Non Sono qui per Lodare Cesare, ma per Seppellirlo
14 marzo, 2008 di mc
Archiviato in Meccanica delle Cose, Media Mente Critica
Diciamoci la verità su televisione, stampa, web. Parlare di politica, di quella vera. Parlare di conflitto d’interessi, libertà di espressione, lavoro precario, previdenza è una grandissima rottura di balle.
Leggi, grafici, numeri, statistiche. Viene sonno dopo la terza riga e lo spettatore. il lettore o l’internauta subito cambiano canale o pagina alla ricerca della tetta facile, l’omicidio cruento, l’incidente o la storiellina di corna che fa sempre audience.
E’ per questo che, aldilà del gioco delle parti che porta a spalare fango sull’avversario, che da anni televisione, stampa e web hanno fatto di “Novella 2000” il loro modello espressivo e di “Chi?” la loro scuola di formazione compositiva.
Per averne la conferma basta scorrere la lista delle dieci notizie più lette nell’ultimo mese sul Corriere della Sera on line:
- Ciccio e Tore per un po’ vivi nella cisterna Poi la morte, forse per il freddo e la fame
- Maxi, 24 anni, è l’eroina di Amburgo
- Scontro tra bus e tram, muore una donnaConducente dell’auto indagato per omicidio – ViviMilano
- Corriere della Sera – Francia, poster choc
- Così i fratellini hanno tentato di salvarsi
- Olanda: sì al sesso libero nei parchi
- Gravina, resti umani in fondo al pozzo”Sono i corpi dei fratellini Pappalardi”
- Banconote false, arrestato Fabrizio Corona
- Travolte alla fermate del bus, 5 vittime
- Sesso (filmato) nella cantina di un localeLa bella Giselle “pizzicata” con il suo Tom
Ora, quando Cesare afferma che Ciarrapico gli serve per i suoi giornali o quando fa il galletto dicendo ad una lavoratrice precaria che, per risolvere i suoi problemi finanziari, visto che ha un bel sorriso, dovrebbe sposare un milionario, tutti fanno uscire la verginella che conservano dentro e scatta l’indignazione a telecomando, con tanto di foto e video della precaria (bona però).
Ora, solo ora e solo perché è scappato di bocca a Cesare, le verginelle della stampa, della televisione e del web, scoprono che nel nostro amatissimo e verde paese, la stampa, la televisione e il web sono serve della politica e utilizzate spudoratamente non solo da Cesare ma anche da Gneo Pompeo Magno e da Marco Licinio Crasso.
Ora, solo ora e solo perché Cesare non resiste alla tentazione di fare il piacione, le vergini vestali della stampa, della televisione e del web scoprono che il lavoro precario ha praticamente cancellato un’intera generazione del nostro verde ed amatissimo paese.
Ora, solo ora e solo perché Cesare si sente tanto sicuro di sé da dire che cacchio gli pare, si scopre che il nostro verde paese ha una legge elettorale che lo ha privato di rappresentanza democratica trasformando il parlamento nel consiglio di amministrazione di una società per azioni dove valgono le percentuali dei pacchetti in mano agli azionisti di maggioranza e i piccoli risparmiatori non contano un cazzo.
E veniamo a Cesare. Cesare sul quale tutto ciò che c’era da dire lo ha già detto mio padre con tacitiana concisione ed eleganza.
Cesare, la cui artificiosa immagine di intelligenza, capacità e forza ci è stata imposta dai suoi giornali e dalle sue televisioni. Cesare, l’uomo che si è comprato un involucro esteriore al quale credono tutti, ma che non riesce ad ingannare lui stesso. Cesare che ha avuto culo, gli amici giusti e pochi scrupoli. Cesare che sa esattamente che senza le sue guardie del corpo, le sue ville, i suoi elicotteri, le sue televisioni, non basterebbe uno sgabello o un predellino per emergere dalla massa.
Cesare, l’uomo mediocre idolo di una società dove lui stesso ha contribuito a formare l’opinione che la persona si misura in base a quanto guadagna perché secondo ogni altro metro sarebbe risultato un nano. Cesare che non sa cosa sia la buona televisione e la fa cattiva. Cesare col trapianto di capelli, la plastica facciale e con le scarpe coi tacchi. Cesare col mausoleo.
Cesare che è l’unico a sapere veramente chi è quando si guarda nello specchio la mattina.
Cesare a cui tutto quello che ha fatto non basta per sentirsi ciò che non potrà mai essere perché carattere, carisma e cuore non si possono comprare.
Ma se Cesare è tutto questo, chi sono coloro che parlano di lui, lo contestano o lo votano?
Facciamoci questa domanda miei cari connazionali di questo verde amatissimo paese e diamoci una risposta.
Diamocela se ne abbiamo il coraggio.
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Io mi annoio di più con le storielline di corna.
Sarà per questo che dal barbiere non trovo mai argomenti di conversazione validi.
Spesso mi chiedo cosa porta tante ottime persone a rifugiarsi nelle vite degli altri, a credersi piu’ piccole di persone piccolissime.
Nonostante tutto il nostro benessere materiale, sembra che nessuno ci abbia insegnato ad amare noi stessi.
“Ogni paese ha i politici che si merita”.
Cesari di ogni tipo e statura sono conseguenze, non cause.
Orsenigo
prendi zaino e moschetto. Alle 13.00 sei di scena tu. In bocca al lupo
Indignazione a telecomando?, ma il telecomando lo tengono in mano sempre gli stessi.
Bellissima
“chi sono coloro che lo votano?”
Beh, io una risposta ce l’avrei, anche piuttosto precisa, ma ho un dubbio.
Posso essere denunciato per diffamazione se non mi rivolgo a qualcuno in particolare?
“Cesare a cui tutto quello che ha fatto non basta per sentirsi ciò che non potrà mai essere perché carattere, carisma e cuore non si possono comprare.”
.. DFC sei grande!
e sappi che sarei disposta a sposarti anche se tu non fossi miliardario!!!!
Cara,
certe cose confortano il vecchio barbogio a cui le racconti.
Mi sembra di capire che non viviamo distanti
Parlando da scienziato, le probabilità che un giorno ti offra una sfogliatella non sono nulle.
Comandante Nebbia sono daccordo al 100% con Ph3/D e se non fossi già sposata io t’avrei portato non una sfogliatella ma un’intera camionata di cannoli.
Io sono Cesare, io che lo voto e non ho il coraggio di dirlo a nessuno, io che voto i suoi compari e mi illudo di non averlo votato, io che lo voto tanto dall’altra parte ce ne sono tanti uguali, io che lo voto perchè è un imprenditore di successo, le schifezze grazie alle quali è diventato cesare le rifarei anche io pari pari, io che sono la metà degli italiani e forse anche qualcosa in più.