Nessuna Legge Elettorale Può Difendere gli Italiani. Ecco i Veri Nemici del Nostro Paese

Uno degli argomenti clou di questa campagna elettorale è sicuramente il sistema elettorale introdotto dal Governo Berlusconi ad Ottobre del 2005, l’ormai famigerato porcellum. Per molti il porcellum è diventato come una spada sguainata da brandire contro la classe politica, una ragione in più per sbraitare contro la “casta”, per urlare sguaiatamente la nostra riprovazione contro chi “ci governa”.

Porcellum dolce, da mangiare in compagnia


Il porcellum ha assurto il ruolo di vessillo dell’antipolitica, innalzato da Beppe Grillo e da molti blogger nelle loro battaglie contro questa classe dirigente inetta ed autoreferenziale. Anche su Mentecritica non ci siamo certo risparmiati in critiche e sberleffi contro la Legge Elettorale redatta da Roberto Calderoli.

Ma gli italiani sbagliano ad arrabbiarsi, dovrebbero invece ringraziare la classe politica che ha regalato loro questa legge elettorale, perché così facendo ha fornito a molti di noi un’ulteriore scusa per nascondere, sotto una coltre nube fatta di invettive ed imprecazioni fini a se stesse, le nostre colpe e le nostre debolezze.

Ho letto molte critiche a questa Legge Elettorale, che per inciso ed a scanso di equivoci non piace nemmeno a me, ma fra le tante la più gettonata è sicuramente quella relativa all’impossibilità di esprimere una preferenza sul candidato. In effetti più che di “candidati” sarebbe giusto parlare di “nominati”, non secondo il significato ora in voga grazie ai reality show, ma secondo l’accezione espressa dal dizionario: “assegnazione ufficiale di una persona a un determinato ufficio, a una carica”. In effetti questa legge elettorale è scandalosa, dovrebbe incontrare la mia riprovazione; anch’io, come la maggioranza degli italiani, dovrei unirmi al coro degli indignati e recitare la mia parte nel teatrino buffo del “dibattito democratico”. Ma poi mi fermo a pensare, riguardo indietro tra le pagine che hanno segnato la storia politica di questo paese, e mi convinco che il problema non è la legge elettorale, non sono i politici ed i dirigenti corrotti ed incapaci, perché questi sono solo un frutto amaro generato da radici marce e putride che, implacabilmente, da anni alimentano l’intero sistema, permettendogli di prosperare e rigenerarsi.

Quelle radici siamo noi, i cittadini di questo paese.

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In Italia, prima del porcellum, per 12 anni abbiamo votato con un sistema prevalentemente maggioritario in cui non solo si potevano esprimere delle preferenze, ma le nostre scelte erano addirittura in grado di “escludere” dal Parlamento alcuni candidati particolarmente indecenti. Invece, proprio grazie alla Legge Mattarella gli italiani sono riusciti nel difficile compito di mandare in Parlamento, riconfermandoli in tutte le elezioni successive, il più alto numero di pregiudicati ed indagati nella storia di questo paese e forse di tutte le democrazie del pianeta. Gli stessi pregiudicati che poi, per inciso, hanno anche deciso di cambiare quella legge e di togliere agli italiani la possibilità di scegliere. Qualcuno obietterà che il “mattarellum” prevedeva una quota proporzionale del 25% la quale in sostanza era una sorta di paracadute per i trombati, ma la verità è che, a parte poche eccezioni (tra cui forse Mastella), tutti i politici di una “certa importanza” sono sempre stati eletti con la preferenza diretta espressa nei seggi maggioritari. Prima del 2006, anno in cui per la prima volta abbiamo votato con il porcellum, la colpa della decadenza di questo paese e di questa classe politica l’abbiamo attribuita, a seconda dei casi, a Berlusconi, ai comunisti, ai sindacati alle Coop Rosse, alle televisioni, ai giornali, ai tassisti, ai farmacisti, ai notai, al salumiere sotto casa che s’è dimenticato di battere lo scontrino, all’impiegato statale che ruba lo “stipendio” ed all’imprenditore che gira con il SUV. Insomma la colpa era sempre degli altri, spesso entità superiori su cui noi “italiani per bene” in realtà non abbiamo alcun controllo.

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In parte forse è vero, ma allora prima del 1993, prima della Legge Mattarella, ovvero prima che gli italiani in una delle loro più famose indignazioni a “telecomando” lanciassero monete contro Craxi, quando il sistema elettorale era proporzionale ma si potevano esprimere le preferenze, a quale “capro espiatorio” dobbiamo attribuire la colpa del sistema corrotto e malato che aveva ridotto la lira ad essere una moneta barzelletta e l’Italia ad avere un’inflazione degna dei paesi sudamericani? Chi li aveva eletti questi politici se non gli italiani? Già allora gli italiani accusavano i politici di essere attaccati alla poltrona, salvo poi riconfermare - puntualmente ad ogni elezione - tutti i maggiori esponenti delle varie coalizioni; e questo in liste elettorali che in ogni città comprendevano 40 nomi ed un numero spropositato di partiti! Andreotti ad esempio, l’emblema della longevità politica, prima che Cossiga lo nominasse Senatore a vita, è stato rieletto per oltre 50 anni durante i quali è riuscito a diventare Presidente del Consiglio per ben 7 volte e Ministro quasi ad perpetuum! Già prima dello scandalo di tangentopoli si sentivano barzellette che rimarcavano le scarse qualità “etiche” dei socialisti, la più famosa: “l socialista piu’ elegante? Martelli. Il piu’ grasso? Craxi. Il piu’ onesto? Manca!“. Eppure in quel periodo il Partito Socialista in Italia rappresentava una grossa fetta dell’elettorato italiano e riusciva a rieleggere i suoi rappresentanti con cronometrica regolarità!

Insomma, cari concittadini, smettiamola di prenderci per il culo e di dare la colpa agli altri. Fermiamoci per un attimo davanti allo specchio e facciamo un po’ di autocritica, i problemi di questo paese partono dal basso, nel nostro piccolo molti di noi non sono così diversi dai politici contro i quali sbraitiamo, alcuni di noi sono talmente abituati a ruzzolare nel putridume da non rendersi nemmeno conto di essere ricoperti di fango dalla testa ai piedi, anche peggio della classe dirigente verso cui vengono diretti improperi nelle più colorite forme dialettali.

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Sapete qual è davvero il potere forte che sta uccidendo questo paese? Il “partito” che ci sta conducendo verso il baratro? Si chiama “malaffare”, ed i suoi rappresentanti sono la corruzione, le raccomandazioni, il clientelismo, l’omertà di chi sa ma tace, ma anche l’accidia di chi lascia che le cose vadano a puttane senza fare assolutamente nulla, al massimo sbraitando ed inveendo con gli amici, salvo poi inchinarsi o zittirsi non appena il potente di turno, oppure un suo amico, ci passa vicino.

Basandomi su quella che è la mia esperienza trentennale di cittadino italiano il partito del malaffare gestisce la maggioranza relativa degli elettori, d’altronde è facile appore una croce in suo favore, anche senza rendersene conto. Si vota per il partito del malaffare ogni volta che si va dall’amico vigile o assessore per farsi togliere una multa, si vota per il partito del malaffare ogni volta che ci si rivolge ad un politico per trovare un posto di lavoro, si vota per il partito del malaffare ogni volta che “c’ho un amico che può velocizzare le pratiche”, si vota per il partito del malaffare ogni volta che “io non ti chiedo una raccomandazione, ma solo di non essere scavalcato dagli altri”, si vota per il partito del malaffare ogni volta che “bisogna oliare un po’ i meccanismi”, si volta per il partito del malaffare quando 50 euro valgono un voto, si vota per il partito del malaffare quando “lo voto per quelli perché mi hanno promesso un lavoro”, si vota per il partito del malaffare quando si ottengono privilegi non meritati, si vota per il partito del malaffare quando si assume l’amico di un amico, si vota per il partito del malaffare quando si usa il telefono dell’ufficio per farsi i cazzi propri, si vota per il partito del malaffare anche quando si parcheggia al posto riservato ai portatori di handicap o quando si ha un cartellino da portatore di handicap pur non avendo nessuna invalidità, o quando si cerca di scavalcare le altre persone in fila, perché il partito del malaffare è un modus vivendi, non richiede “grandi furti”, ma semplice mancanza di civiltà.

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Quanti di coloro che si lamentano dei politici poi alla fine vivono esattamente in questo modo? Gli italiani invocano giustizia, onestà, rigore, ma solo fino a quando queste tre parole non toccano direttamente i loro interessi, nel momento in cui ciò avviene allora gli italiani scatenano tutta la loro violenza, la loro intolleranza, perché l’interesse ultimo degli italiani è la “famigghia”, il concetto di collettività, di bene comune, è totalmente assente nei cittadini di questa nazione, anche in quelli che sbraitano, urlano, si strappano i capelli contro questa classe dirigente, che invece purtroppo li rappresenta degnamente.

Credo che molti di questi italiani se fossero al posto di quei politici si comporterebbero esattamente nello stesso modo, perché il loro senso dello Stato, il loro senso del dovere nei confronti degli altri, nei confronti delle istituzioni e della collettività, non è affatto diverso da quello dei politici che tanto dichiarano di odiare ma che in realtà, purtroppo, semplicemente invidiano.

L’italiano è talmente abituato a vivere in questo modo che non basteranno nemmeno 100 anni di buon governo per cambiare questo paese. Poco importa che la maggioranza degli italiani in realtà non sia esattamente così, questo perché quella maggioranza, se esiste, è troppo passiva e remissiva per riuscire ad imprimere un vero cambiamento, lascia che queste cose avvengano ed invece di individuare e cacciare i veri nemici preferisce accanirsi contro i capri espiatori, trovando scuse e nascondendosi dietro un dito.

Tra pochi giorni saremo chiamati ad apporre una croce su un simbolo, alcuni di noi crederanno così di aver adempiuto al loro dovere civico. Queste persone non hanno capito niente, certo votare è importante, ed è importante votare le persone giuste. Non i partiti, le persone, perché a dispetto della legge elettorale, grazie a potenti strumenti come internet, possiamo sapere benissimo a chi andrà il nostro voto, le liste dei candidati non sono segrete, ma pubbliche.

Però in realtà le elezioni non si concluderanno il 14 aprile, si perpetueranno invece ogni giorno. Noi votiamo tutti i giorni della nostra vita, facendo delle scelte, scegliendo di vivere in un modo piuttosto che in un altro, questo è il nostro voto più importante perché in realtà è attraverso questo voto che decidiamo il futuro di questo paese e quello dei nostri figli.

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Ora sta a te scegliere per chi votare, se voterai bene ci sarà sempre tempo per modificare il “porcellum” e riconsegnare agli italiani una legge elettorale più equa, se continuerai a votare male, credimi, tra qualche anno il porcellum sarà davvero l’ultimo dei tuoi problemi.

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doxaliber Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Verissimo.
Giusto qualche settimana fa dicevo sostanzialmente la stessa cosa “gli italiani votano sempre allo stesso modo“.
E negli stessi giorni il Comandante partiva dalla mozzarella per arrivare allo stesso punto che sottolinei tu.

Governare gli italiani non è difficile. E’ inutile” B.M.

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Mio padre e mio fratello.

Comunisti.

Pci.

Pds

Olivi, quercie..

Non sanno nulla del programma elettorale, lavorano, pensonano, sentono quello che dice la tv.

Vanno avanti per luoghi comuni.

Sono arrivati a votare come assessore un professionista al quale giorni prima erano andati in ufficio a sbattere i pugni e a dargli di “ladro”.

Ma il partito comanda e noi obbediamo.

Naturalmente voteranno il nuovo PD: sono di sinistra.

Naturalmente lo voteranno nonostante, dopo aver mangiato a casa mia e aver dato di ladro a questo governo uscente come lo davano all’altro, solo che l’altro è riconoscibile (berlusca) questo è (prodi, d’alema o chi?), dopo essersi lamentati, aver capitto che i loro sbagli li paghiamo noi, che un intera generazione campa a spese di queste nuove….. voteranno la loro sinistra, che non importa se poi nei fatti è un altra, basta votare a sinistra, avere una squadra alla quale appartenere, una sorta di “tanto s’ha da fa’” che mi demotiva alquanto.

L’importante è che sia di sinistra, o che mi dicano che è di sinistra oh insomma, io voto quello!

E non sono i soli, sono una miriade quelli che votano per “partito preso” nel senso più squalificante del termine.

Loro sono i principali fautori della mia disaffezione all’esercizio del voto: fino a quando saranno la maggioranza il diritto di voto sarà, nei fatti, una chimera.

Sono un pratico.

Andateci voi.

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Le generalizzazione sono molto allettanti. Lasciano sempre quel buon sapere di aver detto tutto, con poche parole ed aver risolto il concetto.

Tuttavia le tutte le generalizzazioni sono sbagliate. Questa è una generalizzazione.

Io sostituirei italiani con una parte della popolazione.

Per il resto mi trovo d’accordo.

Tuttavia voglio parlare anche dell’altra parte della popolazione:

.- di quella che ancora crede che questo sia un paese per cui vale la pena di lottare

.- di quella che realizza e trova soluzioni

.- di quelli che ancora si indignano e lo dicono chiaro e forte

.- di quelli che pensano che è tutto vero, e che loro per primi come consumatori e cittadini fanno una semplice e piccola azione verso la direzione che auspicano.

.- di quelli che, domenica e lunedi, non sarà un atto formale andare o non andare, ma una decisione chiara e seria, non dettata dal menefreghismo e dal “tanto è tutto uguale”, ma da una posizione critica con un riscontro efficace almeno in potenza

.- di quelli che, ancora, scrivono e si indignano

.- di quelli che ogni giorno, uno dopo l’altro, stanno lì, a dire chiaro che non và bene e le provone tutte nel tentativo di uscire da queste impasse.

.- di quelli che non fanno una cosa sola. Non s’arrendono. Perchè alla fine, realizzano che non sono soli ed non è una lotta solitaria, bensì un tentativo che da più parti e da più fronti viene combattuto.

Ed adesso il momento Braveheart è finito. E` consigliabile uralre libertà, poi rimettersi al lavoro. :)

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Vero.
Però.

Io vengo dal sud, conosco i sistemi mafiosi e le dinamiche del clientelismo, del malaffare e quant’altro.

Funziona così:
un’organizzazione criminale trova un politico di riferimento e lo fa eleggere.
il politico di riferimento, una volta eletto, ha la possibilità di elergire qualche favore, di farsi una piccola corte di disperati che, generalmente, restano disperati per un tot di anni.

L’organizzazione criminale controlla l’economia del territorio e quindi il voto del territorio.

Accusare il popolo di non far gli eroi e di essere piccoli brutti e corrotti è non voler vedere quale sia la necessità di esserlo. O sei piccolo brutto e corrotto o emigri.

Ma parlo del sud, del nord non so granché.

Mi pare, a naso, che il posto della criminalità organizzata al nord ce l’abbia l’industria che spesso si è trovata il politico di riferimento etc etc.
… la differenza è che al nord il popolo ha i sindacati contro l’industria, al sud abbiamo i sindacati senza l’industria e nessun sindacato contro la criminalità…

Chi vorrà mantenere i suoi privilegi o anche solo le promesse di futuri privilegi non cambierà il suo modo di votare. La maggior parte del popolo italiano, che sono famiglie, (libri, tasse, pannolini)

Siamo agli appelli finali del voto dato alla gente onesta?

e rendersi conto che l’Italia è sprofondata in un sistema mafioso che la coinvolge da sud a nord?

Il sud può insegnarvi solo questo: inutile combattere i politici, sono burattini, inutile prendersela con “la ggente” hanno bisogni. Si deve mettere in piedi la società civile e combattere i poteri economici criminali.

E andate pure a far la farsa del voto onesto in sistema mafioso.

[Rispondi a questo commento]

La mafia esiste in tutte le regioni.

La mafia è politica.

La mafia è clientelarismo (lol si scrive così?).

Il voto era un diritto, oggi è una trappola.

Il problema è che anche il non voto è una trappola (per i motivi suddetti, loro sono a posto, non c’è il quorum per le elezioni).

Non sono generalizzazioni, è sistema.

Se io volessi fare il politico onesto avrei molte difficoltà a operare in un sistema dove il “favore” fa muovere gli affari.

Sarei presto isolato.

I politici onesti o diventano disonesti o vengono inesorabilmente allontanati ( ameno che non siano utili).

Questa è la realtà della politica locale.

Abbiamo assessori all’ambiente che guidavano il tram (con la terza media).

Abbiamo assessori al turismo fotografi.

Dove vogliamo andare?

Le tipografie che stampano le schede elettorali sono sempre le stesse… domanda: sono le più convenienti?

Salute.

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Internet è un gran passo avanti, e ci tiene informati. Non bisogna sottovalutarlo: a lungo andare credo (spero) che farà la differenza.

Le vecchie generazioni, quelle che votano per un “atto di fede”, presto non ci saranno più. Speriamo che questa cattiva abitudine scompaia con loro (anche se non ci credo molto).

Il malcostume non scomparirà. E’ nel DNA italico e a molti purtroppo sta bene così. Non immagino davvero cosa si possa fare per cambiare la mentalità degli italiani.

[Rispondi a questo commento]

@Ilbuonbeppe, grazie. :-)

@Mattions, ti riporto un commento che ho lasciato a margine di un altro articolo che avevo scritto qui su Mentecritica:

Quando si scrivono certe cose si ragiona sempre per grandi numeri, sulla cosiddetta “massa”, non è assolutamente possibile effettuare un ragionamento prendendo in considerazione la reazione di ogni singolo individuo. Quando ad esempio si parla di “web” ovviamente non si può prendere in considerazione ogni singolo blog dell’universo, ma solo una grossa fetta abbastanza rappresentativa.

Prendiamola come regola di massima per tutti gli articoli che vengono scritti, sia da me che dagli altri. Credo sia un po’ inutile mettere ogni volta i puntini sulle i e sottolineare come in realtà non “tutti gli italiani” siano così, lo sappiamo benissimo che non tutti gli italiani sono così. Però se io dico che il popolo svedese è più civile di quello italiano tutto sommato non dico una cosa inesatta, anche se in realtà di sicuro molti svedesi sono più incivili di molti italiani. Meglio concentrarsi sul resto del messaggio e sul suo significato e discutere su quello. In questo paese ci sono fin troppe persone che fanno i distinguo e puntualizzano e questo secondo me è solo un altro modo per “giustificarci”.

@Tasti, anch’io vengo dal sud. Ma conosco bene anche la realtà del nord Italia, tutto sommato non cambia niente, anche se lì le cose sono meno evidenti perché - almeno per ora - c’è più lavoro e meno disperazione.

@Oris

Non sono generalizzazioni, è sistema.

Concordo pienamente.

@Paolo, si, ma solo fino a quando la “massa” degli italiani non renderanno il web uno “stupidario” come la televisione. Già ora è un’invasione di immagini e video divertenti, freak show, contenuti mediocri. Per fortuna il web ha una caratteristica unica, ognuno può dare voce al suo pensiero e diffonderlo in tutto il pianeta praticamente a costo zero. Questo è ciò che salva internet, almeno fino a quando internet rimarrà così com’è.

[Rispondi a questo commento]

consiglio attenta lettura articolo flores d’arcais ultimo numero micromega. stop

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azz dov’è?
Io sono poco avvezzo alle letture politiche.

[Rispondi a questo commento]

Oris, Micromega è una rivista bimestrale che trovi in edicola. C’è anche una versione on line, ma non è uguale alla versione su carta stampata.

[Rispondi a questo commento]

@ Oris: “Abbiamo assessori al turismo fotografi”!?!?!

Articolo eccezionale, lo stampo e lo attacco sulla porta di tutte le case del mio comune (sarà facile perchè siamo pochi!).

Condivido pienamente e sono a favore della generalizzazione…
e questo rafforza la mia teoria: solo una rivoluzione interiore, manifestata nel migliore dei modi nella vita reale, puo portare a qualcosa di nuovo e buono…

[Rispondi a questo commento]

@andrea, è vero, purtroppo le cariche vengono date a gente che … insomma si è capito.

Non mi piace la politica, oggi, e io con la politica ci lavoro: intrallazzi, giochi di potere biechi rivolti solo a far denaro, cose talmente vere e talmente diffuse e radicate che oramai quando le dici fai “retorica”.

Sei un generalizzatore, generalizzi.

Sinceramente: non conosco politici onesti, se per disonestà si intende aver approfittato della politica per avere vantaggi personali.

Voi?

[Rispondi a questo commento]

Oggi il politico è diventato chi rappresenta la polis per quello che è….
Credo che dovrebbe essere il rappresentante di quello che vorremmo essere, un modello….
Domande che mi faccio (se qualcuno mi risp, le dico grazie e le mando una forte stretta di mano immaginaria)
Ma oggi che modelli seguiamo?che modelli ci vengono proposti?
Io, giovane, come cresco?
E soprattutto, se in una società la teoria dei modelli è l’unica possibile, come faccio a venirne fuori?
Grazie e scusate

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lupoalburnino

lupoalburnino’s avatar

Sono sconcertato sia dal post che ho letto con molta attenzione sia dalla maggior parte dei commenti. Dov’è la novità espressa dall’articolo di doxaliber? Che tutti i politici sono corrotti e che la colpa della loro elezione è nostra? E allora? Stiamo con le mani in mano? Prima di tutto non è vero che tutti i politici sono corrotti. Non è vero che appartengono tutti alla casta. Anche il fotograto può essere un buon amministratore se è attento alla realtà e ai bisogni del suo territorio. Quelli che ragionano in questo modo appartegono alla “casta” degli intellettuali aristocratici, che mi danno fastidio anche perchè criticano soltanto e non s’impegnano. Vogliamo che i nostri amministratori siano tutti professori di economia? Che noia! Il voto significa anche responsabilità e, in un certo qual modo, lotta alle mafie di ogni tipo sia del sud che del nord. Le generelizzazioni sono solo pasticci filosofici. Partiamo da “Quisque faber suae fortunae est” e coinvolgiamo anche gli altri. Forse in questo modo anche la politica potrebbe diventare più costruttiva e produttiva. I grandi proclami non servono…Cordialmente!

[Rispondi a questo commento]

@Andrea, per quanto riguarda la tua domanda, la risposta la devi trovare da solo. In che tipo di società vorresti vivere?

@lupoalburnino, dici di aver letto con molta attenzione l’articolo, ma la mia impressione è che tu non l’abbia capito. Colpa mia sicuramente, per cui ti farò un breve riassunto.

Tanto per cominciare, per quanto riguarda le “generalizzazioni” ti inviterei a leggere quest’altro mio commento rivolto a Mattions, che mi accusava più o meno delle stesse cose.
Per il resto. Nella prima parte dell’articolo si pone l’accento sul fatto che in queste elezioni, quasi tutti, Mentecritica compresa, hanno posto l’accento sul porcellum e sull’impossibilità di esprimere preferenze. Io ho ricordato un fatto che ai miei occhi è pleonastico, ovvero che prima di questa legge elettorale gli italiani hanno votato per 15 anni con un sistema elettorale maggioritario, in cui era possibile esprimere una preferenza diretta sul candidato, ma il risultato prodotto è stato disastroso perché l’Italia, con quel sistema elettorale, ha portato in Parlamento un numero spaventoso di pregiudicati e di mafiosi. Che poi tra l’altro sono anche i responsabili di questa nuova legge elettorale di cui ci lamentiamo. Ho ricordato anche che nemmeno con la precedente legge proporzionale, in cui si potevano esprimere preferenze, le cose non sono certo andate meglio.
Ho concluso quindi che il problema principale non è la legge elettorale, ma il sistema paese. Un buon numero di italiani ha votato per anni mafiosi e corrotti, o comunque personaggi politici al potere da anni, e lo hanno fatto ben sapendo chi erano le persone che stavano votando. Tra l’altro, tralasciando per un attimo la legge elettorale, dov’erano gli italiani quando i governi approvavano le leggi che hanno precarizzato il lavoro? Perché in Francia i giovani sono scesi a protestare mentre in Italia non è successo niente? Dov’erano gli italiani quando i partiti candidavano pregiudicati in Parlamento? In cabina elettorale a votare diligentemente.
La conclusione finale dell’articolo quindi ci ricorda proprio che “Faber est suae quisque fortunae” (Ciascuno è artefice della propria sorte), ovvero che il compito principale di un cittadino è di comportarsi e di vivere onestamente, di impegnarsi per il bene comune e non solo di pensare ai cazzi suoi. Tale dovere civico si esplica certamente attraverso il voto (qui l’invito a votare le persone giuste), ma anche e soprattutto attraverso le nostre scelte di vita quotidiane, che devono essere improntate all’onestà ed al rispetto per il prossimo. Senza cambiamenti culturali radicali questo paese non cambierà mai.

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Doxa, la penso proprio come te, e non da oggi.
La vera rivoluzione comincia nelle case di ciascuno di noi.
E’ dura, non sarà breve, ma bisogna provarci.
Non sono pessimista: fintanto che ci saranno trentenni come te, abbiamo una speranza.

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Fully grazie. :) Ho riletto il commento che ho scritto per LupoAlburnino ed ho visto che ci sono un po’ di errori, dipende dal fatto che sono stato costretto a riscriverlo a causa dei problemi con il database che hanno afflitto Mentecritica tra ieri ed oggi. :-(

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