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Non la Invidio, Santità

24 agosto, 2008 di Fully  
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Fare il Papa, di questi tempi, non deve essere una passeggiata.
Non perché sia difficile oggi più di un tempo essere difensore della fede cristiana di ortodossia cattolica che - ancorché sia attaccata in tante parti del mondo - contiene di suo motivi di validità e di attualità.

No, il difficile non credo sia difendere la fede, ma piuttosto difendere la Chiesa cattolica, intesa non come comunità cristiana ma come clero e gerarchia ecclesiale.Una volta era più facile.
Le “marachelle” di qualche pretazzo pedofilo difficilmente varcavano i confini della parrocchia o del paesino, le richieste di stampo simoniaco del tipo “còmprati il paradiso con un lascito alla diocesi” erano facilmente mascherate da donazioni spontanee, pochi conoscevano e pochissimi contestavano i privilegi fiscali accordati alla Chiesa dai vari concordati, nessuno si preoccupava del possibile inquinamento causato dai ripetitori della Radio Vaticana o da qualche scarico fognario abusivo in uno sperduto santuario.

Bei tempi…
Allora non c’era bisogno di interventi ex cathaedra per influenzare le scelte politiche italiane, bastava controllare la DC. Una volta non c’era chi, con uno o due best sellers mondiali, provasse (solo per gusto narrativo, per carità!) a scardinare le fondamenta stesse della Chiesa insinuando dubbi sulla reale portata della figura della Maddalena.

pretesagrato_large.jpg

Qualcuno mi dirà: “Ma guarda che la vita non è mai stata facile per i Papi…
Hai già dimenticato (cito alla rinfusa…) le stragi compiute in nome di Gesù dalle Crociate in poi fino alla colonizzazione degli indios? O la condanna e tardiva riabilitazione di Galileo? O le accuse di tolleranza di Pio XII nei confronti dei crimini nazisti? Hai già dimenticato le oscure vicende del cardinal Marcinkus e dello IOR? O le polemiche suscitate dall’enciclica di Paolo VI che in piena rivoluzione sessuale metteva al bando gli anticoncezionali?” (mi scuso se ho sbagliato qualche citazione, non sono ferratissimo nella materia).

No, non ho dimenticato nulla di tutto ciò. Ma c’è qualcosa di più e di diverso, oggi.
Oggi c’è la comunicazione che viaggia in tempo reale, che collega i posti più sperduti del villaggio globale e fa rimbalzare sulla ribalta mondiale quelle che un tempo sarebbero state solo notizie locali.
Ci sono i forum, ci sono i blog. Sapete? Sono decine i blog che si dedicano a scoprire e stigmatizzare tante piccole e grandi infamie di cui il clero continua a macchiarsi ogni giorno trascurando le questioni divine per occuparsi di altre molto più concrete vicende umane.
E mi pare che oggi la Chiesa romana, oggetto di mille accuse spesso giustificate, si trovi in difficoltà a difendere se stessa come istituzione. Tanto da esser costretta a tralasciare, temo, almeno in parte la sua funzione pastorale. Da qui la crisi delle vocazioni e soprattutto il progressivo distacco dei fedeli, disorientati, delusi, scandalizzati quando non schifati, che oggi si orientano molto più di un tempo alla fede “fai da te”, ad un rapporto non mediato con la Divinità.

E sì, Santità, non la invidio. Oggi fare il Papa deve esser proprio diventato un… Inferno!

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Comments

38 Risposte a “Non la Invidio, Santità”
  1. Carmine... scrive:

    Diciamo che in linea di massima posso essere d’accordo con te. Oggi il “mestiere” del papa non è facile e, tra l’altro, dovrebbe essere annoverato anche tra i mestieri usuranti.
    Tuttavia, ciò non implica che le rivoluzione scientifiche o tecnologiche debbano, per forza di cose, minare alla base l’istituto ecclesiastico e la sua dottrina. Il papa ha il compito primario di porsi punto di riferimento per quanti aderiscono alla teologia cattolica, e questo gli conferisce l’autorità per affermare quanto afferma. Ad esempio le affermazione sull’eutanasia, sull’aborto e i matrimoni gay, sono perfettamente in linea con la dottrina. Che poi la dottrina non collimi perfettamente con la politica, con l’idee della “laica società post-materialista” , beh francamente questi sono altri problemi.

    [Rispondi a questo commento]

    Vortexmind reply on 24 agosto, 2008 16:09:

    Il problema è che le affermazioni “di dottrina” vanno a scontrarsi con problemi reali e persone altrettanto reali, che spesso e volentieri nemmeno rientrano nella classe di persone che dovrebbe (idealmente) seguire tale “dottrina”

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 24 agosto, 2008 16:21:

    Ma le rivoluzioni scientifiche o tecnologiche NON minano alla base nè l’istituto ecclesiastico nè la sua dottrina.
    La scienza e la tecnologia offrono strumenti, e chi se la prende con gli scienziati è un idiota oppure è in mala fede. E, tanto per chiarezza, la stessa cosa vale per chi se la prende con la dottrina religiosa e con i suoi estensori. Sono ambiti diversi e distinti che non vanno confusi; il punto di incontro di questi due ambiti è la vita delle persone.
    Il problema della gerarchia cattolica è che invece di lavorare sulla coscienza delle persone (come dovrebbe fare), opera a livello politico per imporre le sue idee a tutti indiscriminatamente. Da questo errore poi derivano tutti gli altri.

    [Rispondi a questo commento]

    F.Maria Arouet reply on 24 agosto, 2008 16:54:

    Si tratta di stabilire se certe matasse vanno dipanate con la testa, o con la pancia.
    Sicuramente l’una e l’altra convivono nella stessa persona. Su questo hai ragione. Ma non sono la stessa cosa. E talvolta è necessario scegliere

    [Rispondi a questo commento]

    Carmine... reply on 24 agosto, 2008 17:10:

    Permettitimi di essere in completo disaccordo, caro ilBuonBeppe, in special modo quando affermi che la Chiesa da indirizzi politici da seguire alla classe dirigente italiana.
    Io la vedo da un punto di vista diverso. In primo luogo la Chiesa come dici tu rappresenta anche delle persone, quindi se ogni testa un voto, la Chiesa ha il diritto di esprimere le proprie opinioni su ciò che ritiene opportuno, proprio in virtù del suo ruolo di rappresentante. Altro punto non meno controverso: i vescovi mi sembra si limitino ad indicare la strada che seconod la dottrina dovrebbe essere perseguita. La dottrina ecclesiastica, purtroppo invade il campo della morale, nel quale è molto difficile muoversi. Ad esempio è giusto che i progressi scientifici intacchino il naturlae corso della vita? A mio parere, ed anche a parere dei vescvi no. Un limite per la scienza dovrebbe essere la vita umana. Oltre la quale non si può andare. Secondo me.

    [Rispondi a questo commento]

    F.Maria Arouet reply on 24 agosto, 2008 17:18:

    “Ad esempio è giusto che i progressi scientifici intacchino il naturlae corso della vita?”

    Propendo per il si, in caso contrario dovremmo rinunciare anche all’aspirina (prodotto scientifico) e tenerci il raffreddore (prodotto naturale)

    [Rispondi a questo commento]

    lupoalburnino reply on 24 agosto, 2008 19:26:

    A proposito dell’aspirina racconto quanto mi disse un giorno il mio medico curante, cui chiesi se l’aspirina mi avrebbe fatto passare il raffreddore in tempi brevi. Mi disse:
    “La stessa domanda l’ho posta al mio professore dopo una lezione all’università. Mi rispose: “Sette giorni”. E se prendo un’aspirina? Risposta del professore: “Una settimana”.
    Come vedi, è tutto opinabile, Cara F. Maria.
    A Fully:
    Ho scritto molto sul ruolo della chiesa e sui suoi interventi nella politica italiana, non condividendo quasi nulla. Però, di qui a dire che i suoi interventi, come anche altri dicono, siano inopportuni ce ne passa. Non possiamo chiamarci democratici se non accettiamo che anche gli altri esprimano le loro idee e le loro posizioni. Possiamo non condividere, ma non possiamo impedire.
    Per quanto riguarda il consenso degli italiani alla chiesa non mi sembra che sia ridotto ai minimi termini, se con i suoi interventi la destra ha ottenuto una vittoria così schiacciane che più schiacciante non si può. Non dimentichiamo che ha anche fatto fallire un referendum!
    La chiesa è sì un’istituzione religiosa, ma vive con la gente e in mezzo alla gente. Non è possibile ignorare questa realtà. Starei per dire e lo dico che proprio per questo ha il firitto e il dovere di esprimere liberamente le sue convinzioni. Che poi a molti non sta bene, è questione diversa. Per chi crede la chiesa deve essere “magistra”, tanto più che molte parrocchie si assumono il compito di supplire all’assenza delle istituzioni. Un esempio valga per tutti: la caritas…
    Vogliamo fare i critici? Va bene, ma la chiesa non ha solo difetti. Riconosciamole anche qualche merito…

    [Rispondi a questo commento]

    Carmine... reply on 24 agosto, 2008 20:07:

    …stesso concetto espresso dal card. Bagnasco, e con il quale sono pienamente d’accordo. Non è possibil scindere ciò che la Chiesa ha storicamente rappresentato per la popolazione e quest’ultima, almeno in Italia. Aldilà delle nefandezze (niente fatto dagli uomini è completamente buono e niente è complemtamente male), la Chiesa ha avuto un ruolo di primissimo piano nella storia italiana e questo le conferisce l’autorità per intervenire come meglio crede. Le esternazione dei vescovi sono indirizzi, proposte, interpretazioni secondo la morale. Siamo perfettamente liberi di confaromarci o di non farlo, ma lasciamo che la Chiesa esprima quanto ritiene doveroso esprimere.

    [Rispondi a questo commento]

    F.Maria Arouet reply on 25 agosto, 2008 11:21:

    Caro Lupo,
    prima le cose futili: nel mio nick la F. che precede Maria sta per Francesco, dunque Francesco Maria, o se ti aiuta François Marie Arouet… altrimenti detto… Ci siamo?
    Poi quelle serie.
    Tu dici che la chiesa ha “pure qualche merito” e che siccome “vive in mezzo alla gente” ha “il diritto dovere di esprimere liberamente le sue convinzioni” “tanto più che molte parrocchie si assumono il compito di supplire all’assenza delle istituzioni”.
    Benissimo, che lo esprima pure, ci mancherebbe.
    Il problema non é se ne abbia il diritto, ma se sia conveniente per la comunità che il legislatore senta il dovere di tenerne conto.
    Per come la vedo io il legislatore, non per la materia ma per il metodo, dovrebbe comportarsi come un ingegnere, uno che lavora a mettere insieme un progetto, considerando che una volta applicato alla realtà delle cose avrà delle ricadute sulla vita delle persone. Auspicabile dunque che i progetti, nel caso nostro le leggi, siano redatti in termini razionali, secondo criteri logici e verificabili.
    Nessuno sano di mente affiderebbe a un vescovo, uno che a suo stesso dire si occupa delle relazioni tra l’umano e il divino, una qualche funzione nella redazione del progetto di un ponte. Tutti gli ingegneri, anche quelli che vanno in chiesa, quando progettano un ponte applicano le regole della meccanica, le uniche che abbiano un valore riconosciuto in quel contesto.
    Non si capisce perché un progetto sociale, una legge, debba seguire strade diverse e tener conto di assiomi che affondano le loro radici nella teologia e nel mito, come per esempio che la vita sia un dono di Dio e dunque non nella disponibilità dell’uomo, il quale dovrà altresì astenersi sia dall’uso dell’aspirina come da quello del preservativo, noti prodotti di sintesi, contrari alla morale naturale.
    p.s.
    Il tuo medico ti ha detto niente a proposito dell’inutilità del preservativo?

    [Rispondi a questo commento]

    lupoalburnino reply on 25 agosto, 2008 20:51:

    Io non uso il preservativo, ma ne conosco l’utilità, caro Francesco.
    Per quanto riguarda il resto, posso risponderti in questo modo? Neppure io affiderei ad un vescovo la costruzione di un ponte, ma ne sentirei il parere. Può darsi che non serva un cavolo, ma perchè privarmi di un altro e diverso contributo? Tu mi dirai che è interessato. E che vuol dire? Sta a me stabilire poi se tenerne conto o meno. Sarei uno stupido se me ne dovessi privare.
    Io non sono tanto sicuro che la teologia sia un semplice assioma, nè che lo sia il mito. A parte il dubbio, su cui abbiamo discusso a lungo in questi ultimi giorni, tu sai meglio di me che il mito prima e la religione poi hanno avuto nella vita dell’uomo un’importanza straordinaria che adesso si tende a minimizzare. Anzi per certi versi ancora oggi i miti e ancora di più la religione permeano la vita di interi popoli che non sono tutti sprovveduti come si può pensare. Parla con Freud o con Joung.
    Che in essi, mito e religione, ci sia o no certezza conta poco. O quantomeno conta poco per chi vive una spiritualità profonda.
    Cosa vogliamo fare, Francesco, vogliamo togliere agli uomini la speranza o, sarebbe meglio dire, la libertà di pensare e di credere diversamente dagli altri come te e, forse, come me?

    [Rispondi a questo commento]

    F.Maria Arouet reply on 26 agosto, 2008 8:04:

    Non intendo togliere niente a nessuno.
    Gli uomini credono ciò che gli serve e nessuno pensa di impedirglielo.
    Dopodiche sarebbe conveniente per tutti, credo, che gli ingegneri progettassero i ponti secondo le regole della meccanica, il legislatore legiferasse secondo le regole della logica, i vescovi cantassero il tedeum nelle feste comandate e per coloro che amano il genere.
    Io la vedo così.

    [Rispondi a questo commento]

    Vortexmind reply on 24 agosto, 2008 17:27:

    Un limite per la scienza dovrebbe essere la vita umana.

    Un po’generico come limite … cosa intendi?

    [Rispondi a questo commento]

    Carmine... reply on 24 agosto, 2008 20:09:

    Intendo dire che la scienza può curare la vita. Puòò e deve farlo, ma non giocarci, come ad esempio con la clonazione, o come (ultimamente ho letto un articolo in proposito) la possibilità dei genitori di scegliere il patrimonio genetico dei propri figli. Non è generico il limite. E’ solo molto molto vasto.

    [Rispondi a questo commento]

    Vortexmind reply on 24 agosto, 2008 20:52:

    Il problema è che la scienza non è una macchina telecomandata che va nella direzione voluta. La ricerca (e il termine stesso dovrebbe farlo capire) può esplorare aree in generale ma non si può prevedere a priori se e a cosa può portare l’approfondimento scientifico in una data area di studi.

    Basti pensare al computer, inizialmente sviluppato durante la II Guerra Mondiale per il controspionaggio e oggi lo usiamo anche io e te per scrivere qui sopra. Eppure è nato come progetto segreto militare.

    Non è la scienza a “giocare” con clonazione e/o manipolazione genetica, semmai sono persone prive di scrupoli che sfruttano certe scoperte scientifiche per fini eticamente discutibili.

    I genitori vogliono “scegliere” se il proprio figlio avrà i capelli biondi o gli occhi scuri? Benissimo, sono d’accordo con te che una tale possibilità sia eticamente discutibile … perchè però non dovrebbero avere la possibilità di eliminare (faccio un esempio) alla radice difetti congeniti che portano a gravi malattie?

    Io trovo eticamente discutibile che si impedisca la ricerca in queste aree per motivazioni etiche/religiose quando ci sono tantissime persone che trarrebbero effettivo sollievo e giovamento da tali ricerche. Per cui chi fa ostruzionismo in tal senso è moralmente colpevole di questo, anche la chiesa cattolica.

    [Rispondi a questo commento]

    Carmine... reply on 24 agosto, 2008 21:12:

    Intanto sono molto d’acordo sul fatto che sono le persone che devono avere limiti. E’ un errore espostivo grave quello che ho fatto e ti ringrazio per avermelo fatto notare. Sono altresì molto d’accordo sulla questione delle malattie, è chiaro che potrebbe essere un aiuto per debellarle. Ma per i casi non gravi, per i quali il ricorso alle dotazioni scientifiche è puramente superficiale? Questo è quello che su cui discuto…

    [Rispondi a questo commento]

    Vortexmind reply on 24 agosto, 2008 21:19:

    Il problema è che idee della chiesa, come ad esempio sulla diagnosi preimpianto, vanno a combattere posizioni che di superficiale hanno ben poco …

    [Rispondi a questo commento]

    Carmine... reply on 24 agosto, 2008 23:46:

    Non saprei, dovrei informarmi megio sulla questione.

    [Rispondi a questo commento]

    ilBuonPeppe reply on 24 agosto, 2008 17:28:

    Che la chiesa abbia il diritto ed il dovere (almeno dal punto di vista di chi vi si riconosce) di esprimersi, non ci piove. Non ho mai detto il contrario.
    La dottrina ecclesiastica non invade un bel niente: la morale è un terreno aperto nel quale il Vaticano, come chiunque altro, ha il diritto di esprimersi.
    Che la scienza possa e debba occuparsi della vita nei suoi molti aspetti, assolutamente SI. Altrimenti, come dice giustamene FMA non dovremmo neanche curare le malattie.
    La scienza non deve avere limiti; la politica deve avere dei limiti.
    Che la gerarchia vaticana poi non dia indirizzi alla classe politica italiana… beh, ti risparmio la risata. Per non accorgersene bisogna essere più ciechi di me (e non è cosa facile!)

    ilBuonPeppe post: La corruzione: un ricordo del passato

    [Rispondi a questo commento]

    Carmine... reply on 24 agosto, 2008 20:13:

    Scusa ho sbagliato, come potrai notare leggendo il post che ho scritto immediatamente di prima. Mi sono espresso male. Non volevo dire che la Chiesa non da indirizzi, ma che non decide della politica. Quindi la scelta rimane libera. Se governo decide di approvarei DICO lo fa, anche se la Chiesa dice di no, in quanto la Chiesa non agisce comeforza politica, bensì come forza spirituale che parla alle coscienza. Poi ognuno va per la sua strada.
    UN altro punto. Io non condivido affatto che la scienza non debba avere dei limiti. Dei limiti vanno posti, non alla tecnologia, ma alle scienze che hanno a che fare con la natura. Altrimenti l’intera natura non avrebbe più ragione di esistere. l’esempio dell’aspirina, scusate mi esprimo così, dimostra che non avete capito il mio discorso.

    [Rispondi a questo commento]

    Vortexmind reply on 24 agosto, 2008 20:55:

    Dei limiti vanno posti, non alla tecnologia, ma alle scienze che hanno a che fare con la natura. Altrimenti l’intera natura non avrebbe più ragione di esistere.

    Invece è all’applicazione delle scoperte scientifiche (=tecnologia) che bisognerebbe porre limiti, non alla ricerca in sè. Sono le applicazioni ad avere una valenza etica.

    La natura non sarà mai completamente rivelata, neanche se nascessero 10 Einstein al giorno, su questo puoi star tranquillo :)

    [Rispondi a questo commento]

    Carmine... reply on 24 agosto, 2008 21:14:

    Intendevo tecnologia nel senso di apparecchiature elettroniche e meccaniche. Chiedo scusa se utilizzo termini impropri, come pote notare le mie sono opinioni di un profano, diciamo un ingnorante in ambito scientifico.

    [Rispondi a questo commento]

  2. F.Maria Arouet scrive:

    Non sono molto convinto della tua diagnosi. Credo sia più una questione di domanda e di offerta. E di concorrenza.
    Non ho dati, vado a naso. Forse la domanda di sacro nel suo complesso é un po’ diminuita, sia pure non di tanto. Forse s’é fatta più esigente con l’avanzare del progresso scientifico, magari ha perso le fasce alte, ormai più portate al fai da te. Sicuramente é aumentata l’offerta, si pensi al rigoglioso fiorire delle sette, di ogni qualità e tipo, dal sofisticato all’infimo, più spesso infimo, per tutte le teste e per ogni necessità.
    Forse è più questo che disturba il manovratore.
    Perché la cattiva fama del clero presso il popolo non é cosa di oggi, né ha mai avuto bisogno di internet per diffondersi. Basti pensare a quel che ne scriveva messer Boccaccio quasi settecento anni or sono. O più semplicemente a quel che ne sussurravano tra loro, cent’anni fa, le beghine sul sagrato della chiesa, la domenica mattina. Cose che di lì a poco sarebbero state riprese dall’intera popolazione, riunita attorno al desco per il desinare, sempre affamata di notizie pruriginose almeno quanto di pane.
    Credo proprio che il popolo non abbia dovuto aspettare internet per sapere che i preti non sono santi.

    [Rispondi a questo commento]

    Oris reply on 24 agosto, 2008 16:34:

    Come se il popolo a quei tempi leggesse… ;)

    [Rispondi a questo commento]

    F.Maria Arouet reply on 24 agosto, 2008 17:01:

    verba volant, scripta manent
    nel duplice senso di perdersi, ma anche di diffondersi con la rapidità del vento (volant) e di durare, ma anche di restare sul posto senza riuscire a diffondersi (manent).

    [Rispondi a questo commento]

    Oris reply on 24 agosto, 2008 17:51:

    In compenso avevo sbagliato il tempo del verbo :)

    [Rispondi a questo commento]

  3. ilBuonPeppe scrive:

    Oggi c’è la comunicazione che viaggia in tempo reale, che collega i posti più sperduti del villaggio globale e fa rimbalzare sulla ribalta mondiale quelle che un tempo sarebbero state solo notizie locali.

    Ma questo non c’è solo per il Vaticano; c’è per qualsiasi altra religione, come c’è per i politici, per la stampa, per gli scienziati e per i comuni mortali.
    Le immense capacità di comunicazione di oggi sono un problema SOLO per chi ha qualcosa da nascondere o da farsi perdonare.

    E mi pare che oggi la Chiesa romana, oggetto di mille accuse spesso giustificate, si trovi in difficoltà a difendere se stessa come istituzione. Tanto da esser costretta a tralasciare, temo, almeno in parte la sua funzione pastorale. Da qui la crisi delle vocazioni e soprattutto il progressivo distacco dei fedeli

    E proprio qui sta il punto, ma la frase andrebbe riscritta (se mi permetti).
    La chiesa cattolica ha problemi di crisi delle vocazioni e di distacco dei fedeli perchè tralascia la sua funzione pastorale e si dedica invece a difendersi come istituzione da mille accusa spesso giustificate.
    In parole povere: se facesse il suo “lavoro” seriamente (verso l’esterno ma anche verso l’interno) sarebbe credibile, avrebbe un’autorevolezza in campo etico e morale, e porebbe contare sull’appoggio dei suoi fedeli e non solo.

    [Rispondi a questo commento]

  4. “Costoro mai hanno dimore stabili, se ne vanno due a due a piedi nudi, vestiti di lana, nulla possedendo, ma mettendo tutto in comune come gli apostoli, seguendo nudi il Cristo nudo. Iniziano ora in modo umilissimo, perche’ stentano a muovere il piede; ma qualora li ammettessimo, ne saremmo cacciati.”

    Queste parole furono scritte da Walter Map al concilio lateranense del 1179, a proposito della setta dei valdesi, che gia’ nel medioevo metteva in luce le incongruenze secolari fra la fede cristiana ed il clero.

    A causa del modo in cui i valdesi interpretavano la fede, quindi rifiutando l’idea del privilegio legato a chi occupava cariche ecclesiastiche, furono duramente perseguitati nei secoli successivi e solo da 160 anni possono predicare liberamente la loro dottrina.

    Dire che dal medioevo non e’ cambiato nulla sarebbe errato, ma una frase scritta in un celebre romanzo italico e’ nota proprio perche’ dice: “”Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!”

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  5. Giu scrive:

    Sto leggendo proprio in questi giorni il secondo volume della trilogia di Magdeburg “La Furia” di Alan D. Altieri ambientato nella Germania delle guerra dei trent’anni, dopo la Controriforma.
    A me, ateo convinto, non sposta l’opinione che ho della Chiesa e della religione. Ma ritrovarsi a leggere, con la cruda scrittura del grande autore, delle malefatte delle religioni dei tempi, pensando quanto abbiano infine inciso sulla Chiesa attuale è estremamente istruttivo.

    [Rispondi a questo commento]

  6. Marcoilbuono scrive:

    La religione fai da te, è un marchio che ho registrato, ladro.

    [Rispondi a questo commento]

  7. Carlo Fronteddu scrive:

    E sì, Santità, non la invidio. Oggi fare il Papa deve esser proprio diventato un… Inferno!

    Detto da Fully il diavolo, sembra un invito al papa ad entrare nel regno degli inferi! :mrgreen:

    [Rispondi a questo commento]

  8. La vera svolta ci sarà quando la chiesa ocme istituzione crollerà definitivamente. Guarda, secondo meproprio il tracollo planetario ha portato a un consolidamento del potere vaticano in Italia, oramai sostanzialmente l’unica roccaforte.
    Il che rende un infernoquesto paese, più che la vita da papa, non ti preoccupare per lui che se la svanga!!!

    La Donna Cannone post: neolingua

    [Rispondi a questo commento]

    gda reply on 26 agosto, 2008 18:53:

    Forse sono io che non riesco a vedere l’inferno dentro al quale ci ha trascinati il vaticano.
    Mi sfuggono i collegamenti, per esempio, con l’immondizia, la maleducazione dilagante, la microcriminalità, il deterioramento politico e amministrativo che stiamo vivendo,il declino economico, la mafia, l’immigrazione clandestina…
    Sono davvero cosi cieca?
    Io ero rimasta al “divieto” di sperimentazione sugli embrioni, e a quello sull’inseminazione eterologa…
    Mi sono persa qualcosa?
    (possibile visto che spesso mi rinchiudo nel mondo dei sogni!)

    Luna

    [Rispondi a questo commento]

  9. bah, non l’ho inventato io che la religione è l’oppio dei popoli. Se partiamo dalle favole tipo adamo&Eva, che l’uomo è buono, che esiste il paradiso etc etc etc, dimmi tu come si fa a avereun popolo con gli occhi aperti e che non vota gente come quella che abbiamo al governo. Non c’è mica un pulsante per accendere il cervello a seconda degli argomenti

    ossequi

    La Donna Cannone post: Vamos viajar pelo universo?

    [Rispondi a questo commento]

  10. gda scrive:

    Le “favole” alle quali accenni sono state da tempo superate, ridotte a racconti midrashici (da Midrash…credo si scriva così)…
    Se vogliamo spostare il discorso sulla politica, secondo un sondaggio preelettorale presentato su famiglia cristiana, il popolo dei cattolici non si ritrovava in nessuno dei due schieramenti politici, l’attenzione era e rimane concentrata sulle problematiche da risolvere che sono italiane (senza limiti di sesso fede e religione) e auspicavano la nascita di un governo capace di intervenire concretamente a beneficio dei cittadini(superando i “bisogni” personali).
    E’ emerso dal sondaggio che quello dei “cattolici che votano” è un pianeta articolato e per certi versi spaccato. Su più di un argomento si nota una distribuzione equilibrata su opposizioni anche radicalmente opposte.
    Secondo “loro” le priorità da affrontare sono:
    1) Aumento dei salari
    2)Ridurre il numero dei parlamentari
    3)Ridurre le tasse per le famiglie con figli
    4)Intervenire per frenare l’aumento dei prezzi e tariffe
    5)una nuova legge elettorale
    ………….
    le “ultimissime” preoccupazioni dei cattolici sono la revisione della legge 194, la legge sulle droghe, i Dico.

    Anche i cattolici come vedi hanno gli occhi bene aperti sui “mali” del nostro paese e chiedono a gran voce che siano risolti.

    Vaticano o meno.

    Luna

    [Rispondi a questo commento]

  11. Non vedo cosa c’entri tutto questo con la politica. In un mondo decente sono due cose separate e non sovrapposte.

    La Donna Cannone post: Vamos viajar pelo universo?

    [Rispondi a questo commento]

  12. gda scrive:

    Perdona, se non ho capito male, nel tuo commento lasci intendere che a votare “la gente come quella che abbiamo al governo” è un popolo di creduloni, con gli occhi chiusi sulla realtà del mondo e il cervello obnubilato dalle “favolette religiose”…
    Pensando che facessi riferimento ai cattolici ti ho riportato i dati di un sondaggio che dimostra l’esatto contrario.

    Altra cosa il discorso della laicità dello Stato. Io credo.

    Luna

    [Rispondi a questo commento]

    F.Maria Arouet reply on 27 agosto, 2008 17:53:

    Forse il nocciolo della questione sta tutto nel definire se le istanze religiose debbano trovare ospitalità presso il legislatore, oppure no.
    Voglio dire che se un credente e un non credente hanno entrambi dei figli in età scolare voteranno entrambi per la parte politica che mette in primo piano la scuola e non vi sarà problema. Idem se entrambi sono vecchi e hanno bisogno dell’ospizio. E così se sono dei forti risparmiatori e non vogliono che la tassazione delle rendite passi dal 12,5% al 20%. In tal caso entrambi non voteranno per Bertinotti.
    E’ naturale che su questi argomenti i credenti si spalmino equamente di qua e di là.
    Ma se il credente ritenesse, per averlo appreso dal Libro delle Verità, che l’appendice non debba essere rimossa in quanto sede dell’anima, in questo caso sorgerebbero delle difficoltà, se il suo dirimpettaio non credente fosse affetto da appendicite.
    Si porrebbe il problema se il legislatore debba starlo a sentire e se sia giusto che legiferi in modo da obbligare il non credente ad adeguarsi, oppure no.
    E’ il caso di tutti gli argomenti eticamente sensibili in cui i credenti invocano il rispetto di una morale naturale che in concreto non é altro che la somma delle convinzioni a diverso titolo radicate nella loro coscienza, espresse dalla gerarchia ecclesiastica, che possono contemporaneamente essere fondamentali sotto l’aspetto soggettivo, e nient’altro che abbagli mistici sotto quello oggettivo.
    La questione é sempre la stessa: se la politica debba tener conto di simili istanze e costringere l’intera comunità ad aderirvi, oppure no.

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  13. Rieccomi. A prescindere, voglio uno stato laico.
    Ergo il voto dei cattolici in quanto tali mi interessa quanto le loro abitudini digestive.

    La Donna Cannone post: non è la Canalis

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