No, non rimpiangeremo Napolitano 35


Chi sarà il nuovo presidente della Repubblica? Ancora non si sa ed è anche difficile prevederlo. Una sola cosa è certa. Napolitano se ne andrà e non lo rimpiangeremo. Non rimpiangeremo il personaggio che ha voluto il governo Monti, il governo del rigore a senso unico che tanto è piaciuto alla burocrazia liberista europea. L’uomo che ha benedetto tutti gli interventi militari italiani all’estero e che, non per caso, non ha detto una parola sulla spesa folle degli F35.Che ha fatto dell’unità nazionale la sua bandiera, che andava bene quando si trattava di erigere uno steccato contro il secessionismo leghista, ma che in nome della stessa unità nazionale ha fatto di tutto – e fino alla fine del suo incarico – per sollecitare l’accordo fra PdL e Pd. Che ha contribuito oltre misura all’interessato allarmismo sulla crisi economica ma non ha mosso un dito contro la crisi sociale solo perché avrebbe significato denunciare le crescenti disuguaglianze nella società italiana. E quindi schierarsi a fianco della maggioranza degli italiani contro la minoranza straricca e strapotente, l’esatto contrario dell’unità nazionale.

Non rimpiangeremo il capo dello stato che ha forzato la Costituzione di cui doveva essere garante introducendo nella prassi istituzionale una sorta di semi presidenzialismo di fatto, dimenticando (facendo finta di dimenticare) che la nostra è una repubblica parlamentare. Il politico di lungo corso che nel suo discorso di insediamento sette anni fa pronunciò la storica frase: ”Sarò il presidente di tutti gli italiani e non solo della parte che mi ha eletto”, salvo poi diventare il presidente della parte che non lo aveva eletto. Il presidente della Repubblica che ha graziato senza alcun motivo valido il direttore del Giornale Alessandro Sallusti condannato per diffamazione e ha solennemente commemorato l’ultra reazionaria Margaret Thatcher. La massima istituzione dello stato che in tempi di sottosalari e pensioni da fame non ha mai sentito l’imperativo morale di ridursi di un solo euro il proprio ricchissimo appannaggio mensile. No, non rimpiangeremo Giorgio Napolitano.


Informazioni su Bruno Carchedi

Mi chiamo Bruno Carchedi. Sono nato ad Alessandria, città piemontese un po’ ligure. Mi sono laureato in ingegneria e ho sempre lavorato in grandi aziende dell’informatica. Mi sono buttato a capofitto nelle grandi lotte operaie e democratiche degli anni '70. Ho sempre fatto il sindacalista di base. In quanto sindacalista non ho mai fatto carriera in azienda. In quanto di base non ho mai fatto carriera nel sindacato. Il risultato è che adesso ho una pensione di sopravvivenza, anche se mi ritengo abbastanza un privilegiato. Cosa farei se potessi tornare indietro? Esattamente quello che ho già fatto. Ho due grandi passioni. Il buon vino (degustato in modiche quantità) anche se costa parecchio e la musica, che invece è alla portata delle mie tasche. Mi piacciono le danze etniche e popolari, e la musica classica (tutta). Ah, dimenticavo. Credevo che la Lega Nord fosse la più grande disgrazia capitata dopo il fascismo ... ma poi è arrivato Monti. Arrivato su MenteCritica grazie a questa opportunità

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