New Hampshire: il Ritorno di Hillary fa Comodo ai Repubblicani
12 gennaio, 2008 di Lexi Amberson
Archiviato in Oltre il Confine
Sorridono i Repubblicani. Il voto in New Hampshire dice infatti che i Democratici non sanno di aver avuto in mano la carta vincente e di averla mal giocata. In questo momento dare il colpo di grazia a Hillary e voltare pagina con il clintonismo avrebbe avuto come effetto il veder convogliare su un unico candidato forte tutto l’entusiasmo e lo slancio necessari per spalancare i cancelli al 1600 Pennsylvania Avenue e riportare, dopo otto anni, un presidente democratico alla Casa Bianca.
“Voi siete l’onda ed io la cavalco”, aveva detto Obama nei giorni successivi all’Iowa e, da eccelso oratore quale è, aveva trovato esattamente la simbologia che meglio descriveva lo stato d’animo collettivo che stava impadronendosi della nazione, dai media ai semplici cittadini. Un’onda lunga e apparentemente inarrestabile.
Che ha però incontrato una barriera frenante in uno stato solitamente anticonformista come il New Hampshire. Qui Hillary si è accaparrata le città e le contee blue-collar e ad Obama, invece, anche se per poco, non sono stati sufficienti i travasi dei tanti indipendenti che popolano questo stato.

A questo punto non è tanto una questione di programmi o di idee, ma piuttosto un fatto di nervi e di immagine, oltre che di soldi.
Può essere che le lacrimucce di Hillary abbiano finito per fare buon gioco, come succede anche nei più stomachevoli programmi televisivi, dove ogni sentimento viene volgarizzato a fini di audience e ritorno pubblicitario.
Vere o a comando che fossero c’è da chiedersi come reagirebbe, una volta presidente, se anziché dover ingoiare la sconfitta in un caucus del Midwest le dicessero, per esempio, che i talebani si sono impadroniti delle atomiche del Pakistan. Abbastanza preoccupante.
Così come, nel bianco New Hampshire, sembra essere scivolata senza lasciare traccia una sgradevole uscita di Hillary che, tirando in ballo Martin Luther King e limitandone la portata storica, ha sganciato l’ennesimo colpo basso, cercando di ridicolizzare l’avversario e volendo rimarcare una distinzione tra desiderio di cambiamento e concreta applicazione. Dando per scontato, va da sé, che quella brava “a fare” è lei e nessun’altra.
Tutto questo riporta i Democratici nella bagarre. Acclarato che Edwards è fuori, il mese di gennaio vedrà un continuo alternarsi di questa coppia di duellanti (South Carolina a Obama, Nevada a Hillary, ecc.), e sarà presumibilmente una lotta dura e senza esclusione di colpi, fino al Super Duper Tuesday del 5 febbraio, quando ogni decisione effettiva sarà presa.
In casa repubblicana, per ora, il più deluso è Mitt Romney, il candidato preferito dalla base del partito e dal presidente uscente. Il suo intento era quello di investire gran parte dei suoi soldi per vincere in Iowa e New Hampshire e presentarsi al Super Tuesday con lo slancio giusto, ma ha invece rimediato soltanto due secondi posti. Che non compromettono del tutto la sua corsa ma fanno capire, se ancora ce ne fosse bisogno, che non può essere lui il prescelto.
In attesa che Rudolph Giuliani mostri tutto quanto il suo peso nella super votazione del 5 febbraio, coglie una significativa vittoria il muscolare McCain.
In fondo sono loro due, da sempre, i candidati che garantiscono maggiore concretezza e, in questo senso, il percorso dei repubblicani si sta delineando secondo previsione.
Si legga anche la brevissima, ma gustosa, riflessione dell’autrice sulle figuracce rimediate da giornali e sondaggisti in un paio di storiche occasioni.
(Dipinto in apertura: David Armstrong - Election Day)
Articoli collegati:
- Power to the Women Samantha Power non è una donna qualunque. Ha studiato a...
- USA 2008: Una Sconfitta non Annunciata Con le primarie del Montana e del South Dakota termina...
- USA 2008: La Falsità di Hillary La cosa più bella della middle class americana, e più...
Stampa questo Articolo
Lo stesso giorno gli anni scorsi
2008







Mah, io non ho visto lacrimucce, al massimo un po’ di commozione.
Se abitassi in medio-oriente e non fossi israeliano, sarei piu` preoccupato di avere a che fare con Hillary che non con altri; comunque concordo, Hillary e` consapevole che sta` rischiando forte di non farcela.
[Rispondi a questo commento]
Le elezioni americane per me restano un vero mistero. E’ un sistema complicatissimo
[Rispondi a questo commento]