Visite: 2,234,315 Visite ultime 24 ore: 7,338

Note in Margine al Caso di don Sante Sguotti

Si è detto e scritto di tutto. Soprattutto dagli incompetenti. Ma perché non si ascoltano, una tantum, i diretti interessati, coloro che queste vicende le vivono sulla loro pelle, primo fra tutti il prete in questione?

Per esempio, è da superficiali affermare: “Il vescovo, che in base all’ordinamento cattolico non può, neanche se volesse, lasciarlo” in parrocchia. Sarebbe voler risolvere la questione prima di affrontarla. Sarebbe non vedere i fatti, specie quel fatto nuovo, che smentisce la versione ufficiale, per la quale il prete con donna e figlio va “eliminato”, perché “è motivo di scandalo per i fedeli”. A Monterosso di Abano 800 fedeli non solo non ne sono scandalizzati, ma sostengono, solidarizzano, si dichiarano anch’essi “figli” di don Sante.
Le domande da porsi, quindi, non sono sul codice, sul diritto del vescovo, sul dovere del prete di dimettersi, ecc. ma ben altre: che cosa si può leggere tra le righe di questa porzione di “popolo di Dio”? Che cosa suggerisce questa “vita nuova”? Perché e per come si è venuta a creare tale situazione? Quali circostanze hanno contribuito ad innalzare il livello di maturità dei fedeli? Non vuol forse dire che il prete è entrato nel loro spirito come “vino nuovo”? Non più e non solo come “funzionario del culto”, ma come “persona”?

moglie.jpg

Se si andasse ad “ascoltare” quella gente, magari si scoprirebbe che la sa più lunga di certi giornalisti, i quali non sanno neppure che nei primi mille anni della cristianità preti, vescovi e 49 Papi erano sposati. E, quindi, non si fa che ripetere i soliti luoghi comuni: “da una parte c’è un prete e i suoi parrocchiani, dall’altra la chiesa istituzione con le sue leggi”. Non è esatto. L’immagine della realtà è un’altra: da una parte c’è Golia con tutto l’apparato delle sue istituzioni (la corazza del CIC, le armi dei castighi, repressioni, eliminazioni) e dall’altra Davide con una fionda e quattro sassi: la sua capacità di amare come padre, la fidanzata (il nuovo amore), il figlio (frutto dell’amore), i figli-parrocchiani (che ricambiano l’amore ricevuto).
Una situazione di conflitto tra chi si trincera dietro le leggi canoniche e chi si rifiuta di essere imprigionato nella camicia di forza delle norme umane. Quanti don Sante hanno fatto fagotto e se ne sono andati in punta di piedi (100/150mila nel mondo)! Quanti hanno preferito seguire la prassi consigliata “ufficialmente” di vivere da amanti, di occultare il loro amore come se fosse qualcosa di “sporco”! Quanti figli di preti senza padre ci sono in giro? Quante donne amate e ripudiate, umiliate, ridotte ad amanti, si accontentano di scampoli di tempo e d’amore furtivo? Quanti/e si sono suicidati/e? Senza parlare delle suore rimaste incinta dal prete e costrette ad abortire (si veda il film “Padre Amaro“)…
La storia pare quella di sempre, ma c’è un elemento nuovo: don Sante non vuole mettere il silenziatore al suo amore; non vuole uscire di scena dalla porta di servizio; ritiene che non c’è nulla di cui vergognarsi; che l’amore fecondo non può venire che da Dio e, quindi, ha il diritto di viverlo alla luce del sole; che non c’è conflitto tra le varie forme di amore, perché una sola è la sua sorgente.

I non addetti ai lavori non vanno per il sottile: “vuol vivere due vite, prete e marito-padre, e non tiene conto che ognuna di queste vite esclude l’altra. Lui pensa che siano compatibili […] È una posizione insostenibile”.
Ed è “sostenibile”, contro i dettami dell’ONU, ingaggiare e coltivare nell’apartheid del seminario dei minorenni, che resteranno emozionalmente immaturi per tutta la vita? E’ sostenibile che un ragazzo plagiato fino a 25/30 anni possa decidere del futuro della sua vita, senza sapere a cosa è forzato a rinunciare, che cosa è la solitudine, la paternità, ecc.? Ed è sostenibile la posizione dei vescovi, che hanno spostato i preti notoriamente pedofili da una parrocchia all’altra? Che hanno occultato alla polizia i delinquenti, collaborando a distruggere migliaia di bambini, 11.000 solo negli USA (quelli emersi, ma sarebbero molti di più, anche 100mila)? E’ sostenibile che è meglio ricevere la santa comunione dalle mani consacrate di un don Cantini, di don Dessì, di padre Geoghan (200 stupri), di un padre Macial Marcel Degollado, piuttosto che da quelle di don Sante?
“C’è un codice, e il vescovo non fa che applicarlo”. Certo! Ma non è proprio con il codice alla mano che le autorità religiose hanno fatto crociate, inquisizioni, conquiste, roghi, silenzio nella shoà, ecc. ecc.? Non è con la legge del celibato che si consuma la strage degli innocenti, si antepone un norma umana (celibato) ad una legge divina, il diritto del figlio ad avere un padre? La chiesa non dovrebbe semmai imporre al prete con figlio di obbedire alla legge naturale di fargli da padre? Oppure dovrà riconoscere che a forza di parlare di “paternità spirituale” non sa, non ha ancora capito che cosa sia la “paternità materiale”? Infatti quanto “disprezzo clericale” per il figlio della ragazza madre, della prostituta e del carcerato, tutti figli di Dio costretti dalla chiesa a portare il marchio dell’infamia. Non si diceva (e non si continua a pensarlo) che il figlio nato fuori dal matrimonio è “figlio del peccato”? Don Zeno ironizzava: “Mai sentito che il diavolo sappia fare dei figli”!

Quante ingiustizie in nome della legge umana ed ecclesiastica, per giunta!
Si afferma: “Un prete che ha una moglie e una famiglia, è un mezzo prete, è uno come tutti che incidentalmente fa il prete, e ha una famiglia a cui badare”.

happy-family.jpg

“Mezzo prete”? La chiesa gerarchica dovrebbe rivoltarsi, ripudiare e condannare tali affermazioni come diffamatorie, perché offendono e discriminano il clero cattolico di rito orientale, il quale da sempre è libero di prendere moglie (preti uxorati, diaconi uxorati anche nel rito latino). Non ha accolto più di cento pastori protestanti convertiti al cattolicesimo, i quali esercitano il ministero pur mantenendo la loro famiglia? (cfr. la Provvisione Pastorale emanata negli anni ‘80 da Giovanni Paolo II). Oppure i preti con famiglia delle chiese clandestine dell’est ordinati durante la seconda guerra mondiale? E’ aberrante dire che tutti costoro sono “mezzi preti”; che si “vuol vivere due vite”; che “ognuna di queste vite esclude l’altra”; che non “si può essere buon prete e buon marito e padre di famiglia”. La famiglia dei diaconi e preti uxorati non può impedire loro di amare il popolo, altrimenti il colpevole sarebbe Dio stesso che l’ha inventata. Quante dichiarazioni conciliari e pontificie hanno superato la vecchia discriminazione tra matrimonio e scelta di castità, affermando che non si tratta di un di più e un di meno, ma di due modi, due vie ugualmente sante di amare Dio e i fratelli. Si riconosca, almeno, che nei documenti ufficiali c’è ancora qualcosa di fluido, sopravvive una specie di contraddizione interna, per cui ci sono delle alternanze, degli avanzamenti e dei rinculi (per esempio: tra il CIC/”Pastores dabo vobis” e il “Presbiterorum Ordinis”/ Codice di diritto canonico delle chiese orientali. “Ci si può legittimamente chiedere com’è possibile che uno stesso soggetto magisteriale riguardo a uno stesso oggetto faccia simultaneamente – seppure in contesti diversi – affermazioni incompatibili”. Cfr. Basilio Petrà, Preti sposati per volontà di Dio? EDB, Bologna, 2004, p. 201).

Paragonare il sacerdote con la suora non ha senso. Questa fa un “voto”, il prete diocesano, una promessa. Non si sono letti i documenti pontifici, nei quali ormai non si mette più in contraddizione il sacramento del matrimonio con quello dell’ordine presbiterale? E allora come ci si arroga il diritto di parlarne e dettar legge, appellando a dei luoghi comuni superati da un pezzo?

Il “sotterraneo movimento di preti che vorrebbero la fine del celibato” non è poi tanto invisibile e sotterraneo dal momento che solo in Italia ci sono 10/12mila preti sposati. E nel mondo sarebbero 100/150 mila, uno su quattro, un “esercito di riservisti”, pensionati anzitempo… E si piange sulla scarsità delle vocazioni, di cui Dio sarebbe così avaro! Se non si è informati neppure sui numeri, chissà sulle ragioni di fondo.

E’ “il popolo di Dio” di Monterosso, che rifiuta l’ipocrisia dei “sepolcri imbiancati”; non vuole applicare un “codice” freddo e sterile alla lettera; gli sta bene il prete con donna e figlio; vuole il prete al suo fianco così com’è. Che male c’è ad ammettere che cominciano a venire meno certi miti? che sono i clericali che si “scandalizzano” non i laici, padri e madri di famiglia, i quali sanno meglio dei prelati che “l’amore fecondo” viene da Dio non dal diavolo? che ogni uomo/donna ha il diritto di vivere e cantare il suo “Cantico dei cantici”?

botero_family.jpg

Come cambiano, come si trasformano le leggi ecclesiastiche? Come tutte le leggi umane, perché la storia produce esempi, fatti nuovi, che non cadono dall’alto, ma vengono dalla esperienza viva delle persone.
La Chiesa non deve forse stare in ascolto dei segni dei tempi, scoprire le tracce dello Spirito che soffia sempre dove vuole e non coincide con il vento romano?

In base a quali argomenti si può sostenere che una Chiesa Cattolica con preti sposati “Se verrà, quella sarà una Chiesa diversa, meno «al servizio», meno legata a Cristo e più al mondo”? E allora perché non fare una bella inchiesta per quantificare quanti sono i preti con l’amante, con figli nascosti, alcolizzati, in cura dallo psichiatra, pedofili, gay, ecc.? E’ meglio mantenere una facciata d’ipocrisia, piuttosto che tornare alle origini quando il prete non era un funzionario del culto, tanto meno una casta, ma veniva scelto dalla comunità tra gli anziani di provata virtù e doveva essere un modello come capofamiglia? S. Paolo raccomanda: “Il pastore sia irreprensibile, marito di una sola donna; sobrio, prudente, decoroso, ospitale, pacifico e disinteressato” (1Tm 3, 2). Non è abbastanza chiara la rivendicazione paolina al diritto degli apostoli di essere “accompagnati da una moglie” (1 Cor 9,5ss)? La prassi apostolica non è una norma collaudata, più efficace della “legge canonica” valevole solo per i cattolici di rito latino? Perché ciò che vale per la chiesa di rito orientale non è valido per quella di rito latino?

I giornalisti sanno che nella Scrittura non si parla mai di preti, ma di ministri; mai di sacerdozio, ma di ministeri, di una gerarchia di servizio, nient’affatto verticista, sacrale, patriarcale, schierata con i potenti? Per “essere” la Chiesa di Cristo non può accontentarsi di qualche opera di carità e del culto spettacolare, devozionale, impedendo agli uomini di vedere la giustizia e le potenzialità del vangelo! Forse che il prete con famiglia non potrebbe essere un esempio, un riferimento pratico per valorizzare quanto l’istituzione non ha mai valorizzato: sessualità (visione ereditata dai pagani), famiglia aperta, figliolanza estesa agli abbandonati, amore coniugale come espressione dell’amore di Dio, ecc. ecc.?

Forse il caso di don Sante è un granellino, una goccia, un “soffio” che grida l’ora di Dio: l’ora di passare da una chiesa concepita come un museo di fossili ad una chiesa più umana che cresce in umanità e in grazia come tutte le realtà soggette al cammino della storia?

Articoli collegati:

  1. Forse non lo Sai… ma Pure Questo è Amore - Fra Masseo, Uno di Noi Fra Masseo ha da poco superato la trentina e vive...
  2. Cresima: Una Ragazzina al Catechismo Dice al Vescovo: “Non è Giusto!” In un paesino in provincia di Roma, Roma capitale d’Italia...
  3. Don Camillo e Peppone in un Solo Prete da Corsa Don Andrea Bellavite, 47 anni, ex-direttore del settimanale diocesano “Voce...

Fausto Marinetti
Fa SchifoMi piace (Vota questo Articolo!!11!!)
Loading ... Loading ...
Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Lo stesso giorno gli anni scorsi

2008

Chi siamo?
Aiutaci
Scrivi per noi
Sostenitori
Contatta MC
Feedaci Fave us
Disclaimer
MC? Aiutaci Tu su MC Amici Contatti Feed Fave Disclaimer

Contatti - MC Disclaimer Leggere con Attenzione Sito fondato l’11 marzo 2007

Comments

32 Risposte a “Note in Margine al Caso di don Sante Sguotti”
  1. MenteCritica scrive:

    Ringrazio personalmente Fausto Marinetti per quello che voglio considerare un contributo d’amore.

    [Rispondi a questo commento]

  2. Giorgia scrive:

    Oi bellissimo articolo! Tanti, semplici ma complicati interrogativi! Peccato ci siano solo 5 stellette..

    [Rispondi a questo commento]

  3. Comicomix scrive:

    Un articolo di spessore.
    Da agnostico e ingnorante, rifletto sul fatto che le “leggi di Dio” sono state scritte da uomini.
    E che l’interpretazione autentica della volontà di un eventuale dio, sicuramente non dipende dall’indossare una tonaca.
    Un sorriso quieto
    Mister X di COmicomix

    [Rispondi a questo commento]

  4. Comicomix scrive:

    Ingnorante, ovviamente, è ignorante. Appunto ^_^

    [Rispondi a questo commento]

  5. MenteCritica scrive:

    A me non sembra che tu sia ignorante Comicomix. Personalmente apprezzo molto il tuo lavoro e considero il tuo modo di porti gentile e molto disponibile.

    Sei sempre il benvenuto su MenteCritica.

    [Rispondi a questo commento]

  6. diabolicomarco scrive:

    Credo che Comicomix intendesse ignorante in materia di fede e clero. ;-)
    In questo senso mi accodo.
    Mi trovo in una situazione simile a questa. Mi verrebbe da dire: “i cristiani dovrebbero ribellarsi a questo tipo di assurde imposizioni immotivate”. Ma la fede non è politica. Non solo.

    [Rispondi a questo commento]

  7. Marco il buono scrive:

    Bell’articolo preciso e dettagliato, pungente al punto giusto,se mi è concesso però, va bene criticare la chiesa, ma questi ragionamenti possono essere fatti solo da chi alla chiesa appartiene.
    Io non sono credente, ma se nella chiesa ci sono delle regole immagino si debbano rispettare, non mi sogno di criticare i loro regolamenti, mi accontento (accontenterei) che loro non critichino i miei.
    I monarchi residenti in vaticano ci hanno impiegato secoli a decidere le loro leggi, se uno vuole, rimane rispettandole, altrimenti ci sono i valdesi, mille altre religioni o il prete in questione ne potrebbe fondare una nuova.
    La verità è che queste storielle da cronaca vera non dovrebbero occupare gli spazi dei nostri tg, dovrebbero rimanere in canonica e nel vaticano, alle persone di buon senso non dovrebbe importare nulla delle scopate di questo prete.
    Spero che i miei vaneggiamenti nulla tolgano alla lucidità di questo articolo.

    [Rispondi a questo commento]

  8. GdA scrive:

    @marcoilbuono
    Nell’ambito dell’Ecclesiologia, a riguardo della forma di governo della Chiesa, non esiste una regola specifica, alcuni versetti “consigliano” una forma piuttosto che un’altra, ma se appaiono tante forme vuol dire che nessuna è perfetta.
    Ai tempi della domus ecclesia” i vescovi erano uomini sposati, lo stesso Pietro al quale Cristo affida la chiesa, è un uomo sposato..Stando agli ultimi avvenimenti, (preti innamorati, crisi delle vocazioni etc.) La gerarchia dovrà necessariamente “rivedere” e modificare certe regole che non hanno nulla a che vedere con i dogmi!
    La Chiesa è di Cristo, non di Ratzinger che, in quanto, uomo più sbagliare!

    GP II nel domandare perdono per gli errori della chiesa ha posto l’accento su questo aspetto molto importante e poco considerato:
    Un papa può commettere degli errori..Ed un altro papa può sottolinearlo affinchè tali errori non si ripetano.

    Quella che tu definisce storiella da cronaca vera è l’ennesimo segnale del malcontento presente all’interno della Chiesa ed io spero vivamente che la faccenda possa avere un seguito..
    Un altro segnale che ho piacevolmente colto:
    Il consenso della gente!
    Quasi a voler indicare un “risveglio della coscienza” da parte del popolo cristiano stanco di sottostare a regole imposte da altri e che riconosce nella figura del sacerdote un uomo che “ha fatto del bene”, testimone coerente del messaggio di Cristo.Questo conta.

    @comicomix
    Le leggi di Dio sono state scritte da uomini e, per chi crede, ispirate da Dio..
    Altri uomini ne hanno fatto ciò che è sotto gli occhi di tutti: Uno strumento di potere!

    Cristo è stato chiuso fuori dalla porta del vaticano!
    Questa oggi è la mia convinzione.

    Luna

    [Rispondi a questo commento]

  9. Franca scrive:

    Gran bell’articolo.
    La Chiesa prima o poi dovrà prendere atto del mutamento dei tempi, ma non è questo il momento in cui invece assistiamo ad un rigurgito di integralismo

    [Rispondi a questo commento]

  10. Demetrio De Sio scrive:

    @MC:
    Ehm. Comicomix correggeva il refuso “iNgnorante”… ;-)
    Nulla togliendo al fatto che è saggio chi sa di non sapere. ;-)

    @Marco:
    E’ una cosa buona che questi ragionamenti vengano alla luce, e che se ne conoscano anche i risvolti meno “comodi” (l’appoggio della comunità al suo prete).

    Finalmente un’occasione per parlare di Chiesa in senso costruttivo, evidenziando un anacronismo e un falso come quello del celibato obbligatorio.
    Visto che alla Chiesa (Cattolica) appartiene nominalmente la stragrande maggioranza degli Italiani, in quanto tali dovrebbero porsi il problema e criticare (costruttivamente) ciò che va criticato, e combattere (pacificamente ma fermamente) contro ciò che falsa il messaggio di Cristo, invece di disinteressarsente (come avviene anche per la politica, del resto: siamo spesso politici e cristiani da bar) o allontanarsene gettando fango anche su ciò che è buono.

    —–

    I miei complimenti a Fausto Marinetti. Splendido!
    Quoto anche la punteggiatura e persino le pause di digitazione ;-)

    Sarebbe ora che la Chiesa (Cattolica, ma anche le altre) uscisse dal Medioevo e tornasse al I secolo d.C., alle prime comunità cristiane che ancora avevano impresso il messaggio “fresco” e non “politicizzato” o “teologizzato” o “paganizzato” di Cristo: farebbe non un passo indietro, ma un enorme balzo in avanti in modernità, tolleranza, consapevolezza del vero Amore di Dio (non dello pseudo-amore indicato nei Codici, scritti spesso da chi Amore non ha mai conosciuto, se non forse represso o deviato).

    E i miei più affettuosi auguri a don Sante e alla sua intelligente e “santa” (come l’intendeva Cristo) comunità.

    [Rispondi a questo commento]

  11. fausto marinetti scrive:

    A Marcoilbuono.
    Sono d’accordo: le cose di chiesa restino nel loro recinto senza sconfinare in quello degli altri, soprattutto come forma di pressione “politica”. Invece…
    Quanto a “nella chiesa ci sono delle regole [...] se uno vuole, rimane rispettandole, altrimenti ci sono i valdesi, mille altre religioni ecc.”: stando ai fatti, ai risultati di certe regole oggi si constata che creano discriminazione o sono del tutto ingiuste. Esempi? Le donne amate e tradire dai preti, i figli dei preti senza padre, le suore rimaste incinta dal prete e forzate ad abortire, i preti sposati che non possono insegnare religione né restare nel luogo dove hanno esercitato il ministero, i figli naturali, quelli della prostituta, ecc. Senza parlare dell’invasione di campo quando si tratta di coppie di fatto, omosessuali, staminali, ecc.
    E’ vero: perché non uscite? La chiesa-gerarchia non è padrona della “CHIESA POPOLO DI DIO”. Mi pare che abbiano una funzione essenziale coloro che restano, tappandosi il naso, per TENTARE di cambiare le cose da di dentro.
    Grazie per l’attenzione, fausto

    [Rispondi a questo commento]

  12. Demetrio De Sio scrive:

    @Fausto (e Marco):
    Se si continua ad identificare la Chiesa con il Vaticano, allora non c’è molto da fare, se non sperare nell’avvento di un nuovo Giovanni Paolo I, possibilmente invulnerabile…

    Ma se Chiesa è “comunità” di credenti e non “gerarchia”, allora si deve restare, e fare.

    Ecco l’esperienza di qualcuno che - nonostante tutto - resta, e cambia dal di dentro, accogliendo i diseredati dalla gerarchia: omosessuali, preti sposati, credenti risposati:
    Franco Barbero - Perché resto.

    Le comunità come quella di don Sante sono rare, ma meno di quanto si pensi (e di quanto si dica sui media, per ovvi motivi…).

    [Rispondi a questo commento]

  13. Marco il buono scrive:

    Scusate se non rispondo in maniera specifica e lo faccio solo in generale, ma i concetti fin qui espressi mi sembrano simili.
    Viene fuori una netta divisione fra gerarchia ecclesiastica e comunità ecclesiastica, spero di non aver sbagliato i termini.
    Ebbene tutti voi potete dividere ciò che volete e come volete ma non potrete mai negare che praticando, vivendo e facendo vivere ai vostri figli la comunità ecclesiastica date potere alla gerarchia ecclesiastica, altrimenti Demetrio non avrebbe mai potuto dire :”.. Visto che alla Chiesa (Cattolica) appartiene nominalmente la stragrande maggioranza degli Italiani..” cosa vera fino ad un certo punto, mi riferisco alle persone che seguono Veramente tutti i dettami della chiesa, il resto è religione fai da te’.
    Altra divisione che salta agli occhi è tra la chiesa di Cristo (immagino intesa come dogma) e quella degli uomini.
    Ebbene avendo io una visione laica della vita, quella che voi chiamate chiesa di Cristo, non la vedo, per me non esiste e non potrò mai tentare di disquisire su cose che per me non esistono, le uniche risposte che potrò mai darvi riguardano la chiesa degli uomini, e quello che vedo non mi piace assolutamente.
    @Luna, il consenso della gente verso un uomo che ha fatto del bene?
    Io non conosco il prete in questione e non lo giudico ma qualcuno si è mai fermato a pensare a questa povera donna e a questo povero figlio?
    Io per ora sono contrario all’adozione di bambini da parte dei gay proprio perchè non voglio far passare a nessun bambino quello che questo bambino passera.
    Meglio ha fatto Fausto Marinetti a cui va tutta la mia solidarietà.
    In generale permettetemi di sottolineare la totale incapacità di vedere il mondo con occhi laici, sembra che le persone non riescano ad accettare l’esistenza di gente a cui non frega nulla della chiesa.
    Io sono italiano, il vaticano è come lo stato di S. Marino, con me, le mie leggi e le mie letture non c’entra nulla.
    Regards

    [Rispondi a questo commento]

  14. daniela tuscano scrive:

    Non posso soffermarmi ora. Ma ne approfitto per salutare Fausto. Anche tu qui, vedo. ;-) Quanto al tuo articolo, ci tornerò. Un abbraccio.

    [Rispondi a questo commento]

  15. GdA scrive:

    marcoilbuono,
    perdona ma non capisco cosa intendi dire con:

    Io non conosco il prete in questione e non lo giudico ma qualcuno si è mai fermato a pensare a questa povera donna e a questo povero figlio?
    Io per ora sono contrario all’adozione di bambini da parte dei gay proprio perchè non voglio far passare a nessun bambino quello che questo bambino passera.

    Luna

    [Rispondi a questo commento]

  16. Marco il buono scrive:

    mi immedesimo in un bambino che non passa e non passerà momenti felicissimi, con tanti metodi contraccettivi, con l’aborto, si è scelto egoisticamente di andare avanti, a discapito di una vita normale, di un padre e di una madre anomali, agli occhi di una società pronta a farlo soffrire.
    Meglio di così non so scriverlo, l’ignoranza mi pervade.

    [Rispondi a questo commento]

  17. GdA scrive:

    Scusa ma cosa ne sai TU del futuro di quel bambino..
    Stai dicendo che sarebbe stato meglio abortirlo piuttosto che destinarlo ad una vita infelice per colpadi un padre e una madre anomali?
    Cosa ne sai TU di quelle due persone e di quanto amore possono dare a quel figlio?

    Il tuo ragionamento basato sul calcolo della “sfiga”allora, può essere valido per tutti bambini del mondo che “subiranno” dolorosamente il divorzio dei genitori, la morte di un genitore, problemi economici etc.etc.
    Meglio smettere di procreare!

    La società se non si hanno le palle per affrontarla può far soffrire chiunque..Ma non credo che stia lì a tendere agguati ai figli dei preti! Maddai!

    Aggiungo: Io dovrei essere, secondo il tuo punto di vista, un aborto mancato..Ho perso entrambi i genitori in un incidente quando avevo 13 anni e la vita non è stata facile (oggi ne ho 37),
    MA SONO FELICE COMUNQUE DI VIVERE!!
    LA VITA E’ SEMPRE E COMUNQUE UN’OPPORTUNITA’ BISOGNA SAPERLA COGLIERE..E NON E’ FACILE PER NESSUNO A PRESCINDERE!!

    Ora rientro in me..Chiedo scusa per le parole scurrili che ho detto (e non cancello perchè rendono meglio l’idea) e passo alla Chiesa

    La chiesa è UNA realtà teandrica (DIO/uomo)..
    Cristo è il suo fondatore, affida agli uomini il suo messaggio d’amore
    (AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO..)
    Chi accoglie Cristo accoglie il suo messaggio,
    se tutti lo mettessimo in pratica (te compreso visto che sei pure buono) vivremmo in pace!
    Questa la fantomatica chiesa di Cristo che tu non riesci a capire!

    All’nterno della chiesa da sempre operano uomini buoni (don milani, madre teresa, s.francesco, alex zanotelli e tutti quei laici che silenziosamente al di fuori delle luci della ribaltà vivono la parola di Dio..) e uomini “cattivi” che hanno abusato e abusano del messaggio di Cristo, che hanno creato una religione teoetotomista per proprio tornaconto..

    All’interno di una parrocchia quello che solitamente i ragazzi vivono sono esperienze di solidarietà, accoglienza, carità, comprensione..

    Io per prima non riesco a “digerire” la ricchezza della chiesa, da dove provenga tale ricchezza me lo chiedo spesso..
    Al momento non so darmi una risposta (forse delle mezze risposte)

    Ho bene in mente il messaggio di Povertà di Cristo e allo stato attuale delle cose…
    Comunque lascio la parola a chi è più preparato e sicuramente meno ignorante di me (ignoranza è il mio secondo nome!)

    Saluti

    Luna

    p.s. chiedo scusa per gli errori..

    [Rispondi a questo commento]

  18. GdA scrive:

    p.p.s.

    Marco se tu sei una persona onesta, leale, se ti preoccupi delle persone che ti circondano e sei pronto a fare del bene, se promuovi la pace, se Ami il tuo prossimo…Stai accogliendo il messaggio di Cristo!

    Luna

    [Rispondi a questo commento]

  19. Marco il buono scrive:

    Ovviamente non ti rispondo a tono per rispetto delle persone che si impegnano per tenere in piedi un sito in cui si ricerca la dialettica costruttiva.
    Quando manca il rispetto per le idee degli altri meglio il silenzio.

    [Rispondi a questo commento]

  20. diabolicoMarco scrive:

    Grazie Marco.

    In effetti, Luna, non c’è motivo di attivare il TUTTO MAIUSCOLE.

    In generale permettetemi di sottolineare la totale incapacità di vedere il mondo con occhi laici, sembra che le persone non riescano ad accettare l’esistenza di gente a cui non frega nulla della chiesa.
    Io sono italiano, il vaticano è come lo stato di S. Marino, con me, le mie leggi e le mie letture non c’entra nulla.

    Lo condivido in pieno. Essere onesti, leali ecc. non è affatto una prerogativa dei cristiani!
    Per me il Vaticano è qualcosa di più di S. Marino solo perché sono romano.

    [Rispondi a questo commento]

  21. GdA scrive:

    marco ti chiedo scusa per il tono.

    Luna

    [Rispondi a questo commento]

  22. Demetrio De Sio scrive:

    @Marco il buono:

    Viene fuori una netta divisione fra gerarchia ecclesiastica e comunità ecclesiastica, spero di non aver sbagliato i termini.

    Hai azzeccato il concetto.
    Con molte sfumature, ma sono due chiese diverse, a volte convergenti (don Tonino Bello), a volte decisamente divergenti.
    La discriminante è: chi proclama gli insegnamenti di Cristo, pretendendo di averne l’autorità, e chi li segue. Spesso non sono le stesse persone. Spesso si fa solo una cosa o l’altra.

    Ebbene tutti voi potete dividere ciò che volete e come volete ma non potrete mai negare che praticando, vivendo e facendo vivere ai vostri figli la comunità ecclesiastica date potere alla gerarchia ecclesiastica, altrimenti Demetrio non avrebbe mai potuto dire :”.. Visto che alla Chiesa (Cattolica) appartiene nominalmente la stragrande maggioranza degli Italiani..” cosa vera fino ad un certo punto, mi riferisco alle persone che seguono Veramente tutti i dettami della chiesa, il resto è religione fai da te’.

    Mi sono espresso male, in effetti, e chiedo scusa.
    Quel “nominalmente” significa proprio questo: con il battesimo (inconsapevole) si è “nominati” cristiani, ma diventarlo è un’altra cosa, e spesso gli esempi che si vedono non sono tali da indurre i battezzati a seguire il messaggio cristiano, perché proclamato da chi il cristiano non fa.

    Parafrasando infatti Forrest Gump: “cristiano è chi il cristiano fa”, non chi ripete parole di Cristo a vuoto.

    La percentuale di praticanti, rispetto al totale dei battezzati, è intorno al 20%, il che fa capire molte cose. Di questi praticanti, poi, bisogna vedere quanti praticano per abitudine, quanti per convinzione (di ciò che è stato insegnato loro), quanti per timore di chissà quali punizioni divine, quanti sono veramente alla ricerca.

    Forse quel “fai da té” rientra in molte di queste categorie. Ma i cristiani che intendo io, nei quali mi identifico, sono quelli che sono alla ricerca, che non si accontentano di dottrine fossili e di dogmi senza fondamento.

    Per quanto riguarda il praticare la comunità ecclesiastica devo dire che la Chiesa (Cattolica, ma non solo) ha il grande merito di aver diffuso il messaggio cristiano in tutto il mondo e di averne mantenuto con sufficiente fedeltà i concetti fondamentali in cui si riconoscono molte persone di buona volontà, che siano credenti (in qualsiasi cosa) o meno. Si tratta di princìpi morali universali e universalmente accettati.

    Che poi la stessa Chiesa (Cattolica in primis, ma non solo) abbia cercato di tenere nascosti (la Bibbia all’Indice dei libri proibiti, la messa in latino, dogmi e “misteri della fede” vari) o di non applicare a sé stessa proprio quei princìpi per i quali l’ebreo di Nazareth ha dato la vita, è un’altra storia.

    Non è la frequenza che rovina e dà potere alla gerarchia ecclesiastica, è la mancanza di senso critico, la sottomissione incondizionata ad una casta monarchica, la deferenza cieca verso persone e istituzioni.

    E non è uscendo dalla Chiesa che la si cambia. E’ leggendo, studiando, criticando, vagliando, accettando ciò che è buono e rifiutando ciò che è errato.

    E’ evitando di sottostare ai ricatti di “autorità” senza vero “potere” spirituale (tranne ormai quello politico e materiale), vedi quel don Franco Barbero di cui scrivevo prima: tu mi scomunichi? Non riconosco la tua autorità: non hai rispettato nemmeno il tuo Canone, per farlo, non mi hai neanche ascoltato. Ti rigetto la scomunica.
    Così dovremmo fare tutti: il prete della nostra parrocchia è un dittatore, un frustrato che ha scelto la via sacerdotale per esercitare un potere che non gli appartiene e che non sarebbe in grado di avere mai con le sue forze? E’ incapace o indegno? Nessuno ci costringe a seguirlo, neanche l”obbligo”o di frequenza della parrocchia: che rimanga solo.

    Che si seguano e si appoggino preti che hanno il coraggio di affrontare le proprie responsabilità, di vivere un amore “proibito” (ma da chi, poi? Non certo da Dio!) e rifiutare di vivere nella menzogna, di lottare per la propria comunità (don Puglisi, Romero, don Ciotti, don Luigi Merola…), piuttosto che genuflettersi a pupazzi porporati con anello e macchinone.

    Così gli si toglie potere: smettendo di sbaciucchiare gli anelli e mandando a quel paese i farisei, senza timore.

    @Luna:
    Credo che tu abbia ragione nei concetti, ma li abbia espressi in modo forse troppo irruento, per cui il pensiero è passato in secondo piano rispetto al tono.

    Mi permetto di ribadirli: chi mette al mondo un figlio lo fa sperando che abbia tutto il bene possibile.

    Ma, egoisticamente, non bisognerebbe mai mettere al mondo un figlio, perché qualche dolore - e grande - dovrà affrontarlo comunque:
    - normalmente, perderà entrambi i genitori, e qualche altro affetto;
    - se non lo farà, vorrà dire che sarà morto troppo presto, e darà un dolore ai suoi genitori (che sono pure figli di qualcuno, no?);
    - dovrà vivere in un mondo che è tutt’altro che uno specchio di perfezione…

    …dovrei continuare?

    Non è egoista chi mette al mondo un figlio nelle condizioni di don Sante, è egoista una società che non lo accetta a causa di pregiudizi e di una dottrina senza fondamenti (rimando all’articolo sul perché, o al Vangelo e agli Atti degli Apostoli per la verifica dell’infondatezza dell’obbligo del celibato).

    [Rispondi a questo commento]

  23. Demetrio De Sio scrive:

    Prima di essere ripreso ;-) sottolineo che il merito di aver diffuso il messaggio cristiano in tutto il mondo, da parte della Chiesa (tutte le Chiese) è una cosa; il modo in cui questa diffusione è avvenuta, è tutt’altra cosa, troppo spesso criminosa.

    Ovviamente non approvo minimamente la diffusione coatta e violenta (Crociate, Inquisizione, conversioni forzate, sterminio dei “pagani” e tutti gli altri crimini perpetrati “in nome di Dio”).

    [Rispondi a questo commento]

  24. GdA scrive:

    E’ un mio limite, chiedo nuovamente scusa(sto provando a migliorare questo lato del mio carattere!).

    Con tono pacato ribadisco:
    Dire che sarebbe stato meglio abortire quel bambino perchè sicuramente avrà una vita infelice, per colpa di genitori anomali (non riesco a vedere l’anomalia)e di una società che non lo accetterà e lo farà soffrire..
    Secondo il mio modesto umile parete significa già non accettare, in un certo senso condannare, non offrire nessuna opportunità al futuro..
    Tanto più che, qualche giorno fa, don Sante dichiarando il suo amore (contraccambiato) per quella donna ha detto di essere intenzionato a fare il possibile (anche il più umile dei lavori) per garantire alla sua famiglia un futuro e le persone del paese sono pronte a dare loro una mano!

    Lo trovo bellissimo!

    Non vedo bamnbini infelici, genitori anomali, una società (in questo caso un paese) che condanna!

    A me fa sperare!

    Luna (ho fatto colazione con la camomilla!!) :)

    [Rispondi a questo commento]

  25. Scettico scrive:

    Non so se già qualcuno lo ha scritto (ho letto il bel post, ma non molti commenti), ma aggiungo una semplice osservazione: il matrimonio dei preti storicamente è stato abolito per semplice questione pecuniaria: avere dei figli, quindi degli eredi, avrebbe frammentato il patrimonio della chiesa che, molto in linea con altri poteri temporali, è molto attenta a mantenere e accrescere i propri beni materiali (tarli e camole evangeliche non sembrano offrire molto deterrente a questa pratica) ;)

    Saluti

    [Rispondi a questo commento]

  26. Alessia scrive:

    Pneso che don Sante volesse riferirsi anche ad una curia che utilizza la prepotenza, ad un Vescovo lontano dal cuore dei suoi preti che da 20 anni continua a rimanere al suo posto senza che gli 800 preti di Padova abbiano il coraggio di dirgli che non ne possono più.
    La situazione sembra ben diversa da un semplice innamoramento, c’è il problema di un responsabile economico che tratta le persone e gli affari di curia come i suoi fratelli trattano la grossa ditta di cui sono proprietari, di un vescovo che -purchè gli tolgano le castagne dal fuoco- è disposto a chiudere un occhio sui metodi dei suoi collaboratori.
    Anche questo è don sante, l’uomo che tenta di stanare i prepotenti.

    [Rispondi a questo commento]

  27. magnifico rettore scrive:

    Signor Sguotti, gliel’avevo detto!
    La Sua posizione “personale” non poteva - OVVIAMENTE - trovare accoglimento in un contesto pastorale.
    Non torni alla TV domenica prossima. Non presti il fianco ai vari talk-show pronti ad usarLa proditoriamente con l’unico fine di fare cassetta e solo loro. Tanto del Suo libro, signor Sguotti, non si venderanno che pochissime copie…
    Le suggerisco di chiudere questa “parentesi” della Sua esistenza in dignitoso silenzio. Mi creda, Le conviene. E ciò, in tutti i casi!
    Converta in bene quanto Le è accaduto: Ella, che è “del ramo”, questo, me lo insegna!

    [Rispondi a questo commento]

  28. Rosanna scrive:

    Su una cosa hai ragione, il modo in cui i preti pedofili sono stati SOLO trasferiti è vergognoso.

    Sul resto invece hai torto.

    Non contesto che Sante Sguotti possa essere un meraviglioso cristiano, e pure un Cattolico. Solo, NON un prete. I preti non si sposano, e non hanno figli. E specialmente fanno voto di povertà, castità ed obbedienza al Papa ed al Vescovo. Altrimenti se ne vanno.

    E’ una questione di coerenza: o si è Cattolici o non li si è.

    Del resto, si può raggiungere la salvezza anche senza essere Cattolici (lo dice il Catechismo!!!), quindi non c’è alcun obbligo di rimanere. E tutto ’sto polverone è strumentale.

    Mi preoccupo, piuttosto, di quelle 800 anime sulla cattiva strada (come Cattolici).

    Quale è il problema? Chi è Cattolico sia coerente e si comporti secondo il Catechismo, altrimenti si scelga un’altra religione (oppure nessuna religione), invece di tentare di cambiare la Chiesa, che le regole non le può cambiare (neanche se volesse) perchè le regole che ha vengono da Lassù.

    Pace e bene,

    [Rispondi a questo commento]

  29. Demetrio De Sio scrive:

    @Rosanna:

    il modo in cui i preti pedofili sono stati SOLO trasferiti è vergognoso.

    E non ti dice niente? Quando le cose vengono fatte di nascosto, c’è sempre puzza di bruciato. “La Verità vi farà liberi“. Una gerarchia onesta avrebbe pubblicamente denunciato e allontanato queste persone, non avrebbe nascosto in casa “i panni sporchi”.

    I preti non si sposano, e non hanno figli.

    Cara Rosanna, i preti oggi non si sposano, ma non è un comandamento divino, è una legge della Chiesa creata da uomini meno di mille anni fa (nel 1079, per la precisione, da Papa Gregorio VIII), per pura e semplice convenienza (per soldi diciamolo chiaramente! Alla faccia della povertà…), come ricordava anche Scettico.
    Il VESCOVO sia irreprensibile, marito di una sola moglie” (1 Timoteo 3:2)
    Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti.” (Ebrei 13:4).

    Inoltre è inesatto dire “i preti non si sposano” perché:
    - i preti non cattolici si possono sposare
    - i preti cattolici di rito non latino (es. greco, bizantino o costantinopolitano) si possono sposare
    - i pastori anglicani convertiti al cattolicesimo restano sposati
    - nel mondo esistono 150.000
    Anche in Italia, ovviamente. Ma di queste cose nei salotti televisivi non si parla, si preferisce gettare fango gratis sulla gente senza farsi domande vere e risposte documentate. Meglio un Padre Ralph di Uccellil di Rovo piuttosto che rivelare una “scomoda” verità.

    Ciò che tu dai per assoluto, in effetti è molto, ma molto relativo.

    Scusami, ma credo che tu abbia le idee un tantino confuse.
    E non è una tua colpa o una tua mancanza: purtroppo è questo l’insegnamento (o piuttosto la non-informazione) che viene dato nelle nostre chiese.

    Sono credente come te, sono Cattolico come te, ma non sono disposto ad accettare qualunque cosa sia stata decisa in opposizione spesso palese all’insegnamento di Cristo.
    Cattolico significa che si fa parte di questa Chiesa: qui sono nato, questi luoghi e queste persone ho frequentato, qui resto e qui combatto per la ricerca della Verità, anche - se necessario - in opposizione agli stessi che ne professano un’altra spacciandola per buona.

    Non vedo il motivo per cui debba andarmene, come qualsiasi altro cattolico, per delle disposizioni che non hanno nulla a che fare con la mia fede, ma solo con la convenienza di persone come me (solo: in uniforme bianca o rossa).

    Dato che le Chiese sono comunità in evoluzione, non statiche (sennò non ci sarebbero i Concili, i vari catechismi, gli aggiornamenti biblici, la teologia e via dicendo), non vedo perché non debba evolvermi anch’io invece di restare nell’arretratezza in cui alcuni vorrebbero tenermi, propinandomi sciocchezze come il limbo e tanti dogmi che non hanno alcun fondamento evangelico né biblico, o costringendomi a fare da mero spettatore di uno spettacolo in latino.
    A quel punto, meglio rinunciare anche a quei pochi momenti comunitari e fare come suggeriva Gesù: ritirarsi a pregare nel silenzio della propria camera.

    E specialmente fanno voto di povertà, castità ed obbedienza al Papa ed al Vescovo.

    Quelli sono i religiosi.
    I “preti” sono tenuti all’obbedienza solo verso il proprio Vescovo, possono essere (e spesso sono) ricchi, e fanno promessa di celibato che è altro dal voto di castità.

    Altrimenti se ne vanno.

    In realtà tentano di cacciarli, mettendogli i bastoni tra le ruote. Ma non se ne vanno. Nel mondo i preti cattolici di rito latino sposati sono circa 150.000. E restano sacerdoti, perché è una condizione soprannaturale permanente.

    Del resto, si può raggiungere la salvezza anche senza essere Cattolici (lo dice il Catechismo!!!)

    E già questo dimostra come la Chiesa (le Chiese, in generale) non sia una realtà statica, ma in evoluzione.
    Nel Catechismo di Pio X si leggeva che «i bambini morti senza battesimo vanno al limbo, dove non godono di Dio ma nemmeno soffrono», quindi niente salvezza, ma sospensione.
    Famoso era anche il detto “Fuori della Chiesa non v’è salvezza”.
    Se oggi si arriva ad azzardare il contrario (ma con i dovuti distinguo, secondo la gerarchia cattolica romana), vuol dire che prima si sbagliava. O che si sbagli adesso. O che comunque la cosa è oggetto di discussione. Come il celibato e qualunque altra disposizione umana.

    Mi preoccupo, piuttosto, di quelle 800 anime sulla cattiva strada (come Cattolici).

    Ma Alleluja!!! Anime pensanti! Io mi preoccupo piuttosto per la salvezza di quel vescovo e quegli altri gerarchi che - pur non essendo senza peccato - su questa questione hanno scagliato la prima pietra…

    Chi è Cattolico sia coerente e si comporti secondo il Catechismo

    A questo punto dovrei dirti che chi è Cristiano, se il Catechismo sbaglia, fra quello e l’insegnamento di Gesù deve scegliere quest’ultimo. Altrimenti è un Cattolico senza fondamento.

    le regole non le può cambiare (neanche se volesse) perchè le regole che ha vengono da Lassù.

    Infatti le cambia in continuazione, proprio perché vengono da quaggiù.
    Credo che se, invece di ascoltare supina ciò che ti viene insegnato, approfondissi con una ricerca storica seria ciò in cui credi, scopriresti cose molto interessanti, un sano dubbio si insinuerebbe in te, e potresti iniziare una coraggiosa ricerca, la stessa che persino Gesù ha fatto per tutta la sua vita. Il fatto che pregasse, che chiedesse in continuazione consiglio a Dio, di cui era interlocutore privilegiato, non ti fa pensare che chi pretende di avere verità assolute e indiscutibili (fino al prossimo documento ufficiale, è ovvio…) soffra di una grave forma di superbia?
    Che - non a caso - è indicata come il primo e più grande peccato, quello che fregò Lucifero.

    Ti dico una cosa. La fede in Dio, liberata di tutti gli inutili orpelli di cui è stata rivestita nei secoli dagli uomini che pretendevano di diffonderla, e ridotta al nucleo essenziale del messaggio di Gesù, è qualcosa di meraviglioso.
    I cristiani spesso si lasciano distrarre dallo sfarzo, dalle grandi cerimonie, dai baldacchini, dall’oro, dalle folle.
    Dietro tutto questo, al di là di tutto questo, lontano da tutto questo, nel silenzio, c’è Dio che si manifesta nella brezza leggera.
    Pensaci.

    Pace e bene,
    che - dovresti saperlo - è il saluto di un Santo che - a modo suo - non ha affatto accettato di essere “Cattolico” alla maniera della Chiesa del suo tempo. Non ti fa riflettere?

    P.S.: Cerca ancora su questo sito: dell’argomento se ne parla spesso.

    [Rispondi a questo commento]

  30. Demetrio De Sio scrive:

    Ehm. E’ saltato un pezzettino, all’inizio:

    - nel mondo esistono 150.000 preti sposati, di cui 15.000 soltanto in Italia. Ancora preti, anche se sposati e ovviamente non riconosciuti dal Vaticano. Ma sacramenti che celebrano “valgono” perché non vengono dalla Chiesa ma (tramite essa) vengono da Dio. E qui, sì, la Chiesa non può proprio farci nulla. Se non “tagliargli le gambe”, e i viveri. E isolarli. E ignorarli. Viva l’amore fraterno!

    [Rispondi a questo commento]

  31. Demetrio De Sio scrive:

    ri-Ehm: è saltanto anche un blockuote di chiusura dopo

    “(lo dice il Catechismo!!!)”.

    MC, puoi rimetterlo a posto, per favore? Così non si capisce molto…

    Thx

    [Rispondi a questo commento]

  32. Demetrio De Sio scrive:

    ok, ok: ho dormito troppo poco: “blockQuote”… :-P

    [Rispondi a questo commento]

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!