Non Ditemi più Nulla 9


La piccola è di là, in cucina, a misurare il vestito da principessa che la madre gli sta cucendo in una specie di raso rosa e veletta trasparente. In testa ha anche una corona ottenuta ritagliando il barattolo dello yogurt da un chilo e ricoprendolo con la stoffa dorata. Il tutto mi è costato, inconsapevolmente, intorno agli ottanta eurobyte, yogurt escluso. Tre o quattro anni fa non me sarei preoccupato eccessivamente. Oggi, quando ho sentito la cifra, sono andato a parlare da solo fuori in  terrazza che non mi piace fare discussioni di soldi in famiglia, ma qualcosa deve cambiare.


Poco prima stavo al pc a fare un biglietto ferroviario. La televisione era accesa sulla RAI alla quale ho appena versato 112 eurobyte. Ogni anno mi dico che non voglio più pagare per questo servizio di merda che, tra parentesi, non uso se non casualmente tra uno scambio di telecomando e l’altro. Poi, come sempre, penso alla noia delle raccomandate, alle intimidazioni, alla possibilità che scagnozzi di Equitalia mi spezzino le dita impedendomi per sempre di suonare il piano che non suono, ma che potrei sempre imparare, e pago.
In televisione c’erano dei tizi che vedono la Madonna. Una signora dice che la Madonna è diventata una persona di famiglia, che sta sempre in casa, che suo figlio la chiama, breve pausa un po’ irritata, “la mamma buona”. Io non riuscirei a vivere con una estranea che mi gira per casa. Sì, sarà pure la Madonna, va bene una visita, ma averla notte e giorno nel salotto mi inquieta. Comunque, sarà perché sono un misantropo.
Un altro racconta che la Madonna gli appare ogni 5 del mese. Questa regolarità impiegatizia è leggermente ridicola. Perché ogni cinque del mese? Forse perché gli altri giorni la Madonna è a casa della signora e fa una scappatina una volta al mese dal ragazzo. Io, il cinque di ogni mese verso 900 eurobyte fra fitto e condominio. Vabbé, non è la stessa cosa, ma è l’unica cosa che mi succede ogni cinque del mese. Poi c’è Brosio che dice di essersi convertito al culto della Madonna dopo aver lungamente trombato donne, bevuto, drogato, giocato d’azzardo. La cosa lo ha talmente colpito che ci ha scritto tre libri ed è in tv per annunciarci l’ultimo.

Pausa. Ora ci vorrebbe un bel cognac e magari un cohiba, come quello che si è piazzato nell’avatar fma pensando che passasse inosservato questo suo subdolo invito alla perdizione tabagista. In realtà l’alcol mi è severamente interdetto perché interagisce con la varia chimica che mi viene comminata per non procurarmi una candida camicia che si chiude sul dietro. I cohiba, invece, mi sono proibiti dalla mia determinazione a non fumare più e dalla severità della madre di mia figlia la quale, tra parentesi, non vede di buon occhio nemmeno l’alcol. Ci sono eremi più allegri di casa mia.

Posto una foto su facebook, faccio un tweet, leggiucchio il corriere. Quivi scopro che adesso tocca al ministro degli interni fare la maestrina. Dopo Michel il giovane, Mario il vecchio e Elsa la stronza è il momento di Anna Maria la cicciottella informarmi che io cerco un lavoro fisso vicino ai miei genitori. A quello di prima bastava ficcarmelo nel culo, questi invece, oltre a incularmi mi vogliono insegnare “come va la vita”.

Io dico, ma perché non fate il vostro cazzo di sporco lavoro e state zitti? Perché oltre a fottermi dovete pure fare i commenti tra di voi? Mi sembrate un branco di stupratori di gruppo: non è colpa vostra se mi state inculando, sono io che mi sono laureato tardi, che voglio il posto fisso noioso e perfino vicino ai miei genitori. Mi merito quello che mi state facendo. Non è una riforma del mercato del lavoro, ma una punizione perché fino ad oggi, mentre voi e la Marcegaglia sgobbavate, io me la sono spassata.

Mi piacerebbe che domani il Corriere facesse una bella pagina bianca, senza notizie. Senza Madonna, senza ministre, senza neve a Roma, senza Schettino. Una pagina che finalmente potrei riempire con quello che mi va che sarà poco, ma sempre meglio di queste stronzate. Non ditemi più nulla, per favore. Non ditemi più nulla. Mi sono convinto. Di qualsiasi cosa mi vogliate convincere. Sono convinto. Non ditemi più nulla.


9 commenti su “Non Ditemi più Nulla

  • Alfonso Tulli

    Due errori: uno sul canone, si può non pagare e l'agenzia delle entrate lo consente, consegnando la documentazione come ti dicono all'ufficio postale e pagando un paio di bolli e sovrattasse direttamente a loro per altri sei mesi; e un altro errore è sul Corriere: inutile illudersi, non ve n'è uno degno d'esser letto. Le opinioni della gente sui blog e social network saranno altrettanto superficiali, ma almeno li leggi e dici "questo lo dice lui" e magari hai modo di esporre la tua commenti, invece di pensare "chi finanzia questo giornale appoggia tale partito, ecco perché privilegia solo alcune voci su altre, e visto che è il 'partito mio' dev'essere andata così" e via colla prossima vaccata… Sugli euro spesi per il costume della pargola hai tutto il mio appoggio (sono al quarto, so cosa si prova: la mia me lo dice che si sente bellissima): so' piézz' e'còre…

  • Theodore

    Mi sono trovato, da quel poco che frequento (da feed reader) questo sito, sempre in feroce disaccordo con te, usando l’indifferenza ai tuoi posts come unica arma. Ma stasera queste mi sembrano le parole appropriate.

  • Gabriele

    …i sogni delle piccole principesse…
    Se hai una dolcezza così, con la corona dorata (è d’oro, è d’oro) sei tra gli uomini fortunati, e lo sai, Delle. Ciao, Gab.

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