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Non ci Sono più le Donne di una Volta

25 gennaio, 2008 di bhuidhe  
Archiviato in Storia e Memoria, Vere Donne, Veri Uomini



Me lo sono sentita dire 10 giorni fa.

- Non ci sono più le donne di una volta. Sai, quelle donne che quando porti a casa gli amici sono in grado di preparare magicamente una cena per dieci, che sanno gestire una casa sempre a posto, che sanno tenere il frigo pieno. Non ce ne sono più. Secondo me le donne di oggi hanno perso le capacità delle loro mamme.

Una pentola in rame

Mi sono consultata con una mia amica. Sorpresa! Anche lei, tre settimane fa, si è sentita dire la stessa cosa. Immaginate il fumo che è uscito dalle nostre orecchie. E poi una sua interessante osservazione:

- Secondo me non ci sono più gli uomini di una volta. E’ per questo che non ci sono più le donne di una volta.

E, in un certo senso, ha ragione. Diverse per nazionalità (io scozzese, lei italiana), abbiamo scoperto però dei genitori molto simili. Sì, la magica mamma che tiene una casa come uno specchio e che con qualche misterioso potere magico presenta in 39 secondi precisi un pasto completo per dodici. Si angoscia per una macchia sulla tua camicia, ha sempre le redini in mano e sembra non dormire mai. Ma i loro mariti gli rendevano possibile questa vita (ai nostri occhi impossibile anche se loro la vivevano con impegno e orgoglio). Portavano a casa uno stipendio adeguato (e questa non è un appunto agli uomini di oggi, vittime di una macro-situazione economica) e “ci pensavano loro“.
Le riparazioni in casa erano compito loro. La macchina da aggiustare – se c’era – era compito loro. Le litigate con l’avvocato erano compito loro. Il commercialista e il bancario erano conoscenze loro. Una divisione dei compiti ai nostri occhi inammissibile, ma che comunque comportava un sforzo adeguato da entrambe le parti.

Mamma Casalinga, donne di una volta

Gli uomini di una volta, magari, erano “vecchio stile“. Probabilmente non credevano nell’uguaglianza della donna sul lavoro e nell’economia, ma provavano un profondo rispetto per “la donna“. Uomini che non avrebbero mai alzato una mano, che sarebbero intervenuti in ogni momento per proteggere anche una qualsiasi sconosciuta. Che provavano profonda indignazione per le lesioni alla dignità della donna e offrivano un impegno serio e totale alla loro.

Mio padre, davanti a me, ha ceduto la sua sedia a una signora in albergo. Ero adolescente. Mi ha chiesto se sapevo che mestiere facesse la signora.

- No, cosa fa?

- E’ una prostituta. Ma è sempre una signora. E se un giorno tu mancherai di rispetto a una signora come lei, sarò il primo a sculacciarti. Perché succedono le disgrazie e domani potresti essere tu al suo posto.

Questi signori all’antica stanno sparendo. Per fortuna i loro figli rimangono signori, pur rispettosi dei cambiamenti di ruoli. Purtroppo rimane, permane e sembra essere endemico, un altro tipo di uomo all’antica.

Un uomo ed una donna seduti su una panchina

Le botte continuano. I soprusi, la possessività, il dominio prepotente e violento. Questo tipo di uomo avrebbe provocato disgusto e rabbia nell’uomo di una volta che fu mio padre. Ma purtroppo si è mostrato più resistente nel tempo e duro a morire. In ogni senso.

Questo, ahimè, perché continuano a esistere le donne di una volta. Mentre le donne forti e impegnate nella loro gestione domestica, cresciute comunque con un senso della loro dignità, hanno avuto figlie istruite, indipendenti, capaci di gestire casa, lavoro e figli come a pochi uomini viene richiesto, ecco che le serve hanno partorito serve. Le perfette, addestrate, prontissime vittime dei piccoli bulli.

Notizia di un giorno fa: una mia giovane amica di 22 anni, da un anno sposata e da sei mesi madre, ha ricevuto una telefonata dal marito che le chiedeva di tornare immediatamente a casa – erano le 16 ed era in biblioteca per intenderci. Arrivata a casa ha è stata picchiata. Intervenuta la polizia, la suocera le ha portato via la bambina e ha interessato i servizi sociali tentando di toglierla alla giovane mamma cercando di farla passare per pazza. Intervenuto il padre della mia amica, altissimo ufficiale dell’esercito, questa famiglia di piccoli, meschini bulli si è immediatamente ritirata e ora la mia amica si trova dal suo papà con la sua bimba a curare le sue botte.

Shadow Woman

Una donna che aggredisce un’altra perché non sta giù sdraiata come un tappetino non può che crescere un figlio che poi abuserà in maniera violenta di sua moglie. Questo perpetuare dei ruoli di una volta è endemico, forse pandemico. Difficile da interrompere.

Ora la mia giovane amica è in piena crisi di coscienza. Si sta mettendo in dubbio. Si sta chiedendo dove abbia sbagliato, cos’è in lei che ha provocato il marito che è convinta di amare ancora. Questa donna deve crescere. Deve diventare una donna di oggi che guarda in faccia la realtà e capire che un uomo che abusa di lei non può mai essere una persona accettabile. Non è in lei la colpa, ma in lui.

La persona che più le sta aiutando in questo viaggio contro la parte più malsana della femminilità, questo docile “tappetizzarsi“, è il suo papà. Uomo di una volta. Uomo che magari avrà difficoltà nell’immaginarla dirigente di una grande industria, ma che per rispetto della sua persona e per la sua felicità vuole che lei torni all’università e per lei combatterà contro se stesso per crescere.

Ripongo la mia fiducia in questi uomini di una volta per aiutare le donne di una volta a crescere e insieme porre fine alle meschinerie dei bulli di una volta.
La decenza è senza tempo.

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Comments

10 Risposte a “Non ci Sono più le Donne di una Volta”
  1. daniela tuscano scrive:

    “Che fine han fatto le donne?/Quelle delle tenerezze e dei ragù!/Quelle che allattano e insegnano/E non tradiscono…”.

    Scusa, ho esordito con alcuni versi di una canzone assai ironica (e poco conosciuta) del mio amato Renato Zero (che, fra l’altro, stima moltissimo le donne) per alleggerire l’atmosfera. Tornando serie non posso che approvarti. Un solo appunto: io non definirei il padre della tua amica “uomo d’una volta”, ma “uomo autentico”. E gli uomini autentici – quelli sì, piuttosto rari – non hanno tempo né età. E comunque, fra tutt*, preferisco sempre gli uomini (e le donne) del futuro. :-)

  2. mc scrive:

    Un graziosissimo pezzo da una ragazza scozzese.
    A quanto pare, nonostante la differente cultura, i problemi e le opinioni a riguardo sembrano simili a quelle descritte da AnimaSola.

  3. Angelo Fabbri scrive:

    Hai messo il dito su una piaga mai sanata, quella della riproposizione degli atteggiamenti sbagliati appresi nella famiglia d’origine.

    Non sono soltanto le donne ad avere atteggiamenti diversi a seconda dell’ambiente in cui sono cresciute, ma anche gli uomini: infatti un uomo che ha vissuto in una famiglia violenta tende ad essere violento a sua volta.

    E’ sicuramente questione di mediazioni culturali che possono esserci o non esserci (e in questo secondo solitamente il comportamento è riproposto tale e quale), ma la cultura da sola non basta, occorre consapevolezza, e il percorso per raggiungerla è diverso.

    Tuo padre aveva qualcosa in più, era un uomo con un alto senso di dignità e quindi rispettoso anche verso le altre persone, una virtù che al giorno d’oggi è purtroppo sempre più difficile trovare

  4. Chiara scrive:

    Hai proprio ragione.
    L’espressione “non ci sono più le donne di una volta” ormai è diventata praticamente una forma idiomatica.
    Questo fa riflettere su come sia parte integrante della nostra cultura attribuire alle donne la responsabilità di un cambiamento culturale che non le vede più esclusivamente donne massaie, assoggettate alle volontà del padre – padrone.
    Sono tutti stereotipi, questo è evidente.
    Ma come non ci sono più le donne di una volta che fanno la pasta in casa, non ci sono più gli uomini di una volta che stanno dalla parte sinistra del marciapiede per non farti camminare a lato delle macchine, per proteggerti.
    Non ci sono più le donne di una volta che tacciono i soprusi del marito alcolista, perché le donne di oggi per fortuna hanno imparato a parlare un pò di più.
    Ci sono vantaggi e svantaggi, le cose cambiano a volte in meglio altre in peggio.
    Ma credo che la responsabilità vada ripartita in un modo più equo.
    E se non ci sono più le donne di una volta, forse per certi versi è un bene. E per altri no.

  5. kikka scrive:

    questo post è veramente maskilista! la donna nn è una serva fatevela voi la cena idioti!!!!!!

  6. kikka scrive:

    nn ci sono gli uomini di una volta….ora solo sicmmioni ke nn rispettano le donne

  7. diabolicoMarco scrive:

    kara kikka
    sicura di aver letto l’articolo?
    Inoltre, per tua informazioni, l’autrice è una donna.
    ke ne dici di dagli un’altra letta?

  8. scara scrive:

    Forse la tua amica ventiduenne doveva pensarci prima di sposarsi per coprire una gravidanza indesiderata ..
    Per quanto riguarda lo stereotipo dell’uomo di una volta , dolce e romantico ma allo stesso tempo duro e forte , negli anni la televisione e il cinema hanno contribuito a sviluppare questo falso mito creando una figura che in realtà non è mai esistita . La società di una volta era molto più conservatrice di quella attuale,c’era una distinzione molto più marcata del ruolo dell’uomo e di quello della donna (basta pensare alle lotte dei movimenti femministi) . Il vero uomo di una volta era come quello di oggi , solo con una maggiore chiusura mentale .

  9. Bhuidhe scrive:

    @Scara: giusto per capire, perché sei saltata alla conclusione che il matrimonio era per coprire una gravidanza a sorpresa?
    Il matrimonio era organizzato da un anno e la gravidanza cercata, giusto perché credo che questa giovane abbia subito abbastanza critiche, accuse e giudizi.
    Chiediti perché sei saltata a questa conclusione sbagliata, con quali stereotipi ha ragionato e perché davanti alla storia di abuso di una giovane reagisci solo con una critica lapidaria a lei.
    E’ esattamente questa fredda condanna della vittima da parte di altre donne che mi preoccupa.

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