque, ma basta lamentarsi e basta.
Forse il non voto non è la soluzione, ma, senza offesa, non lo sono nemmeno Taradash e Della Vedova. Mi ricordo quello che dicevano a Radio radicale e mi sembra che, come Rutelli, si siano involuti invece di evolvere.
Insomma, io forse ho detto una cazzata, ma mi sono preso la responsabilità di dirla. Voglio un’alternativa al lamento sterile ed improduttivo.
Mente Critica,
prova a cercare su internet la parola LIBERTARIAN, associata a Milton Friedman.
Io fondamentalmente la penso così, e secondo me anche tu, pur non essendone cosciente…..
ciao.
@ marco panattoni
la tua cieca fiducia nel liberismo alla Friedman nasce forse dal non essere ben a conoscenza degli effetti pratici della sua applicazione, per esempio in America Latina? Liberismo cosa vuol dire? A volte menefreghismo sfrenato e legge del più forte applicata come regola. Sei disposto a rinunciare alla copertura sanitaria gratuita, a certi lussi che ci provengono dalla cultura del welfare in nome di questo liberismo?
Io te lo dico proprio sinceramente no. Penso che vi siano modi più giusti per governare l’economia. E guarda che se ne stanno accorgendo proprio negli USA.
@ lameduck
ti consiglio LA TIRANNIA DELLO STATUS QUO, di Milton Friedman.
Lì ti accorgi che la dottrina friedman non è esattamente quella che dici.
la dottrina friedman prevede che lo stato si occupi di:
1) esercito
2) polizia
3) sanità
4) amministrazione della giustizia
friedman parla di sanità pubblica e di assistenza ai poveri, leggi il libro.
Sulla scuola ad esempio propone una cosa molto intelligente, e dice che anzichè versare le tasse alla scuola pubblica, si dia un assegno ai cittadini da spendere in una scuola. A quel punto, senza altre fonti di reddito, solo le scuole che funzionano attirano alunni, visto che sono le famiglie ad avere l’assegno scuola, non lo stato clientelare.
Friedman dice anche di liberalizzare la droga, perchè tanto la gente si droga lo stesso ed il proibizionismo non funziona ed i soldi risparmiati dalle spese di polizia e giustizia usarli per venire incontro ai problemi di indigenza.
E dice che se le tasse fossero secche al 20% per tutti i redditi, non ci sarebbe evasione fiscale.
Questo è Friedman, non la propaganda demagogica che hai citato, prima di parlare documentati.
Se Friedman fosse vivo e fosse ministro dell’economia, di diverso da oggi avresti l’assegno scuola alle famiglie, tasse al 20%, Alitalia venduta ai privati, Ferrovie dello Stato vendute ai privati con prezzi massimi amministrati per garantire a tutti un servizio.
Non avresti avuto la Fiat tenuta in piedi con le nostre tasse che foraggiavano la cassa integrazione, e se anzichè quel testa di cazzo di Lapo Elkan era degli americani, cosa cambiava?
La sanità sarebbe gratuita per tutti, ma con il concetto che il malato scrive dopo la visita o la prestazione allo Stato, e solo se è stato curato adeguatamente lo Stato rimborsa l’ospedale, se ci sono i sorci come a Roma l’ospedale chiude ed il malato va dove gli danno letti puliti.
Io per parlare di Marx mi sono letto Il Capitale, poi i Diari di Lenin ed i Pensieri ed il libro di Mao.
Per parlare di Islam mi sono letto il Corano. Due volte.
Se vuoi parlare di liberismo sensatamente, e non con uscite dogmatiche e false come le tue proposizioni, leggi qualcosa poi ci risentiamo.
@ marco panattoni
Anche se le tasse fossero al 10% ci sarebbe l’evasione lo stesso, perchè l’essere umano non è buono come diceva Rousseau, ma cattivo come sosteneva Nietzsche. Il denaro lo rende folle e più ne ha più vuole accumularne, alla faccia mia e tua. La famosa concorrenza tanto sbandierata come uno dei capisaldi del capitalismo dov’è? Fanno dumping e le tariffe rimangono alte. La finanza sta vampirizzando l’economia reale.
Tutto bellissimo e meraviglioso? Non mi pare.
Tutto quello che hai citato sono belle parole ma nel senso di una utopia bella e buona. Anche Marx aveva delineato nel comunismo una società ideale ma la sua applicazione pratica cos’è stata? Anche le idee del tuo idolo sono belle ma le applicazioni pratiche sono state fallimentari. Ti faccio solo un nome: Argentina.
L’assegno per la scuola? E non è finanziamento statale sotto mentite spoglie? Il famoso bonus…
Amico mio, io ho 47 anni e mi sono letta più libri di quanti tu non immagini. Adesso, dopo essermi rovinata la vista, leggo meno e non posso stare al passo con tutti i libri che escono (e poi ci sono altre belle cose da fare, nella vita, francamente). Ma ti prego di non venirmi fuori con la solita frase “leggi qualcosa, documentati” perchè la trovo irritante.
E poi i libri non contengono sempre la verità.
ma cosa c’entra l’argentina?
è come dire che il comunismo è cuba o pol pot.
in argentina hanno governato in maniera populista e demagogica, parlando di un liberalismo che non esisteva affatto.
io non solo ho 10 anni meno di te e non penso di aver letto meno libri dei tuoi, ma io con la finanza ci mangio e ci pago le bollette, quindi non parlo per idee preconcette o sentito dire.
comunque, la discussione è su due binari troppo divergenti, quindi rispetto la tua opinione ma chiudo qui
auguri per pasqua.
“Ipotesi che giorno dopo giorno, si ammanta di indiscutibile fascino.”
Notte, e nebbia.
Punto.
E’ evidente che non esiste un sistema, socialista o capitalista che dia una risposta adeguata a tutte le esigenze.
)? Socialdemocrazia, capitalismo, socialismo. In fondo non lo sa bene nessuno. Eppure le cose sembrano funzionare meglio. E’ indubbio che sono gente costituzionalmente più onesta e responsabile.
Bisognerebbe lavorare prima sull’educazione dei cittadini in modo che siano più responsabili ed onesti. Poi, in fin dei conti, probabilmente tutti i sistemi andrebbero bene.
Che sistema hanno gli svedesi, gli olandesi, i norvegesi, gli islandesi o i danimarchesi (
Se non partiamo da qui, e su questo a prescindere dalla posizione politica si puo’ lavorare insieme, non arriviamo da nessuna parte.
In fondo scuola e sanità se siano pubbliche o private è un problema “tecnico”. E’ il carattere dell’uomo che è al centro della questione. Senza tener conto di questo, qualsiasi sistema è destinato a fallire.
6 aprile – 8 giugno.
Da protesta pacifica a pura rabbia. Credo sia la strada buona, mc. Lo credo davvero.