No, Non è Pasolini: La telefonata Berlusconi Lavitola

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "No, Non è Pasolini: La telefonata Berlusconi Lavitola" è stato scritto da Comandante Nebbia

Nella telefonata tra Silvio Berlusconi e Valter Lavitola l’Accattone, probabilmente non c’è alcun elemento che possa indurre il sospetto di un reato. Eppure, quei sei minuti ed undici secondi di conversazione ci raccontano del degrado civile e politico di questo paese meglio di qualsiasi trattato sociologico.

Da una parte un untoso e strisciante servo che si rivolge al potente lodandolo ed evidenziando la sua fedeltà fino al punto di spingersi in arditi suggerimenti sull’opportunità o meno di riproporre al parlamento una legge appena bocciata dalla corte costituzionale. Dall’altra un uomo palesemente torpido, poco reattivo, distratto, incapace di concentrarsi anche sulle cose più elementari. Stanchezza? Vecchiaia? Farmaci? Alcol? Droghe? Non è dato saperlo. Qualsiasi cosa è possibile e, sinceramente, inquietante.

Lavitola e Berlusconi parlano delle loro cose come due condomini che sparlano dell’amministratore. Profondità intellettuale e culturale nulla. Banali, ordinari, sciatti. Una vergogna per chi si trova a vedere il proprio destino amministrato da questo genere di mezzi uomini che, in altre latitudini, sarebbero stati combusti nella fornace di una competizione leale basata sulle capacità e sui meriti.

La telefonata decade nel ridicolo quando si entra nella fase della raccomandazione. Il generale che si contenta di essere secondo, non primo per carità, ma secondo. Mezzi uomini pure quando si tratta di desiderare qualcosa. La richiesta di finanziamenti per un giornale che non serve a nessuno, per mantenere tremila giornalisti, anche di sinistra. Della serie, anche se non serviamo ad un cazzo, tutti dobbiamo campare. E’ ovvio, del lurido finanziamento pubblico alla stampa abbiamo già parlato e non sappiamo cosa aggiungere. Questa telefonata, se possibile, ce lo rende ancora più odioso, una sorta di vile prebenda concessa al cane che uggiola sotto la tavola.

Questa conversazione non ha interesse criminale e probabilmente non andava diffusa, ma è un’opera d’arte del nostro tempo. Uno squarcio pasoliniano sulla pochezza e la meschinità di uomini che per loro ventura e nostra insipienza si trovano dove per nessun motivo si sarebbero mai dovuti trovare.

E’ questo il male profondo ed insanabile del nostro paese al quale si può sfuggire solo con la chirurgia perché il cancro si estirpa col ferro e non con gli antibiotici e le vitamine.
E se voi pensate di ricorrere all’omeopatia, allora credete veramente alla Befana.

Se ti è piaciuto questo posta aiuta MenteCritica concretamente. Finanzia la diffusione di questo articolo.Il denaro raccolto con le donazioni verrà esclusivamente utilizzato per pagare i costi di gestione del sito e per propagandare gli articoli di MC utilizzando lo strumento di promozione di facebook. I numeri per la diffusione sono stime di facebook per la pagina facebook di MenteCritica. Le donazioni risulteranno intestate al curatore del sito: Gianalessio Ridolfi Pacifici.
Donazione per diffusione contenuti MC



una volta era uno in gamba

Taggato con: , , , , , , ,
Pubblicato in 000, Bacio della Buonanotte, Cronache Italiane
Pubblicità da Liquida
Pubblicità Locale
Pubblicità Google
Diffondi i contenuti di MC
Il denaro raccolto con le donazioni verrà esclusivamente utilizzato per pagare i costi di gestione del sito e per propagandare gli articoli di MC utilizzando lo strumento di promozione di facebook. I numeri per la diffusione sono stime di facebook per la pagina facebook di MenteCritica. Le donazioni risulteranno intestate al curatore del sito: Gianalessio Ridolfi Pacifici.
Donazione per diffusione contenuti MC



Cerca in MC
Loading
Archivi
Generata in 0,752 secondi. Effettuate 55 query al database e 28 query nella cache. Memoria usata - 24.54MB