Nonciclopedia fa Cacare

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Nonciclopedia fa cacare. Si può dire ora che “il diritto all’informazione” ha vinto e Vasco Rossi ha fatto una figura di merda?
Sì, nonciclopedia fa cacare. Una successione inutile di pagine piene delle più assurde sciocchezze, di noiosi luoghi comuni e di spirito di patata da poterci riempire un’autobotte. La versione elettronica dei cessi degli autogrill a cui manca solo la sezione con i disegni dei cazzi, quelli delle donne che lo prendono tra le tette e gli annunci di quelli “alla prima esperienza”.
Nonciclopedia non ha cambiato e non cambierà mai la vita di nessuno perché è lo stupido ricettacolo di quattordicenni nel corpo o nella mente che non esprimono critica al sistema, non fanno ridere, non insegnano nulla, non scandalizzano, non fanno controculrura, non fanno informazione. Nonciclopedia ha il valore culturale e politico di un cazzo disegnato sulla pagina del diario di un compagno di scuola. Punto.

Vasco Rossi mi sta sulle balle da quando, all’età di 16 anni, i miei genitori mi imposero di accompagnare mia sorella ad un suo concerto. Chiaramente in preda a chissà che cosa, fece un concerto terribile che riuscii a sopportare solo grazie al fumo delle decine di cannoni che ondeggiavano in giro come bandiere al vento.
Non capisco come nonciclopedia abbia potuto diffamarlo più di quanto lui, fino ad oggi abbia diffamato sé stesso.

Nonciclopedia è inutile e, soprattutto, non fa ridere. Per me potrebbe decidere di chiudere domattina e non me ne accorgerei mai e poi mai. Chissà quanti di quelli che sono scattati come punti da una vespa l’avevano mai veramente letta, ammesso che il verbo “leggere” si possa utilizzare in un’esperienza più simile ad una deiezione corporale.
Mentre attendo fiducioso l’immancabile ospitata a qualche programma televisivo degli autori di Nonciclopedia quali “testimoni della libertà dell’informazione”, voglio serenamente affermare che delle crociate su Internet per qualsiasi stronzata io, personalmente, mi sono rotto le balle.

L’incapacità di discernere l’essenziale dal superfluo o, come in questo caso, da rifiuto, è tipico di chi ha portato il cervello all’ammasso di un ben più pericoloso conformismo: quello della rete “libera ed indipendente”.

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Avrei voluto essere Rocco Siffredi. Mi consolo scrivendo cazzate.

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