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Niente Sarà Mai Come Prima

9 ottobre, 2008 - 9:34 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra




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In queste ore di fiamma, dove il destino di tutti dipende dagli andamenti capricciosi ed aleatori degli indici finanziari, è unanime il coro dei pentiti del liberismo, di quelli che: dopo questo, niente sarà mai come prima.





E, io, io che ormai sono vecchio dentro perché la mia gioventù se la sono mangiata la delusione e il disgusto, ascolto, annuisco e penso: certo, come no, certo. Niente sarà mai come prima. Sicuro. Sicuro.

Lasciate che passi un’istante la bufera, lasciate che si apra uno solo spiraglio, anche piccolissimo. Lasciate che i numeretti rimangano verdi per tre giorni di seguito e vedrete se le cose torneranno come prima o no.

Questo perché abbuffarsi, scopare le veline, imbottirsi di droga, comprare giacche da 10.000 euro, macchine, barche e prendere il sole nelle isole tropicali è molto più divertente che lavorare, produrre, rendersi utili per se e per gli altri.

La verità è che, nonostante quello che raccontano, tutti sono convinti che nell’incertezza del premio in cielo è meglio farsi un giro in paradiso quando si sta in terra e che se anche ammazzi, torturi, fotti, dopo non succederà nulla. Nulla. E’ solo questione di stomaco. Più ne hai, più fai.

Niente sarà mai come prima. Lo dicemmo anche dopo l’attentato alle torri gemelle. Niente sarà mai come prima. E’ vero.
E’ stato peggio.

Ricordatevi di ripassare qui e lasciare un commento tra qualche mese. Ci tengo.

Art by  Lorraine Schleter

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Comments

21 Risposte a “Niente Sarà Mai Come Prima”
  1. marco scrive:

    bisogna sperimentare il gusto di dare, essere sensibili, godere del bene altrui. Altrimenti ognuno rimarra’ la prigione di se stesso.
    Il dono puo’ trasformarsi in “dipendenza” solo se si e’ sensibili.
    Se si sperimenta questo allora giacche, veline e suv appariranno molto molto meno appetitosi.

  2. francy68 scrive:

    comandante sono sempre stato io in prima fila sul pessimismo cosmico…
    tu devi rassicurarci, non lasciarti andare a … a … dire quello che tutti sappiamo.
    te possino.

    • harlot scrive:

      E perchè dovrebbe? La rassicurazione è come una moglie che prende le botte dal marito e dice: “Oooh, lo fa per il mio bene!!1!1″

      • francy68 scrive:

        era un rimprovero perchè il suo ruolo è quello di tener alto il morale delle truppe…se mi fa come Denethor (“Tutto è perduto, fate come me, gettatevi nel fuoco”) …lo disconosco come comandante. :-)

        Poi per gettarsi nel fuoco di motivi ce ne sarebbero…basta guardare la norma che ha indignato Tremonti (e già questo dice tutto); quella che si propone di salvare questi bei manager che stanno portando il paese alla rovina…

  3. Il Gobb scrive:

    Pensavo di essere io il pessimista cosmico più convinto di Mentecritica… ma in questo caso è un vero peccato sentirsi in compagnia >__<

  4. ugasoft scrive:

    io invece sto diventando ottimista!
    La crisi mi mette ottimismo.
    io vivo con poco denaro, sogno di vivere con poco denaro.
    Sogno che il mondo tra 50 anni non sarà morto di inquinamento.

    Voglio tempo, quello desidero, tanto tempo per me e per stare con gli altri.

    Benvenga la crisi, mi divertirò a veder soffrire le mamme coi suv portare il loro bimbo dal maestro di pianoforte… senza suv!

    La mia bici va ovunque, con o senza la crisi ^_^

  5. tusaichi scrive:

    giovedì 9/10/08 ore 16.37,
    proviamo, ci rivediamo tra qualche mese.
    se ci saremo ancora.

  6. Gaetano G. scrive:

    tranquilli , il liberismo lotta e vive insiema a noi ,è solo un poco stanco ..

  7. Cima scrive:

    Lavorare, produrre, rendersi utili per se e per gli altri e magari far l’amore con una velina no, eh? Pare brutto…

  8. F.Maria Arouet scrive:

    Il liberismo non é il pensiero unico ed immutabile su cui si regge il capitalismo.
    Il ruolo del mercato e la sua importanza, sono cambiati nel corso della storia e tuttora sono diversi da un’area all’altra del paneta. Il capitalismo dell’Europa continentale non ha mai conosciuto il neoliberismo reaganiano e thatcheriano e ha poco da spartire col capitalismo di stato cinese
    Di sicuro niente sarà più come prima.
    Tuttavia chi si aspetta che il sistema economico collassi e che dalle sue ceneri nasca un modo di produrre e di distribuire retto da regole diverse, con le quali l’interesse individuale, il danaro, la competizione per accapparrarsi una fetta di paradiso in terra, abbiano poco o nulla da spartire, credo rimarrà deluso.
    Si riscriveranno le regole, magari verrà rispolverato il piano Keynes bocciato a Bretton Woods, verrà mandato in pensione il FMI per la pessima prova che ha dato di sé, verrà riscritto il ruolo del dollaro e magari quello degli USA e della Cina, forse la politica si riapproprierà del proprio ruolo a scapito dell’economia, come ogni qualvolta questa attraversa un periodo di difficoltà, ma i motori dello sviluppo resteranno pur sempre le pessime qualità degli uomini.
    Che non sarà una gran consolazione, ma é purtuttavia l’unica realtà con cui bisogna fare i conti.
    Credo che dobbiamo smettere di considerarla una disgrazia.

  9. Marco scrive:

    Qualcuno lo detto ieri da Santoro riguardo alle banche, ma vale per questo mondo globalizzato: tutti vogliono guadagnare di più. Non il giusto, di più. Basta solo vedere le banche e le pompe di benzina; on il petrolio a questi livelli il prezzo di benzina e gasolio doveva esse almeno di 0.10 in meno e invece…. idem con i tassi di sconto, euribor e compagnia cantante. Tutto questo avviene con il beneplacito di uno stato che quando non è assente è socio neanche tanto occulto. Altro che amministrare…. Quindi non riesco ad essere ottimista… e con questa banda di governanti semi argentini, poi…

  10. lupoalburnino scrive:

    IO ci sarò tra un mese, CN.
    Non m’intendo di economia, non so perchè sia successo questo psicodramma. Non ho neppure molti rispsrmi: quel poco che si fa in una lunga vita di lavoro. Non ho il suv, ma una Stilo della Fiat per trasportare i nipotini un pò qua, un pò là in un cerchio di pochi chilometri. Non vado neppure a Roma da mia figlia con l’auto: prendo il treno.
    Ma sono preoccupato lo stesso, perchè non sono i ricchi a subire le conseguenze di questa crisi. Chi porta i figli a lezione di pianoforte continuerà a portarli con i suv. Chi possiede le ville sulla costa sarda o sul lago di Como, probabilmente ne comprerà ancora. Chi va a veline e sceglie di visitere il paradiso in terra continuerà a farlo. In barba a chi non ha suv, non possiede ville, non conosce veline.
    Non cambia nulla in questa società ingiusta.
    Le banche probabilmente saranno salvate come l’Alitalia, ma a salvarle non saranno i possessori di suv, ecc. ma coloro che già soffrono.
    Sono pessimista come te, CN. Non per me, per i miei figli e i miei nipoti e per la stragrande maggioranza del popolo del mondo come i miei figli e i miei nipoti. Per questo vorrei che Dio, come ci è stato insegnato, esistesse, perchè quelli che godono nel paradiso terreno non vedano il cielo!
    Sono un illuso? Però, ci spero!

  11. F.Maria Arouet scrive:

    Sperare che Dio esista affinché neghi il suo paradiso alle signore che portano il figliolo a pianoforte con il SUV, mi sembra francamente un far torto a Dio.
    Ove questo esistesse avrebbe tutte le ragioni d’incazzarsi per essere chiamato a simili incombenze di portineria.

    • lupoalburnino scrive:

      Quello che mi disturba, caro F.Maria A., non è tanto l’ironia, ma il fatto che non si voglia scendere più a fondo dei ragionamenti. Ci mancherebbe che Dio, se esiste, se la debba prendere con le mamme che accompagnano i figli alle lezioni di pianoforte con il suv.
      Non voglio offendere la tua intelligenza, ma ti prego di non offendere la mia. Però, voglio spiegarmi meglio. Il discorso è più generale, se non ti dispiace. Vorrei che Dio esista perchè colpisca questi mascalzoni che decidono in che modo deve vivere la società mondiale. Se esiste il peccato o il male, come ti piace chiamarlo, chi lo commette deve essere punito. Quale potrebbe essere la punizione giusta per questi individui? Se Dio esiste come potrebbe colpirli?
      E’ un discorso semplice il mio, ma credo coerente con l’esistenza di Dio. Diversamente i fessi rimangono fessi qui, su questa terra, per sempre, mentre i furbi godono: la giustizia non esiste per loro, perchè la speculazione non è reato o per lo meno non li considera tali!

  12. F.Maria Arouet scrive:

    Caro Lupo,
    Hai messo insieme diverse cose, ma soprattutto ne hai date per scontate un paio, che scontate non sono.
    a) Che esistano dei “mascalzoni che decidono in che modo deve vivere la società mondiale.”
    Non considerando che potrebbe essere stata la stessa società mondiale a decidere di vivere in questo modo, perché così le garba. Converrai che se la società mondiale avesse deciso diversamente non si capisce come una minoranza di malvagi abbia potuto e possa continuare a mantenerla in servitù.
    Risparmiami il discorso sul potere demoniaco dei mezzi di comunicazione di massa.
    b) Il tuo discorso può essere benissimo “coerente con l’esistenza di Dio”, nello specifico un Dio che ha la tua stessa idea di male e di peccato, ma ove quest’esistenza non corrispondesse a realtà converrai che sarebbe un discorso coerente col nulla. E’ questo che volevo dire.
    Con simpatia.
    P.S.Toglimi una curiosità: perché, ove il mio modo di vedere le cose non coincida col tuo, ciò potrebbe costituire un’offesa alla mia o alla tua intelligenza?
    Io non ci vedo nulla di offensivo se tu non la pensi come me.

  13. lupoalburnino scrive:

    Neppure io, caro amico, ma è il modo che ancor m’offende. Tu puoi avere tutte le idee che ti pare, ma non credo sia campata in aria, nemmeno un pò, che esista una società mondiale che voglia vivere così. E’ la storia che lo dice: è stato sempre un manipolo di manigoldi ad approfittare dei più deboli e bisognosi con i mezzi più diversi intrisi di violenza e prepotenza. Non credo, per es., che ai poveri mezzadri del signorotto di turno di qualche secolo fa piacesse che il padrone dovesse praticare lo “ius primae noctis”. Dovevano sottostare e basta. E’ un esmpio banale? Può darsi, ma è il simbolo più abietto della prepotenza del più forte.
    In campo diverso, nell’economia, non è cambiato nulla.
    E poi sono stanco di cavillare ogni volta!

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