Norma Anti Precari: Il Trionfo degli Sciacalli di Marco Biagi

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Norma Anti Precari: Il Trionfo degli Sciacalli di Marco Biagi" è stato scritto da Comandante Nebbia

Ho scritto più volte che l’assassinio di Marco Biagi, al tempo in cui avvenne incomprensibile ai più, ha fornito un alibi potente per introdurre nel nostro paese una normativa sul lavoro a tempo determinato che, lungi dal garantire maggiore flessibilità al mercato, ha legalizzato in via definitiva il lavoro a cottimo e il caporalato.

Rimango dell’idea che un contratto a tempo determinato non sia una cosa cattiva a prescindere purché garantisca una retribuzione più alta rispetto alle analoghe posizioni a tempo indeterminato. In questo modo si garantisce un uso adeguato dello strumento e si tutela il prestatore d’opera.

Guardatevi intorno. Quante sono le persone che conoscete che lavorano con contratto a progetto?  Quanti di questi contratti si trasformano poi in rapporti a tempo indeterminato? Quanti di questi rapporti lavorativi non hanno quelle caratteristiche di continuità e subordinazione che il contratto a progetto prevederebbe?

Sono personalmente testimone di numerosi casi di persone che, pur assunte con contratto a progetto, sono soggette alla stessa disciplina dei collaboratori dipendenti a tempo indeterminato.
Ormai, almeno al Sud, è diffuso l’utilizzo di un comodo escamotage specialmente tra le società di consulenza (i caporali). Si fissa un compenso finale per il contratto molto basso. Il resto della retribuzione viene erogata come “rimborso spese di missione” e attribuita solo ed esclusivamente in relazione alle giornate di lavoro realmente effettuate.

In questo modo, anche se la legge 30 prevede un compenso complessivo legato esclusivamente ai risultati finali di un progetto, si riceve un pagamento solo per le ore di lavoro fatte. Un po’ come le donne delle pulizie polacche o i raccoglitori di pomodori senegalesi. Ferie e malattie? Le stesse dei lavoratori cinesi. Per la legge repubblicana è tutto a posto.

Il precedente governo (quello dei comunisti per intenderci, quello dove al Ministero del Lavoro c’erano i DS, alla Solidarietà sociale l’attuale segretario del partito della Rifondazione Comunista) si è guardato bene dall’intervenire radicalmente per eliminare l’abuso che si fa  dello strumento da parte di tutta l’imprenditoria italiana. C’era il costo di ricarica da abolire, non si poteva perdere tempo con queste cose. Ci si limitò a fissare il limite massimo di un solo rinnovo per i contratti a termine dopo 36 mesi.

Infatti, come me ne ero accorto io che la Legge Biagi è ampiamente utilizzata per sfruttare manodopera a basso costo (contratti di due settimane sono all’ordine del giorno), se ne dovevano essere accorti anche i comunisti. Non credo di avere un osservatorio privilegiato. Peccato che ormai a fare giurisprudenza in Italia non sia più il parlamento, ma Confindustria.

Ora che a governare il Paese è stata chiamata la corrente di destra del Partito Unico, con la scusa della blindatura della legge finanziaria, passerà un emendamento che abolisce l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato per chi utilizza impropriamente il contratto a termine e lo sostituisce con un indennizzo:

In caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 4 (che riguardano causali e proroghe) il datore di lavoro è tenuto ad indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto

Quindi chi usa l’escamotage che vi ho descritto sopra, nel caso si giunga a contenzioso, avrà anche il vantaggio di risarcire il danneggiato con importi notevolmente più bassi di chi fa contratti regolari. Confindustria approva. E ci mancherebbe.

Se io fossi un congiunto del professor Biagi, chiederei immediatamente un’ordinanza restrittiva per proibire l’associazione tra il nome dello studioso e questa colossale ed inumana operazione di appropriazione indebita della vita delle persone.

Come ho già scritto, dal mio punto di vista, la soluzione di questo problema ha esattamente la stessa priorità della legge elettorale. I cittadini di una nazione sono liberi solo quando possono scegliere e la scelta è possibile solo quando si può votare nominalmente il proprio rappresentante e si dispone di che vivere senza dover mendicare l’aiuto di nessuno.

E’ per questo che qualsiasi formazione politica organizzata che si proporrà al governo di questo paese, avrà il mio supporto se e solo se metterà questi due punti in cima al suo programma politico. Basta chiacchiere e pallogrammi. Libertà economica e libertà politica, altrimenti è inutile che ci prendano in giro con l’esercito per le strade. Senza il diritto di scelta siamo già prigionieri della nostra condizione.

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