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Non Passa lo Straniero!

13 aprile, 2007 di Vortexmind  
Archiviato in Cronache Italiane

Pur avendo trascorso la giornata a Milano non ho avuto sentore dei tafferugli se non una volta giunto a casa, davanti al TG della sera. Peccato: avrei proprio voluto vedere i temibili ghisa manganellatori che infierivano su una madre e sulla sua bambina a randellate. E’in questi casi che mi chiedo: ma perchè andiamo a portare “pace e democrazia” a casa degli altri quando è nelle nostre città che si consuma una partita ben più importante, che sicuramente coinvolgerà tutti noi nell’immediato futuro?

Invece che in Afghanistan, mandiamo gli “Ariete” a Milano: come munizioni per il pezzo primario useremo gli involtini primavera, i serventi alle armi automatiche preferiranno magari i condimenti del pollo (sedani e mandorle), se non addirittura il riso alla cantonese.

Non è un discorso razzista: è giunto il momento di chiedersi perchè in molti casi i quartieri degli immigrati diventano delle vere e proprie roccaforti isolate dal resto della comunità: zanne aliene aggrappate al tessuto preesistente e, come tali, inevitabilmente foriere di attriti e incomprensione. Padova, Campi Rom ma spesso anche interi quartieri abitati da persone che pur essendo italiane non si sentono tali.

In molti casi è la naturale diffidenza e intolleranza verso ciò che è diverso che causa i dissidi. Una condizione che interessa sia chi si sente assediato, sia chi si sente estraneo alla cultura del posto e non vuole integrarsi. E senza dimenticare le situazioni di degrado che esasperano e creano tensioni laddove per contro si dovrebbero adottare delle misure quanto più distensive e favorevoli possibile.

Lo straniero, sia esso immigrato, sia esso “estraneo” al senso di appartenenza alla nazione italiana, non passa. Arriva/Nasce qui, si stabilisce, lavora, vive, ma non passa. Non entra a far parte di una comunità. Non riconosce nè i diritti che gli spettano, nè doveri di cui è gravato. La mancanza di una visione dello Stato lo porta spesso a sostituirsi ad esso, o a rivolgersi a strutture “para-statali” che in realtà rappresentano organismi alieni se non vere e proprie organizzazioni a delinquere.

Se uniamo questi problemi al progressivo e sempre crescente disinteresse delle persone nei meccanismi di una società civile e organizzata, si ottiene una situazione esplosiva.

Rileggendo quanto ho scritto finora mi accorgo che, per quanto possibile, ho cercato di tratteggiare la mia visione del problema, senza però fornire spunti di possibili soluzioni. Tuttavia, pur essendo conscio del problema e potendone intuire la vastità e la complessità, non mi sento in grado di azzardare a suggerire qualcosa, date le mie limitate competenze in materia.

Ho voluto però sfruttare questo “palchetto” per lanciare il sasso, e chiedere dunque a voi:

  • Quali sono secondo voi i punti maggiormente problematici riguardo ai problemi di integrazione che sempre più spesso, in Italia ma anche all’estero, ci troviamo a fronteggiare ogni giorno?

  • Che cosa suggerireste per far fronte a questi problemi?

Spostando momentaneamente il discorso in una prospettiva politica, ritengo che le principali visioni “mass-mediatiche” del problema siano ormai inadeguate:

  • Da una parte c’è chi aizza le paure e le tensioni delle persone comuni per ottenere consensi proponendo misure sempre più coercitive e penalizzanti per chi non è italiano nel senso stesso del termine

  • Dall’altra c’è una visione eccessivamente “buonista” che dipinge la società come naturalmente cosmopolita e multietnica, quando nella realtà dei fatti molte colpe sono da addebitare anche alla scarsa volontà di integrazione di certi sottogruppi sociali.

E’giunto il momento di superare queste visioni edulcorate della realtà, e di fronteggiare seriamente e pragmaticamente il problema. Che ne pensate?

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Comments

36 Risposte a “Non Passa lo Straniero!”
  1. marco panattoni scrive:

    il faro illuminante dell’integrazione dovrebbe essere il rispetto delle leggi.

    personalmente se uno straniero rispetta le leggi, a me è indifferente.

    divento sospettoso quando mi antepone la religione al codice penale, e mi dice che picchia la moglie perchè nel corano è permesso.

    perchè si possa convivere, la religione deve diventare un aspetto privato della vita, anche per gli islamici, e questo sarebbe un grandissimo passo avanti.

    poi si deve capire che voler aprire una scuola come quella islamica a milano, con i programmi ministeriali egiziani, non solo è sbagliato visto che vivono in italia, ma creerà sacche di emarginati, in quanto chi assume uno con un diploma del ministero egiziano? Non trovano lavoro i laureati con master…..

    Bisogna, per far funzionare la convivenza tra etnie diverse, essere inflessibili sull’applicazione delle norme.
    Sei italiano e picchi la moglie….
    galera.
    Sei straniero e picchi la moglie in nome del corano….
    in galera tu ed il prete che dal pulpito ti dice che è giusto, sul codice penale c’è anche il reato di istigazione alla violenza.

    Abbiamo le leggi, che vengano applicate per tutti.

    La crescente insofferenza per gli stranieri è data da questo. Un italiano che non rispetta le norme va in galera (poi esce con l’indulto e questa è un’altra vergogna), uno straniero no.

    La legge è uguali per tutti, gli italiani non possono essere meno uguali di chi ospitano.

    [Rispondi a questo commento]

  2. tusaichi scrive:

    il faro illuminante dell’integrazione dovrebbe essere il rispetto del prossimo.

    Per il resto non mi risulta che i stranieri siano così coccolati dalla legge italiana. (abu omar?!)
    Sicuramente il rispetto delle leggi da parte di tutti, italiani e non, va esatto.
    Non bisogna tuttavia dimenticare che provengono da una cultura straniera, estranea, diversa.
    Quindi come non vorrei che tu fossi arrestato su per le vie di pechino mastichi un chewing-gum, così spererei in una iniziale “mitezza” (comprensione?) da parte dei controllori dell’ordine per i nuovi arrivati e dar loro il tempo di switchare cultura.
    Ovviamente la benevolenza deve essere reciproca. Ed evitare che si creino roccaforti come quella milanese (o la stessa Prato, o piazza emanuele, qui a roma) è compito di politiche di integrazione sconosciute a noi italiani, che si sa, siamo internazionali solo in cucina.

    [Rispondi a questo commento]

  3. bart1 scrive:

    d’accordo con marco panattoni: le leggi vanno fatte in base al diritto naturale, non in base alle ideologie dei singoli (che se devono restare nel privato come dice lui è solo perché lo stato non deve e non può intervenire sulle coscienze, ma ciascuno le dovrebbe bandire anche dal proprio privato)

    le convinzioni etiche pertanto non vanno lasciate nel privato, ma proprio su queste, cioè sui principi, ci si dovrebbe confrontare pubblicamente, cioè il confronto politico dovrebbe puntare a trovare un’etica laica condivisa (che ovviamente non può voler dire atea, come ha dimostrato lo stesso kant)

    sarebbe stupido invece cercare l’accordo sui fatti prescindendo da un confronto sui principi etici e partendo da tante false etiche (cioè ideologie) non fondate razionalmente, perché in questo caso si esclude a priori la possibilità dell’accordo, e l’unica convergenza possibile diventa quella di ‘fare numero’ per poter imporre, ciascuno per i propri fini, le leggi che si vuole
    si finisce in questo modo con la degenerazione di cercare l’accordo delle volontà e non l’accordo delle ragioni, mentre le ragioni sono proprio quelle che dovrebbero entrare in politica

    altrimenti benediciamo hamas perché l’ha votata la maggioranza dei palestinesi, benediciamo hitler perché l’ha votato la maggioranza dei tedeschi, benediciamo l’aborto, la poligamia, i matrimoni omosessuali, l’incesto, e chi più ne ha più ne metta soltanto perché questa è la volontà della maggioranza (ancorché non sostenuta da adeguate ragioni)

    ovviamente non sto criticando il metodo democratico in sé, ma l’uso distorto che ne viene fatto in questi casi

    [Rispondi a questo commento]

  4. spes74 scrive:

    Mi trovo abbastanza d’accordo con i commenti precedenti.
    La legge è (?) uguale per tutti e va rispettata anche se siamo in un Paese diverso dal nostro, fa parte del processo di integrazione (sempre che ci si voglia integrare).
    E’ vero anche che le politiche di integrazione in Italia, almeno fino ad ora, non mi sembra abbiano avuto grande riscontro e probabilmente le colpe non stanno da una parte sola.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Emanuele scrive:

    Il problema è innanzitutto culturale e spesso religioso. L’utopia è fare un mix di quanto detto da marco panattoni e tusaichi.
    Le soluzioni immediate possono essere o drastiche (tutti a casa propria come direbbe quello che ce l’ha sempre duro,adesso forse un po meno) o a lungo termine…ma per quelle a lungo a termine va cambiata la cultura da ambo le parti, tagliando gli estremisti religiosi (pillole di informazione) e favorendo l’integrazione basata sulla fiducia.
    Il problema è che per come è l’italia adesso questo non avverrà mai…come disse guccini ironicamente: “poi è bene essere un poco diffidente
    per chi è un po’ differente”

    [Rispondi a questo commento]

  6. Emanuele scrive:

    @bart1: non puoi paragonare dei mali che sono stati collettivi (hitler) a danni che collettivi non sono.
    Se il mio vicino si inchiappetta la sorella o uno del suo stesso sesso a me non importa nulla ne cambia in peggio la mia vita. Io non sono ne poligamo ne omosessuale ne ho nemmeno voglie edipiche ma non ho nessun problema a tollerare chi lo è perchè non recano danno a me ne tanto meno alla collettività.
    Sono per l’aborto, la mia ragazza ad esempio è contro, ma vedo che andiamo d’accordo lo stesso e non ci bombardiamo

    [Rispondi a questo commento]

  7. Vortexmind scrive:

    panattoniil faro illuminante dell’integrazione dovrebbe essere il rispetto delle leggi.

    Su questo mi trovi completamente d’accordo. E’evidente che chi viene in Italia si deve adeguare ai nostri riti. Ma che cosa rimane di questo bel presupposto di fronte a video come questi? E si potrebbero trovare controesempi dalla parte opposta (basti pensare a tutti i vari escamotages con i quali molte volte gli immigrati riescono a eludere le nostre leggi). E’evidente che i nostri strumenti legislativi, così come spesso il comportamento dei tutori dell’ordine, non sono adeguati alla situazione. Ed è qui che dovrebbe intervenire in modo strutturale la politica, invece di sparare slogan in continuazione. E questa mancanza di coerenza viene sfruttata sia dagli italiani che dagli immigrati, col conseguente alimentarsi di rivendicazioni e invidie da ambo le parti.

    Riguardo alla scuola, mi riconduco al discorso del rispetto delle leggi.

    Non posso che sottoscrivere anche il discorso del reciproco rispetto invocato da tusaichi: ci vuole buona volontà da ambo le parti in causa per ottenere risultati.

    A bart1 pregherei di lasciare fuori da questo discorso tematiche come aborto,poligamia, matrimoni omosessuali e incesto che rischiano di far deragliare la discussione ;)

    [Rispondi a questo commento]

  8. marco panattoni scrive:

    se guardate al mondo, Olanda, Usa, Francia, che sono paesi fortemente multi etnici, vedete che NON ESISTE l’integrazione.

    Ogni gruppo etnico si crea i suoi quartieri, ed a Los Angeles si parlano inglese e spagnolo, quindi i messicani non è che siano tanto interessati ad integrarsi.

    A NESSUNO INTERESSA INTEGRARSI.

    ma questo va bene, perchè io sono fiero di essere italiano, un cinese lo è di essere cinese, e questo è giusto.

    però, visto che ognuno di noi vuole conservare ed esaltare le proprie peculiarità etniche, e diventiamo cittadini del paese ospite dopo 100 anni (in america i primi italo americani a non parlare italiano sono quelli nati negli anni ‘60, gli italiani sono andati lì 100 anni prima) fino a quel momento TUTTI dobbiamo rispettare le leggi, altrimenti è guerra aperta tra le etnie.

    [Rispondi a questo commento]

  9. Vortexmind scrive:

    Quello che dici è giusto, ma quando parlo di “integrazione” non sto parlando di “melting pot”: personalmente ritengo un abominio pensare di poter prendere culture e popolazioni diverse e trarne un’unica melassa senza identità … io parlo solamente di convivenza pacifica nel rispetto dei propri usi e costumi. Nel momento in cui questi usi e costumi vanno a cozzare con le leggi vigenti, si interviene.

    [Rispondi a questo commento]

  10. bart1 scrive:

    per vortexmind, io non penso che chi viene in Italia si deve adeguare ai nostri riti (perché lo Stato è laico e i riti non si impongono, in quanto riguardano questioni di coscienza) ma soltanto alle leggi, cioè al diritto naturale, come sostenevano tra l’altro anche gli altri interventi non miei (perché lo Stato disciplina i comportamenti e non i sentimenti)

    il problema mi pare che ricada proprio sulle questioni da me citate (poligamia, aborto ecc) perché è proprio su queste che alcune ideologie (o ‘fedi’ ma non fedeli alla realtà) hanno posizioni diverse da quelle del diritto naturale

    poi magari nel merito delle singole questioni sono d’accordo che se ne può discutere anche altrove, rispondo soltanto a emanuele:

    sono tutti esempi di come l’ideologia porta a fare leggi ‘democratiche’ nel metodo, ma non nel merito, perché ingiuste, e questo è analogo per le leggi razziali come per l’aborto, entrambe nuocciono ad altri esseri umani giudicati, in maniera innaturale e in virtù di un pregiudizio, come sub-umani e sulla base di questo pregiudizio non adeguatamente tutelati (è questo lo scopo delle ideologie, partire dai desideri e inventarsi il discorso che ci pari il culo, perciò sono ‘fedi’ fedeli alla volontà, ma infedeli alla realtà)

    poi sono in parte d’accordo sul fatto che il reato necessita di una parte lesa per potersi applicare, e pertanto le unioni omosessuali non possono essere penalizzate con sanzioni (insomma, cazzi loro ;-) )
    neppure possono però essere tutelate dallo Stato in virtù della relazione affettiva (cosa che è assurda anche per le relazioni eterosessuali, perché lo Stato non ha giurisdizione sugli affetti e sulle coscienze)
    in virtù dello stato di fatto poi le convivenze (ma proprio tutte, anche due studenti che coabitano sebbene non facciano sesso tra loro, ché altrimenti facciamo discriminazioni assurde) hanno dei diritti privati che si possono se proprio si vuole rivedere, ma non hanno alcuna funzione pubblica (nel senso che se due studenti decidono di non coabitare più la collettività non ci perde né ci guadagna e quindi non si vede perché la questione debba entrare nel diritto pubblico, se non per il pregiudizio ideologico di creare delle pseudofamiglie)

    quanto alla tua ragazza, spero che se fosse necessario abbia sufficiente coraggio da mandarti affanculo (sia detto senza offesa)

    [Rispondi a questo commento]

  11. bart1 scrive:

    per vortexmind, ok (non c’era ancora quest’ultimo commento)

    [Rispondi a questo commento]

  12. Vortexmind scrive:

    Inviterei a chiudere qui l’off topic. Torniamo in carreggiata, dai.

    [Rispondi a questo commento]

  13. Davide scrive:

    @marco p.: “La crescente insofferenza per gli stranieri è data da questo. Un italiano che non rispetta le norme va in galera (poi esce con l’indulto e questa è un’altra vergogna), uno straniero no.”
    - Sono d’accordo sul resto dell’intervento, ma qui no. E’ esattamente il contrario, gli extracomunitari (stranieri ormai significa questo) sono quelli che finiscono di più in galera, e gli italiani quelli che ci finiscono di meno. Numeri, che ti riporterò appena possibile.
    “La legge è uguali per tutti” - Sai benissimo che non è così.
    Siamo nel paese dei mantenuti e dei mantenenti, dove chiunque crede di far parte del primo gruppo (dfc docet), è evidente che la legge non è uguale per tutti.
    “se guardate al mondo [...]vedete che NON ESISTE l’integrazione.”
    - Falso: in Olanda ad esempio - solo uno - ci sono intere vie abitate da famiglie diverse. Nel senso che non trovi due nazionalità uguali sulla stessa via. E funziona.

    [Rispondi a questo commento]

  14. bart1 scrive:

    vortexmind, ma io comunque ho risposto anche a te, ed anzi pare che in questo sito io ripeta sempre la stessa cosa, che è proprio la risposta al tuo articolo…. tu la condividi oppure no? mi pare di aver capito di sì, perché sono abbastanza d’accordo che le due visioni ‘massmediatiche’ siano inadeguate, aggiungerei perché ideologiche

    ti faccio io la domanda: posto che le leggi si facciano democraticamente, nel farle si deve tenere conto:
    a) della volontà delle persone (anche aggregata nelle ideologie) a prescindere da qualsiasi criterio morale, oppure
    b) del diritto naturale, cioè le diverse posizioni si devono tutte sempre e comunque sforzare di argomentare razionalmente la propria posizione a partire da principi etici?
    io dico la b. se siamo d’accordo, a che pro continuare a discutere del metodo? passiamo alle conseguenze, oppure al massimo fermiamoci

    [Rispondi a questo commento]

  15. Juan scrive:

    “in Olanda ad esempio - solo uno - ci sono intere vie abitate da famiglie diverse. Nel senso che non trovi due nazionalità uguali sulla stessa via. E funziona.”

    In Belgio pure.
    Ma Olandesi e Belgi sono rispettivamente drogati e ubriaconi quindi… ;)

    [Rispondi a questo commento]

  16. Vortexmind scrive:

    bart1 del diritto naturale, cioè le diverse posizioni si devono tutte sempre e comunque sforzare di argomentare razionalmente la propria posizione a partire da principi etici?

    E quali sono i principi etici? Chi pone queste basi “assiomatiche” su cui imperniare tutto il ragionamento?

    Se parliamo di matematica è abbastanza facile convenire in geometria euclieda per due punti passa una sola retta (finchè qualcuno non sarà abbastanza arguto da dimostrare qualcos’altro, casomai).

    Ma se parliamo di società ed etica, credo che le visioni (fatti salvi alcuni principi irrinunciabili riconducibili proprio alla natura umana) non siano così “concordi”

    [Rispondi a questo commento]

  17. bart1 scrive:

    più che con la matematica farei (senza troppo pensarci) il parallelo con la fisica, cioè partire dall’osservazione del reale e scoprire la legge morale naturale che è contenuta in esso

    così, per cominciare, penso che sia evidente che ci sia il giusto e l’ingiusto, che non tutto ciò che accade è giusto, e che questo si riconosca con la ragione dal suo interno (non si pongono principi assiomatici dall’esterno)

    poi dal fatto che l’essere umano si scopre come persona (autotrascendente direbbe qualcuno) si riconosce la sua dignità che è il fondamento della sua tutela ecc
    insomma è il diritto naturale, che ha una lunga tradizione, non me lo sto inventando io..
    un po’ sto provando nel mio blog (sez. realtà, società, famiglia..) però è praticamente impossibile farne una descrizione completa.
    più che altro mi è sufficiente che si condivida il metodo (quello di partire dalle cose) in modo che le singole discussioni sui diversi temi si possano poi affrontare (magari anche altrove) senza pregiudizi ideologici

    [Rispondi a questo commento]

  18. Vortexmind scrive:

    Ora, premettendo che le mie conoscenze filosofiche sono assolutamente insufficienti (e quelle poche che ho sono pure arrugginite), io credo che si stia deragliando totalmente dal seminato.

    Se parliamo di comprensione interculturale, e tu cominci a tirarmi fuori Kant, legge morale e compagnia bella, io ti rispondo subito che secondo me i cinesi carrellisti con Kant ci si fanno un bel segone a due mani (se mi passi l’immagine … colorita)

    Nel senso che, verosimilmente, la loro cultura (che io non conosco, vado a tentoni) si poggerà su basi ben diverse. Per cui mi pare inutile partire da un approccio così “dotto”.

    Tanto più che la gente comune, cinese o no, della filosofia non se ne fa niente quando il problema è spostare le proprie merci con il carrello in barba ai regolamenti comunali. Capisci che intendo?

    Io mi rendo conto che una prospettiva teorica esiste, è sicuramente interessante e tutto il resto. Ma, come ho già premesso, io non ho conoscenze in questo campo tali da poter sostenere una discussione in tal proposito.

    In questo post mi sarebbe piaciuto mantenere un profilo più “terra-terra”, nel senso che ritengo più adeguati i reply di Panattoni o di Davide, per citarne due a caso.

    [Rispondi a questo commento]

  19. bart1 scrive:

    bah a me pare che se forse è difficile dialogare sui principi (che poi la ragione è la stessa per tutti, cinesi o meno) è completamente impossibile accordarsi senza nemmeno provare a dialogare (sia pure coi limiti che ciascuno ha, io per primo)
    e poi sei tu che mi hai invitato a mantenermi nel vago e a non scendere negli esempi, o sbaglio?

    [Rispondi a questo commento]

  20. MenteCritica scrive:

    Non voglio entrare nel merito delle questioni introdotte da bart1 e vortexmind. Non mi sento all’altezza.
    Voglio proporre la mia esperienza di vita.
    Negli Stati Uniti, le comunità vivono separate, come testimonia Panattoni, ma solo se sono di livello culturale basso e di scarsi mezzi economici.
    Se si va nelle fasce ad alta scolarizzazione e di buona disponibilità, c’è un’eccelente integrazione sociale nel pieno rispetto delle origini, delle diverse religioni e delle etnie di provenienza.
    Quindi il problema non è irrisolvibile, come al solito rimane una questione di soldi e di cultura.
    Ho anche passato un po’ di tempo a Mauritius. Li convivono nel pieno rispetto cinesi, indiani ed africani. Si sono spartiti territorio e funzioni e nessuno esce dal seminato. C’è una situazione quasi paradisiaca. In questo secondo esempio, più che la cultura ed il benessere. è la tradizione e la legge che vengono fatte rispettare con britannica fermezza e francese gentilezza.

    [Rispondi a questo commento]

  21. bart1 scrive:

    e comunque per me il punto fondamentale dell’integrazione resta quello di dare anche al cinese carrellista, che sembrerebbe nutrire ’scarso interesse’ nell’integrazione (traduco), la possibilità di maturare nel tempo una coscienza morale che gli consenta di capire fin dove può avanzare pretese e quando invece sta uscendo dal seminato

    se è vero che non sempre ci si può aspettare questo da chiunque, me lo aspetterei almeno dai politici, che si comportassero con maggiore responsabilità e razionalità, non favorendo leggi populiste (come l’aborto, il divorzio, i dico…) col solo scopo di raccogliere più voti

    [Rispondi a questo commento]

  22. bart1 scrive:

    OT una curiosità, ma quando scrivo il commento, prima di pubblicarlo, qualcuno lo può leggere? (perché qui sotto c’è scritto preview e si vede)

    [Rispondi a questo commento]

  23. MenteCritica scrive:

    No, il preview è per te, serve se aggiungi tag html come questo o questo per vedere se li hai chiusi correttamente.

    [Rispondi a questo commento]

  24. bart1 scrive:

    ah quindi se ci fosse stato anche su dfc mi sarei risparmiato questa grezza… ottimo, ottimo…

    [Rispondi a questo commento]

  25. marco il buono scrive:

    Bart, non vedo l’ora di rispondere nel merito dei matrimoni gay, questo non è il post giusto.
    A presto

    [Rispondi a questo commento]

  26. marco panattoni scrive:

    sono d’accordo con Mente Critica che l’integrazione ci sia nei quartieri alti in america, ma visto che qui da noi gli immigrati sono poveri, dobbiamo costruire la convivenza basata sulla legalità partendo dal basso.

    [Rispondi a questo commento]

  27. Alessio scrive:

    Secondo me si sta tentando di affrontare il problema senza minimamente conoscerlo.
    Prendiamo piazza vittoria, per esempio, di cui qualcuno parla come di comunità con scarsa integrazione. Io a piazza vittorio ho seguito diverse lezioni universitarie: le aule si trovano nella ex-caserma sani, sotto la quale c’è il mercato, tra cui diversi venditori cinesi.

    A piazza Vittorio trovi di tutto: non solo cinesi, pensate soltanto alla famosa orchestra omonima.
    Io non sono Milanese, non ne conosco la situazione. Ma ho visto delle foto. Per quanta colpa possano avere avuto i manifestanti, è assolutamente incivile trovarsi di fronte a foto come queste: http://www.onemoreblog.it/archives/015949.html

    Concludo rispondendo a un commento che in realtà ho letto nel blog qui sopra citato: un visitatore afferma che non hai mai ricevuto scontrini in nessun ristorante cinese. A me hanno sempre fatto regolare scontrino. E’ con gli italiani che mi trovo spesso male. Forse sarebbe opportuno evitare di generalizzare e di impegnarsi concretamente…

    [Rispondi a questo commento]

  28. roberto scrive:

    Ho visto le foto del sito e altre.
    Sicuramente quello ritratto nelle foto è un lord inglese di passaggio che sventuratamente si è trovato a che fare con un tipico esemplare di orco milanese.
    Ma avete visto quanti erano?
    Cosa dovevano fare abbassarsi i pantaloni e dire prego accomodatevi, se ci volete linciare fate pure.
    Si continua a parlare male delle forze dell’ordine ma io sono sempre andato allo stadio e non ho mai preso una manganellata, in manifestazione neppure, certo se mi scaglio con un estintore forse qualcosa di poco bello potrebbe accadere anche a me.

    [Rispondi a questo commento]

  29. marco panattoni scrive:

    la polizia ha ragione.

    sempre.

    sono persone normali, sottopagate, che devono affrontare la feccia.

    dagli stadi al G8 ai cinesi.

    giù le mani dagli sbirri.

    [Rispondi a questo commento]

  30. marco il buono scrive:

    La polizia ha ragione. sempre.
    Tipico attegiamento di una persona aperta a nuovi punti di vista, obbiettiva, che decide di volta in volta dove sta la ragione, senza preconcetti, senza partito preso.
    Ma per favore.

    [Rispondi a questo commento]

  31. marco panattoni scrive:

    è vero.

    ho preconcetti.

    considero i manifestanti del G8 volgari rompicoglioni criminali.
    considero i cinesi che hanno fatto casino dei provocatori che lavorano in nero e che le mie tasse devono compensare.
    considero che gli uomini della polizia morti facendo le scorte ai vari magistrati sono degli eroi.
    considero feccia chi va a fare a pugni allo stadio.

    e conoscendo moltissimi sbirri, di cui molti sono miei allievi in palestra, hanno la mia sconfinata ammirazione.

    se tu preferisci le ragioni delle persone sopra citate, è un altro aspetto che ci distingue.

    [Rispondi a questo commento]

  32. Davide scrive:

    @marco: senza quel avrei potuto condividere .
    Poi, feccia: beh, bisogna vedere, ce lo hanno presentato come uno scontro improvvisato (in effetti bandiere e striscioni a portata di mano…) e quindi più sanguigno intrinsecamente. Certo è che ho l’impressione che quando c’è da provocare laggiù non si tirino indietro, certi di essere coperti dalla cara zia moratti e i suoi sceriffi.
    Giù le mani dagli sbirri: certo, fintantoché le lasciano giù loro ;-)

    @bart1: lascia perdere Kant, per il momento. L’espressione di vortex è altamente significativa della sua utilità contingente.

    Buona giornata a tutti.

    OT: ma come faccio a citare in grigietto come fanno alcuni? o usare i tag di cui MC esemplificava poco sopra? boh, mi sento un po’ fuori dalla net generation :-D

    [Rispondi a questo commento]

  33. Davide scrive:

    sempre OT: sono amareggiato dal fatto che alcuni interventi su altri articoli abbiano costretto l’amminiastratore a chiudere i commenti.
    Diamoci tutti una gran calmata, per il bene di MC (inteso sia come sito che come persona! ;-) )

    Davide, bisogna usare i tag html.
    Per citare (blockquote) citazione (/blockquote)
    Per il grassetto (strong) parole (/strong)
    Attenzione, al posto delle parentesi tonde devi usare il minore ed il maggiore <>.
    Non l’ho potuto fare qui perchè se no il tag veniva interpretato e non lo avresti visto. OK?
    p.s. grazie. ti conosco da tanto tempo e sono felicissimo di vedere come tu, che hai il carattere che hai, sia riuscito ad entrare nello spirito conciliatorio di MC. Stai svolgendo la tua funzione di portiere di notte in maniera impeccabile. Te lo dico con stima e, se mi permetti, sincero affetto.

    [Rispondi a questo commento]

  34. MenteCritica scrive:

    Sono amareggiato anche io che Marco P. si faccia vanto di avere dei preconcetti. Secondo la mia opinione è riduttivo della libertà intellettuale essere prigioniero di idee che non ammettono discussione.
    Io non alleno i poliziotti, ma ci lavoro insieme. Secondo la mia esperienza, non hanno sempre ragione.
    E’ evidemte che a Milano il malumore covava da tempo ed è bastata solo una scintilla per far uscire fuori il peggio da una parte e dall’altra.
    Come ho scritto in questo post l’immigrazione, probabilmente, non ha niente ache fare con la migrazione naturale delle genti ma è solo un flusso di lavoratori a buon mercato che l’imprenditoria importa per tenere bassi i salari.
    I cinesi in questo flusso si sono infilati e ci vengono a vendere quella roba di poco valore e di poco prezzo che tutti compriamo, altrimenti non potrebbero vivere qui. Molti denunciano la loro abitudine di sfruttare bambini e donne e la loro organizzazione mafiosa, poi comprano la maglietta cinese perchè costa di meno. Non si possono tenere due piedi in una scarpa. Marco P., in polizia come nell’arma e in gdf ci sono tanti farabutti, come in ogni ambiente di lavoro. Lo sai tu, lo so io che ho contribuito a farli arrestare e quando dici certe cose, secondo me, mortifichi le tue idee e ci nascondi molto profondamente quel pezzetto di verità che, sicuramente, anche tu come tutti possiedi.
    Visto il livello raggiunto dalla discussione, credo che sia il caso di aggiornarsi anche qui. Tanto è stato detto di tutto e forse anche troppo. Chi legge si farà poi le proprie opinioni.

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