Non c’ero e se c’ero Dormivo
18 novembre, 2008 di doxaliber
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane, Informazione

Eccone un altro. I primi a non sapere furono i politici che pagavano tangenti ad Enimont attraverso Sergio Cusani, ed infatti a pagare un conto pesante con la giustizia fu quasi esclusivamente l’ex finanziere braccio destro di Gardini. Poi venne Silvio Berlusconi che mai si accorse degli strani movimenti di denaro che avvenivano sui suoi conti correnti, tutta colpa del Papà distratto e di Cesare Previti. Il papà purtroppo è deceduto, mentre Previti è stato condannato, però non sta in galera bensì a casa sua avendo usufruito dei benefici concessi dalla ex Cirielli a tutti i condannati che hanno superato i 70 anni di età. Poi è toccato al povero Tronky, il quale poveretto non sospettava minimamente che tra i dipendenti della Telecom ci fossero spioni che ascoltavano le conversazioni altrui su mandato di chissà chi, tutta colpa di Pio Pompa. Infine è stata la volta dei vertici della Polizia e delle istituzioni, che durante la mattanza alla Diaz stavano giocando a tressette col morto e quindi non si erano accorti di ciò che stavano combinando i loro sottoposti; assolti gli inconsapevoli vertici, condannati i poliziotti degeneri.
Ora tocca a Tanzi che, in data 17/11/2008, ha deciso di rilasciare una dichiarazione spontanea ai giudici per chiarire la sua posizione in merito al crack della Parmalat:
”Io non ho mai ideato né ho mai avuto consapevolezza di quella che è stata definita come la grande truffa ai danni dei risparmiatori”
Tanzi ha quindi puntato il dito contro gli istituti di credito, in special modo Bank of America, precisando inoltre che a tenere i rapporti con tale istituto erano Fausto Tonna e l’avvocato Zini.

Vatti a fidare dei dipendenti, normale che poi questi poveri cristi di Confindustria chiedano più flessibilità e magari l’abolizione dell’articolo 18, avete idea di quanti manager d’azienda negli ultimi anni sono finiti nei guai a causa dei loro dipendenti corrotti? Certo però che i grandi imprenditori italiani mi deludono davvero, dovrebbero essere le menti eccelse dell’imprenditoria nostrana, i top manager, ma in realtà si fanno infinocchiare così facilmente dai loro contabili; sinceramente più che top manager sembrano bambini che accettano caramelle dagli sconosciuti. Mi chiedo quindi se alla fine l’Italia non sia nelle mani di manager mediocri che non sanno nemmeno capire ciò che avviene a casa loro e nelle loro tasche, figurarsi se possono comprendere le complesse dinamiche economiche di un’intera nazione.
Comunque, tranquilli, il povero Tanzi non pagherà per colpe che non ha, anche lui ha più di 70 anni e quindi potrà usufruire dei benefici della Ex Cirielli. Però se io fossi al posto dei dipendenti Parmalat fuggirei al più presto verso qualche stato in cui non c’è estradizione, quei bastardi dei lattai non potevano non sapere e secondo me la polizia li sta già cercando, ecco le prove:

Le prove!1!1!111 Due dei responsabili del crack Parmalat, la Mucca Carolina ed un lattaio, cercano di raggiungere la frontiera prima che la polizia li arresti
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…vanno in francia…
minuscolissima a volte.
non ho nulla da aggiungere, ma mi dispiaceva non lasciare commento in un articolo completamente condivisibile.
E’ bbuon assai, abbravo doxa.
Grazie Simona, apprezzo molto.
Carolina non c’entra nulla, è solo un altro capo espiatorio, posso garantire sulla sua onestà: la conobbi durante una vacanza a Vipiteno era una grande lavoratrice, credeva molto nella produzione dell yogurt.
Corri Caroli’, corri!
capro…sorry
meglio: bovino espiatorio!
Grazie Doxa
E’ un po’ che leggendo quello che si scrive su MC mi viene la depressione.
Si parla di cose drammaticamente vere, miserevolmente pessime, schifosamente “legali”, contro le quali mi pare che noi non si possa fare nulla.