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Noi Stessi

17 maggio, 2009 di Pazzeggiando  
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Un 30 di Febbraio di un anno XY ci svegliamo, ci affacciamo alla finestra e ci lasciamo accarezzare dai seducenti raggi del sole; ci laviamo, ci pettiniamo, ci vestiamo e non mettiamo nemmeno un filo di trucco perché quelle ore di sonno anche se poche sono state così pienamente godute che non hanno lasciato sul nostro viso nemmeno un piccolo segno di stanchezza. Camminiamo per le affollate strade della città e ci sentiamo forti e invincibili, orgogliose di quella giornata come di tutto il resto della nostra vita, pronte a calciar via qualsiasi dolore ci attanagli trasformando i problemi in sorrisi con un semplice tocco del nostro coraggio.

eyes

Un 31 Febbraio di un anno XY ci svegliamo, ci affacciamo alla finestra e seguiamo con lo sguardo tutte le goccioline di pioggia che impetuosamente si affannano per ricoprire ogni singola superficie; ci laviamo, ci pettiniamo, ci vestiamo e cerchiamo col trucco di coprire quelle indelebili tracce di stanchezza che la notte agitata e angosciosamente insonne ha lasciato sul viso. Vorremmo uscire ma una ingestibile spossatezza attanaglia il nostro corpo e la nostra mente, la fragilità e l’insicurezza di quello che siamo trasforma in insoddisfazione la nostra incapacità di risolvere anche i piccoli problemi quotidiani, ci sentiamo tristi e inspiegabilmente soli. Qualcuno potrebbe scientificamente o cinematograficamente (se riecheggia nei propri ricordi “La sindrome di Sthendal”) diagnosticare questi radicali cambiamenti di prospettiva come sindrome di doppia personalità.

In realtà la soluzione è più semplicisticamente celata dietro gli inquietanti e repentini cambiamenti del nostro umore anche dopo aver ascoltato una canzone, dopo aver ricevuto una telefonata, dopo un incontro o una discussione; nella nostra umile umanità siamo capaci di trasformare le albe in tramonti o gli inverni in primavere e talvolta senza esserne nemmeno del tutto consapevoli. Per alcuni questa può essere una dannazione, qualcosa per cui maledire sole terra e luna, per altri può essere una benedizione, una manna dal cielo per rendere diverso e inaspettato ogni singolo giorno, dipende tutto da come si vive.

Ricordate la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Ecco, quella! Non c’è una spiegazione razionale e certo non dobbiamo cercare di cristallizzare i nostri atteggiamenti fissandoli sempre e comunque con una specifica motivazione.

L’istinto arde in noi come la fiamma di un incendio che divampa, perché frenarlo? C’è forse qualcosa di male nell’essere se stessi? A prescindere credo che la bellezza di questi imprevisti cambiamenti stagionali nella nostra anima siano frutto della nostra vulnerabilità, delle nostre piccole o grandi incertezze, della nostra paura dell’ignoto, del nostro essere così deliziosamente imperfetti, insomma del nostro essere così dolcemente umani.

Foto Dream-on

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Pazzeggiando
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Comments

9 Risposte a “Noi Stessi”
  1. eh già …. è proprio così

  2. vanda scrive:

    Succede anche a me. Ma non lo so scrivere così bene.

    Un saluto.

  3. maria scrive:

    beh ovviamente, nella norma, succede un po’ a tutti…
    in casi patologici…. a meno che non si viva a “firenze”…più che sindrome di Stendal… viene considerato disturbo bipolare….una brutta “bestia”, sia per chi ne soffre, ma anche per chi li circonda.
    ma mediamente sono, appunto, solo sbalzi d’umore dovuti sia a situazioni endogene che esogene.

  4. a67 scrive:

    adesso si affrontano con i farmaci o si catalogano come “patologie” le piu’ elementari paturnie umane !! e la cosa peggiore e’ che stanno tentando di farlo con i bambini !! anzi, in alcune nazioni lo fanno gia’ … vedi la sindrome da “moto perpetuo”, o come c***o si chiama … mah !!

  5. maria scrive:

    non sai quante volte, mi vwerrebbe la voglia di urlare contro chi a furia di sindromeggiare tutto…. ha fatto la fortuna di cliniche e case farmaceutiche… vivo in quello strano pudore di chi anche se non direttamente, ne è coinvolta personalmente, nei vortici che si creano dietro queste sindromi…
    è alcuni che entrano in determinate cliniche per farsi curare…. diventa una perdita… se dovesse guarire… e piuttosto che aiutare i familiari, vengono descritti al malcapitato, come insensibili, rafforsando il loro senso di smarrimento….poi quando li rispediscono a casa….fino al loro successivo ritorno…. sono c…i nostri e chiunque altro ne fosse coinvolto.
    non voglio fare di tutta l’erba un fascio, e non volgio fare nessuna accusa…prendetelo come uno sfogo di una che oggi vive il suo 31 febbraio…

  6. fma scrive:

    Tutto vero.
    Meno la convinzione d’essere così, anzichè cosà.
    Se me lo dovessero chiedere non saprei dire com’è fatto il me stesso, che pure mi porto dietro da ormai tanti anni.
    Dunque non saprei dire se ciò che faccio è proprio il meglio di ciò che potrei fare. Tendenzialmente sono portato a pensare di no.

    • a67 scrive:

      non sara’ il meglio, ma in pratica e’ quello che fai … quindi (forse) e’ quello che vuoi fare …

      mamma mia !! che “pippa mentale” mi e’ uscita :-)

  7. smile scrive:

    I cambiamenti d’umore celano tormenti interiori, tempeste che ci agitano e smuovono qualcosa in noi…quel qualcosa che un giorno ci porta a dare un senso tutto nuovo a cose, volti, suoni che fino a quel momento avevano un senso di familiarità.Noi umani viviamo dando un senso a percezioni,sensazioni,emozioni e ci spaventiamo quando un qualcosa inaspettatamente smuove i nostri sensi…ma se riflettiamo sono proprio le cose che viviamo e sentiamo a farci sentire vivi.
    Hei pazzeggiando un gran bell’articolo…alla grande. A rileggerci… :-) :-) :-)
    P.s: ma hai per caso un tuo blog???

  8. marechiaro scrive:

    Un 31 Febbraio di un anno XY ci svegliamo, ci affacciamo alla finestra e seguiamo con lo sguardo tutte le goccioline di pioggia che impetuosamente si affannano per ricoprire ogni singola superficie: è un bel giorno per fare l’amore come non l’abbiamo fatto mai. Viviamo in un paese felice dove l’acqua verrà immagazzinata e non farà danni, perchè preoccuparsi? Si, bisogna andare a lavorare con mezzi pubblici, perchè abbiamo eliminato la macchina ma sono puntuali e puliti e potremo chiacchierare durante il tragitto. Il lavoro è faticoso ma gratificante, sicuro e pagato, i bambini andranno a scuola felici perchè non ci sono bulli e maestre stressate, il nonno è arzillo anche se non fa più sesso e il viagra non lo passa la mutua, i tempi del co.co.pro sono passati e il precariato sembra solo una brutta favola inventata per far paura solo agli sfaticati. Anche la suocera è calma e serena nonostante la menopausa, si sta dedicando alla buona cucina ora che i prodotti sono sani e genuini come non ha potuto fare mai. I ragazzini alle prese con le crisi adolescenziali pensano solo a come si conquista l’anima gemella, un pò tristi o un pò allegri, lo si capisce dalle canzoni che scaricano liberamente su internet, il neonato frigna solo un pò per il primo dentino che sta spuntando, ma si consola subito col pollicino, è nato col parto naturale e nessuno ha voluto fare il cesareo per guadagnarci sopra. Non ci sono più extracomunitari perchè sono tornati nei loro paesi dove non ci sono più guerre e carestie, i poveri che chiedono l’elemosina sono solo delinquenti, truffatori, evasori, spacciatori, trafficanti d’armi e non fanno per niente pena. Abbiamo dormito bene, nonostante le bollette che sono arrivate, d’altra parte corrispondono perfettamente a quello che abbiamo consumato e ai nostri calcoli, i soldi ci sono se non si compra quel vestito da cerimonia che tanto non metteremo mai, perchè preoccuparsi? Ed è così che ci siamo svegliati un’ora prima e nonostante i sintomi premestruali e un’infiammazione proprio lì, sull’attrezzo di lui per troppa bicicletta faremo l’amore come non l’abbiamo fatto mai, scivolando fra sogni di seta e lenzuola di puro cotone, la stanza è un pò in disordine perchè non abbiamo la colf, ma i mobili tirati a lucido e su misura non dovranno subire traslochi a meno che non lo vorremo noi, questa casetta è nostra e c’è solo un mutuo a rate così costanti da pagare da sembrare persino noioso, l’amministratore è onesto e non si sognerebbe mai di farci pagare anche la quota del camorrista amico suo che non vuole pagare. Qualcuno potrebbe scientificamente o cinematograficamente diagnosticare questi radicali cambiamenti di prospettiva come sindrome di una ritrovata giustizia, senso etico e di lotte per tutelare i propri diritti senza adattarsi ed arrangiarsi, ma la realtà è una sola: che il 31 febbraio sul calendario non esiste, e per 365 giorni all’anno anche se c’è il sole questo è solo un sogno che c’inventiamo per non imbottirci di tranquillanti.
    L’istinto arde in noi come la fiamma di un incendio che divampa, perché frenarlo? C’è forse qualcosa di male nel continuare a sognare? Si: dare la colpa al tempo se le cose non vanno e continuare ad aspettare, subendo i piccoli e grandi sopprusi. Un giorno di pioggia è solo un bel giorno per starsene a letto, personalmente a dormire, tu a fare quello che vuoi, non è di certo motivo di tristezza e di nervosismo. Il mio umore non è mai stato alterato dal tempo o dalle tempeste ormonali, solo da notifiche, telefonate,, burocrazie, controlli e telegiornali!

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