Norma Anti Precari: Il Trionfo degli Sciacalli di Marco Biagi 69


Ho scritto più volte che l’assassinio di Marco Biagi, al tempo in cui avvenne incomprensibile ai più, ha fornito un alibi potente per introdurre nel nostro paese una normativa sul lavoro a tempo determinato che, lungi dal garantire maggiore flessibilità al mercato, ha legalizzato in via definitiva il lavoro a cottimo e il caporalato.

Rimango dell’idea che un contratto a tempo determinato non sia una cosa cattiva a prescindere purché garantisca una retribuzione più alta rispetto alle analoghe posizioni a tempo indeterminato. In questo modo si garantisce un uso adeguato dello strumento e si tutela il prestatore d’opera.

Guardatevi intorno. Quante sono le persone che conoscete che lavorano con contratto a progetto?  Quanti di questi contratti si trasformano poi in rapporti a tempo indeterminato? Quanti di questi rapporti lavorativi non hanno quelle caratteristiche di continuità e subordinazione che il contratto a progetto prevederebbe?

Sono personalmente testimone di numerosi casi di persone che, pur assunte con contratto a progetto, sono soggette alla stessa disciplina dei collaboratori dipendenti a tempo indeterminato.
Ormai, almeno al Sud, è diffuso l’utilizzo di un comodo escamotage specialmente tra le società di consulenza (i caporali). Si fissa un compenso finale per il contratto molto basso. Il resto della retribuzione viene erogata come “rimborso spese di missione” e attribuita solo ed esclusivamente in relazione alle giornate di lavoro realmente effettuate.

In questo modo, anche se la legge 30 prevede un compenso complessivo legato esclusivamente ai risultati finali di un progetto, si riceve un pagamento solo per le ore di lavoro fatte. Un po’ come le donne delle pulizie polacche o i raccoglitori di pomodori senegalesi. Ferie e malattie? Le stesse dei lavoratori cinesi. Per la legge repubblicana è tutto a posto.

Il precedente governo (quello dei comunisti per intenderci, quello dove al Ministero del Lavoro c’erano i DS, alla Solidarietà sociale l’attuale segretario del partito della Rifondazione Comunista) si è guardato bene dall’intervenire radicalmente per eliminare l’abuso che si fa  dello strumento da parte di tutta l’imprenditoria italiana. C’era il costo di ricarica da abolire, non si poteva perdere tempo con queste cose. Ci si limitò a fissare il limite massimo di un solo rinnovo per i contratti a termine dopo 36 mesi.

Infatti, come me ne ero accorto io che la Legge Biagi è ampiamente utilizzata per sfruttare manodopera a basso costo (contratti di due settimane sono all’ordine del giorno), se ne dovevano essere accorti anche i comunisti. Non credo di avere un osservatorio privilegiato. Peccato che ormai a fare giurisprudenza in Italia non sia più il parlamento, ma Confindustria.

Ora che a governare il Paese è stata chiamata la corrente di destra del Partito Unico, con la scusa della blindatura della legge finanziaria, passerà un emendamento che abolisce l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato per chi utilizza impropriamente il contratto a termine e lo sostituisce con un indennizzo:

In caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 4 (che riguardano causali e proroghe) il datore di lavoro è tenuto ad indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto

Quindi chi usa l’escamotage che vi ho descritto sopra, nel caso si giunga a contenzioso, avrà anche il vantaggio di risarcire il danneggiato con importi notevolmente più bassi di chi fa contratti regolari. Confindustria approva. E ci mancherebbe.

Se io fossi un congiunto del professor Biagi, chiederei immediatamente un’ordinanza restrittiva per proibire l’associazione tra il nome dello studioso e questa colossale ed inumana operazione di appropriazione indebita della vita delle persone.

Come ho già scritto, dal mio punto di vista, la soluzione di questo problema ha esattamente la stessa priorità della legge elettorale. I cittadini di una nazione sono liberi solo quando possono scegliere e la scelta è possibile solo quando si può votare nominalmente il proprio rappresentante e si dispone di che vivere senza dover mendicare l’aiuto di nessuno.

E’ per questo che qualsiasi formazione politica organizzata che si proporrà al governo di questo paese, avrà il mio supporto se e solo se metterà questi due punti in cima al suo programma politico. Basta chiacchiere e pallogrammi. Libertà economica e libertà politica, altrimenti è inutile che ci prendano in giro con l’esercito per le strade. Senza il diritto di scelta siamo già prigionieri della nostra condizione.


69 commenti su “Norma Anti Precari: Il Trionfo degli Sciacalli di Marco Biagi

  • Oris

    Che sappia io, tale obbriobio riguarda solo i contenziosi oggi in essere, non riguarda quelli futuri ne quelli già conclusi.
    In pratica una legge “ponte” o “scmpio” (in altri ambiti c’è già stata).

    UNa legge ad hoc che serve, ad esempio, alle poste per eliminare i xxxmila contenziosi che ha all’attivo.

    Attenti che alla fine purtroppo non sia una cosa che oggimanda avanti l’italia: “il male minore”.

    Qualcuno ha compreso ciò che voglio sottintendere? 😉

    • Comandante Nebbia

      No, io non l’ho compreso e se pure fosse come dici tu, non è suggestivo che il parlamento sconvolga il diritto ad ogni legge che fa?

      Quando si tratta di Berlusconi le norme sono a favore, quando si tratta della gente, le norme sono a sfavore.

      Poste o non poste si tratta di persone che hanno subito un trattamento non regolare. Perché non se ne deve riconoscere i diritti?

      Per recuperare il gettito dell’ICI?

      • Oris

        Intendo che al di là della iniquità della legge, indubbia, la sua non applicazione potrebbe risultare peggio della sua applicazione alla lunga 😉

    • Francesca

      sul fatto dei contenziosi passati o futuri c’andrei piano.
      In due giorni ho sentito almeno 4 analisi diverse.
      Sai, la legge è ad intepretazione…

    • luminal

      Questo è quel che vogliono far credere al popolo bue.
      ùIn realtà, in pentola bolle la più grossa porcheria che sia mai stata concepita da politico, ai danni dei lavoratori. Tant’é vero che non si conosce neanche la paternità di questa norma. Ora lo posson fare, ora che il popolo bue tace e acconsente, e lo farà anche quando si renderanno conto di esser stati colpiti direttamente… e magari daranno la colpa ai comunisti (proprio perchè non esistono più, non possono neanche smentire :mrgreen: ), e alla fine lo rivoteranno… disoccupati, barboni e contenti, si, ma lo rivoteranno…

  • cogitoergovomito

    Mi fa piacere che ricordi che il nuovo segretario di rifondazione comunista non se n è fregato una cippa della legge 30, quando era ministro alla “SOLIDARIETA’ SOCIALE”.
    Anche oggi tra comunisti ci si litiga se stare con Veltroni (Vendola) o senza Veltroni (Ferrero), ma non hanno capito che Veltroni li ha cacciati dal Parlamento?
    Una volta e per tutte…vogliono chiedere scusa agli operai?

    • Francesca

      Temo che siano loro ad attendere le scuse di chi ha tolto loro il voto!
      Per l’umiltà che hanno, non mi aspetto altro.

    • luminal

      Si, stì buffoni in cachemire con la erremoscia secondo te si sono mai avvicinati a un’operaio? Con la puzza sotto il naso che hanno…

  • Francesca

    Se io fossi un congiunto del professor Biagi, chiederei immediatamente un’ordinanza restrittiva per proibire l’associazione tra il nome dello studioso e questa colossale ed inumana operazione di appropriazione indebita della vita delle persone.

    Questa l’aveva detta anche M. Travaglio anni or sono. E sono daccordo con entrambi.
    La legge non era nata per questo, ma si sa, in Italia, fatta la legge, trovato l’inganno.

    E così abbiamo accontentato anche la Marcegaglia e Confidustria che per un pò non romperà le scatole.

    Nel Parlemanto c’è parecchia gente che dorme o che ci fa’.
    Una volta era guerra per molto meno.
    Ora sta passando di tutto. E non credo che sia solo la questione estiva della “gente in vacanza”.

      • Francesca

        Non ricordo proprio le parole esatte, ma il concetto era lo stesso. :mrgreen:
        La legge è famosa a tutti come legge “Biagi” ma l’idea che aveva lui non era questa legge! Credo sia di fondamentale importanza, solo che non lo sa’ nessuno….sigh! 🙁

  • konko74

    2 considerazioni :

    – Biagi aveva espressamente previsto degli ammortizzatori sociali nel suo disegno : casualmente se li sono dimenticati nel fare la legge;

    – l’ omicidio di Biagi “ha fornito un alibi potente” a questa legge : ulteriore dimostrazione (se mai ce ne fosse stato bisgono) dell’ idiozia delle BR, primo stupido strumento in mano al potere.

  • ilBuonPeppe

    Libertà economica e libertà politica, altrimenti è inutile che ci prendano in giro con l’esercito per le strade. Senza il diritto di scelta siamo già prigionieri della nostra condizione.

    Hai perfettamente ragione comandante.
    Ma ricordiamoci che questa libertà e questo diritto di scelta non ce li regalerà mai nessuno. Certo non il partito cattivo, ma neanche quello buono, non il politico “diverso”, nè l’arruffapopoli di turno.
    Se la storia insegna qualcosa, è che la libertà si conquista soffrendo.

    • lupoalburnino

      ilBuonPeppe è anche un fine politico. D’accordissimo con ambedue: CN e ilBuonPeppe.
      Vorrei aggiungere solo una piccola osservazione. La morte di Biagi ha dato la stura ad ogni interpretazione della legislazione del lavoro precario. Quello che è stato fatto poi è solo una vergogna, uno sputare in faccia ai più deboli. Sembra che nessuno se ne sia accorto nè a destra, nè a sinistra, quello che è peggio. Stamattina ho sentito per radio che i due emendamenti, quello sul precariato e l’altro che riguarderebbe (!?) solo gli extracomunitari (il riconoscimento dei contributi solo se lavoratori per dieci anni in Italia) sono stati predisposti e presentati dai leghisti alle cinque del mattino. Che lavoratori indefessi per metterlo a quel posto soprattutto ai più deboli. Che forza e che coraggio! Che poi venga esteso anche agli italiani cosa può significare? Già c’è chi approva!
      Fosse stato alle cinque della sera ci sarebbe qualche speranza di…
      La politica è scelta! Giustissimo! Se non posso scegliere che politica é? E’ una presa per i fondelli con buona pace per chi ha votato per Berlusconi e per la cinfindustria.
      Pace e bene, fratelli!

        • Laura Costantini

          D’accordo, ma poi la denuncia di persone e iniziative come la vostra che peso riesce ad avere? Io sono strafelice che esista Mente Critica, ma sostanzialmente perche’ leggendovi mi sento meno sola. Poi resta il fatto che chi viene qui e’ una persona gia’ molto aperta mentalmente. Sono gli altri, la maggioranza, che bisognerebbe raggiungere.

  • Il Gobb

    Sono solo io a ricordare che, ai primi tempi, la fievole opposizione veniva zittita al grido di “se siete contro la legge biagi siete con le BR”?

    Questa legge è piena di buchi normativi, e si vede, perché permette ogni forma di distorsione. E anche laddove non ne permette, ci vuol poco

    Per i contenziosi presenti e futuri… che importa? Lo fanno per quelli in corso, poi prorogano a loro comodità.
    A me sembra (ma forse è solo la mia impressione di quasi-sociologo) che ci sia un filo conduttore mooooooooolto preciso fra le diverse iniziative del governo. Con questo provvedimento si favoriscono ancora una volta le aziende a discapito dei lavoratori (che diventano sempre più carne e sempre meno persone) e la cosa ha l’effetto collaterla,e credo molto gradito in parlamento, di tenerci occupati con la sopravvivenza e ossessionati con il far soldi.
    Privi di diritti, se possibile.
    Ed educarci a farcelo piacere tramite una comunicazione massmediale studiata per (rendere?) dementi integrali. Non parlo di messaggi subliminali, ovviamente, ma della serissima considerazione che i mass media hanno un effetto ampio e provato, anche se ancora non definito.
    E ci sarebbe tanto altro: l’immunità, la magistratura… tutto con un unico scopo.
    Che temo.

    Sono decisamente d’accordo col Comandante Nebbia quando parla della libertà di scelta, che un lavoratore spesso non ha: o mangi questa minestra… o digiuni. E morire di fame è brutto.

      • Il Gobb

        Concordo: la flessibilità non è nulla di atroce.
        La precarietà sì.
        Abbiamo introdotto questa novità “all’americana” senza che il nostro mercato del lavoro fosse minimamente pronto (o il nostro clima culturale, se è per questo).
        Mi sta bene cambiare lavoro e datore di lavoro di quando in quando (lo faccio da quando ho 18), ma la difficoltà a fare progetti (perché in questo mercato del lavoro non sai mai se troverai ancora qualcosa e a che condizioni) e la scarsa retribuzione pesano assai.

      • Laura Costantini

        Nel nostro paese nulla e’ flessibile, meno che mai il mondo del lavoro. Sono ben altre le dinamiche che potrebbero favorire la flessibilita’. Siamo costretti ad attaccarci al posto di lavoro, fosse pure a scadenza come uno yogurt magro, come cozze allo scoglio. Siamo costretti a pietire, blandire, chiedere e pregare per un diritto (quello al lavoro) che figura nell’articolo uno della nostra Costituzione, se non vado errata.
        Se perdi il treno sei fottuto a vita. Io a 45 anni sono ancora precaria, lo sono stata sempre, saltabeccando tra mille impieghi diversi prima di arrivare a firmare articoli sui giornali. Ma sempre da esterna, da una che, se firmava troppo spesso, scatenava le ire dei vari comitati di redazione a tutela dei giornalisti veri, quelli assunti a tempo indeterminato e assolutamente inamovibili. Quelli col cognome importante.
        Oggi mi ritengo fortunata, lavoro precario senza alcun riconoscimento del ruolo svolto: lavoro da giornalista, vengo pagata come un impiegato delle Poste, i contributi versati all’ente per i lavoratori dello spettacolo. E’ questa la flessibilita’? Ma per cortesia!

  • missblue

    E’ agghiacciante questa legge.
    Mette il lavoratore alla mercè delle aziende, umiliandosi con questi contratti a progetto infiniti e con promesse – mai mantenute- di future assunzioni.
    Anche dopo aver raggiunto un notevole bagaglio d’esperienza bisogna lottare ancora per uno straccio d’assunzione e, magari, una volta raggiunto l’obbiettivo, chinare la testa ad uno stipendio e a un inquadramento da inesperto alle prime armi.
    Come diceva anche CN, non sono contraria al contratto a progetto a priori, se può servire a diminuire la disoccupazione aumentando gli impieghi, ma alla mancanza di una “vera” regolamentazione e alle solite speculazioni, all’italiana, che ne sono derivate…con il consenso, e non per una falla, della legge.

    Il lavoro nobilita l’uomo, si diceva.

    Ma dovè il garantismo dello stato verso la dignità del lavoro?

  • simona_rm

    Hanno dichiarato che tale provvedimento riguarda solo l’ente POSTE, per la soluzione di tutti i contenziosi ancora aperti.
    Ma non ci credo minimamente. Nulla impedirà a tutti gli altri enti ed aziende con contenzioni in corso di avvalersi di questa mostruosità.
    E poi perchè ci vuole un decreto per salvare il culo all’Ente Poste? Perchè hanno abusato della legge 30 e non sanno come farla franca. Ecco.

    questo passaggio è il più illuminante di tutti:
    “un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione”
    con questa miseria non ci paghi nemmeno le spese legali, ergo: nessun precario farà più causa al proprio datore.

    Non è vero che “ci torneranno sopra” che questo provvedimento sarà “ripreso dopo l’estate”. Questo provvedimento è stato pensato PER SEMPRE. Le intenzioni sono troppo limpide, stanno giocando a carte scoperte stavolta.

    • Angelika

      Sono perfettamente d’accordo con te Simona e con CN. E’ sconvolgente che vogliano farla passare come una legge una tantum quando poi sappiamo bene che il precedente creerà il caso per andare avanti. In ogni settore lavorativo, qualunque datore di lavoro potrà invocare questa norma. Valli a fermare, poi. Io non sono una leguleia, i miei studi sono stati altri, ma persino a me non sfugge l’uso e l’abuso che ne se ne farà molto presto. E poi, da ignorante quale sono mi domando: cosa ci guadagna un governo a rendere tutti o quasi precari a vita? Quali possono essere le conseguenze se non un impoverimento generale e un’economia in rapida discesa? Se non si guadagna, non si può consumare, non si può acquistare e tutto si ferma. Ragiono in maniera troppo semplicistica? Beh, chiaramente non sono la Marcegaglia!

      • Comandante Nebbia

        No, hai ragione.
        La diminuzione di disponibilità da parte del mercato interno si rifletterà anche sulle vendite.

        Chiaramente ci sono sempre le esportazioni, ma con il valore attuale dell’euro non sono certo che potranno compensare la diminuzione della spesa nazionale.

        Mi sta venendo un’idea per un’azione di disobbedienza civile.
        Ci penso e ne riparliamo.

      • Il Gobb

        Hai ragione Simona, ma ormai è da molto che giocano a carte scoperte.
        Ormai senza ritegno, vero.
        Poi c’è sempre una motivazione apparentemente plausibile da dare in pasto ai TG e al popolo…

  • alberto

    A me sembra che la cosa peggiore di questa situazione sia la difficoltà (se non impossibilità) che i precari hanno di raggrupparsi a mò di sindacato per rivendicare i loro diritti. Difficile pensare che esista un sindacato dei “precari” che indica uno sciopero esteso a tutti i settori. Forse quello sarebbe uno strumento valido.
    Del resto sono convinto che si è arrivati a questo punto nettamente impreparati: già da ben prima di Biagi si parlava di nuovi paradigmi produttivi, di flessibilità etc. Il problema si sapeva che sarebbe esploso, al solito si è deciso di non prevenire e ora ci tocca raccogliere.

  • tusaichi

    null’altro da aggiungere all’articolo e ai commenti.
    se non la mia partecipazione.

  • marcoilbuono

    Io come due giorni fa continuo a godere pensando a quegli italiani, che hanno figli o parenti precari, che hanno votato centro destra.
    E’ colpa loro se io vivo in un italia che non mi piace, il mio fegato ha dimensioni smisurate, schiattate colpevoli.

    • Francesca

      “godere” forse è una parola troppo grande…
      Anche perchè, fidati, loro non se ne sono manco accorti ancora…

    • Angelika

      Io non godo affatto. Nel mio settore, che è la scuola, di precari ce ne sono a non finire ed io sono tra quelli. Ti assicuro che anche tra di noi c’è stato qualcuno che ha votato a destra. Non sai la mia pena nel sentire questa persona ammetterlo: quando le ho chiesto cosa credeva che questo governo avrebbe fatto per noi precari, mi ha risposto che avrebbe tolto l’ICI. Mi sono ammutolita. Evidentemente la signora ha proprietà sparse al sole di cui ignoro la portata e non dovrebbe neanche far parte dell’esercito di chi la pagnotta se la suda ogni giorno tra mille difficoltà. Mi spiace ammetterlo, ma devo: è una di quelle insegnanti che farebbero bene a stare a casa e non perchè abbia votato a destra. Dall’inizio della scuola e sempre di più fino alle elezioni, in tempi non sospetti, mi ero già formata questa opinione su di lei. Finchè l’italiano pensa solo a se stesso, non si andrà da nessuna parte. Ecco perchè è difficile mettere insieme una seria protesta.

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