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Non ti C-Urar di me

4 settembre, 2007 - 9:00 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente




Condividi Non ti C-Urar di me. cruman ti ringrazia.
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minitv.jpgIo non posseggo un televisore e ciò mi rende forse anomalo, ma non certo pericoloso. Il fatto di non possedere un’abitazione di proprietà, né un’automobile, né un cane domestico o altre cose del genere non fa di me oggetto di curiosità. Invece col televisore è diverso, sembra che lo debba avere per forza.




Quando dichiaro in pubblico che vivo e prospero senza televisore, c’è sempre qualcuno che mi chiede: ma come fai? Come faccio a fare cosa? Come faccio a frequentare le persone sbagliate? Non ho la TV, tutto qui. Cosa dovrei fare come? Della mia evidente e conclamata anomalia si sono puntualmente accorti anche gli ineffabili gentiluomini dell’URAR, che da quanto mi risulta è un noumeno che si occupa di farti pagare il canonerai. Sempre da quanto mi risulta, il canonerai è un qualcosa che ti chiede la TV pubblica, così definita da quando esistono, in contrapposizione, le TV private. Prima c’era la TV e basta, ed era solo Rai, da cui canonerai.

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La Rai pare si sostenti non solo di pubblicità e puttanate varie come le TV private, bensì dei proventi del canonerai. Quest’ultimo viene richiesto in tutti i modi praticamente dagli albori dell’era catodica. Anche Renato Zero, moltissimi anni fa, cantava una canzone che diceva “viva la Rai che ci fa crescere sani (omissis) paghiamo allora questo abbonamento per mantenerli in salute e in sentimento”. Se trovate assurda quest’affermazione andate qui e avrete la misura dell’impatto ambientale del canonerai.
Il canonerai è dovuto anche se si possiede un apparecchio TV che si usa solo per guardare, che so, Canale 5 oppure Al Jazeera via satellite, oppure esclusivamente per ridursi sull’orlo della follia con la pleistèscion. Esistono scuole di pensiero che sostengono che basti addirittura la mera presenza di un sistema di ricezione (per esempio un cavo collegato a un’antenna) per far sorgere l’obbligo di pagamento del canonerai. Questo succede perché il canonerai non è un abbonamento, ma una tassa, almeno così mi è parso di capire. Ma io sono un barbiere, non un uomo di legge, quindi mi fido.
Una delle qualità precipue del canonerai è di scadere una volta l’anno, e nel periodo i cui sta per farlo – mi si dice – c’è una pubblicità in TV che ti ricorda che devi pagare, e ti fa sentire una persona un po’ speciale chiamandoti “abbonato” (dunque non “tassato”, né “abbottato”, epiteti che sarebbero più acconci). Ovvio che se non hai la TV, non saprai mai che devi pagare. Questa è una delle poche certezze che la TV sa darti, anche se solo indirettamente.

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Se non paghi il canonerai, quelli dell’URAR ti mandano a casa una lettera in cui si sostiene che a loro risulta che non paghi il canonerai. Tu pensi: e grazie al membro virile! Risulta anche a me!
Però poi vai avanti a leggere e trovi concetti che ti gelano: per esempio, si evince che se hai un televisore in casa e fai il furbo a non pagare il canonerai, la cosa è molto grave e potresti attirarti delle sfighe. Tipo misteriosi incaricati che vengono lì a controllare e se si imbattono in un televisore ti fanno pagare gli arretrati del canonerai da quando sei nato fino a oggi, più interessi di mora e di bionda, roba che ti viene fuori una cifra vicina al PIL del Principato di Sealand. A meno che tu non abbia un parente, un convivente o, insomma, qualcuno che sia già un abbonatorai, al che basta quello che paga lui, e tu guardi la TV aggràtis. Il confine del canonerai è, evidentemente, segnato dalle mura domestiche. Nel senso che se vai a guardare la TV da un vicino, o se gliela spizzi dalla finestra, tu sei salvo. Credo.
La cosa veramente fantasmagorica che c’è scritta in questa comunicazione dell’URAR, è che devi rispondere per forza qualcosa perché se no, in mancanza di tue dichiarazioni, loro non possono chiudere la tua pratica. Allora ti chiedi: ma ‘sta pratica chi ve l’ha fatta aprire, di grazia?Per far chiudere questa cosa mostruosa misteriosamente aperta, la rosa delle motivazioni che si possono addurre è ampia: ho già pagato e non ve ne siete accorti; ha pagato un mio parente; avete sbagliato nome, non mi chiamo Lucio ma Lucia (occhio all’accento); sono all’aldilà da 26 anni, quello che cercate è mio nipote; sono emigrato in Cambogia dopo aver visto Rambo 3, eccetera.
Oppure, semplicemente, potete dichiarare di non avere un televisore in casa. Che vengano pure a controllare, li attendete con la napoletana carica sul fornello pronti a offrire loro un buon caffè. Evidente che l’onere della prova, e le relative spese necessarie a dichiarare necessariamente con lettera raccomandata, sono a vostro carico. L’URAR è un noumeno che presume, e si suppone non faccia nient’altro, poi.

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Io la prima volta che ho ricevuto una comunicazione dell’URAR ero poco più che un bambino. C’era scritto che a loro risultava che avessi presentato la dichiarazione dei redditi e stranamente non ero abbonatorai. Quindi, per favore, che utilizzassi l’allegato bollettino per correre all’ufficio postale a versare il dovuto. Come se uno, appena ha un reddito, la prima cosa che fa è andare a comprarsi un televisore. Successivamente è iniziata la sequela delle comunicazioni preoccupanti, quelle che citano la benedetta pratica aperta. Negli ultimi dieci anni ho cambiato casa almeno cinque volte e ovunque andassi a stare, prima o poi arrivava la letterina i cui mi si chiedeva una mano per chiudere ‘sta pratica. Ultimamente ne giungevano un paio all’anno, al che mi decisi ad aiutare quella brava gente.
Ebbi pietà.

computer03.jpg

Inviai per raccomandata una dichiarazione scritta in cui spiegavo, una volta per tutte, di non possedere un televisore e di non avere alcuna intenzione di acquistarne uno. Di non voler intrattenere alcun rapporto con l’URAR, acronimo di cui voglio ignorare il significato e che non riesco neppure a pronunciare perché ho la R moscia. Di avere, comunque, un grande rispetto per il loro lavoro, e anche per il lavoro dei loro committenti, dei quali avevo avuto più volte occasione di seguire le trasmissioni in casa di amici e parenti paganti il canonerai, e pur tuttavia di non essere interessato a divenire io stesso un loro seguace. Di voler far loro risparmiare i denari necessari a spedirmi quella sterile missiva, e con ciò procurare un piccolo giovamento alle casse dell’azienda che si preoccupava tanto della mia vita senza TV.
Nella lettera raccomandata, evidenziavo anche la mia generosità nel sostenere un costo (quello dei francobolli e del tempo perso) che non chiedevo indietro, perché io sono amico di tutti, sono un bonaccione.
Ma non è successo niente, anzi, malgrado i miei sforzi la rutilante richiesta del canonerai è giunta di nuovo, col bollettino prestampato da pagare all’ufficio postale e col suo corredo di preconcetti insinuanti sulla mia posizione di evasore fiscale. Allora, come in un racconto zen di quelli che vanno di moda sulle bancarelle dei libri usati, sono stato illuminato: canonerai è futuro seconda persona singolare, quindi il tuo, perché io non canonerò mai.

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Comments

17 Risposte a “Non ti C-Urar di me”
  1. Oris scrive:

    Il canone rai prima o poi dovrà sparire, come tutto ciò che nasce in nome della pluralità e poi diventa cibo per squali.

    In Italia siamo maestri del diritto, nel senso che prendiamo i diritti e li trasformiamo in fregature e privilegi, per i soliti.

  2. VOLTaire scrive:

    Beh quoto Oris…

    Rispecchia in pieno il made in Italy… (che poi non mai capito perchè si dica all'Inglese) – Lo Stato pretende una tassa che all'inizio funziona, poi piano piano cresce… Poi i proventi arrivano anche da altre parti (gli sponsor) Ma non bastano più neanche quelli… (Chissà dove finiscono sti soldi…) – Poi i cittadini cominciano a non pagare (Per evidenti questioni economiche) – Allora lo Stato [furbo ;) ] approfittando degli "scagazzamenti" (paura) e spesso ignoranze del popolo… E minaccia con false lettere i cittadini…

    Magari fosse solo la televisione… Gira tutto così in questo paese… Ridicoli! :-D

  3. serpiko scrive:

    Bel pezzo.

    Anche se non mi spiego come tu possa sopravvivere senza un televisore.

  4. tusaichi scrive:

    E COME FAI A VIVERE SENZA MCGYVER??????????

    :D

  5. Lupo Sordo scrive:

    Il canone Rai lo devi pagare anche se hai una radio e anche se radiorai non prende…

  6. Gatto Assassino scrive:

    Qualcuno mi diceva che era da pagare anche se si possedeva un PC. Infatti, dotato di apposita scheda TV, è da considerarsi alla stregua della televisione. Dai dai, magari a Natale la redazione di MC ti fa un bel regalo… un prodigioso televisore al plasma da 1237 pollici, con una risoluzione di 82 milioni di pixel e… canonerai pagato per il primo anno! :D

  7. tusaichi scrive:

    Sì, io sò che devi pagare il canone anche se hai il water.

    il bidet no, ma il water sì a meno che non caghi ad occhi chiusi.

    (per una battuta così vorrei il pulitzer)

  8. Bellissimo articolo, estremamente spiritoso. E te lo dice una che con la Rai ci campa, in quanto ci lavora come precaria da ormai quattro anni (questo sarà il quinto). E' vero, risulta difficile credere che qualcuno non abbia la tele. Ma è ancora più difficile da credere quando parlo con addetti ai lavori (operatori, cameraman, fonici, tecnici delle luci, registi e montatori) che mi dicono che la tv loro non la guardano mai, proprio perché la fanno. Non sono una patita del mezzo televisivo, ma metterei in guardia dalla tendenza di alcune persone intelligenti (chi decide di non vedere la tv di solito lo è più della media) a demonizzare il mezzo. La televisione, come altre cose (ivi inclusa l'energia atomica) non è buona o cattiva, dipende dall'uso che se ne fa. Personalmente, quando incontro persone, per lo più anziane, che mi ringraziano per la compagnia che il programma che contribuisco a realizzare (La Vita in Diretta) fa loro durante i solitari pomeriggi… stupirai, ma mi sento perfino un po' orgogliosa.

    Laura

  9. Vortexmind scrive:

    E ce credo che il renato canta Viva La RAI … è sempre là a farsi pubblicità aggratis :D

    Il finale dell'articolo è da Pulitzer.

    Ciao, compagno di R moscia ^__^

  10. Uyulala scrive:

    Io ho una vecchia TV che non guardo quasi mai. Non ho il decoder (o perlomeno, mio marito l'aveva comprato quasi 2 anni fà con gli incentivi berlusconiani, ma siccome è un imbranato e a me non me ne fregava nulla, il decoder è ancora imballato). Ho però il PC (mi sta facendo dannare, ma ce l'ho). E temo che questo basti per pagare il canonerai seconda persona futuro semplice…

  11. Miguel scrive:

    In Messico ci furono le Olimpiade nel 1968, allora "inventarono" una tassa sull'automobile, paghi dei 200 ai 800 dollari americani (a seconda del modello e l'anno) all'anno per "avvere" una macchina e per ogni macchina che posiedi, questa legge era fatta per aiutare a finanziare le Olimpiadi, bene, siamo nel 2007 ed ancora dobbiamo pagare questa tassa, ultimamente sotto minaccia di secuestro dell'automobile. LA soluzione messicana a questo problemma e' quella di "ingrassare" al poliziotto quando ti ferma, ma alla fine giri come un psicopata nascondendoti dalla polizia come se fossi un ricercato, alla fine di tante "mance" i soldi se ne vanno ugualmente.

    Per fortuna, possiamo avvere tutte le TV che vogliamo senza pagare nessuna tassa, ache sarebbe il massimo, la TV Messicana e' orribile, quindi devi abonarti a SKY o Direct-TV, cioe', dove vai, devi abonarti :P

  12. diabolicoMarco scrive:

    Come ho già scritto con la tv sto cercando di smettere.

    Però mi hanno detto che bisogna canonerare anche per la radio :-?

  13. cruman scrive:

    eccomi qua! mi ero perso i commenti e finanche me stesso.

    prima cosa: il pezzo non è mio ma del mio coblogger ipoattivo Postatore Sano. Ergo non ho l'erre blesa e nemmanco faccio il barbiere (questo nemmeno lui). Quindi se qualcuno ha gradito, girerò i complimenti (che quindi diventeranno insulti).

    Per quanto riguarda il canone: sì fino a un po di tempo fa si pagava anche per andare in giro in moto!! Faceva parte del bollo di circolazione, poi è stato tolto, ma per contropartita lo stato ha pagato alla rai una quota sproposita di compensazione, fatta di soldi….nostri. Per i dettagli potete leggere questo pezzo:
    http://celodicehillman.blogspot.com/2006/09/tu-ca…
    scritto (stavolta da me) un po' di tempo prima di quello di Postatore Sano.

    a bientot

    cruman

  14. cruman scrive:

    ah io la tv la detengo e pago pure il canone anzichenò

  15. serpiko scrive:

    te lo stavo appunto per chiedere… uhauhauha…

  16. al scrive:

    Anch’io credevo che il canone RAI fosse una tassa sul possesso di un apparecchio televisivo,e dopo innumerevoli lettere mi sono deciso di communicare di non avere apparecchi televisivi.ma per tutta risposta ho ricevuto una lettera che mi diceva che era una tassa sulla residenza.(allora,perchè non pagarla al comune di residenza?) ogni persona che risiede in un comune(anche se non vi abita stabilmente)deve pagarla.e poi non occorre avere un televisore,ma basta avere un qualsiasi apparecchio multimediale(quindi anche un volgarissimo lettore di mp3 di dieci euro devi pagare una tassa di180euro)ma credo che questi soldi servono per fare della beneficenza a delle famiglie di dirigenti,vicedirigenti e portaborse che anno avuto con il sudore delle loro mazzette un posto di lavoro.Io da disoccupato devo dargli lo stipendio.E poi il dirigente che mi scrive si firma in modo illegibile e non sò chi sia e io dovrei dichiarare sotto responsabilità penali di non possedere nemmeno un mp3.io invece alla faccia sua e di tutti i “FANNULLONI” possiedo anche un computer e se vogliono i soldi vanno a fare il porta a porta con fazzolettini e carta igenica.

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